Noise Reduction – VII

Spectral Editor

Uno Spectral Editor ( fig. 1 ) soprattutto Stand Alone può presentare un insieme di plugin sia per la riduzione del rumore integrato che da fonti esterne che altre tipologie di rumore, si presenta come una propria vera suite di monitoraggio e Noise Reduction. Per quanto riguarda la qualità dei singoli plugin al suo interno, questo dipende come si può intuire dal produttore-programmatore di tali plugin, che generalmente sono plugin proprietari del produttore di questa suite.

Fig. 1 2017-11-27_13-32-11

Il nome Spectral Editor deriva dal fatto di poter monitorare lo spettro audio tramite Spettrogramma, per cui qualsiasi plugin/tool che permette una visualizzazione su Spettrogramma con un minimo di funzioni di editing e/o controllo sul file audio da analizzare può definirsi Spectral Editor.

Generalmente versioni native di plugin caricabili all’interno di DAW sono molto più ridotte in termini sia di funzionalità che di gestione della risoluzione stessa dello spettrogramma.

Altri esempi di Spectral Editor in figura 2 e 3.

Fig. 2 spectral editor semplice per lo più automatico.png

Fig. 3 Spectral Editor.jpg

Le versioni native hanno molto spesso risoluzioni più contenute e meno precise, ma pur sempre utili ( costano anche di meno ). Impegnano molto meno il processore sia CPU che Grafico potendo cosi lavorare con più plugin contemporaneamente all’interno della stessa DAW, mentre le versioni Stand Alone cercano di sfruttare tutto il potenziale del computer.

Lo Spettrogramma è l’ambiente di visualizzazione spettrale migliore dal punto di vista di ritrovare armoniche, rumori ed altri artefatti, non a caso abbiamo sempre utilizzato uno spettrogramma nei nostri esempi.

Attraverso lo spettrogramma possibile analizzare ed isolare il rumore, ed eliminarlo in modo trasparente come nessun’altro tool di visualizzazione può permettere di fare.

Leggendo i grafici degli spettrogrammi nei vari esempi di riduzione del rumore abbiamo imparato molto su come ritrovare i rumori e quindi su come leggere lo spettrogramma.

Lo Spectral Editor è un lavoro di analisi manuale nella ricerca del rumore, se il rumore è troppo distribuito ( soprattutto se impulsivo ed alternato ) oppure il tempo di lavoro è poco un tool per De-Noiser broadband o tonal è sicuramente un’ottima alternativa ( come i De-Clicker, De-Crackler, De-Scratch, De-Clipper ) che siano manuali o automatici.

Ci limiteremo in questo articolo a spiegare le funzionalità che è possibile ritrovarvi all’interno.

 

Funzionalità

Andiamo ora ad analizzare le principali funzionalità di uno spettrogramma Stand Alone che come detto sono i migliori sia dal punto di vista del numero di tool e funzionalità a disposizione che come qualità di processamento.

Rispetto ad un qualsiasi altro sistema di monitoraggio lo spettrogramma consente di visualizzare più precisamente e finemente ( quindi più chiaramente ) l’andamento energetico del segnale audio nel tempo, frequenza per frequenza ( quindi non la fase, rilevabile invece come vedremo in altre argomentazioni con altri sistemi di monitoraggio, ma su cui è comunque possibile rilevare controfasi e come visto fenomeni di feedback ). Infatti come si vede dalla figura 4, il grafico è rappresentato in un dominio frequenza/tempo, in cui la frequenza è posta sul piano verticale ed il tempo su quello orizzontale.

Fig. 4 2017-12-12_11-37-24.jpg

Attraverso un range di colori che come si vede sul piano verticale della scale delle frequenze va generalmente da -200 dBFS per il nero a 0 dBFS per il bianco ma sono comunque valori impostabili dall’utente in base alla risoluzione che si vuole dare, per cui si può fare anche l’inverso, ma anche avere altre colorazioni ed avere una scala in dBFS più limitata ( generalmente il massimo è da 0 dBFS ( clip digitale ) a – 200 dBFS, valori più bassi avrebbero comunque poco senso, in quanto basti sapere che una camera anecoica anche la migliore che c’è fatica a raggiungere un grado di silenzio inferiori ai – 150 dBFS, più che altro valori inferiori possono essere sfruttati per test ed analisi delle armoniche ).

