Decibel e Meter – VI

Loudness Manager o Loudness Engineer
Riepilogando, controllare il loudness di un programma musicale è fondamentale non solo per rientrare nei termini normativi di legge ( vedi il Broadcast e limiti nel Live ) ma anche per seguire raccomandazioni che tramite studi ed esperimenti eseguiti garantiscono al momento la migliore soluzione possibile per ottenere un suono di qualità ( piacevole o meno ).
Per lo studio e mastering questi 2 fattori sono fondamentali per preparare i vari file e master audio a seconda di dove verranno riprodotti ( tv, radio, streaming, supporti, ecc.. ) seguendo le indicazioni normative e raccomandazioni viste nelle figure 1 e 10 dell’articolo Decibel e Meter IV.
Nel live invece ancora non esiste un approccio solido per questa nuova tecnologia, cerco allora di proporre non solo tecniche di utilizzo di LUFS Meter in ambiente live ma di fornire anche spunti ed indicazioni per la nascita di nuove metodologie di mixaggio e la nascita di una nuova figura professionale, quella del Loudness Manager o Loudness Engineer, ricopribile in certi casi anche dalla figura del P.A. Manger o System Engineer, in quanto l’approccio segue ed è parte della stessa famiglia della taratura e gestione dell’impianto audio ( vedremo in altre argomentazioni sia le tecniche di mixaggio che il lavoro del P.A. Manager ). Queste tecniche potranno comunque essere utilizzate anche in altri ambienti di lavoro come studio e mastering al fine di arrivare ad un miglioramento del programma audio.
Il Loudness Manager va quindi a completare la parte mancante al P.A. Manager e cioè il controllo e processamento dei valori dinamici del segnale audio in uscita dall’impianto audio, fino adesso solo realizzati ad orecchio dal fonico competente e quindi comprensivi di tanti limiti, come su tutti sfruttare a pieno la dinamica di un suono nel range di SPL concesso dagli standard e limiti di esposizione odierna, ma anche come vedremo ( a scelta ) di riportare in un evento live quel suono a cui l’ascoltatore è abituato.
Concentriamoci quindi sul lavoro del Loudness Manager:
E’ di fondamentale importanza possedere un pc ad alte prestazione, un software stand alone con LUFS Meter ( non plugin all’interno di altro software in quanto non sfrutterebbe a pieno le potenzialità dell’hardware e del software stesso dipendendo dalle capacità del software in cui gira e dalle capacità stesse della tipologia di plugin, es. vst, aax, ecc.., utile invece in studio per capire il livello di tracce audio già registrate ).
Per audio live e da registrare utilizzare quindi LUFS Meter Stand Alone.
Sarà necessario avere una scheda audio di qualità ed un microfono di misura sempre di qualità da interfacciare con il software.
Tarare LUFS Meter
Le indicazioni che seguono sono riferiti ad un programma audio mono o stereo.
Come per un qualsiasi altro level meter anche LUFS Meter va tarato in modo tale che per uno 0 dBFS corrisponda uno 0 dBTP cosi da avere dei valori ottimali come da raccomandazioni.
Di seguito una tabella illustrativa per tarare LUFS Meter:

fig. 1

 TARATURA LUFS METER ( Live – Studio e Mastering )

LIVE

1. Posizionare un microfono di misura in posizione centrale sull’asse dell’impianto audio  PA L-R ( esempio postazione F.O.H.), od eseguire tecniche di ripresa multicanale ( utile in caso di presenza di più sistemi di amplificazione, es. delay tower, vedremo queste in altre argomentazioni ), in alternativa è possibile prelevare il segnale splittato dai microfoni di misura utilizzati per la taratura dell’impianto audio in quanto che i metodi di ripresa sono identici ).

2. Inviare il segnale ( tramite collegamento via cavo ) dal/dai microfoni di misura ad un’interfaccia audio multicanale collegata al computer in cui sono presenti i software di analisi LUFS. Impostare i software LUFS per il rilievo del segnale prelevato dal/dai microfoni ( sarà da determinare tramite impostazioni quale/i ingressi dell’interfaccia audio a cui sono collegati i microfoni dovranno essere prelevati dal software ).

3. Inviare rumore rosa all’impianto audio ( pre-tarato, quindi con risposta in frequenza più lineare possibile od ottimizzato ), regolare il livello del volume dell’impianto audio fino ai massimi valori di legge ( per l’ Italia 95 dBLeqA – 102 dBmax ).

