Acustica Architettonica – VII

Test a Vocabolario

Nell’articolo precedente abbiamo accennato ai metodi utilizzati come test per campionare una media di persone nel definire i vari indici per l’intelligibilità del parlato.

Esistono molti test, ma quello più affidabile in quanto più sperimentato ed utilizzato sia in Europa che in Italia è il Test a Vocabolario.

Si basa sul dettato in cui un certo numero di lettori provvede a leggere alcuni gruppi di parole, non necessariamente di significato compiuto. Gli ascoltatori presenti devono provvedere ad annotare quello che percepiscono.

Molte sono le versioni utilizzate sia per le parole, pronuncia, cadenza, ecc.. che per il metodo utilizzato per l’analisi. La versione più utilizzata è quella lettura-ascolto+scrittura di 20 liste di 50 parole foneticamente bilanciate, per un totale di 1000 parole. Ogni parola deve essere inclusa nella stessa frase portante es.: Scrivete ora la parola XXXX… L’ascoltatore deve scrive la parola che ha percepito su di un foglio di carta.

Il tempo di riferimento per amministrare una lista di 50 parole è di 200 secondi (una frase ogni 4 secondi), generalmente servono 15 minuti per dire tutte le parole.

Sia i lettori che gli ascoltatori dovranno essere istruiti sia in termini di procedura del test, sia in termini di conoscenza delle liste di parole (dipendente dal tipo di test),

 

Lettori

Secondo la normativa i lettori selezionati devono essere 5, scelti fra i parlatori medi, cioè non devono essere dei professionisti, come lettori, attori, doppiatori di professione, rappresentativi per lingua madre, età e sesso di chi sarà l’utilizzatore del test. Il lettore non deve presentare difetti di pronuncia, o inflessione dialettale non locale.

Le parole delle liste vanno lette a cadenza regolare conservando il medesimo tono di voce, senza enfasi. Se la lettura è amplificata da sistemi di diffusione sonora per il test dell’intelligibilità tramite impianto elettroacustico, la lettura deve essere effettuata da ogni postazione dove sia prevista la presenza di un microfono.

Un temporizzatore scandisce il tempo di lettura come riferimento di velocità per il lettore.

 

Ascoltatori

Gli ascoltatori selezionati, che devono essere in un numero pari o superiore ai lettori, devono essere rappresentativi per lingua madre, età, sesso di chi sarà il fruitore dell’ambiente analizzato. Questi non devono presentare gravi difetti percettivi.

Le persone di una certa età dovranno prendere posto in prossimità di un sistema di altoparlanti dell’impianto (nel caso elettroacustico) o in prossimità dei lettori (se non presente sistema elettroacustico).

Essi devono distribuirsi in modo casuale nella zona riservata a loro, nell’ambito dell’area riservata al pubblico (audience).

Gli ascoltatori devono essere prima istruiti in una sala silenziosa e poi nell’ambiente destinato al test.

 

Livello Sonoro

Il livello sonoro misurato al livello della testa dell’ascoltatore, deve essere lo stesso di quello previsto nell’ambito di applicazione, come vocale o impianto di diffusione sonora. Tipicamente il livello di riferimento utilizzato è di 65 dBA, ma in ogni caso deve superare di 15 dB il rumore di fondo dell’ambiente messo nelle condizioni di utilizzo operative, quindi con eventuali macchinari di condizionamento e riscaldamento accesi.

Anche l’assorbimento della stanza dovrà essere il medesimo di quello misurabile in condizioni di presenza di un numero di ascoltatori conforme all’applicazione, in quanto che la presenza di persona, tende ad aumentare il coefficiente di assorbimento complessivo, quindi anche calo del tempo di riverberazione.

Il metodo di valutazione più semplice consiste nel ricavare il numero percentuale di parole correttamente percepite in rapporto al totale delle parole che sono state lette, dopodiché è possibile fornire un giudizio qualitativo come visto nel precedente articolo.

In figura 1 una tabella indicativa del grado di intelligibilità del parlato in base alla percentuale di parole correttamente scritte.