Per quanto riguarda il tempo di una traccia, questo generalmente non ha limite, infatti il tempo indicativo è spesso riferito in H:M:S: ( ore-minuti-secondi ), ovviamente più il tempo della traccia è lungo e più l’analisi ed il processamento impiegheranno tempo e consumeranno energia sul computer in uso. Il limite è definito generalmente dal computer stesso quindi dalle capacità dell’hard disk di contenere le dimensioni del file audio caricato, in quanto ha un suo peso in termini di memoria, alcuni come margine di sicurezza contro eventuali mal funzionamenti del sistema per una prolungata fase di lettura/processamento pongono alcuni limiti come ad esempio 1 ora, 2 ore o qualche ora.

Ci possono essere opzioni di controllo per poter gestire direttamente dallo spettrogramma senza entrare nelle funzionalità del programma, i valori di durata temporale da monitorare ( fino ai ms ) ed anche il range di frequenze ( fino a risoluzioni di 1 hz ), e vedere così in tempo reale il risultato sullo Spettrogramma ( fig. 5 ).

Fig. 5 2017-12-12_11-45-29.jpg

Spesso vi è sempre e comunque il riferimento della forma d’onda della traccia che si sta analizzando ( fig. 6 ).

Fig. 6 2017-12-12_11-49-20.jpg

Ci sono varie impostazioni di risoluzione per lo spettrogramma che danno differenti risultati e che come visto possono permettere la visualizzazione di rumori ed artefatti in modo differente.

Di base se si possiede un computer prestante è bene selezionare sempre le massime prestazioni di analisi ( come in questo caso di figura 7 definite dalla funzione High-Quality Rendering )

Fig. 7 2017-12-12_14-01-18

In figura 8 un esempio di comparazione spettrogramma tra funzione High Quality Rendering attivata e disattivata.

Fig. 8 2017-12-12_14-27-02.jpg

Attraverso il valore Amplitude Range ( low ) è possibile definire il minimo livello di dBFS di analisi, attraverso invece Amplitude Range ( high ) è possibile definire il più alto livello di dBFS di analisi. Attraverso Reduce Quality Above è possibile ridurre il tempo di analisi e visualizzazione dello spettrogramma ( utile soprattutto quando non si ha un computer prestante ed il file da analizzare è molto grande ), impostato un certo tempo dal Reduce Quality Above se il tempo di analisi della traccia audio è superiore a quello qui impostato il sistema riduce automaticamente la qualità di analisi aumentando la velocità di elaborazione dati ( in proporzione ). Con Cache Size ( in MB ) è possibile definire un limite di memoria cache da dare allo spettrogramma, oltre al quale non è più possibile memorizzare processi ( quindi un undo/redo limitato ), oltre che definire il limite di prestazioni ( tanto maggiore è questo valore e tanto più prestante sarà l’applicazione ) a scapito però di una maggiore lentezza del computer nell’esecuzione di altri servizi attivi.

La funzione Enable Reassignment offre una maggiore prestazione di risoluzione potendo analizzare e mostrare più finemente l’effettivo tono di ogni frequenza ( in pratica vi è una minore mediazione dei valori trovati ).

In figura 9 un esempio di spettrogramma con funzione Enable Reassignment attivata e disattivata.

Fig. 9 2017-12-12_14-32-31.jpg

Attraverso Show Spectrogram Color Map è possibile abilitare e disabilitare il righello di colorazione presente vicino alla barra indicativa delle frequenze presente a destra dello spettrogramma, può essere in ogni caso un utile riferimento.

Attraverso la funzione Color Map è possibile decidere se visualizzare lo spettrogramma con gradazioni di colore differente ( come da Ciano ad Arancione, Multicolore, Bianco e Nero, Verde e Bianco, Blu e Rosa e molti altri ), è possibile che differenti colorazioni riescano a mostrare in modo più dettagliato differenti tipologie di rumore, armoniche ed altre informazioni ( fig. 10 ).

Fig. 10 2017-12-12_14-43-01.jpg

Con l’esempio in figura 10 di uno spettrogramma multicolore, è molto più chiaro e visibile rispetto al solito Ciano-Arancione ( il più utilizzato ), come la parte viola evidenzi i toni principali in cui si sviluppa la traccia audio, la colorazione blu ed azzurra mostrano le prime e le seconde armoniche, mentre il verde le armoniche di ordine superiore compreso le code di riverbero. La parte gialla invece è più che altro rumore di fondo, e i due bordi rossi sono il Fade In e Fade Out della traccia.

