Noise Reduction – II

Noise Reduction Analogico

La riduzione dinamica del rumore analogico è la prima nata ( attorno agli anni 40′ – 50′ ), ancor prima dell’avvento dell’elettronica digitale, con l’avvento commerciale della musica registrata su disco in vinile, in merito alla sempre più richiesta qualitativa da parte del consumatore.

Non essendo quindi presenti i rumori digitali erano hardware costruiti essenzialmente per ridurre i rumori di fondo delle registrazioni, o di fonti esterne, per lo più rumori di fruscio e ronze Continuativi. Questo in quanto si presenta come vedremo, come un dispositivo collegato in cascata a livello analogico con il resto dell’attrezzatura audio a disposizione, e per cui il suo lavoro è continuativo ( fig. 1 ). Alcuni modelli più evoluti prevedevano grazie alle impostazioni manuali di poterlo attivare e disattivare a piacere, ma comunque era un operazione in tempo reale e non vi era la possibilità di selezionare la regione di interesse, in quanto che le registrazioni ed i vari processamenti erano fatti su bobine a nastro magnetico ( open reel ) e non su software come avviene oggi con la possibilità di visionare la forma d’onda e scegliere la parte da processare. Il livello di segnale di riferimento per il processamento e quindi da inviare agli ingressi del processore è sempre a livello di linea, in uscita il processore ripropone il segnale pulito sempre a livello di linea.

Fig. 12017-10-23_15-55-24.jpg

In figura 1 un esempio di posizionamento e collegamento del processore analogico per il Noise Reduction.

Abbiamo quindi una sorgente generante un suono, ripreso da un microfono, il quale invia il segnale elettrico ad una matrice di controllo ( es. mixer audio analogico, o a processori intermedi outboard analogici ), una volta mixato il segnale viene inviato ad un registratore analogico, che genera rumore di fondo percepibile. Si va allora ad inserire il processore di riduzione del rumore analogico subito dopo lo stadio di registrazione ( chiamato Encoder ) e prima dell’invio del segnale ad un amplificatore a cui è collegato un diffusore acustico cosi da ridurre il rumore percepito ( chiamato Decoder ). Lo si può anche mettere prima di un riversamento ad esempio su supporto ottico o file digitale interfacciandosi con un pc, in caso di re-mastering di un supporto analogico verso dominio digitale. Il tutto può passare dalla matrice audio per gestire l’indirizzamento del segnale processato verso il o i dispositivi di registrazione/riproduzione.

In altri casi come quello consumer viene inserito direttamente dal costruttore all’interno di player per cassette o giradischi ( fig. 2 ), ( generalmente non di ottima qualità come quelli ad uso professionale, per cui in caso di re-mastring o semplice ascolto con a disposizione strumentazione professionale, disattivare il processamento consumer ed utilizzare quello professionale ), ha la possibilità di essere inserito o disinserito manualmente dall’utilizzatore, utile quindi quando c’è un rumore di fondo elevato, non utile invece quando ci sono tracce pulite in quanto che il processamento tende sempre ad attenuare le alte frequenze, alterare la risposta in frequenza e generare un suo livello di rumore intrinseco. E’ la semplice riproduzione del supporto analogico con il noise reduction in cascata subito prima dell’uscita.

Fig. 2 8396169_orig.jpg

In alcuni player analogici meno professionali è inserito direttamente dal costruttore all’interno del dispositivo ed è sempre in funzione quindi non selezionabile. Altri modelli di player più professionali prevedono diverse tipologie di riduzione del rumore con la possibilità di scegliere quella più adeguata secondo il tipo di rumore presente.

Mentre come detto in situazioni professionali studio-mastering, lo si ritrova su rack esterno, e di maggiore qualità ( fig. 3 ).

Fig. 3 24349853.jpg

 

Single Ended

La prima tecnica di riduzione del rumore era ma lo è ancora la Single Ended.