Fig. 1 gigiu.PNG

 

ALcons

L’ALcons o %ALcons, non è direttamente legato agli indici visti precedentemente (tranne per lo STI come vedremo più avanti) ma è una formula proposta da Peutz-Davis per identificare l’intelligibilità in relazione alla percentuale di consonanti perse (perchè queste sono le lettere più difficili sia da pronunciare che da capire, rispetto alle vocali),

Questo dato può essere utilizzato in comparazione agli indici visti precedentemente, ma non in sostituzione. E’ utilizzato per lo più per la valutazione dell’intelligibilità da impianti elettroacustici, ma è ritenuto meno preciso rispetto allo STI e RASTI.

La formula è la seguente:

vsdvsdv

dove d è la distanza di valutazione in metri, dalla sorgente al quadrato, RT60 è il tempo di riverberazione con riferimento alla frequenza di centrobanda di 2 KHz. V è il volume dell’ambiente (in m3) e Q è il fattore di direttività del diffusore acustico o della voce, riferito alla frequenza di 2 kHz. Il fattore correttivo “a” tiene conto del grado di attitudine alla comprensione dei messaggi vocali da parte dell’ascoltatore (dettato da ragioni emotive, linguistiche, culturali, ecc.). Un po come visto anche per gli indici di intelligibilità.

Per un attento ascoltatore a = 1,5, per un ascoltatore medio a = 2,5, per un ascoltatore scarso a = 12,5.

Più il valore ALcons è basso e migliore sarà l’intelligibilità.

n.b. Questa formula è da ritenersi valida solo per distanze inferiori alla distanza limite: DL=3,16 DC (DC è la distanza critica).

Questa formula è valida nel caso di RT60 minore di 1,5 secondi e se il rapporto segnale-rumore è maggiore o uguale a 25 dB.

Oltre la distanza limite DL, l’ALcons si mantiene sempre di valore pari a:

gga.PNG

n.b. Scegliendo una sorgente sonora più direttiva (aumenta il Q), si verifica una diminuzione dell’ALcons e dunque un miglioramento dell’intelligibilità.

La percentuale di consonanti perse può essere trovata anche attraverso particolari diagrammi che legano tra loro i valori ALcons, rumore di fondo e tempo di riverberazione, ad esempio come i grafici di Peutz.

 

Grafici di Peutz

Peutz dopo una serie di test sull’analisi del valore di intelligibilità di diverse sale, attraverso l’utilizzo di una sorgente omnidirezionale (Q=1), operante nella banda d’ottava centrata attorno a circa 1,6 kHz, ha constatato che l’andamento del valore ALcons è simile in tutti i casi (fig. 2).

Fig. 2 dscsd.PNG

Si evidenzia una prima fase in cui la curva di valore ALcons, evidenzia una dipendenza quadratica dalla distanza, seguita da una seconda curva in cui l’ALcons si mantiene costante. Quest’ultima fase si manifesta solamente dopo una certa distanza chiamata Dl (Distanza Limite). pari a:

mmmsmms.PNG

dove V è il volume dell’ambiente in m3 ed RT60 è il tempo di riverberazione calcolato alla frequenza desiderata (tipicamente 2 kHz).

Queste sono state le basi di produzione delle formule ALcons precedentemente viste, in cui introduce anche la dipendenza dell’ALcons dall’indice di direttività della/e sorgente/i.

Questi grafici sono anche utili per la stima del massimo livello del rumore di fondo (anche se più efficienti come vedremo le curve RC ed NCB) o del massimo tempo di riverberazione ammissibile, come abbiamo già visto e vedremo anche più avanti.

In figura 3 una tabella indicativa del grado di intelligibilità in base alla percentuale di valore ALcons trovato.

Fig. 3 12334.PNG

In caso che vi siano più sorgenti sonore elettroacustiche, le formule sopra elencate non vanno bene, in quanto che non tengono conto del campo acustico complessivo, quindi anche direttività relativa dell’interferenza di fase del suono proveniente da ogni diffusore. Non chè l’effetto dell’ambiente, quale prime riflessioni e riverberazione complessiva, data dall’insieme di tutte le sorgenti.

