Acustica Architettonica – IV

Nell’articolo precedente abbiamo visto quali sono gli attributi soggettivi atti a definire le qualità acustiche di un ambiente, questi attributi sono quindi legati alla percezione soggettiva che ha l’uomo.

Dal punto di vista dell’ascoltatore si possono fare alcune considerazioni sempre in merito a definire un tipo di sala acusticamente qualitativa:

1. E’ necessario che all’ascoltatore giunga il suono diretto accompagnato da energia sonora di prima riflessione.

2. La distribuzione temporale dell’energia sonora di prima riflessione deve essere relativamente equilibrata in tutta la sala.

3. Il suono di prima riflessione deve essere diretto in grande quantità lungo direzioni laterali per l’ascoltatore, privilegiando la scarsa somiglianza delle pressioni sonore ai due orecchi.

4. Il suono diretto e l’energia di prima riflessione devono essere a banda larga.

5. E’ necessaria una riverberazione adeguata alle frequenze medie e la caratteristica in frequenza della riverberazione deve essere costante o a pendenza lievemente negativa.

Attraverso questi 5 elementi è possibile dosandoli opportunamente, realizzare sale adatte ai diversi generi musicali:

Musica Barocca, venne composta ed eseguiti in ambienti relativamente piccoli, con elevato livello di Intimità e Presenza, con Tempo di Riverberazione a sala occupata inferiore a 1,5 s. In questo tipo di musica c’è quindi un’alto livello di Definizione ed una bassa Pienezza dei toni.

Esempio di Musica Barocca: https://www.youtube.com/watch?v=jFQUXsU9KGw

Musica Sacra, la musica sacra si è sviluppata nel periodo baracco e quindi ha necessità di essere diffusa in sale con stesse caratteristiche, l’unica differenza sta nel tempo di riverberazione, in quanto che invece di ambienti piccoli, è svolta in cattedrali e chiese, quindi elevato Tempo di Riverberazione.

Esempio di Musica Sacra: https://www.youtube.com/watch?v=1bf0-LT6EZg&list=PLbiPJVdwXSWxmhBv5Cu4wD_OfFRvPLIKx

Musica Classica, questo tipo di musica ha idee estetiche completamente diverse dai casi precedenti, in cui prendono corpo la sinfonia, concetti orchestrali e solisti. La musica venne eseguita e prodotta in sale da concerto che potevano ospitare anche 1000 persone. Il Tempo di Riverberazione si avvicina a 1,8 s con buona Pienezza dei toni, mentre la Chiarezza risulta preservata dalla limitata forma rettangolare della sala.

Esempio di Musica Classica: https://www.youtube.com/watch?v=Rb0UmrCXxVA

Musica Romantica, in questo genere musicale l’organo prende valore con maggiore presenza rispetto ai precedenti, oltre che all’aumento della presenza di numerose sezioni musicali, quali Archi, Legni, Fiati, Percussioni, che evidenziano una maggiore ricchezza ritmica. Anche questo genere musicale richiede sale capienti per ospitare un numeroso pubblico e si caratterizzano da un’elevata Pienezza dei toni, Tempi di Riverberazione più elevati del caso Classico, circa 1,9 – 2,2 s, indice di un piccolo rapporto tra suono diretto e suono riverberato, con conseguente riduzione della Chiarezza.

Esempio di Musica Romantica: https://www.youtube.com/watch?v=4i0TnNI6U-w

Musica Moderna, l’evoluzione tecnologica della musica amplificata e registrata, unita alle esigenze di produzione, quali radio e tv, hanno portato alla proliferazione di numerose sale da concerto. Queste sale sono acusticamente molto varie e spesso differiscono dagli standard qualitativi appena visti per la riproduzione dei precedenti generi musicali. Sono più sale generiche per adeguarle in media ad un qualsiasi stile musicale si debba trovare a suonare in quel tipo di ambiente. Queste sale devono anche essere ottimizzate per la ripresa sonora, in caso che il suono sia amplificato o comunque diffuso per la radio e televisione. Questo viene fatto attraverso l’installazione di pannelli variabili, quindi con la possibilità una volta installati di essere riconfigurati, ad esempio spostati angolarmente, in alto ed in basso, sono pannelli modulari. Questi pannelli (Baffle, come visto nei precedenti articoli) hanno generalmente un lato assorbente e l’altro riflettente, con i quali è possibile decidere il tempo di riverberazione della sala.