Il metodo Single Ended è il più semplice, ma meno efficacie. In pratica il processamento può avvenire prima ( sconsigliato ) o dopo la registrazione ( consigliato ). In linea di principio lo si effettua quasi sempre dopo come visto in figura 1, in quanto il dispositivo di maggior generazione di rumore è il registratore, il riproduttore o il nastro degradato nel tempo. Per questo non sono molto utilizzati, mentre si preferiscono come vedremo i Double Ended. Ogni metodo analizzato è integrato nei processori di Noise Reduction che come vedremo presenteranno poi diverse opzioni per gestire il processamento.

Un esempio di posizionamento e collegamento di un processore per la riduzione del rumore che contiene la tecnica Single Ended è quello visto in figura 1.

Ci sono tre tipologie di riduzione del rumore con processamento Single Ended:

 

  • DYNAMIC FILTER

Il primo Single Ended è il Dynamic Filter, consta di un filtro equalizzatore passivo passa- basso, con pendenza fissa ( generalmente 6 – 12 dB/oct ), o variabile in contesti più professionali e nel caso si consideri un filtro digitale integrato. Anche la frequenza di taglio è generalmente fissa, per i sistemi consumer, mentre variabile per quelli pro ( fig. 4 ).

Fig. 4 2017-10-23_17-47-24

È il meno qualitativo in quanto pone un taglio netto alla riproduzione delle alte frequenze e se non tarato adeguatamente può creare gravi danni di ascolto, non chè generare rumori di fondo propri soprattutto per il filtro passivo. Oltre al fatto di creare una variazione della fase alla frequenza di taglio se pur leggera avendo una pendenza di taglio contenuta.

La frequenza di taglio andrà posizionata correttamente in modo tale da attenuare il più possibile il rumore di fondo alterando il meno possibile la risposta in frequenza del segnale pulito.

 

  • NOISE GATE

Il secondo tipo è il Noise Gate ( fig. 5 ), lo stesso processore che viene utilizzato per eliminare i vari disturbi di rientro del segnale nei microfoni.

Lo scopo del Noise Gate è appunto quello di eliminare il rumore di fondo presente sotto una soglia ( threshold ) pre-stabilita.

Anche questo dispositivo ha gli stessi difetti del Dynamic Filter, se non più dannoso, in quanto lavora su tutto il segnale audio in ingresso, mentre il Dynamic Filter sulla sola banda passante dopo la frequenza di taglio, a meno di non disporre di circuiti di filtraggio passa-banda. Fare quindi attenzione all’impostazione della soglia di apertura e chiusura del processore, il livello del segnale che rimane sotto quella determinata soglia viene eliminato ( vedremo in dettaglio il Gate ed i suoi parametri quando parleremo di processori di dinamica ).

Fig. 5 2017-10-23_18-02-13.jpg

 

  • NOISE EQUALIZER

Il terzo ed ultimo tipo di processamento è il Noise Equalizer ( fig. 6 ), può essere assimilabile al primo ( Dynamic Filter ), ma non si presenta come sistema di filtraggio, quanto più di attenuatore. Lavora più finemente del filtro e con maggiore controllo di taglio, introducendo meno distorsione ( ma pur sempre presente, come lo sfasamento alla frequenza di giro o di picco, tanto più elevato quanto più attenuazione e boost si ha ), ed intaccando meno il segnale audio pulito. Viene generalmente utilizzato un equalizzatore Hi-Shelving o Peaking con una determinata frequenza di giro ed un determinato grado di attenuazione a volte regolabile, o di picco con una determinata bandwidth ( vedremo più in dettaglio gli equalizzatori in altre argomentazioni ).

Per queste ragioni il Noise Equalizer è preferito al Dynamic Filter.

Fig. 6 2017-10-23_18-16-12

 

I processori che utilizzano la tecnologia Single Ended avranno quindi un solo tipo di ingresso ( mono, stereo o multicanale ) dal quale verrà prelevato il segnale con rumore e convogliato direttamente alla fase di processazione per offrire all’uscita il segnale processato.