4. Regolare il livello del segnale degli LUFS meter presenti nel PC fino a far indicare un Picco o TP di 0 LUFS ( è importante analizzare il livello di Picco o TP e non quello RMS, in quanto è quello che determina i massimi valori prima della distorsione ).

 STUDIO – MASTERING

1. Posizionare un microfono di misura in posizione centrale sull’asse dell’impianto audio o posizione di ascolto ( per ogni ascolto, esempio Main Speakers, Near Field Speakers e qualsiasi altro sistema di ascolto sia presente che sia stereo, mono o surround, ci sarà da eseguire una taratura, in quanto che generalmente la posizione centrale di ascolto è diversa essendo diverso il posizionamento di questi sistemi ). Quindi per praticità ed organizzazione si parte sempre ad ottimizzare LUFS Meter per il Main Speakers, poi Near Field e poi tutto il resto degli ascolti.

n.b. Per non ricalibrare ogni volta che si cambia ascolto, è utile creare dei preset di calibrazione tramite le impostazioni dell’LUFS Meter, cosi da caricare quella giusta per il tipo di ascolto desiderato.

2. Inviare il segnale ( tramite collegamento via cavo ) dal/dai microfoni di misura ad un’interfaccia audio multicanale collegata al computer in cui sono presenti i software di analisi LUFS.

3. Impostare i software LUFS per il rilievo del segnale prelevato dal/dai microfoni ( sarà da determinare tramite impostazioni quale/i ingressi dell’interfaccia audio a cui sono collegati i microfoni dovranno essere prelevati dal software ).

n.b. Consigliato l’utilizzo di un PC a parte e non quello utilizzato per la registrazione/mastering, cosi da poter monitorare e gestire i valori LUFS in modo indipendente e senza stressare troppo la macchina di registrazione e viceversa ( utilizzare plugin Standalone e non quelli attivabili internamente ai programmi di registrazione/mastering come vst, aax, ecc… ).

4. Inviare rumore rosa all’impianto audio ( pre-tarato, quindi con risposta in frequenza più lineare possibile od ottimizzato ), regolare il livello del volume dell’impianto audio fino ai massimi valori stabiliti per la registrazione/mixaggio/mastering ( ad esempio 85 dBA, dipendente dalle dimensioni dello studio ).

5. Regolare il livello del segnale degli LUFS meter presenti nel PC fino a far indicare un Picco o TP di 0 LUFS ( è importante analizzare il livello di Picco o TP e non quello RMS, in quanto è quello che determina i massimi valori prima della distorsione ).

n.b.1 Se il software dispone di un regolatore di guadagno o offset è utile regolare il guadagno del livello microfonico dal software, cosi da mantenere la qualità timbrica del microfono più intatta possibile.

n.b.2 Per ambiente live è consigliata la taratura ad ogni evento, in quanto diverse sono le condizioni che possono starare la misurazione, come il collegamento e scollegamento continuo delle apparecchiature audio, utilizzo di diversi cavi analogici e digitali, posizionamento di palco, strutture ed impianto audio differente. Per lo studio e mastering invece una ricalibrazione ogni 30 – 60 giorni può considerarsi un ottimo valore, giusto per prevenire eventuali alterazioni di qualità dei cavi ed impianto audio. In caso di modifiche al signal flow dell’impianto audio eseguire sempre la ritaratura dell’LUFS Meter.

Per ultimare il processo di taratura impostare i livelli di attenzione ( massimo livello dBTP, livello LUFS, LRA ) in base al tipo di programma audio da analizzare :

 

COME DECIDERE IL LIVELLO DEL PROGRAMMA AUDIO

Se ad esempio dobbiamo analizzare una musica pop di un artista che possiede un album o singolo registrato in studio e commercializzato ( possibilmente di qualità ), può essere utile fare una pre-analisi tramite LUFS Meter o LUFS Level Checker ( fig. 2 ) dei singoli brani che verranno eseguiti durante l’evento live o nella registrazione di un nuovo album/singolo ( questa è la migliore soluzione dal punto di vista di ottimizzare l’ascolto per il pubblico e l’utente finale in quanto è generalmente abituato a sentire ed ascoltare i brani attraverso il supporto o file creato in studio registrazione/mastering ).