In caso che sia possibile considerare il campo sonoro attorno ad ogni sorgente come se fosse generato solo da questa, per ogni sorgente, e poi elaborare una media dei vari valori ALcons trovati delle singole sorgenti.

In ogni caso è stata proposta una formula (anche se non precisa, ma indicativa) applicabile in questo tipo di situazione:

aaaaaaaa.PNG

in cui N è il rapporto in potenza tra il contributo del diffusore acustico che produce nel punto a distanza d il campo diretto ed il contributo di tutti gli altri diffusori acustici, in contemporaneo funzionamento. M è un fattore di valore unitario che tiene conto di estensioni della distanza critica per cause di varia natura (es. assorbimento addizionale da parte di un gruppo di ascoltatori).

Un’altra formula proposta è la seguente:

bbbbbbbbbb.PNG

In cui è calcolabile direttamente il numero di diffusori acustici (n).

In figura 4 è illustrata una famiglia di curve che identifica la perdita del valore ALcons in funzione del rapporto tra la distanza parlatore-ascoltatore e la distanza limite, per diversi tempi di riverberazione.

Fig. 4 ssvs.PNG

Alcune considerazioni analizzando questa famiglia di curve:

  1. Ambienti con tempi di riverbero non superiori a 1,6 secondi non soffrono in teoria di problemi di intelligibilità nemmeno per ascoltatori posti oltre la distanza limite.
  2. Per ogni ambiente per il quale il tempo di riverberazione è superiore a tale valore, potrebbe essere definita una distanza limite effettiva, che è quella oltre la quale viene oltrepassata la soglia del 15% di ALcons (limite di valore per un intelligibilità sufficiente).

In caso che il rapporto segnale rumore non sia rispettato, quindi sotto ai 25 dB di limite, si verifica un aumento della perdita di articolazione delle consonanti, come mostrato in figura 5.

Fig. 5 nhsgss.PNG

Ad esempio per un ambiente con RT60 =1,5 s, l’ALcons è inferiore a 15 per un rapporto segnale/disturbo di 25 dB, ma diviene superiore a tale valore se solo il rumore di fondo aumenta di 5 dB (a parità di segnale utile).

 

Conclusioni

L’indice di intelligibilità STI ed ALcons sono correlati, cioè da uno è possibile ricavare l’altro tramite la formula:

vvvavaa.PNG

Su questo sito è possibile inserire i valori dell’uno o dell’altro ed avere il risultato convertito immediato:

http://www.sengpielaudio.com/calculator-ALcons-STI.htm

La tabella in figura 6 mostra la correlazione tra STI ed ALcons con definita la retta dalla quale è possibile poi identificare il grado di qualità dell’intelligibilità (povera, giusta, buona, eccellente).

Fig. 6 ALcons-STI-Table.gif

In figura 7 una tabella di comparazione tra l’indice RASTI e ALcons.

Fig. 7cccccccc.PNG

 

Altre Tipologie di Test

Tra le varie altre tipologie di test, si può citare la standardizzata ISO/TR 4870, nella quale si prevede l’alternanza dei parlatori tra maschi e femmine,

Lo sforzo vocale di un parlatore è misurato in termini di media aritmetica dei massimi livelli raggiunti durante ciascun elemento del test. Il livello di pressione sonora per il calcolo nella fase di test ed operativa è pesato “A” è misurato con un fonometro posto ad 1 m dalla bocca del parlatore e con costante fonometrica “S”.

Il lettore pronuncia una serie di parole sempre lette secondo uno specifico ordine temporale, parole di senso compiuto e significative ma anche parole inventante, quindi senza senso, pronuncia gruppi di parole in successione, ma anche sillabi.

Da questo test viene ricavato un Indice di intelligibilità percentuale (I).

gsgsss.PNG

Dove T è il numero delle parole con significato o senza un significato (ad esempio parole inventate senza senso) del test, ed N è il numero di alternative per ciascun elemento della lista. R è il numero di parole con o senza significato percepite correttamente e W è il numero di parole percepite in modo errato.