 

Double Ended

Il metodo Double Ended come accennato è l’evoluzione tecnologica del Single Ended, lavora sia prima della registrazione che prima della riproduzione, consentendo di eliminare più efficacemente il rumore generato lungo la catena audio.

In figura 7 un esempio di collegamento di un processore per la riduzione del rumore che contiene la tecnica Double Ended:

Fig. 7 2017-10-23_18-50-10.jpg

Il Double Ended sarà quindi un processore che presenterà due circuiterie e quindi una doppia sezione di ingresso ( mono, stereo o multicanale ), in un ingresso dovrà essere inviato il segnale con rumore prima della registrazione elaborato dalla prima fase di processamento ( cosi da pulirlo dai vari rumori introdotti dai dispositivi utilizzati precedentemente, come ad esempio microfoni, processori di dinamica e frequenza ), e riproposto all’uscita processato pronto da poterlo inviare al recorder, nel secondo ingresso invece dovrà essere inviato il segnale in uscita dal registratore che verrà elaborato dalla seconda fase di processamento e riproposto all’uscita processato con riduzione del rumore generato dal registratore/playback per una più corretta amplificazione e diffusione.

 

  • NOISE DYNAMIC EQUALIZER e RIAA

Il primo tipo di riduzione del rumore Double Ended è l’equalizzazione dinamica.

Il metodo dinamico, sfrutta sempre il principio del single ended con equalizzatori shelving o peaking, anche se di maggiore utilizzo lo shelving, in quanto il rumore è quasi sempre esteso per una vasta porzione di banda.

In pratica, si introduce un filtraggio shelving in boost per il segnale da registrare, cosi che il livello del segnale dove è presente il rumore aumenti, facendo attenzione a non portarlo in distorsione. Una volta registrato il tutto, nel supporto avremo il segnale boostato in medio alta e alta frequenza ( generalmente ), con la presenza di un più o meno livello di rumore di fondo. Prima della fase di riproduzione, si va ad inserire lo stesso equalizzatore con più possibili identiche caratteristiche, solamente in lavoro opposto e quindi in attenuazione, riportando cosi il livello ottimale di segnale come da partenza e abbassando il rumore di fondo.

Questa tecnica è anche molto utilizzata all’interno dei radiomicrofoni tra trasmettitore e ricevitore, per minimizzare il rumore generato.

L’unico inconveniente che può dare questa tecnica è il fattore dinamico prima della distorsione in quanto, enfatizzando una porzione di banda, si potrà aumentare il segnale in ingresso al registratore con minore enfasi. Ottenendo cosi una dinamica complessiva più bassa.

C’è da dire però che il boost viene effettuato generalmente in alta frequenza ( prevalenza del rumore ), quindi con meno valore energetico rispetto alle basse, questo consente comunque di ottenere valori dinamici più alti che lavorando in bassa frequenza.

Allo scopo di diminuire questo inconveniente ed aumentare la dinamica di registrazione e playback, è stata creata una particolare tecnica denominata RIAA ( il nome RIAA è dato dal suo inventore e cioè dalla Recording Industry Association of America che ne ha stabilito le varie caratteristiche costruttive e di funzionamento ), si presenta come elaborazione del filtro di equalizzazione shelving.

Il grafico dell’equalizzazione RIAA è il seguente:

Fig. 8 1200px-RIAA-EQ-Curve_rec_play.svg.png

E’ un processamento presente in ogni giradisco ( da il suo meglio in questo tipo di supporto, meno come accennato nei radiomicrofoni e nastri magnetici in cui risulta troppo invasivo e con prestazioni di recupero dinamico molto limitato rispetto ad altre tecniche che vedremo, oltre che un più alto rumore di fondo intrinseco generato rispetto ad ogni altra tecnica di riduzione del rumore, nonostante sia una delle migliori per ridurre il rumore di fondo del supporto stesso ). Le registrazioni su dischi in vinile venivano sempre fatte con questo metodo e cioè creando una curva nella risposta in frequenza prima della registrazione, il segnale audio da prelevare per l’ascolto è sempre l’uscita di linea RIAA ( o Phono ) in cui vi è il segnale audio riportato al livello originale, con la medesima curva solo in senso opposto ( come da figura 8 ), ( a questa uscita il segnale sarà già post noise dynamic eq. e quindi tonalmente bilanciato ). Se cosi non fosse ( in certi casi succede quando si rompe o malfunzioni l’equalizzatore RIAA di playback ) si ascolterebbe un suono con la forte presenza di frequenze medie ed alte e poco corpo in bassa e medio-bassa.

Analizzando il grafico di figura 8 ampiezza – frequenza, si evidenzia che in fase di recording, considerando una frequenza mediana centrale a 0 dB, generalmente 1 Khz, si va a realizzare un’equalizzazione quasi-lineare enfatizzando le alte e attenuando le basse, in modo tale da poter recuperare poi in fase di playback tutta la dinamica persa, rispetto alla sola enfatizzazione in alta frequenza che ne limita la porzione di banda.

In fase di playback avverrà il processo contrario, e quindi un’equalizzazione quasi-lineare, considerando sempre la frequenza centrale di 1 Khz a 0 dB, che va ad enfatizzare le basse e attenuare le alte.

Tramite questo tipo di equalizzazione si riescono ad avere livelli dinamici molto maggiori che con la precedente, ma a patto di avere le due equalizzazioni perfettamente identiche. Cosa che invece nella realtà dei fatti, con componenti reali non avviene.

n.b. Uno dei problemi fondamentali come per un qualsiasi Noise Reduction con equalizzatore è il problema di fase, ancor più in questo caso che nei precedenti, avendo una più ampia risposta in frequenza equalizzata, la fase tenderà fortemente a girare, soprattutto agli estremi della banda in cui boost e cut sono di maggiore intensità.

n.b. Vedi più in dettaglio il funzionamento e struttura dei giradischi e dischi in vinile compreso l’equalizzazione RIAA.

 

  • COMPANDER

Il compander ( compressore – espansore ), è la migliore tecnica di riduzione del rumore, è definita tecnica di riduzione dinamica perché utilizza processori dinamici e non va ad alterare “ idealmente “ l’equalizzazione della risposta.

Anche questa è molto utilizzata nei radiomicrofoni per ridurre il rumore delle interferenze ed aumentare la dinamica.

Non presenta il problema della distorsione dinamica vista precedentemente, per questo preferita alla Noise Dynamic Equalization. Ma presenterà invece ben altri problemi, soprattutto in ambito analogico, ed in parte risolvibili.

Il grafico di un compander, è rappresentato di seguito:

Fig. 9 2017-10-24_14-01-59

Come si nota in figura 9 il segnale originale entra nel compressore prima della registrazione, dal quale si determina un certo livello di riduzione dinamico ( più il compressore riesce a schiacciare la dinamica del segnale senza generare distorsioni e rumori più è qualitativo ). Il segnale compresso viene cosi registrato insieme al rumore di fondo determinato dal registratore stesso. Prima della fase di playback, il segnale compresso, viene fatto passare attraverso un’expander, che ne espande la dinamica, riportandola al livello originale, ed abbassando il rumore di fondo.

Anche in questo caso è fondamentale che i due processori siano perfettamente identici di caratteristiche e la compressione sia determinata da una equa espansione.

 

Distorsioni dei Processori Compander

Analizziamo ora quali sono i punti critici presenti in tutti i processori double ended, ed ancor più di valore in quelli analogici che stiamo analizzando.

  1. SIMMETRIA
  2. NOISE MODULATION

Il problema di simmetria si genera quando la compressione non è recuperata da una perfetta e corrispondete espansione.

Il problema della noise modulation è molto più complesso e non facile da prevedere, ed è presente in un qualsiasi processore di dinamica.