fig. 2 2016-09-11_13-49-27.jpg

Un’altra soluzione è optare per considerare il livello di riferimento da raccomandazione ITU ( fig. 1 articolo Decibel e Meter IV ) ( questa è un’ottima soluzione in caso di mix registrati in studio/mastering poveri e scelte tecniche di produzione ( ad esempio ricreare un loudness completamente differente ), per cui è sempre bene interfacciarsi con il produttore al fine di scegliere la migliore soluzione di loudness ), ( se i fattori rilevati dai file registrati sono come quelli da raccomandazione il problema della scelta di un metodo o l’altro non persiste, è in ogni caso utile interfacciarsi con il produttore per eventuali variazioni ).

n.b. Sarebbe utile studiare e creare livelli di raccomandazioni più specifici per ogni genere di programma audio.

Impostare quindi tramite le opzioni e settaggi del software LUFS Meter con i limiti secondo raccomandazioni o rilievi, per esempio se durante l’analisi un programma musicale si presentano caratteristiche come quella in figura 2 ( sul lato sinistro i livelli analizzati del file audio, sul lato destro i limiti inseriti per la comparazione ) optare per impostare LUFS Meter e/o anche il meter della pre-analisi ( fig. 2 )  per altri eventuali rilievi, cosi da avere un livello di comparazione ottimale:

  • Limite dBTP ( generalmente impostazione standard ) – 1 dBTP ( se live ), – 3 dBTP ( se studio/mastering ), possibilmente indicando con colorazione rossa l’impostazione del dBTP.
  • Integrated LUFS – 9 LUFS ( possibilmente con una colorazione differente rispetto al dBTP e altre scale ).
  • Se il meter lo permette, impostare un livello di LUFS minimo e massimo con sua colorazione per il LRA in modo da avere sempre sott’occhio il riferimento dell’ LRA del programma musicale.

Alcuni LUFS Meter permettono di modificare i tempi di analisi Short Term e Momentary ( consigliato lasciare i tempi di riferimento dello standard EBU R-128, 3 s per lo Short e 400 ms per il Momentary ). A volte è possibile pure modificare e/o scegliere il tipo di Gate ( anche qui lasciare impostato quello di riferimento G10 ).

Un esempio di impostazione del meter è di seguito in figura 3.

fig. 3 2016-09-11_14-39-10.jpg

Si nota come si va ad impostare il valore di loudness minimo al livello Integrated Loudness limite – 9 LUFS, ed il valore di loudness massimo come ( Integrated Loudness + LRA = – 9 + 5 ( in quanto generalmente non è possibile inserire valori con la virgola ) = – 4 LUFS.

La scala risultante è di seguito in figura 4.

fig. 4 2016-09-11_14-39-27.jpg

Si nota il valore rosso di picco nel TP Meter da – 1 dBTP ed i valori di loudness nell’ LUFS Meter ( azzurrino da – 4 LUFS e azzurro da – 9 LUFS ), – 9 LUFS l’Integrated LUFS ed il range loudness o LRA da – 9 LUFS a – 4 LUFS.

n.b.1 E’ importante annotarsi i livelli di ogni singolo brano in modo da caricarli sull’LUFS Meter brano dopo brano, per maggiore comodità soprattutto in ambiente audio live è possibile in alcuni meter programmare dei preset in modo tale da cambiare il tipo di preset in base al brano eseguito ( rapido, veloce, immediato ), altrimenti impossibile da eseguire come operazione in ambiente live dove i cambi tra un brano e l’altro sono spesso imprevedibili.

 

n.b.2 Molto spesso in situazioni live non ci sono stacchi tra un brano e l’altro oppure vengono eseguiti diversi arrangiamenti per legare due brani o crearne uno completamente differente, in questo caso viene utile l’esperienza e la conoscenza dei brani da parte del Loudness Manager nel saper decidere quando terminare un tipo di analisi e cominciare con l’altra ( può essere utile anche ottimizzare il loudness con una media dei brani senza stacchi ).

Una volta tarato il software è possibile procedere ad analizzare il programma audio.

 

Procedure di analisi e processamento

Per una corretta analisi è necessario posizionare un microfono di misura in posizione centrata ed in cui tutti i segnali audio si presume arrivino in fase ( ad esempio vicino alla postazione del fonico F.O.H. ), ad un’altezza di circa 1,5 m – 1,6m. Vedremo quando parleremo di P.A. Manager tecniche di posizionamento per il rilievo e taratura degli impianti audio, posizione dei microfoni adatta anche per il rilievo del Loudness, tanto è vero che è possibile utilizzare gli stessi sia per uno scopo che per l’altro.