In questo caso il microfono il ricevitore primario, che ha il compito di riprendere tutti i fattori visti, quali suono diretto, riflessioni primarie e riverberazione, e riportare al pubblico che ascolta dalla radio e tv la stessa sensazione di come sarebbe se si trovasse ad ascoltare in quella sala. Ed è qui che entra in gioco la parte tecnica, è qui che nasce il Tecnico Audio, Fonico, ecc…, colui che ha il compito di regolare al meglio i microfoni nella ripresa degli strumenti musicali ed effetto ambientale, e attraverso il mixaggio trasferire la giusta informazione al pubblico, non solo quello che ascolta per radio e televisione, ma anche quello presente in sala al momento dell’esecuzione. Mentre se è una registrazione il tutto verrà registrato e poi mixato non in tempo reale come in un evento dal vivo, ma in post produzione, in altre sale, altri ambienti come ad esempio gli studi di registrazione e mixaggio, e questo è un altro punto critico in quanto che la sala di registrazione e mixaggio (che possiamo chiamare Ambiente Virtuale), ha dei suoi parametri acustici che essendo molto piccola, visto spesso l’impossibilità di avere di proprietà ambienti cosi grandi, visto i costi nel realizzarla, dei materiali di ripresa, registrazione, mixaggio e ascolto compresi, oltre che manutenzione degli stessi, sono ben lontani dagli ambienti in cui questo suono è nato e si è sviluppato o andrà a riprodursi. Ad oggi per ovviare a questo problema alcune produzioni, registrano e mixano in ambiente reale, ad esempio un orchestra viene registrata in un teatro o in una chiesa in base al genere, cosi da avere la perfetta acustica necessaria a trasmettere il senso musicale a chi l’ascolta come se si trovasse proprio li, cosa impossibile da ottenere se la stessa orchestra fosse registrata in studio di registrazione. Nel cinema spesso si mixa all’interno di sale cinematografiche, cosi da avere sempre il riferimento reale di come il suono verrà percepito all’interno di quelle sale.

In ogni caso come vedremo in altre argomentazioni, i moderni processori effetti, equalizzatori, processori dinamici, sistemi di diffusione sonora multipli, quindi non solo casse acustiche, ma anche cuffie, che sono ad oggi la principale sorgente di ascolto moderno, permettono anche se la registrazione e mix è fatto in studio di registrazione, di raggiungere un tipo di sensazione molto realistica quasi come quella di registrare e mixare lo stesso in ambiente reale.

La musica moderna è sia analogica che digitalizzata e per i generi di oggi come Pop, Rap, Blues, Funky, Rock, ecc.. in relazione al fatto di essere prodotta con strumenti musicali amplificati, elettronici e in un certo numero anche acustici, viene registrata e/o prodotta in studio di registrazione o home studio (che come vedremo in altre argomentazioni studio di registrazione ed home studio, ma anche studio di mastering, si differenziano in base alle caratteristiche della sala, della strumentazione e del tipo di lavoro a cui è adibito lo studio). Ad oggi questi generi musicali sono ambientalmente più creativi e non richiedono specifiche sala acustica come in quelli passati, il tutto viene ricreato artificialmente, tranne come detto in alcuni casi dove si ricerca volontariamente un particolare effetto ambientale realistico. Effetto che in ogni caso dovrà anch’esso essere registrato e mixato insieme agli strumenti musicali per dare la giusta sensazione di ambiente. E qui l’importanza di una corretta ripresa microfonica e l’utilizzo del più adeguato microfono, come vedremo meglio in altre argomentazioni.

n.b. Spesso per diverse mansioni si utilizzano più tecnici, in quanto che l’uno può essere specializzato in un certo ramo dell’acustica e mixaggio, come il tecnico di ripresa per il posizionamento dei microfoni, il tecnico di mixaggio live per il mix destinato al pubblico in sala, ed il tecnico di recording per la registrazione e/o mix in studio di registrazione e via dicendo, come vedremo meglio in altre argomentazioni più specifiche.