Lo Spettrogramma si basa sull’analisi FFT della traccia audio e la conversione di questa in colorazioni per la funzione di spettrogramma, è per questo fondamentale settare al meglio non solo i parametri dello spettrogramma ma anche quelle di analisi FFT.

Attraverso la funzione FFT Size è possibile definire il grado di risoluzione di analisi FFT e tanto più grande sarà questo valore e tanto più risolutiva sarà l’analisi a scapito di un maggiore tempo di analisi impiegato e consumo energetico. In alcuni casi un valore troppo elevato può mascherare alcuni artefatti in quanto troppo risolutivi, come visto nei vari esempi dei plugin per Noise Reduction.

In figura 11 un esempio di comparazione tra uno spettrogramma con FFT basso ed uno con FFT alto.

Fig. 11 2017-12-12_15-06-04.jpg

Per fare alcuni esempi una finestra temporale di 1024, significa che il campionamento della traccia audio da analizzare viene diviso in 1024 parti e se ad esempio abbiamo una traccia audio a 96 Khz ( 96000 campioni al secondo ) i campioni effettivi che vengono prelevati per l’analisi sono 93,75 campioni al secondo, il resto sono tutti persi o mediati. Se la risoluzione della finestra temporale è a 65536, i campioni di analisi sono invece 1465 e sempre al secondo, ben più risolutivo.

Il tipo di spettrogramma ha in ogni caso la principale funzione in quanto che è da qui che si stabilisce il tipo di visualizzazione. In questo caso diverse sono le tipologie di Spettrogramma utilizzabili:

  • Regular STFT ( la più comune ed utilizzata, ha una fissa ed uniforme visualizzazione temporale ).
  • Auto Adjustable STFT ( il sistema modifica automaticamente la risoluzione dell’FFT in base al tipo di visualizzazione, se si evidenzia la parte di spettro orizzontale “tempo” ci sarà un calo dell’FFT per far risaltare suoni e transienti percussivi, al contrario se si evidenzia la parte verticale “frequenza” ci sarà un aumento dell’FFT che permetterà di visualizzare più chiaramente note ed eventi di frequenza ).
  • Multi Resolution ( il sistema modifica automaticamente i valori FFT per offrire una migliore risoluzione in frequenza per le basse frequenze ed una migliore risoluzione temporale alle alte frequenze, questo imita le proprietà psicoacustiche della nostra percezione, consentendo al display dello spettrogramma di mostrare chiaramente le informazioni più importanti ).
  • Adaptively Sparse ( il sistema varia automaticamente la risoluzione temporale e di frequenza per ottenere la migliore nitidezza in ogni area del display. Questo può aiutare a vedere la maggior parte dei dettagli per un analisi approfondita, ma è anche la più pesante per la fase di analisi ).

n.b. Ognuno è poi libero di sperimentare per trovare le risoluzioni più adatte ai propri scopi.

Un esempio comparativo della tipologia di spettrogrammi in figura 12.

Fig. 12 2017-12-12_15-30-42.jpg

Attraverso Window ( finestra temporale ) è possibile scegliere il tipo di finestra per l’analisi FFT applicata allo spettrogramma, la finestra rettangolare è quella di maggiore risoluzione e precisione ma pone maggiori perdite di informazioni ( vedremo in altre argomentazioni le finestre temporali ), tutte le altre offrono maggiore mediazione quindi meno perdite di informazioni ma anche minore precisione.

Testare quale risulta la migliore per i propri scopi.

Attraverso Frequency Overlap è possibile ottenere una mediazione temporale di analisi dei campioni prelevati dalla finestra temporale. Un valore più elevato può aiutare la visualizzazione ed una maggiore risoluzione nel rilevamento di armoniche ed artefatti sul piano verticale ( frequenza ).

Attraverso Time Overlap è possibile definire quante delle finestre temporali di analisi FFT verranno sovrapposte, questo aiuta la perdita di minori informazioni ma aumenta la mediazione di analisi. Un valore più elevato può fornire maggiori indicazioni su eventi transitori ed una generale maggiore risoluzione sul piano orizzontale ( tempo ).