Per valutare la percezione della parola in ambiente rumoroso si definisce un rumore di mascheramento realizzato mediante rumore bianco (emesso da una sorgente elttroacustica, filtrato con curva di ponderazione di figura 9 (la quale rappresenta l’andamento dello spettro audio della voce maschile medio). Il filtro viene eseguito tramite un equalizzatore grafico a bande per terzo d’ottava. Questo rumore è emesso in continuo per simulare il rumore di fondo del vociferare in una sala piena di persone che parlano.

In figura 8 il livello di pressione sonora medio standardizzato per la voce maschile a 65 dBA, normalizzato a 400 Hz, in relazione alle frequenze fondamentali considerate nel test.

Fig. 8 jljjijioj.PNG

In figura 9 l’andamento dello spettro medio del livello di pressione sonora per la voce maschile (ipotizzando un suono ad emissione continua), normalizzato a 400 Hz appena vista in figura 8.

Fig. 9 ssgsg.PNG

Alcuni test in lingua inglese hanno portato alla definizione di curve (come da figura 10), in cui è rappresentato l’indice di intelligibilità in relazione al rumore di fondo.

Fig. 10 dsssdbsd

Dal grafico in figura 10 si deduce che più l’ambiente è rumoroso e più per maggiore comprensione si devono pronunciare parole semplici, scandite, quanto più monosillabiche.

 

Normative Internazionali (CIS)

Detto questo, visti i numerosi metodi per la valutazione dell’intelligibilità, i vari standard quali ISO (Europa), ANSI (Stati Uniti), oltre che definire linee guida per l’esecuzione delle verifiche secondo i metodi più diffusi (come visto e come vedremo), hanno definito anche diagrammi con valori di riferimento universali.

In figura 11 il grafico proposto dallo standard ISO, stabilisce che ogni raccomandazione dovrà essere fatta in riferimento ad un nuovo indice di intelligibilità, leggibile sulla scala comune di intelligibilità (Common Intelligibility Scale, CIS) e ricavabile in funzione del valore dell’indice di intelligibilità noto o misurato.

La curva da prendere in esame dovrà essere quella riferita al metodo di interesse. Per esempio, un valore di STI pari a 0,5 individuerà un valore CIS pari a 0,7.

Fig 11Fig5-copia-9@2x-100.jpgRumore e Disturbo Soggettivo

Il rumore interno ed esterno è gestibile/attenuabile attraverso il fonoisolamento e fonoassorbimento, come già ampiamente visto in Acustica Ediliza, a livello soggettivo, una persona può percepire una sensazione di fastidio e/o disturbo differente in base allo spettro di rumore e alle condizioni psicofisiche della persona stessa.

Il livello di intensità del rumore è senza dubbio fattore fondamentale di disturbo soggettivo, identificabile nelle sua caratteristica timbrica e spettrale, nella sua fluttuazione di livello, di frequenza, nel suo contenuto armonico ed informativo, non chè la durata e le caratteristiche temporali (es. se è prodotto di giorno o di notte).

Anche la predisposizione dell’individuo al rumore in base all’attività che sta svolgendo incidono.

Per tutto questo è necessario introdurre degli Indici di Valutazione del Disturbo da Rumore, in modo tale da poterlo valutare e correggere in modo pratico al fine di migliorare il comfort acustico ed intelligibilità visti precedentemente.

L’indice descrittore sintetico della composizione in frequenza e dell’andamento temporale del fenomeno acustico, è il Livello Continuo Equivalente della pressione sonora ponderato A, (LAeqT).

Correlando il Livello sonoro Continuo Equivalente al contributo energetico medio in un intervallo di tempo, piuttosto che all’energia sonora istantanea effettivamente percepita, si è in grado di valutare il disturbo soggettivo del rumore.

Il tipo di rumore come accennato fa variare i valori di riferimento per la valutazione dell’indice e dipende dalla destinazione d’uso di quel tipo di ambiente. Questi valori sono determinati su base statistica in relazione a ben precise condizioni ambientali, in modo da riprodurre fedelmente la valutazione soggettiva in situazioni non troppo diverse da quelle considerate.