C’è da considerare anche che ad oggi negli eventi live si utilizzano i monitor “spia”, che vengono utilizzati dal musicista per poter sentire in modo chiaro e preciso il proprio strumento se necessario e gli strumenti che suonano insieme per comprendere al meglio attacco e toni che da solo l’ambiente non riuscirebbe a dare, soprattutto in ambienti molto grandi e all’aperto dove la risposta ambientale è quasi nulla. Questi monitor sono da considerare come sorgenti che rientrato nei microfoni e si diffondono nell’ambiente contribuendo ulteriormente alla modifica dei fattori analizzati.

L’utilizzo del monitor spia va a risolvere quindi una serie di problemi che potrebbe avere l’esecutore, quali:

– Difficoltà di sentire il proprio strumento.

– Difficoltà di sentire gli altri gruppi strumentali nel momento dell’assieme.

– Mancanza di risposta della sala, non percepita acusticamente come prolungamento ed integrazione del suono.

Alcune cause di questi problemi possono essere attribuiti a:

– Fenomeni di mascheramento di strumenti forti su strumenti deboli di intensità sonora.

– Derivato dalla relativa collocazione sul palco dei vari strumenti musicali, per cui il suono di uno strumento può giungere attenuato ad un musicista posto troppo lontano o fuori asse.

– Il campo delle prime riflessioni nell’area del palco, quando esso è tale da rinforzare ulteriormente gli strumenti forti.

– La disposizione dei diversi settori strumentali che li allontana invece di avvicinarli (nel caso di un orchestra).

A livello più tecnico diversi studi hanno constatato che la corretta distribuzione dell’entità delle prime riflessioni sul palco porta ad un miglioramento e risoluzione di queste problematiche, di cui in particolare:

– Le riflessioni comprese tra 15 e 35 ms sono preferibili, mentre se giungono in tempi maggiori esse hanno influenza negativa. Questo valore dipende dalla durata della funzione di autocorrelazione del pezzo musicale.

– Lo spettro utile delle riflessioni deve essere compreso tra 500 Hz e 2 Khz. L’energia riflessa al di sotto dei 500 Hz influisce negativamente.

– Suoni molto differenti per uno stesso strumento alle due orecchie è percepito sgradevole e distraente.

 

Requisiti Specifici in base all’Ambiente

Vediamo ora quali devono essere i requisiti acustici in base all’ambiente chiuso destinato alla musica preso in considerazione.

 

Teatri d’Opera

I requisiti precedentemente visti sono ricordo generici per sale musicali, al Teatro d’Opera (fig. 1 e 2) si aggiunge l’esigenza dei cantanti sul palco ed orchestra nella fossa. La disposizione spaziale di queste sorgenti genera problemi per il reciproco ascolto. Anche il pubblico in sala deve essere acusticamente in equilibrio con i precedenti.

I cantanti devono sentire prontamente gli attacchi orchestrali, per poter cantare a tempo. Il direttore d’orchestra deve poter sentire i cantanti per bilanciare correttamente la potenza sonora dell’orchestra e bilanciare così correttamente i vari strumenti insieme alle voci.

Il pubblico in sala deve poter comprendere appieno ogni parte di suono di tutti gli strumenti e voci, sentendosi parte integrante dello spettacolo.

Fig. 1 15-teatro-san-carlo-napoli.jpg

Fig. 2 Teatro-Opera-La-Fenice-Venezia-by-The-Hotel-Specialist.jpg

Il Teatro d’Opera Italiano (vedi immagini 1 – 2 ) è quello di forma più congruente nel rispetto dei requisiti sopra elencati.

La forma di questo teatro è a ferro di cavallo, con la presenza di numerosi ordini, e questo consente al pubblico di avvicinarsi maggiormente alla scena e quindi di percepire al meglio i suoni, grazie alla maggiore intensità del suono diretto rispetto a quello riverberato. Generalmente hanno una capienza limite di 4000 posti a sedere.