Attraverso Frequency Scale è possibile avere differenti livelli di risoluzione per il piano verticale ( frequenza ) cosi da poter rilevare rumori, armoniche ed artefatti altrimenti non riconoscibili.

Diverse sono le tipologie di scale selezionabili per ottenere una distribuzione di risoluzione differente sul piano verticale:

  • Linear ( Visualizza le frequenze in modo uniforme, molto utile per evidenziare lo spettro dalle medie alle alte frequenze ).
  • Logarithmic ( Visualizzazione simile a quella che è la psicoacustica del nostro sistema uditivo e da risalto a tutta la scala di frequenze, comprese le basse a scapito di una maggiore mediazione in medio-alta ed alta ).
  • Extended Log ( Simile alla scala logaritmica ma con un’ulteriore maggiore risoluzione per le basse ).
  • Mel ( Melody, visualizza una casa alternativa a quella logaritmica, più precisa anche in medio-alta ed alta frequenza, ma anche pesante in fase di processamento ).
  • Bark ( Anche questa si basa sulla percezione del suono da parte dell’uomo, ma visualizza lo spettro considerando le bande critiche di percezione ( vedremo più in dettaglio le bande critiche quando parleremo di psicoacustica ), questa scala può risultare utile al rilevo di particolari fenomeni non rilevabili con le altre tipologie ).

In figura 13-14-15-16-17 esempi comparativo delle scale.

Fig. 13 linear.jpg

Fig. 14 log.jpg

Fig. 15 extended log.jpg

Fig. 16 mel.jpg

Fig. 17 bark.jpg

Si nota soprattutto nella versione Extended Log in cui vi è la maggiore risoluzione per le basse frequenze e non nelle altre, solo un pochino in quella logaritmica, come vi siano entro i 50 hz tanti puntini scuri sparsi qua e la, a dimostrazione della presenza di subarmoniche con impulsi di controfase, o semplicemente parti di audio concentrate su frequenze molto più in alto che causano buchi dove vi sono armoniche di più basso livello e maggiore segnale ove invece vi siano armoniche di valore. Questo può provocare ulteriori fenomeni aggravanti di controfase soprattutto se questo segnale deve essere mixato con dell’altro, per cui in ogni caso è utile ascoltare e rilevare la più bassa fondamentale e decidere quanto delle sub armoniche mantenere e quanto eliminare.

n.b. Un segnale registrato in controfase non può essere più riportato in fase e con segnale audio corretto, per cui in caso si percepiscano questi buchi può essere utile mascherarli con eventuali impulsi di risonanza a quelle determinate frequenze, facendo attenzione a che non disturbino l’ascolto e generino ulteriore rumore.

E’ possibile in questo caso creare dei Preset in modo da poter caricare differenti tipologie di settaggio in modo rapido e quando lo si vuole ( utile soprattutto anche contro modifiche accidentali ). E’ possibile anche tramite Reset resettare tutti i parametri di settaggio alle impostazioni di fabbrica.

C’è poi come accennato la sezione dei Plugin ( fig. 18 ) spesso non solo per Noise Reduction ma anche di editing e tool vari, per il controllo di Fade In/Out, Gain, Loudness, Normalizzatori, alcuni tool per isolare il parlato dalla musica, controlli e gestione della Fase, dell’Azimut, Pitch e Time correction, della spazialità di un’immagine stereofonica o multicanale, controlli dinamici ed equalizzazione, Dither e Shaping, Ricampionamento e Quantizzazione, Signal Generator per test ed analisi, tool di informazione statistica, grafico RTA con analisi FFT personalizzabile e molto altro.

Fig. 18  2017-12-12_12-11-03.jpg

Esiste anche un plugin che può risultare molto utile come quello in figura 19 con il quale è possibile una volta evidenziato ad esempio un rumore ritrovarne altri uguali all’interno della traccia in modo del tutto automatico, cosi da velocizzare il processo di analisi e Noise Reducion.

Fig. 19  2017-12-12_12-18-13

Il sistema analizza tutto il file audio alla ricerca di uno o più spettri simili a quello evidenziato per poi proporli evidenziati sullo spettrogramma una volta trovati, cosi da poterli processare simultaneamente.

C’è spesso anche la possibilità di fare una lista di plugin preferiti cosi da muoversi più rapidamente e velocemente nella scelta del plugin di interesse tra quelli più utilizzati.