In pratica, in fase di compressione il segnale si riduce e si necessita poi di dare guadagno al segnale al fine di riportarlo al livello di segnale iniziale prima della compressione o comunque ad un livello adeguato che non porti in distorsione la registrazione ( generalmente si usa un auto gain che pone guadagno automatico in base al livello di riduzione dato ), cosi da mantenere il livello di segnale audio pulito teoricamente più alto del rumore generato dal registratore/playback e cosi più facilmente attenuabile nella fase di compader ( fig. 10 ).

Fig. 10 2017-10-24_15-13-27.jpg

Al contrario se non diamo gain alla compressione il rumore di fondo del registratore sarebbe più alto e presente ( soprattutto perchè si richiederà inoltre un aumento del volume in fase di playback per portare l’ascolto ad un livello adeguato, che indurrà un aumento del rumore di fondo di registrazione che quello generato intrinsecamente dal potenziometro stesso ), e risulterà meno efficiente la fase di espansione ( fig. 11 ).

Fig. 11 2017-10-24_15-19-00.jpg

In un sistema analogico la threshold del compressore è generalmente fissa ( parametro che determina la soglia per cui se superata il processore tende a comprimere ), mentre come vedremo nei puramente digitali la si può trovare anche automatica, insieme all’auto gain per un migliore livello di stabilità e qualità, ma non sempre affidabile. Una soglia fissa, significa che per valori superiori si avrà compressione dipendente dalla ratio stabilita ( grado di compressione per il segnale che supera la soglia ), e per valori inferiori il segnale rimarrà quindi invariato.

Questo è il problema della Noise Modulation e cioè che, più il segnale presenta valori oltre la soglia, più avremo un segnale compresso, e più guadagno di uscita dovrà fornire il compressore per riportare il segnale al livello iniziale prima della compressione od a valori ottimali secondo anche all’analisi del rumore generato dal dispositivo. Al contrario, meno segnale supera la soglia, meno compressione avremo, e tanto meno guadagno dovrà fornire il compressore. Essendo il sistema analogico con impostazioni fisse, il segnale in uscita dal compressore prima della registrazione non sarà mai quindi ottimale, ma solo nei casi in cui il livello di compressione combacia con il livello di guadagno impostato. Quindi anche la resa dell’expander che avrà inoltre lo stesso problema solo in senso opposto ( il segnale che rimane sotto la threshold viene attenuato di un valore stabilito dalla ratio ), ne verrà a meno.

La Noise Modulation accentua a sua volta il problema da Simmetria.

Per capire ancora meglio il problema della Noise Modulation riporto un grafico in figura 12.

Fig. 12 2017-10-24_16-31-30

È chiaro come il segnale A, che supera abbondantemente la soglia, molto più che il segnale B, una volta compresso, necessiti di un guadagno maggiore, per riportarlo in uscita al livello iniziale prima della compressione.

Mentre questo non avviene, perché anche il guadagno come gli altri parametri di un compressore analogico sono generalmente fissi. A questo proposito, si capisce come sia fondamentale stabilire il giusto rapporto threshold/ratio considerando il fenomeno appena visto.

Nell’esempio di figura 12:

Il compressore è tarato con threshold a -10 dB ed una ratio a 2 : 1. Si tenga conto di due istanti come se si fossero fotografati i livelli del segnale in quei precisi momenti.

Il segnale A supera la soglia di 8 dB arrivando a – 2 dB dallo 0 dB della threshold ( livello operativo ), con una ratio di 2:1, in uscita si avrà un livello di 4 dB sopra la soglia e cioè a – 6 dB dallo 0 dB della threshold, si dovrà quindi aumentare il guadagno di 4 dB per portare il segnale compresso a – 2 dB dallo 0 dB della threshold.

Il segnale B supera la soglia di 4 dB, esattamente la metà dell’A arrivando a – 6 dB dallo 0 dB della threshold. Con una ratio di 2:1, si avranno 2 dB sopra la soglia in uscita, e quindi il segnale arriverà a – 8 dB dallo 0 dB della threshold. Si dovrà quindi aumentare il guadagno in uscita di 2 dB.