Il microfono di misura dovrà poi essere interfacciato con il software di analisi su PC tramite interfaccia audio ( la più lineare e qualitativa possibile ).

Prima di cominciare l’analisi è necessario preparare il proprio pc con i software di analisi in modo da avere sott’occhio il completo monitoraggio. I due software fondamentali da utilizzare sono, quello utilizzato per il rilievo dei singoli valori dinamici dei brani ( se questa operazione è stata eseguita e ritenuta necessaria come visto prima ) ( es. fig. 2 ), cosi da caricare di volta in volta il riferimento analizzato ( preset ) oppure scriverlo a mano sul software ed avere in monitoraggio il segnale audio ripreso dal microfono per capire con immediatezza la differenza tra la dinamica in playback e quella ricercata. L’altro software è un software di analisi in tempo reale per rilevare fattori che andremo ad elencare di seguito.

I dati fondamentali da rilevare e considerare come da figura 2 sono il TP Max, Integrated Level ( o Livello di Program Loudness considerato come limite ), LRA Max ( o Loudness Range Amplitude ).

Per il valore di picco in caso di evento live – 1 dBTP può essere considerato un valore ottimale, con o dBTP si è sempre a rischio di clip del software di analisi. Per una registrazione in studio è bene stare intorno ai – 3 dBTP.

n.b. Durante l’analisi è possibile che alcuni picchi portino LUFS Meter a rilevare segnale oltre lo 0 LUFS, per + 1 LU questo non è un problema in quanto incide relativamente sulla misura e stabilità del software e rientra tra le tolleranze di analisi, oltre è consigliato regolare ( attenuare ) il livello di segnale prelevato da LUFS Meter.

L’Integrated LUFS o Programm Loudness indicato nelle raccomandazioni ITU BS.1770 è un valore medio indicativo, per eventi live un’oscillazione di +\- 1 dB è accettabile viste le variazioni di dinamica casuale che c’è in gioco.
E’ importante analizzare ogni singolo brano indipendente l’uno dall’altro, alla fine è comunque possibile fare un calcolo generale del valore medio Integrated LUFS della durata dell’evento o dell’intero album.
Per il live basta semplicemente spegnere l’analizzatore quando finisce il brano e riaccenderlo quando parte l’altro o caricare il nuovo preset ( fig. 5 pulsante X ).
fig. 5 2016-09-10_18-13-12.jpg
E’ utile escludere dall’analisi eventuali ingressi ed uscite musicali con parlato ( esempio la presentazione del brano o una dedica o annuncio alla fine ) che andrebbero a ridurre il valore medio rilevato alterandone la misurazione nel rispetto del loudness medio percepito dal nostro orecchio per quel brano musicale.
n.b. Le impostazioni del GATE dovrebbero già portare a non considerare le pause ma il rumore di fondo ( soprattutto quello del pubblico ) potrebbe alterare la sua funzionalità, per cui è bene in contesto live, utilizzare le pause manualmente, tramite pulsante II in figura 5.
Tenere sotto controllo il livello di loudness ( Integrated ed LRA ) è di fondamentale importanza in quanto che molti pensano che sia l’Headroom ( range che va dal massimo valore rms al valore di picco ) a dare la percezione dinamica di un suono, ma in realtà è il Range Loudness stesso.
Tanto più il range è ampio e tanta più dinamica verrà percepita, tanto più è corto e tanto più verrà percepita una compressione, più il livello Integrated LUFS è alto e più verrà percepito il volume. Il controllo dell’Headroom con il massimo valore di picco dBTP ha essenzialmente la funzione di limitare fenomeni di distorsione e dare forza alla percettività della dinamica, quindi aiuta l’estensione della percezione dinamica, un suono con un piccolo Headroom può comunque avere un elevato LRA.
Questo aspetto aiuta molto anche le tecniche di mixaggio, quando è necessario utilizzare compressioni od espansioni dinamiche avere un LUFS di controllo per il valore di Loudness dello strumento musicale o del mix da processare può aiutare a tarare più finemente i parametri dei processori. Sarà importante andare ad agire all’interno del LRA ( esempio per comprimere può essere utile partire dal punto massimo del Loudness Range, nell’esempio di prima – 4 LUFS, per espandere la dinamica invece prendere il punto minimo del Range Loudness, sempre nell’esempio di prima – 9 LUFS ).
Un’alternativa può essere quella di agire sui picchi del segnale RMS in modo da dare si una compressione dinamica ma più leggera e trasparente, questo è possibile agendo sul valore LUFS della Momentary ( finestra di analisi in 400 ms ).
Il livello di Headroom può invece essere utile per tarare Limiter in modo da limitare fenomeni distorsivi.
Riprendendo il grafico in figura 5 dell’articolo Decibel e Meter III, è possibile determinare una scala di livelli di un meter LUFS in base al tipo di processore da utilizzare.
fig. 6 2016-09-12_10-14-22.jpg
Si nota anche la presenza del Gate regolata in base al livello di rumore da eliminare.
Durante il processamento di ogni singolo strumento musicale non è necessario cercare di arrivare a valori da raccomandazione ma si può delineare la giusta dinamica strumento per strumento, in fase di processamento di un mix invece è fondamentale il recupero o espansione dinamica nel suo complesso come da raccomandazione.
Non avendo valori di riferimento quindi può risultare complessa l’analisi della dinamica dello strumento da LUFS Meter. In studio avendo un file registrato è molto più facile, attraverso un programma di analisi come quello in figura 2 è possibile analizzare la registrazione e capirne i valori. Nel live invece tutto avviene in tempo reale, a meno di non creare un virtual mix con le registrazioni degli strumenti in eventi precedenti. In caso di live in “diretta” LUFS Meter come fa figura 4 può trattenere i picchi dei massimi valori della finestra Short Term ( S ) e Momentary ( M ), da questi due valori è possibile determinare il livello massimo per la compressione ( il livello dato dalla Momentary o qualche LUFS sotto per avere una maggiore compressione dinamica ) ed il livello minimo per l’espansione ( il livello dato dalla Short Term ).