 

Teatri di Prosa

Il Teatro di Prosa trova le sue origini nei Teatri Greci (fig. 3 ), e Romani (fig. 4). Per esempio un Teatro Greco, presenta un palco con pavimentazione in legno dietro il quale si eleva una costruzione in pietra, fissa, di forma semicircolare o circolare. Ad esempio, nella tragedia greca l’attore si muove sul palco e c’è un coro che lo accompagna posizionato nel semiciclo piano ai piedi del palco, denominato proprio “coro”. La platea per il pubblico è ad anfiteatro ed è in grado di ospitare più di 5000 persone. La ripida pendenza di alcuni teatri consente al pubblico una buona visione ed un ottimo ascolto.

Essendo teatri all’aperto, di cui alcune versioni più recenti hanno la platea coperta da tende per riparare il pubblico dalla pioggia. La costruzione in pietra essendo riflettente permette di amplificare il suono per raggiungere gli ascoltatori più lontani.

Fig. 3 siracusa_teatro_greco_600.jpg

Fig. 4 Teatro-romano-Gubbio-e1485284785932.jpg

 

Teatri Misti

Tra i Teatri di Prosa e quelli d’Opera vi furono diverse espressioni di congiunzione tra le due filosofie di acustica architettonica (es. Teatro Olimpico di Vicenza, fig. 6). Queste sale sono generalmente costruite ad anfiteatro, vi è come nel Teatro di Prosa un’area libera tra il palco e le prime file del pubblico, presenta una platea molto ripida divisa per sezioni. La caratteristica acustica di questi teatri è una sala molto Vivace, con tempo di riverberazione non eccessivamente basso, con una forte intensità del suono diretto.

In sintesi si può dire che, in un Teatro in cui il suono è diffuso senza amplificazione direttamente dalla sorgente, ed in considerazione di evitare ad esempio al cantante di sforzare la propria voce per farla percepire anche al pubblico più lontano:

Fig. 6 Ciclo-di-Spettacoli-Classici-al-Teatro-Olimpico-di-Vicenza-1-e1462975791739-715x400.jpg

– Si mantengano distanze ridotte tra ascoltatori è scena.

– Il tempo iniziale di ritardo deve essere contenuto entro 20 ms, affinchè le prime riflessioni diano rinforzo al suono diretto.

– Vi sia una buona distribuzione del livello sonoro in sala per tutte le posizioni che il cantante o attore si trovi, ma in generale per qualsiasi posizione degli strumenti musicali.

– Devono essere presenti poche superfici fonoassorbenti per evitare di sottrarre troppa energia sonora al campo acustico.

– Si ricerchi una buona intensità del capo diretto per evitare le negative implicazioni del campo riverberante.

– Il rumore di fondo ed il brusio di sala devono essere il più basso possibile, per garantire dinamica ed intelligibilità di perfezione.

 

Prestazioni Acustiche delle Sale

Nel corso del tempo sono state individuate numerose relazioni che legano le variazioni del campo sonoro e quelle del giudizio finale di chi l’ascolta.

In pratica Beranek oltre alla definizione dei criteri qualitativi soggettivi di una sala da concerto, introduce un punteggio medio come criterio di valutazione delle prestazioni acustiche delle sale da concerto. Questo punteggio è dedotto dalla quantificazione dei numerosi elementi che descrivono l’acustica come vedremo più avanti.

Questo lavoro si basa sullo studio di 54 sale da concerto e teatri d’opera, non chè sull’intervista a 50 direttori d’orchestra e critici musicali.

Come criterio generale si dividono le sale in 5 differenti classi:

A+ eccellente

A da molto buona ad eccellente

B+ da buona a molto buona

B da sufficiente a buona

C+ sufficiente

 

Questi criteri sono correlati alle seguenti grandezze:

Tempo Iniziale di Ritardo (Initial Time Delay Gap)

E’ il ritardo tra il suono diretto e la prima riflessione ricevuto in un determinato punto della sala. Questo parametro va a definire l’Impressione delle dimensioni della sala, denominato Intimazione. I valori medi per definire le differenti classi sono:

Classe A+: 20 ms

Classe A: < 33 ms

Classe B+: < 57 ms

Classe B/C+ : < 70 ms

 

Tempo di Riverberazione alle Frequenze Medie

Questo parametri definisce la Vivezza del suono e la Pienezza del tono.

