Equalizzatori – VIII

Struttura di un Equalizzatore

Che sia Outboard o Inboard, analogico o digitale, è importante chiarire il fatto che, un qualsiasi processore si inserisca lungo la catena audio, questo porterà sempre maggiori distorsioni e colorazioni del segnale audio in quanto non ideale ma reale, è quindi importante “budget permettendo”, o considerare sempre il migliore rapporto qualità-prezzo, utilizzare processori di segnale di assoluto livello qualitativo in tutte le caratteristiche tecniche. Il gioco sta nel capire se effettivamente quel tipo di processore porta un miglioramento del suono o solo un maggiore degrado o nulla di tutto ciò, magari migliora il timbro sonoro ma peggiora la dinamica o viceversa, ad esempio un mixer audio o una channel strip, può avere delle caratteristiche qualitative nello stadio di pre-amplificazione o gestione dei livelli ma avere un circuito di equalizzazione scadente, è quindi bene fare attenzione.

Discorso a parte per gli equalizzatori software sui mixer digitali o tramite DAW esterne, questi prendono il nome di Plugin e li vedremo meglio più avanti nel corso di questa trattazione.

Come si vedrà dalle immagini che seguiranno, quasi tutti gli equalizzatori presentano oltre che scritto il nome del costruttore ed il modello del processore, anche spesso e volentieri il tipo di funzione (parametrico, grafico, ecc…. a volte con abbreviazioni).

Molte e spesso proprietarie sono le funzioni e controlli che possono avere gli equalizzatori oltre a quelle standard, cercheremo di vedere quelle che più si possono trovare all’interno dei processori analogici e digitali.

Un mixer audio digitale può avere un processamento digitale ed un circuito di equalizzazione analogico e viceversa, soprattutto se si utilizza interfacciare Outboard analogici esterni, un mixer audio digitale può essere interfacciato con Outboard digitali. (es. fig. 1).

Fig. 1

n.b. Come vedremo nel corso di questa trattazione, che siano Analogici, Digitali o Software, quasi tutti gli equalizzatori presentano circuiterie di amplificazione di ingresso e/o di uscita (su potenziometro o fader), al fine di bilanciare correttamente il livello del segnale per evitare valori di distorsione. Vedremo come e quando è meglio avere un equalizzatore con amplificazione allo stadio di ingresso o di uscita. Questi circuiti di amplificazione sono Trim, nel senso che possono sia amplificare che attenuare, in quanto che il più delle volte quando si lavora con un equalizzatore è facile che il segnale vada in distorsione (soprattutto nei picchi) e quindi si necessita di attenuare il livello del segnale audio in uscita.

Analogici

Per quanto riguarda la circuiteria interna gli equalizzatori analogici possono essere valvolari (fig. 2), mix attivi e passivi (fig. 3), a stato solido (fig. 4), attivi con o senza la presenza di trasformatore di ingresso e/o di uscita per bilanciare le caratteristiche di impedenza e colorazioni del suono, per cui è bene conoscerne la struttura e caratteristiche cosi da ricercare il tipo di equalizzatore adatto per le proprie esigenze.

Fig. 2

Fig. 3

Fig. 4

Il modulo di equalizzazione analogico accompagna spesso Outboard pre-amplificatori microfonici (fig. 5) ed alcuni processori dinamici come Compressori ed Espansori o Limiter (fig. 6), che vedremo in altre argomentazioni, (generalmente piccole e semplici sezioni di equalizzazione, da considerare quando non si possiede un Outboard o Inboard di qualità, connessioni comprese), questo per offrire un prodotto più completo e già ottimamente interfacciato con le varie sezioni di processamento del segnale, in quanto che come già visto nei precedenti articoli soprattutto in ambito analogico le impedenze in gioco tra uscite pre-amplificate ed ingressi Outboard giocano un ruolo fondamentale per il corretto trasferimento di carico, che ricordo essere ottimale con un rapporto minimo 1:10, e rimando alla spiegazione più dettagliata agli articoli:

https://davideruiba.com/impedenza-di-ingresso-nei-preamplificatori-microfonici/

https://davideruiba.com/2016/03/01/d-i-box-ii/

Fig. 5

Fig. 6

Digitali e Software

Quelli digitali sono tutti a circuiteria integrata con la presenza eventuale di software per controllo remoto, come visto nella spiegazione degli equalizzatori digitali. Presentano a volte un monitor dal quale è possibile vedere qualsiasi parametro e funzione dell’equalizzatore (fig. 7), oltre a poter gestire e controllare tutti i parametri, sia direttamente sull’interfaccia dell’equalizzatore che attraverso un pc con software dedicato esterno (fig. 8).

Fig. 7

Fig. 8

Un ottimo equalizzatore digitale deve avere eccellenti convertitori A/D (analogico-digitali), perchè è dopo la conversione che l’equalizzatore comincia a lavorare (lavora sui campioni). Lo stesso discorso per le uscite analogiche D/A in caso che lo si voglia far rientrare su una connessione dedicata come vedremo più avanti.

I migliori equalizzatori digitali, per una corretta, pulita e realistica conversione, devono poter lavorare con convertitori a 24 bit meglio se 32 bit di quantizzazione e 96 KHz di campionamento minimo.

I migliori equalizzatori software, devono poter lavorare a 32 bit meglio 64 bit di quantizzazione e 96 KHz di campionamento minimo.

Di seguito tabelle comparative ed indicative di alcuni plugin software nei loro parametri di campionamento supportato.

https://www.waves.com/support/tech-specs/sample-rate-support

Il monitor video come detto presente spesso negli Outboard digitali, può essere anche touchscreen resistivo (quindi non solo visivo), è possibile entrare nelle varie finestre e sezioni del software e modificarne i parametri anche semplicemente toccando con mano lo schermo. Resistivo per via della durabilità e solidità rispetto ad uno capacitivo, soggetto anche alle interprete atmosferiche.

Alcuni che non hanno nativamente un monitor touchscreen consentono l’interfacciamento di un monitor esterno touchscreen cosi da avere la stessa funzione. Utilizzare poi un monitor esterno risulta spesso più comodo in quanto che generalmente più grande e posizionabile dove lo si vuole per comodità e praticità.

n.b. Avere visivamente la curva della risposta in frequenza che si ottiene variando i parametri di un equalizzatore direttamente a livello grafico, è sicuramente la migliore cosa in accoppiamento ad un fedele ascolto con le orecchie. Spesso da questi grafici riusciamo a capire cose che non riusciamo a sentire e viceversa, quindi ascoltare finemente un suono per poter agire con la giusta curva di equalizzazione. Attraverso un equalizzatore con grafica è spesso più facile ed immediato arrivare a settare i vari parametri. Equalizzatori di maggiore qualità (software) avranno anche grafici più realistici e veritieri sulla forma d’onda risultate dall’interazione e taratura dei vari filtri e potenziometri.

n.b. Qualsiasi equalizzatore con interfaccia grafica (analogici con controllo digitale, digitali, software), ad oggi presentano grafici che identificano le curve dei filtri attivi (in uso) e quelli di maggiore qualità (che hanno un processore grafico anche più potente), perfino la curva risultante dall’interazione dei vari filtri attivi (fig. 9).

Fig. 9

n.b. Nell’esempio di figura 9 la linea bianca è la curva risultante, le aree di colore indicano il range di lavoro del filtro, in questo caso c’è anche lo spettro grafico L – R in RTA che si mostra in tempo reale (le onde blu e bianche). Questo dimostra quale potenziale grafico si può ottenere con un processore software come l’equalizzatore.

Ci sono equalizzatori che creano un mix caratteristico tra le sonorità di equalizzatori analogici ed equalizzatori digitali, con la presenza di trasformatori di ingresso e o la presenza di valvole e successivamente stadi di conversione A/D e processamento via software.