Headroom Dinamico

Da LUFS Meter conoscendo il Range Loudness è possibile ricavare l’Headroom Dinamico ( Momentary Headroom ed Short Term Headroom ), questo aiuta ad assicurare una buona protezione contro le distorsioni mantenendo intatti i valori di loudness ricercati come da raccomandazione.
n.b. Per distorsione da Headroom non si intende solamente la distorsione dell’audio sopra lo 0 dBFS e la distorsione delle apparecchiature ma anche la distorsione di immagine e presenza dovuta ai forti sbalzi dinamici in breve tempo che può avere quel determinato suono. Questo perchè anche le più sofisticate apparecchiture audio non riescono a trasdurre in modo trasparente il suono originale analogico ma inducono sempre fenomeni di accelerazione o decelerazione dinamica ( tanto più è veloce e varia la dinamica in ingresso ), che alterano appunto questi fattori percettivi.
Il Momentary Headroom dinamico può essere considerato il valore che va dal Momentary Loudness al valore di picco dBTP, lo Short Term Headroom può essere considerato il valore che va dallo Short Term Loudness al valore di picco dBTP ( fig. 7 ).
fig. 7 2016-09-12_10-35-10.jpg
Il Momentary Headroom è quello più pericoloso in quanto è il più alto di livello e più rapido nel portare in distorsione audio, apparecchiature e percezione, regolabile eventualmente tramite limiter.
L’Headroom dinamico da tenere sotto controllo durante l’analisi è però l’Integrated Headroom che rappresenta il valore che va dall’Integrated LUFS al valore di picco dBTP.
L’Integrated Headroom aiuta non solo a limitare i fenomeni distorsivi ma anche la percezione dinamica e di loudness del suono data dall’Integrated LUFS.
La regolazione ottimale dell’Integrated Headroom è data dal livello del Loudness Range LRA.
Un LRA corto risulterà come suono più compresso avente generalmente un Integrated LUFS alto e un minor livello di Headroom, quindi se l’Integrated LUFS è alto ( i valori da raccomandazione sono ottimizzati anche per consentire un corretto Integrated Hearoom ) l’Integrated Headroom sarà basso e più protetto contro fenomeni distorsivi. Al contrario se LRA è elevato risulterà un suono dinamico avente generalmente un Integrated LUFS basso ed un elevato Headroom, quindi se l’Integrated LUFS è basso l’Integrated Headroom sarà alto ed aumenteranno i valori distorsivi.

E’ quindi importante cercare di mantenere livelli da raccomandazione e per chi ha capacità sperimentarne dei nuovi.