E’ calcolato dalla seguente relazione:

Tmed = (T60(500Hz)ott + T60(1Khz)ott) / 2 s.

Quindi è la somma di due differenti tempi di riverberazione con decadimento di 60 dB all’ottava con frequenza centrale di 500 Hz e 1 Khz, diviso 2.

Beranek propose dei valori ottimali che variano in funzione del tipo di sala. Il massimo punteggio assegnabile è 15 punti alle sale che rientrano nei campi di riferimento indicati come valori ottimali nella seguente tabella:

                  Nome Espressione Analitica          Valori di Riferimento
 

Tempo di Riverberazione di Sabine T60

 

 

T60 = (0,161xV) / A  

Lettura Dramma: 0 < T60 < 1 s

Teatri d’Opera: 1,2 < T60 < 1,8 s

Sale per Musica da Camera: 1,4 < T60 < 2 s

Grandi Sale da Concerto:  1,7 < T60 < 2,3 s

Chiese: 2 < T60 < 4 s

 

 

Tempo di Primo Decadimento

(Early Decay Time, EDT) T10

 

 

Calcolato attraverso la Retta di Regressione Lineare. 1,8 < T10 < 2,6 s
 

Equilibrio Tonale (Tonal Balance) TB

 

TB = (T10(2Khz)ott – T10(250Hz)ott)/3 T dd.PNG   0 s
 

Tempo di Riverberazione Iniziale (Initial Reverberation Time) T15

 

 

Calcolato attraverso la Retta di Regressione Lineare.
Tempo di Riverberazione Iniziale (ANZ) T20  

Calcolato attraverso la Retta di Regressione Lineare.

 

 

Rapporto dei Bassi

(Bass Ratio)

 

 

 

BR = (T60(125Hz)ott + T60(250Hz)ott) / (T60(500Hz)ott + T60(1Khz)ott) =

(T60(125Hz)ott + T60(250Hz)ott) / 2Tmed

 

1,2 < BR < 1,25 s
 

Tempo di Riverberazione alle Frequenze Medie

 

Tmed = (T60(500Hz)ott + T60(1Khz)ott)/2  

Orchestra Sinfonica Media: Tmed = 1,9 s

Opera Italiana: Tmed = 1,5 s

Opera Wagneriana: Tmed = 1,7 s

 

n.b. Rimando a questo articolo per una maggiore comprensione sul calcolo di una retta a regressione lineare: https://it.wikipedia.org/wiki/Regressione_lineare

Vediamo adesso di analizzare ogni singolo parametro, più altri che vedremo più avanti:

 

Tempo di Riverberazione Convenzionale T60

E’ la prima grandezza introdotta da Sabine per il tempo di riverberazione, si considera generalmente la parte di pendenza della curva che va da – 5 dB a – 35 dB a partire dal valore massimo posto a 0 dB. E’ importante escludere i primi 5 dB di decadimento dalla misura del tempo di riverberazione per evitare l’influenza di prime riflessioni particolarmente forti, e non si considera sotto i – 35 dB per evitare di inglobare il rumore di fondo. A volte viene chiamato anche RT60 (Reverberation Time at 60 dB).

 

Tempo di Primo Decadimento (Early Decay Time) EDT

Introdotto da Jordan. Rappresenta il tempo richiesto per ottenere un decadimento del suono di 10 dB. E’ calcolato con il metodo della retta di regressione lineare che vedremo più avanti. Il tempo di primo decadimento è un parametro particolarmente sensibile alla localizzazione del microfono in relazione alla sua distanza dalla sorgente. L’indice EDT diminuisce con l’allontanarsi del microfono dalla sorgente e diventa un parametro particolarmente significativo per confrontare diversi punti di una stessa sala.

 

Tempo di Riverberazione Iniziale (Initial Reverberation Time) T15 o IRT.

E’ un parametro introdotto da Atal et al. E’ calcolato estrapolando a -60 dB la pendenza media dei primi 15 dB del decadimento del livello della pressione sonora.