C’è anche la possibilità di creare una patch di plugin da utilizzare per un processo simultaneo, un po come avviene in una qualsiasi DAW ( fig. 20 ).

Fig. 20  2017-12-12_12-23-13.jpg

Con la possibilità di bypassare il singolo plugin e di poterlo visualizzare singolarmente per la gestione delle impostazioni.

Uno Spectral Editor è una vera e propria DAW per Mastering, con oltre alle funzioni appena viste la possibilità di importare ed esportare file di diverso formato, monocanale, stereo o multicanale, lossless o lossy, non solo da file digitale ma anche da supporto ottico esterno ( cd – dvd – bluray ) o masterizzare sempre su supporto ottico esterno, a volte compresa l’importazione di file video per l’estrapolazione e quindi editing di file audio da video e risincronizzazione con lo Spectral Editor stesso o tramite DAW esterna ( fig. 21 ).

Fig. 21 2017-12-12_10-39-31.jpg

Più tool e funzioni dispone e più potenziale avrà a scapito di un maggiore prezzo d’acquisto.

Alcuni permettono anche l’installazione di utility di terze parti per ampliare le funzionalità.

Uno Spectral Editor che si rispetti non può non presentare funzioni di playback, informazioni temporali sulla traccia e selezione, eventuali funzioni di recording, in quanto sarebbe altrimenti inutile non potendo cosi ascoltare il processamento di Noise Reducion da effettuare ( fig. 22 ).

Fig. 222017-12-12_10-43-05.jpg

Come nel caso di figura 22 possibilità di registrare direttamente dal microfono dell’interfaccia audio connessa al computer o tramite linea, funzioni di playback, stop, rewind, reward, loop, meter in dBFS per il monitoraggio del segnale in ingresso, informazioni di durata della traccia audio caricata ( inizio – fine – durata totale ).

Vi possono poi essere informazioni sulla posizione del cursore all’interno dello spettrogramma ed informazioni sulla risoluzione di visualizzazione dello spettrogramma stesso come i valori di frequenza dal punto più basso ( low ) al punto più alto ( high ) e range complessivo ( fig. 23 ).

Fig. 23 2017-12-12_10-48-36

Attraverso funzionalità come quella di figura 24 si può decidere attraverso il fader se visualizzare all’interno del monitor il solo spettro audio, il solo spettrogramma od un misto di entrambi, cosi che si possa scegliere il tipo di visualizzazione migliore per le proprie esigenze.

Fig. 242017-12-12_10-57-11.jpg

Ogni Spectral Editor può presentare diversi tool di lavoro con il quale è possibile agire ad esempio sullo zoom In/Out per vedere più precisamente determinati comportamenti della forma d’onda o dello spettrogramma a livello di campione, possono essere zoom generici, automatici o manuali, zoom esclusivi per la selezione, e molti altri ( fig. 25 ).

Fig. 25 2017-12-12_11-00-01

Ci possono essere diversi tool per un editing manuale come quelli in figura 26.

Fig. 26  2017-12-12_13-20-57

Con la possibilità di avere differenti forme di selezione per coprire un certo tipo di range all’interno dello spettrogramma ( come ad esempio attraverso il quadrato è possibile selezionare un arco di tempo e frequenza desiderato, dal rettangolo solo l’arco di tempo e dal rettangolo inverso solo un arco di range di frequenze ) cosi da analizzare e processare esclusivamente la selezione, oppure attraverso la funzione Lasso poter selezionare a piacimento una qualsiasi area e forma disegnandola manualmente. Attraverso la “mano” ( Gab&Drag ) è possibile tenendo cliccato il mouse sullo spettrogramma, muoverlo avanti ed indietro cosi da scorrere verso altre visualizzazioni in tempo reale ( funzione valida in caso che si visualizzi solo una selezione quando una parte dello spettro ). Attraverso il “pennello” ( Brush ) è possibile come alternativa al Lasso selezionare a mano libero un certo range di tempo/frequenze da analizzare/processare. Attraverso la “bacchetta magica” ( Magic Wand ) il sistema ritrova e seleziona contenuto armonico nell’interno del range di selezione ( ad esempio per identificare le armoniche di un Hum a 50 hz cosi da rimuoverle più finemente e precisamente ). Attraverso il comando Select Harmonics è possibile decidere quante e quali armoniche devono essere visualizzate attraverso il Magic Wand, in questo caso fino ad un massimo di 10. Attraverso il comando Instant Process è possibile decidere l’automatismo di un processo quando selezionata una regione audio attraverso i vari tool di selezione manuale a disposizione ( come ad esempio il processamento automatico di Fade In/Out, Gain, Attenuate, De-Click, Replace, i quali parametri di settaggio vanno eseguiti direttamente sul plugin di riferimento ). Attraverso la funzione View Clip Gain il sistema evidenzia automaticamente tutte le regioni con campioni in Clip cosi da facilitarne anche in questo caso l’eliminazione.