Quelli digitali si trovano sia su Outboard esterno (fig. 10), che in accompagnamento a crossover digitali come quello di figura 7 (vedremo il funzionamento dei crossover in altre argomentazioni), ma anche processori matrix e loudspeaker management (che analizzeremo in altri articoli) cosi da offrire un prodotto più completo, comprensivo sia dello stadio di filtraggio crossover che di controllo equalizzazione generalmente studiato per la taratura degli impianti audio.

Fig. 10

Un equalizzatore digitale come ripetuto più volte può presentarsi con una qualsiasi tipologia di filtro di equalizzazione ricreato sotto forma di plugin o come forma di controllo remoto per un reale equalizzatore passivo o attivo al suo interno.

Anche per l’equalizzatore digitale il modulo di equalizzazione accompagna moduli di pre-amplificazione microfonica (digitali), (fig. 11) e processori dinamici (digitali) e come visto prima, anche crossover digitali, oltre che ibridi analogico-digitale.

Fig. 11

pre-amplificatore con a-d 2

n.b. Per i pre-amplificatori digitali in cui includo le schede audio per pc sia integrate (fig. 12) che Outboard (fig. 13-14), se prevista una sezione di equalizzazione questa è sempre software e controllabile dal PC a cui sono interfacciati tramite l’apposita applicazione (fig. 15).

Fig. 12

Fig. 13

Fig. 14

Fig. 15

Quelli software che accompagnano le interfacce audio sono generalmente equalizzatori di scarsa qualità e poveri di controlli, più che altro da utilizzare come master equalizzatore per le cuffie o impianto audio a cui è connessa l’uscita, comunque ad uso consumer. Ad uso professionale è sempre consigliato di disattivare questo equalizzatore ed utilizzarne di migliori.

Un equalizzatore software è facilmente ritrovabile anche all’interno di centraline di Batterie Elettronche, all’interno di Tastiere e strumenti musicali elettronici, come un primo bilanciamento del tono, ma anche in questo caso è generalmente di scarsa qualità e da utilizzare quindi solo in caso non si abbiano alternative o per uno specifico suono ricercato.

Ad oggi l’equalizzatore digitale software vista la semplicità di implementazioni è utilizzato praticamente dappertutto, come ad esempio anche all’interno delle TV di casa (fig. 16) in cui spesso simulano l’interfaccia di un equalizzatore grafico, delle RADIO sia in auto che a casa, processori di streaming audio, siti internet, Media Player, ecc….

Fig. 16

Anche in questo caso sono di scarsa qualità e poveri di controlli, per cui è bene farne un uso solamente consumer.

Le televisioni con equalizzatore integrato hanno a volte un sistema di auto-equalizzazione o semplici preset di equalizzazione integrati come un boost dei bassi o degli alti (fig. 17) con il quale è possibile calibrare l’acustica ambientale. Per fare questo, dal televisore è possibile inviare un segnale audio (rumore rosa o brano pre-impostato) ed attraverso l’apposito telecomando (che deve necessariamente presentare un microfono al suo interno, quindi opzione integrata per lo più nelle TV Smart moderne), si rileva il segnale risultante ed attraverso un processo di comparazione degli spettri tra quello in uscita dalla TV e quello rilevato dal telecomando, il sistema si auto-configura con l’equalizzazione automatica. Non è una calibrazione professionale come vedremo in altre argomentazioni, ma spesso permette di migliorare anche se di poco il suono diffuso dalla TV.

Fig. 17

Per le autoradio prima dell’avvento del digitale e software esistevano processori di equalizzazione dedicati, non professionali ma che consentivano di regolare ed ottimizzare la tonalità del segnale audio riprodotto. Erano quasi sempre equalizzatori analogici grafici con più o meno bande secondo la qualità che offrivano (fig. 18), da collegare in cascata all’autoradio il cui segnale poi andava verso i diffusori, oppure erano integrati nella radio stessa.

Fig. 18

Con l’avvento del digitale anche le autoradio si sono adeguate al passo tecnologico, offrendo equalizzatori digitali via software di varia natura grafica, ma sempre a simulare equalizzatori grafici in quanto ritenuti più semplici ed intuitivida utilizzare per un consumatore non professionista (fig. 19).