Se ci sono più rumori aventi uguale valore del livello continuo equivalente, possono produrre un effetto disturbante molto diverso secondo i principi precedentemente visti. Per la valutazione di questo fattore, ai vari indici si associano criteri di valutazione che consentono un’analisi più precisa in particolare sulla distribuzione spettrale e temporale dell’energia sonora di rumore.

Un rumore con componenti tonali o impulsive, è soggettivamente giudicato maggiormente disturbante di un rumore di pari livello continuo equivalente ponderato (come visto anche in argomento Noise Reduction). Questo tipo di rumore nella valutazione dell’indice viene valorizzato con l’aggiunta di alcuni decibel sul livello misurato.

Se il livello di pressione sonora del rumore è particolarmente elevato in bassa o alta frequenza rispetto alle altre bande, esso risulta percepito tonalmente sbilanciato.

Essendo come visto le dipendenze dell’indice molto numerose e varie, non è possibile identificare come nei casi precedenti dell’intelligibilità del parlato, indici univoci, ma devono essere variabili in base ai fattori di ponderazione ed influenze sopra elencate. Questo porta alla realizzazione di curve che identificano i limiti per cui il rumore è considerato soggettivamente tollerabile.

 

Curve dei Criteri di Valutazione del Disturbo da Rumore Soggettivo

Per la valutazione del bilanciamento spettrale del rumore, interferenza del rumore sul parlato, presenza di eventuali vibrazioni percepibili indotte dal rumore a bassa frequenza su strutture leggere, si possono utilizzare le seguenti tipologie di curve standardizzate (ANSI S12.2), quali:

n.b. Entrambe le curve proposte si basano sulla creazione di curve dal confronto tra lo spettro del rumore analizzato e quello di riferimento di uno spettro ben bilanciato ma con lo stesso grado di interferenza sul parlato.

 

NC (Noise Criteria)

Proposto da Beranek, e ad oggi standardizzate ASA e ANSI, sono curve (fig. 12) non molto utilizzate in quanto che sottostimano il rumore in bassa frequenza, mentre è proprio in quelle frequenze che il rumore interferisce pesantemente sulla concentrazione mentale. E’ invece più efficiente sulla valutazione in media frequenza.

Le curve NC sono maggiormente utilizzate per la valutazione del rumore HVAC (Heating, Ventilation, Air Conditioning).

Fig. 12 Noise_Curves_Graph_Spectrum_with_NC.jpg

 

NR (Noise Rating)

Le curve Noise Rating (NC) figura 13, standardizzate ISO, sono utilizzate per lo più per determinare il livello di rumore accettabile all’interno di ambienti per la conservazione dell’udito, la comunicazione vocale ed il fastidio.

Fig. 13 xvdsbsb.PNG

I principi di valutazione delle curve NC ed NR sono molto simili a quelli che vediamo di seguito.

 

RC (Room Criteria)

Proposto da Blazier, queste curve sono adatte per la valutazione del rumore di impianti di riscaldamento, condizionamento e ventilazione in ambienti non occupati e a funzionamento continuo.

Le curve proposte dopo numerose sperimentazioni (fig. 14), identificano il livello di rumore in base alla frequenza accettabile in queste condizioni.

Fig. 14 20200108_232821.jpg

Si presentano come segmenti di retta con pendenza di – 5dB/ott. in un campo di frequenze compreso tra le bande di ottava da 16 Hz a 8 Khz.

Il valore dell’indice RC utilizzato come riferimento per il calcolo del disturbo da rumore è quello rilevato ad 1 KHz, ed è corrispondente al valore del SIL (visto nel precedente articolo), calcolato secondo una definizione iniziale, come media aritmetica dei livelli di pressione sonora nelle bande di ottava con frequenza di centro banda di: 500 Hz, 1 KHz, 2 KHz.

Tramite questo criterio è anche possibile valutare possibili variazioni del rumore percepibili, indotte dalla presenza di elevati livelli sonori alle basse frequenze. Come si nota per le frequenze di centro banda d’ottava 16 Hz, 31.5 Hz, 63 Hz, sono evidenziate la zona A e B, nelle quali si può avere elevata e moderata probabilità di percepire vibrazioni., difatti la curvatura diventa retta con direzione inversa da 31,5 Hz a 63 Hz, esclusivamente per livelli di pressione sonora sopra ai 65 dB.