E’ possibile utilizzare anche più tool contemporaneamente ( fig. 27 ).

Fig. 27 09a-shift-mod-selection-types.png

Il tutto per poter analizzare in modo approfondito lo spettro audio.

Alcuni hanno anche la possibilità di scrivere e disegnare sullo spettrogramma stesso cosi da scrivere note e riferimenti vari.

Ci può essere infine anche la presenza dello storico dei movimenti tracciati, cosi da poter andare a rivedere se è stato eseguito o meno un certo tipo di processamento e poter eventualmente ritornare a dei punti di backup precedenti ( fig. 28 ).

Fig. 28 2017-12-12_10-51-35

Attraverso le impostazioni e settaggio dell’applicazione è poi possibile gestire gli ingressi ed uscite interfaccia audio esterna collegata al pc, compreso tutto il routing di riproduzione e registrazione, gestione dei plugin e dell’interfaccia grafica stessa dell’applicazione, gestione delle preferenze di salvataggio, caricamento, funzioni di snap, undo/redo, aggiornamenti, eseguire Batch Processing ( quindi caricare uno o più file da convertire e salvare in un qualsiasi formato e risoluzione si voglia contemporaneamente ), ( fig. 29 ) e molto altro.

Fig. 29 38-batch-processing

Alcune informazioni in più sulle funzionalità ed utilizzo dello spettrogramma e del FFT oltre ad una comparazione con grafici FFT le potete trovare qui.

 

Integrazione con Daw e Controllo Remoto

Gli Spectral Editor più evoluti permettono l’utilizzo di appositi proprietari plugin da caricare all’interno delle DAW in modo da permetterne un utilizzo remoto.

Ad esempio il plugin in figura 30 caricato come plugin in una DAW per Mastering ( fig. 31 ), consente di analizzare e processare una o più tracce audio presenti nella DAW all’interno dell’applicazione Stand Alone di Spectral Editor, cosi da sfruttare le opzioni e potenzialità dello Spectral Editor stesso, il processamento all’interno dell’applicazione Stand Alone.

Fig. 30 60-connect

Fig. 31 2017-12-12_18-06-46.jpg

L’opzione Repair consente di inviare il file audio allo Spectral Editor Stand Alone e di riceverlo una volta processato di nuovo all’interno della DAW.

L’opzione Reference è invece per il solo invio ed analisi ed eventuale processamento all’interno dello Spectral Editor.

In alcuni casi è possibile inviare il file allo Spectral Editor da una DAW, processarlo con l’applicazione Stand Alone e poi inviarlo processato ad un’altra DAW.

Diverse solo le modalità di dialogo tra Spectral Editor e DAW, dipende dal tipo di DAW utilizzata, come ad esempio per l’invio è necessario cliccare sul pulsante Rendering sul Posto disponibile sul plugin stesso, oppure sul pulsante Send o Preview se presente nel plugin.

Per la ricezione, una volta processato il file sullo Spectral Editor Stand Alone è possibile inviarlo di nuovo alla DAW cliccando il pulsante Send Back come mostrato in figura 32.

Fig. 32 2017-12-12_18-37-47.jpg

Una volta cliccato Send Back il plugin presente nella DAW informa che il file è pronto per ritornare come illustrato in figura 33.

Fig. 33 2017-12-12_18-47-20

A questo punto come per il caso dell’invio diversi possono essere i metodi di ricezione, come cliccare nuovamente su Rendering sul Posto, ProcessReceive, Preview.

Il sistema renderizza automaticamente il file audio presenta nella DAW con le nuove impostazioni post-processing effettuate nello Spectral Editor.