Resoconto : il segnale A necessita di 4 dB di guadagno, mentre il segnale B necessita di 2 dB di guadagno.

Ciò significa che ogni volta si dovrebbe adattare il livello di guadagno, o il livello ratio di compressione o il livello threshold della soglia.

n.b. Per i processori analogici ricordo che sono generalmente tutti parametri impostati dal costruttore, in pochi è possibile effettuarre delle regolazioni, a differenza di quelli digitali in cui come vedremo si trovano numerosi parametri a disposizione dell’utilizzatore. Come detto il Compander è un compressore ed espansore per cui avendo a disposizione questi due processori di dinamica è possibile auto crearsi un sistema di Noise Reduction, tenendo sempre in considerazione cio che appena visto.

Un evoluzione del Compander Analogico come accennato prevede un auto gain che regola automaticamente il guadagno in base al livello di compressione rilevato. Questo permette di attenuare i problemi di Noise Modulation ma introducendone altri come vedremo quando parleremo di processori di dinamica.

L’espansore a sua volta ( fig. 13 ), avrà il compito di aumentare la dinamica e ridurre il rumore di fondo, si troverà a dover gestire un segnale variabile non uguale nel tempo, questo, pur avendo processori con identiche caratteristiche, causerà fenomeni di distorsione.

Fig. 13 2017-10-24_17-04-30.jpg

Data una soglia di espansione fissa e due livelli di ingresso differenti, si otterrà in uscita un segnale più espanso ed uno meno.

La soglia dell’expander è tarata a – 10 dB, con ratio di 1 : 2. Si considerino sempre i due flash dei segnali rilevati all’istante.

Il segnale A rimane 8 dB sopra la threshold e 2 dB sotto la threshold ( ha quindi na dinamica di 10 dB ). Con una ratio di 1:2 in uscita si avranno 4 dB sotto la threshold, ed una dinamica complessiva di 12 dB ( + 2 dB di dinamica guadagnati ed un – 2 dB di rumore di fondo ).

Il segnale B rimane 8 dB sopra la threshold e 4 dB sotto la threshold. Con una ratio di 1:2 in uscita si avranno 8 dB sotto la threshold, e quindi 18 dB di dinamica ( + 4 dB di dinamica guadagnati ed un – 4 dB di rumore di fondo ).

Il resoconto dice che il segnale A ha subito un’espansione di 2 dB, mentre il segnale B ha subito un’espansione di 4 dB ).

Si capisce quindi come ci sia una forte alterazione e non costanza.

n.b. Come vedremo quando parleremo di processori di dinamica le impostazioni dei parametri di attacco, rilascio ed eventuale range ed hold del compressore-espansore sono fondamentali per ottenere una maggiore resa in determinate porzioni di frequenza e per cui faranno dipendere anche differenti colorazioni e risposte degli strumenti musicali in base al loro timbro e relativo contenuto energetico ( oltre alla non idealità del componente stesso ). Per questo il compander utilizzato sul master che sia mono, stereo o multicanale creerà sempre in modo più presente tanto più è spinto è il processamento, colorazioni timbriche che produrranno spesso a risaltare od attenuare gli strumenti presenti nel mix, sbilanciando cosi il mix originale. Generalmente il livello di compressione e quindi espansione dato al segnale audio è abbastanza lieve ( non più di 6 dB ) il parametro di attacco molto veloce e quello di rilascio abbastanza lento, tali da essere molto trasparenti al passaggio del segnale e concentrare la sua migliore efficienza in alta e media frequenza ( dove è più concentrato e percepibile il rumore di fondo ).

Strumentazioni più evolute possono prevedere compander multibanda in cui è possibile impostare parametri differenti in base a 2 o più range di banda definiti, migliorando cosi la stabilità del mix ( parleremo di processori multibanda in altri articoli ).

 

Altro su Noise Reduction:

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