Viene inoltre evidenziata la soglia di udibilità a quelle frequenze per avere un giusto confronto.

Per valutare l’accettabilità o meno di un rumore misurato, si esegue dapprima verificando la non interferenza del rumore con il parlato e poi valutando il bilanciamento dello spettro secondo la seguente procedure:

  • Disegnare su di un grafico lo spettro, in bande d’ottava, del rumore d’impianto (ad esempio prendere un analisi FFT della risposta in frequenza del rumore registrato, che deve essere medio, quindi ci vuole una registrazione temporalmente accettabile per cui si nota un’andamento spettrale simile, se molto vario utilizzare più curve di riferimento, o la curva più rumorosa) (fig. 14).
  • Determinare il SIL, che rappresenta il valore della curve RC associato al rumore d’impianto (non altro che la media aritmetica dei livelli di rumore nelle bande d’ottava con frequenza centrale a 500 Hz, 1 KHz, 2 KHz), verificare poi che sia inferiore o uguale al valore della curva RC di riferimento per l’ambiente oggetto di verifica (fig. 15).
  • Disegnare sul grafico una linea con pendenza – 5 dB/ott. passante a 1 Khz per il valore in decibel corrispondente al valore RC (fig. 16).

Fig. 15 20200109_002946.jpg

n.b. La tabella in figura 15 rappresenta i riferimenti standardizzati per il limite di rumore accettabile in base alla location e alla curva di riferimento, in cui viene anche evidenziato il livello equivalente.

Quindi se considerano ad esempio una Sala per Conferenze il valore SIL quindi RC o NCB deve rientrare nel range tra 25 – 30 o essere inferiore.

Fig. 16 20200108_234712.jpg

A questo punto è possibile classificare il rumore attraverso diverse valutazioni:

  • Neutro (N): quando i livelli di pressione sonora del rumore non superano la curva RC per più di 5 dB in una o più bande di ottava con frequenza di centro banda inferiore o uguale a 500 Hz e per più di 3 dB in ognuna delle bande con frequenza di centro banda superiore o uguale a 1 KHz.
  • Rombante (R): quando i livelli di pressione sonora del rumore superano la curva RC per più di 5 dB in una o più bande di ottava con frequenza centrale inferiore o uguale a 500 Hz.
  • Capace di indurre vibrazioni percepibili (RV): quando i livelli di pressione sonora del rumore cadono nelle zone A e B.
  • Sibilante (H): quando i livelli di pressione sonora superano la curve RC per più di 3 dB in una o più bande di ottava con frequenza centrale superiore o uguale a 1 Khz.

 

NCB (Balanced Noise Criterion)

Proposto da Beranek, queste curve sono adatte per la valutazione del rumore di fondo non intermittente ed a spettro in frequenza stabile (mediato), mediamente esistente in un ambiente, provocato sia dagli impianti presenti sia dall’attività svolta da chi lo occupa (fig. 17),

Fig. 17 20200108_234726.jpg

Anche queste curve sono definite dal SIL, solo calcolato come media aritmetica dei livelli di pressione sonora nelle quattro bande d’ottava con frequenza centrale a 500 Hz, 1 KHz, 2 KHz, 4 Khz, e sono del tutto simili sia come leggibilità del grafici che come verifica dell’accettabilità del rumore alle precedenti RC.

Di diverso c’è la determinazione del SIL, che in questo caso è la media dei livelli di rumore per le bande 500 Hz, 1 Khz, 2 Khz, 4 Khz).

Non è richiesto il disegno della pendenza – 5 dB/ott, per cui la frequenza di 1 KHz non è in questo caso il riferimento.

In questo caso il SIL è di riferimento per la curva NCB.