 

Tempo di Riverberazione Iniziale T20 o ANZ

E’ un parametro introdotto da Kurer e Kurze. E’ calcolato estrapolando a -60 dB la pendenza media dei primi 20 dB del decadimento del livello della pressione sonora.

 

Rapporto dei Bassi (Bass Ratio)

E’ un parametro correlato al calore del suono (warmth), rappresenta la Vivezza della sala e la pienezza delle note gravi (basse).

Calcolato come precedentemente visto dalla seguente relazione:

BR = (T60(125Hz)ott + T60(250Hz)ott) / (T60(500Hz)ott + T60(1Khz)ott) =

(T60(125Hz)ott + T60(250Hz)ott) / 2Tmed

In pratica è la media aritmetica del Tempo di Riverberazione di Sabine tra la banda d’ottava dei 125 Hz e 250 Hz, ed il Tempo di Riverberazione alle medie frequenze con ottava a 500 Hz e 1 Khz.

 

Equilibrio Tonale (Tonal Balance)

E’ un parametro introdotto da Jordan, correlato al bilanciamento dei suoni in medio e medio-alta frequenza attraverso la seguente relazione:

TB = (T10(2Khz)ott – T10(250Hz)ott)/3

Definisce la pendenza media del decadimento dei primi 10 dB, ovvero del tempo di primo decadimento EDT (T10), tra la banda in ottava di 2 Khz e 250 Hz. E’ calcolato con il metodo della retta di regressione lineare. E’ sostenuto che una grande variazione dell’EDT tra le basse e le alte frequenze, non favorisce un buon ascolto. Pertanto il valore a cui dovrebbe tendere questo parametro è prossimo allo 0.

 

Considerazioni sulle Prime Riflessioni

Tutti questi parametri appena visti (a parte il tempo di riverberazione convenzionale), devono le loro radici all’individuazione dell’importanza delle prime riflessioni, e cioè quelle riflessioni che giungono all’orecchio subito dopo il suono diretto.

Come visto in Psicoacustica ma che ricordo anche qua, Haas fu il primo a capirne l’importanza e a condurre studi approfonditi, dimostrando che le prime riflessioni percepite all’orecchio dopo il suono diretto non vengono distinte, ma integrano l’intensità soggettiva del suono diretto stesso (come precedentemente visto). Questo se il ritardo si mantiene entro 20 ms, ma come visto in Psicoacustica dipende dalla frequenza.

Si distinguono allora due principali tipologie di riflessioni:

1. Prime Riflessioni (che contribuiscono a migliorare l’intelligibilità del parlato)

2. Riflessioni Successive (che peggiorano l’intelligibilità)

In campo reale si è verificato che proprio le Prime Riflessioni tendono ad aumentare l’intensità ed intelligibilità del parlato. Mentre al contrario se aumento l’energia delle Riflessioni Successive l’intelligibilità subisce un repentivo degrado.

In base a queste riflessioni si va a definire un rapporto chiamato: Rapporto tra Prime Riflessioni e Successive Riflessioni. In questo rapporto si mette a numeratore la somma di tutte le Prime Riflessioni e a denominatore la somma di tutte le Riflessioni Successive.

Più alti sono i valori raggiunti da questo rapporto e migliori sono le condizioni di intelligibilità.

Definito questo è necessario capire quale sia l’intervallo sul tempo di ritardo tra Prime Riflessioni e Riflessioni Successive per mantenere un elevato gradi di intelligibilità, Thiele e Schultz propongono un intervallo compreso tra 0 e 50 ms, Reichardt et al. in riferimento specifico alle sale adibite all’ascolto della musica, propone un intervallo compreso tra 0 e 80 ms.

Alcuni ricercatori invece sono contrari alla scelta di un metodo di analisi che impone una cosi netta separazione tra i due tipi di riflessioni, proponendo a risoluzione un parametro che determina il baricentro del segnale di risposta analizzato, detto anche Centro di Gravità della Risposta Sonora o Tempo Centrale.