Attraverso l’icona del cestino è anche possibile cancellare ( quindi rifiutare ) l’invio, in questo caso però si dovrà ripete il processo in quanto si cancella anche dallo Spectral Editor e non è possibile salvarlo dallo Spectral Editor per poi riprenderlo, solo in un caso e cio’è se lasciando aperta la DAW con RX Connect collegato e per sbaglio chiudo lo Spectral Editor, se tra le sue impostazioni è abilitata l’opzione di ricaricare i file presenti prima della chiusura, questi ritornano disponibili per l’invio. E’ possibile ricevere un file alla volta, e quando il file è pronto per la ricezione non è possibile inviarne un’altro senza aver prima completato il processo di ricezione.

n.b. Il file di ricezione rimane in memoria fino alla chiusura della DAW, per cui anche se per sbaglio si elimina il plugin, una volta ricaricato, il file di ricezione è ancora li, pronto per essere eseguito.

Con questo particolare plugin è possibile anche inviare solo una selezione della traccia audio presente nella DAW, oppure facendo playback è possibile fare analizzare al plugin la traccia audio in esecuzione ed una volta premuto stop il plugin è pronto ad inviare quella porzione di traccia riprodotta ( la registra, metodo meno consigliato in quanto la qualità della registrazione è fondamentale, mentre per la selezione vi è una copia perfetta ).

In alcuni casi due differenti software come la DAW e lo Spectral Editor Stand Alone vanno in contrasto quando questi devono utilizzare gli stessi driver per la riproduzione della traccia audio ( a volte da errore e non apre nemmeno lo Spectral Editor ), spesso la DAW ( come protezione contro possibili falle e mal funzionamenti ) chiude alle altre applicazioni la possibilità di utilizzarli.

Il plugin di figura 34, Monitor, deve essere utilizzato in questo caso, ed ha la funzione di determinare un nuovo e differente flusso di driver che l’applicazione di Spectral Editor può utilizzare per riprodurre l’audio in contemporanea alla DAW.

Fig. 34 59a-monitor-disconnected.png

In questo caso è necessario caricare il plugin ( definito Monitor per questo esempio all’interno ) della DAW, andare nell’applicazione Stand Alone di Spectral Editor e tramite le impostazioni dell’interfaccia audio selezionare ( sempre seguendo l’esempio ) RX Monitor ( fig. 35 ).

Fig. 35 2017-12-12_19-24-07.jpg

Una volta selezionato andare nel plugin presente nella DAW e confermare l’accesso da parte dello Spectral Editor, con risultato di connessione attiva come da figura 36.

Fig. 36 59c-monitor-connected.png

Il segnale audio dallo Spectral Editor passerà nella DAW attraverso questi nuovi driver, e dalla DAW uscirà dall’interfaccia audio impostata nella DAW attraverso i suoi driver.

 

Altro

n.b. Alcuni sviluppi di altre tipologie di plugin Stand Alone ma che ben presto arriveranno anche per quelli Noise Reduction, permettono di dialogare attraverso la rete ( network ), quindi riprodurre la traccia in un computer in un certo paese e poterla processare da remoto attraverso il plugin Stand Alone presente su di un’altro computer, che sia nella stessa stanza o in un altro paese. Permettono l’integrazione con l’Audio Network per poter far passare l’audio da un computer all’altro attraverso i protocolli audio più utilizzati ( DANTE, RAVENNA, MADI, AVB su tutti, sfruttando la connessione di rete del computer stesso, quindi per la postazione in cui è presente il file senza dover necessariamente possedere un’interfaccia audio, vedremo i protocolli di audio digitale quando parleremo di audio digitale ) e poterli utilizzare sia in ambiente Live che Broadcast. Attraverso appositi software e la creazione di una rete locale o sfruttando la rete internet, è possibile far dialogare uno o più computer contemporaneamente ( quindi ad esempio anche da uno stesso file effettuare due differenti processamenti su due applicazioni Stand Alone in due paesi diversi per due scopi differenti ).

 

Psicoacustica del Rumore

Generalmente il rumore da la percezione di un suono con incremento delle alte frequenze, in caso non si riesca ad utilizzare alcun tool, focalizzare e ridurre le alte frequenze interessate al rumore percepito ancor più che visualizzato nel software tramite equalizzatore, è sicuramente una buona soluzione, spesso meno invasiva di un qualsiasi plugin per Noise Reduction.