Per la valutazione del rumore in bassa frequenza (fig. 18), in modo da verificare che non vi siano componenti “rombanti”, è possibile procedere come segue:

  • Dal grafico dello spettro del rumore aggiungere 3 dB al valore NCB calcolato.
  • Individuare la curva NCB che meglio approssima lo spettro di rumore nelle tre bande di ottava con frequenza di centro banda 125 Hz, 250 Hz, 500 Hz, per interpolazione tra le curve NCB (fig. 17).
  • Utilizzare questa nuova curva interpolata come curva di riferimento sulla curve NCB trovata.
  • Verificare che i livelli di pressione sonora dello spettro di rumore in tutte le bande d’ottava, con frequenza centrale inferiore o uguale a 500 Hz, non siano al di sopra della curva NCB.

Fig. 18 20200109_002910.jpg

Per la valutazione del rumore in alta frequenza (fig. 19), in modo da verificare che non vi siano componenti “sibilanti”, è possibile procedere come segue:

  • Individuare la curva NCB che meglio approssima lo spettro di rumore nelle tre bande di ottava con frequenza di centro banda 125 Hz, 250 Hz, 500 Hz, per interpolazione tra le curve NCB (fig. 17).
  • Utilizzare questa nuova curva interpolata come curva di riferimento sulla curve NCB trovata.
  • Verificare che i livelli di pressione sonora dello spettro di rumore in tutte le bande d’ottava, con frequenza centrale superiore o uguale a 1 KHz, non siano al di sopra della curva NCB.

Fig 19 20200109_002916.jpg

Fig. 2020200109_005833.jpg

In figura 20 i livelli di pressione sonora per ciascuna banda d’ottava, atti a determinare le curve NCB di figura 13, arrotondati al più vicino intero. I valori tra parentesi cadono all’interno o al di sopra della zona A, quelli seguiti da un asterisco cadono all’interno della zona B.

Curve RC ed NCB sono migliori delle altre tipologie di curve in media banda, quindi sulla rappresentazione dell’equilibrio percepito tra bassi ed alti.

n.b. Sia le curve RC che NCB sono contenute nei software di analisi acustica specifici per questo scopo, e possono essere calcolati in tempo reale nella fase di simulazione del progetto (attraverso tabelle ed a volte anche falsi colori come per gli indici di intelligibilità visti nel precedente articolo, in quanto che punti differenti di ascolto possono presentare differenti soglie di udibilità del rumore, anche se più spesso si tende a generalizzare con il definire l’indice univoco dell’intera sala), per cui è possibile modificare struttura e materiali fonoisolanti, fonoassorbenti da installare nel locale per ottimizzare la curva di rumore.

 

Preferred Noise Criterion Curves (PNC)

Fig. 21 vsvvdsd.PNG

Le PNC curve (figl 21), sono curve di perfezionamento delle curve NC, sono anch’esse utilizzate per la valutazione dell’accettabilità dei rumori da HVCA ed altre tipologie di rumore a larga banda. Più adatte in situazioni critiche, come studi di registrazione, sale concerti, aule scolastiche. Rispetto alle curve NC sono curve più rigorose soprattutto nella valuazione del rumore in bassa frequenza (di fatti arriva come riferimento a 31.5 Hz). Di difetto e questo è il principale motivo per cui non vengono molto utilizzate, ma ancora ad oggi le NC sono le più utilizzate, in quanto che queste curve soffrono e quindi sottostimano il rumore da oscillazione, quali le risonanze in bassa frequenza.

 

Noise Climate

Per quanto riguarda le informazioni relative alla non stazionarietà del rumore, si possono ottenere queste effettuando un’analisi statistica dei livelli, dalla quale poi si può individuare il valore dei livelli superati per una determinata percentuale di tempo all’interno del tempo di osservazione. I livelli generalmente utilizzati sono L10, L50, L90, che corrispondono rispettivamente al superamento del 10%, 50%, 90% del tempo di osservazione. L90, può essere individuato come rumore di fondo, L10 individua i valori più elevati.

La differenza tra (L10, – L90), è il coefficiente di Noise Climate (proposto da Griffiths e Langdon), ed è il parametro significativo per la valutazione dell’entità delle fluttuazioni caratteristiche ad esempio per il rumore del traffico stradale.

 

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