Altre riflessioni invece sono volte a comprendere al meglio la relazione tra prime riflessioni e tempo di riverberazione. Alcuni autori come Schroeder, dimostrano che la riverberazione percepita soggettivamente è più strettamente correlata alla prima parte del decadimento piuttosto che all’intero decadimento di 60 dB. Quindi in accordo con Jordan nel definire l’EDT un parametro assolutamente più realistico dal punto di vista soggettivo nel definire il tempo di riverberazione percepito.

C’è da dire anche che le Prime Riflessioni possono essere divise in:

Riflessioni Frontali (quelle che vengono direttamente dal palco o da oggetti riflettenti posti tra il palco e il pubblico).

Riflessioni Posteriori (quelle di maggiore ritardo che provengono ad esempio dalla parete di fondo della sala e contribuiscono maggiormente all’aumento del tempo di riverberazione).

Riflessioni Superiori (quelle che arrivano dal soffitto, anche queste hanno un tempo di ritardo considerevole e contribuiscono all’aumento del tempo di riverberazione, a meno di non avere un soffitto molto basso).

Riflessioni Laterali (quelle che arrivano dalle pareti laterali).

Le Riflessioni Laterali sono quelle che per prime insieme a quelle frontali se presenti giungono al pubblico e definiscono l’intensità delle Prime Riflessioni, quindi sono le più importanti dal punto di vista del dare presenza e chiarezza al suono.

Per quanto riguarda la percezione di direzione, come visto già ampiamente in Psicoacustica, l’uomo non è in grado di percepire correttamente la direzione di tutte queste riflessioni, ma le lateralizza in un Impressione Spaziale, quindi in una sensazione di sentirsi immerso nel campo sonoro. Nei parametri della tabella vista precedentemente rientra anche questo aspetto, cioè una corretta relazione tra l’impressione spaziale e l’energia contenuta nelle prime riflessioni.

Nel corso del tempo (anni 70′) sono state sviluppate nuove tecniche psicometriche per l’analisi dei fattori precedentemente visti, ma con l’aggiunta di ulteriori valutazioni di analisi, quali il concetto della presenza di un eventuale rumore di fondo e la corretta distribuzione omogenea del suono in tutto l’ambiente. Con l’obbiettivo di scoprire quali fattori soggettivi, indipendenti l’uno dall’altro, determinano il giudizio soggettivo di buona qualità acustica, e quali sono i parametri soggettivi fisici strettamente correlati ad essi.

I parametri soggettivi possono essere divisi in 3 tipologie:

1. Intensità ed estensione della sorgente sonora.

2. Percezione della Chiarezza del suono complessivo.

3. Giudizio sul suono complessivo in relazione al timbro.

Questi parametri sono poi correlati ad altre grandezze oggettive quali:

Il 1 è correlato al parametro di Indice di Intensità o Sound Strenght che vedremo più avanti, ma che in linea generale deve essere >  – 28 dB.

Il 2 è correlato con l’Istante Baricentrico dell’Energia Sonora, già accennato ma che vedremo meglio più avanti. Il quale per una buona percezione della Chiarezza deve essere < 140 ms.

Il 3 è correlato con il Tempo di Primo Decadimento o EDT nelle bande di ottava tra 125 Hz e 2 Khz. Parametro precedentemente visto ma che torneremo ad analizzare meglio più avanti. Affinchè il timbro del suono risulti equilibrato l’EDT dovrebbe avere una pendenza lievemente negativa.

I fattori soggettivi più importanti sono invece:

D1 o Fattore di Consenso (correlato all’IRT o Tempo di Riverberazione Inziale).

D o Indice di Definizione, che vedremo più avanti.

Questi due parametri sono tra loro correlati, D1 è anche correlato con la lunghezza della sala e con la coerenza interaurale (quindi come percepiamo questo suono dalla differenza tra le due orecchie).

Da tutte queste analisi è stato definito che Sale per la Musica strette ed alte sono preferibili per ottenere una buona qualità sonora. In quanto che le pareti essendo strette valorizzano le prime riflessioni laterali, come visto di estrema importanza, maggiormente equilibrate con il suono diretto, mentre l’altezza regola il giusto tempo di riverberazione.

 

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