Esiste poi un principio per il quale introducendo rumore è possibile mascherarne altro più sgradevole ( per principi legati alle differenze di volume, spettro e fase che vedremo meglio quando parleremo di psicoacustica ), esempio riducendo Hiss è possibile che innavvertitamente esca fuori del Click o del Crackle prima mascherato, questo potrebbe essere peggio se non risolto, se non risolvibile è possibile aumentare Hiss per coprirlo. Lo stesso per Pop ed altri artefatti.

A livello psicoacustico più rumore sentiamo e più il nostro cervello si concentra su di esso esagerando il reale problema. Ma spesso il rumore può essere voluto e parte integrante del mix.

 

Conclusioni

Dopo questa serie di articoli sulla riduzione del rumore si può dedurre come qualsiasi processore Gate, Expander, Compander, Equalizzatore possa essere considerato un processore Noise Reduction.

In definitiva non esiste un ideale tool di rimozione del rumore senza che questo introduca artefatti nel segnale audio in caso che il processamento sia eseguito per ridurre il rumore presente insieme all’audio pulito.

 

Linee Guida

Come linea di principio per il Noise Reduction abbiamo definito che è qualitativamente migliore e più efficacie ridurre i rumori e correggere gli artefatti prima di effettuare un qualsiasi altro tipo di processamento in fase di Mastering ( argomento che vedremo più avanti ), quindi editing, equalizzare, lavorare sulla dinamica, ecc.

In generale per ridurre rumori di fondo gli Spectal Editor sicuramente sono i migliori ma su di un piano selettivo, altri tool no noise ( esempio tonal o broadband che lavorano in modo costante sulla traccia audio ) sono utili sul piano di rumori continui se l’utilizzo degli Spectral Editor richiede troppo tempo.

Di seguito invece la linea da seguire durante la fase di Noise Reduction ( per cui ovviamente saltare quelle parti di rumore non presenti in considerazione del proprio file audio da processare, es. se non c’è un tipo di rumore broadband è inutile fare quel passaggio in quanto si andrebbe solamente ad introdurre maggiori distorsioni e colorazioni, ed un probabile impoverimento della qualità finale ):

n.b. L’editing è sempre meglio farlo dopo il Noise Reducion in quanto come visto in questa serie di articoli porzioni di audio senza musica, parlato, ma solo rumore di fondo possono essere utile per identificare e tracciare il tipo di rumore, il suo spettro e la sua conformazione per poter agire più finemente alla sua rimozione.

E’ utile salvare sempre nello stesso formato di editing come file raw o comunque non compresso ( cosi da mantenere la qualità e trasparenza audio senza fenomeni di compressione e degrado come vedremo quando parleremo di file audio digitali compressi ). Effettuare poi sempre una nuova copia e mai sovrascrivere il file originale, questo ogni volta che si esegue un’operazione di salvataggio cosi da avere sempre un riferimento di backup del file precedente ripristinandolo in caso di problematiche.

 

Altro su Noise Reduction:

Noise Reduction – I ( Rumori Analogici, Rumori Digitali, Rumori da Invecchiamento Supporto, Definizione dei Rumori, Caratteristiche Tonali del Rumore ).

Noise Reduction – II ( Noise Reduction Analogico, Single Ended, Double Ended, Distorsioni nei Processori Compander ).

Noise Reduction – III ( Dolby A, Dolby B, Dolby C, Dobly SR, Dolby S, DBX Type I-II-III, Telcom C4 ).

Noise Reduction – IV ( Noise Reduction Digitale, Plugin Noise Reduction, A/D-D/A Noise Reduction, Digital Hardware Noise Reduction, Fingerprint e No Fingerprint ).

Noise Reduction – V ( Metodi di Risoluzione per Rumori Integrati, DeClick, DeCrackel, DeScratch, DeNoiser Fingerprint e No Fingerprint, Interpolatori Automatici e Manuali, Plugin Automatici, DeClip, Time Strecht e Pitch Correction, Azimut Correction ).

Noise Reduction – VI ( Metodi di Riduzione Rumore Fonti Esterne, De-Pop, De-Esser, De-Buzz, De-Hum, De-Hiss, Anti-Feedback, De-Breath, De-Mouth, De-Wind, De-Reverb, De-Rustle, De-Bleed, De-Motorizer ).

 

Alcuni produttori di Noise Reduction Hardware e Software per uso professionale:

n.b. Produttori esclusivi di Equalizzatori e Processori di Dinamica verranno visti in altre argomentazioni.

 

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