In caso di mix già realizzati è buona norma mantenere il livello LRA misurato, nell’esempio in figura 2 l’headroom da mantenere è di 5 LRA.

 

Espansione e Compressione

Se il valore dell’Integrated LUFS è troppo basso rispetto al limite impostato probabile che Momentary e Short Term e dBTP siano tutti bassi e lo strumento potrebbe essere starato, oppure si sta cercando di comparare un programma audio di basso livello di loudness con una raccomandazione che invece considera una media generica più elevata.

Utile quindi tarare ottimamente LUFS Meter come da indicazioni in figura 2 ( se brano già registrato ) o come da raccomandazioni ITU e procedere eventualmente a dare guadagno per questo tipo di programma audio fino a portare il livello a valori ottimali per l’analisi, riportare poi il livello di guadagno al livello di taratura per i successivi brani e di nuovo considerare il livello misurato. Come metro di guadagno ottimale si considera sempre il massimo valore dBTP.

Se il livello di Integrated LUFS è troppo alto sarà necessario espandere la dinamica, se è troppo basso comprimerla, agendo con i parametri del processore considerando come threshold il livello di Integrated LUFS.

n.b. Ad oggi stanno nascendo numerosi tool, più che altro su software ( plugin ) che permettono di lavorare direttamente sul loudness del programma musicale decicendo la soglia di livello Integrated LUFS o LKFS ( a volte anche Momentary e Short Term, non chè Peak ), l’algoritmo elabora cosi in modo automatico la compressione o espansione necessaria portando il livello di segnale a quello determinato nelle impostazioni ( fig. 8 ).

fig. 8 2016-10-07_13-32-46.jpg

 

Grafici ed Annotazioni

Molti LUFS Meter consentono di estrapolare su file esterno i dati rilevati durante il periodo di analisi, questo può essere utile per fare comparazioni e considerazioni sui dati trovati al fine di stabilire nuovi metodi di analisi, raccomandazioni qualitative, metodologie di compressione ed espansione al fine di ottimizzare l’aspetto dinamico del segnale audio, o per semplici scopi informativi.

Un’aspetto molto importante se presente sono i grafici di andamento temporale ( fig. 9 ).

fig. 9 2016-09-12_11-57-10.jpg

Nell’LUFS Meter diverse sono le finestre temporali visualizzabili ( piano verticale, orizzontale, linee grafiche semplici ), ognuno utilizza quello più consono e con cui si trova meglio per la lettura.

La finalità è quella di poter definire eventualmente che cosa ha provocato un aumento o diminuzione dell’Integrated LUFS. Nel grafico in figura 8 l’andamento del segnale nel tempo è definito dall’analisi della finestra Short Term e Momentary, mentre la linea orizzontale continua è il valore dell’Integrated LUFS. La linea LUFS è costante nel tempo e definisce sempre il valore attuale ( sarebbe stato meglio anche in questo caso l’andamento nel tempo del livello Integrated LUFS ).

Da circa 28 secondi a 20 secondi, quindi per un periodo di analisi di 8 secondi, si nota un incremento deciso del livello di segnale, in questo caso ascoltando il brano e seguendo il grafico è stato evidenziato che l’ingresso di una parte vocale ha costituito un deciso incremento del Integrated LUFS, sapendo ciò è possibile agire ad esempio attenuando la voce se troppo alta od utilizzare un compressore per limitare l’escursione dell’Headroom Dinamico. Cosi facendo invece che lavorare sull’intero mix per riportare il segnale Integrated LUFS a livelli ottimali si lavora sul singolo strumento ( spesso la variazione dell’Integrated LUFS è data da un singolo strumento piuttosto che da tutto il mix ), metodo più complesso sia da visualizzare che da gestire ma qualitativamente migliore.

 

Conclusioni
Le tecniche di loudness managing non solo possono avere sbocchi in ambiente live, ma possono anche definire nuovi standard di misurazione nelle specifiche di altoparlanti e diffusori audio per il rilievo di Range ed Headroom Loudness.
Altro su Decibel e Meter:

Decibel e Meter – I ( Tipologie di Decibel e Standard )

Decibel e Meter – II ( Meter Analogici )

Decibel e Meter – III ( Meter Digitali e Software )

Decibel e Meter – IV ( Normalizzazione e LUFS Meter )

Decibel e Meter – V ( I Meter nelle Apparecchiature Audio )

 

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