Fig. 19

Fino ad arrivare a dei più semplici controlli Alti e Bassi (fig. 20).

Fig. 20

Anche un qualsiasi Media Player (fig. 21) che sia hardware o software, o sito internet con musica in streaming, come detto può offrire un suo sistema di equalizzazione, per lo più grafico, e con funzioni dedicate e spesso proprietarie, ma ripeto essere scadente e da utilizzare solo ad uso consumer e non professionale.

Fig. 21

Per tutto quello appena visto è facile in qualsiasi momento lo si desideri e con qualsiasi attrezzatura hardware o software si stia utilizzando poter utilizzare un processore equalizzatore per calibrare lo spettro tonale della risposta in frequenza, cosi da ottimizzare un qualsiasi ascolto in un qualsiasi ambienti ci si trovi.

Software

A livello software gli equalizzatori come detto si trovano sotto forma di plugin che siano di appoggio al software o hardware dedicato oppure come veri e propri processori stand alone (fig. 22), (come precedentemente visto), un esempio sono gli equalizzatori Plugin delle DAW integrati o integrabili dopo installazione su computer sia del software che dei driver necessari alla lettura da parte della DAW e dell’interfaccia audio ad essa connessa.

Fig. 22

Questi equalizzatori stand alone sono qualitativamente superiori a quelli precedentemente visti, non chè come vedremo offrono innumerevoli e personalizzate funzioni, sia come equalizzatori esclusivamente software con una propria interfaccia grafica, che come emulatori software di equalizzatori reali (generalmente passivi e attivi), (fig. 23).

Fig. 23

Nell’utilizzo degli equalizzatori software c’è da fare molta attenzione al tempo di processamento, quindi latenza. Questo perchè in un contesto hardware con equalizzatori digitali, l’equalizzazione integrata è tarata appositamente per offrire il giusto rapporto tra prestazioni qualitative e velocità. Come ad esempio in un mixer audio digitale spesso si trovano 2/3 processori plugin con la possibilità a volte di cambiarli in sostituzione con altri e modificarne la posizione all’interno del routing. Il tutto realizzato senza appesantire il processore del mixer e consentendo la più bassa latenza possibile, perchè soprattutto in contesto live ed in caso di monitoraggio di palco, è facile sentire un delay o comunque un ritardo tra il suono che il musicista emette dallo strumento musicale e quello che gli rientra sui monitor di ascolto, questo può causare diversi problemi ed incidere sulle performance del musicista stesso fino a se il ritardo è troppo elevato rendere incomprensibile le tonalità e ritmi musicali.

n.b. E’ bene non confondere il tempo di ritardo nella fase di processamento ed il tempo di ritardo tra connessioni di Output ed Input, la loro somma è il ritardo totale tra circuiteria di ingresso ed uscita in un apparato digitale (fig. 24).

Fig. 24

Come vedremo meglio quando parleremo di audio digitale, in termini qualitativi, il tempo che intercorre tra l’uscita e l’ingresso deve essere il più basso possibile per evitare un incremento dei fattori di distorsione, interferenze e mal processamenti del segnale nella fase di invio e prelievo oltre che latenza come prima vista (questo deve in ogni caso essere accompagnato da una circuiteria di uscita ed ingresso idonea), oltre che dal metodo (protocollo utilizzato) per inviare e ricevere il segnale audio.

Come visto in argomento Psicoacustica anche pochi millisecondi di ritardo sono facilmente percepibili ad orecchio.

Il tempo di processamento invece dipende dalle caratteristiche del software stesso che in certi casi, più si chiede precisione e più impiega tempo, offrendo un suono di qualità superiore ma con più alta latenza. Quindi dipende sempre da cosa si vuole ottenere ed in che contesto.

In utilizzo di DAW la gestione dei plugin è lasciata libera all’utente, nel senso che può inserire quali e quanti plugin vuole nel numero massimo possibile che offre la DAW, canale per canale.

Ma non solo anche le prestazioni del computer su cui appoggiano i plugin incidono fortemente sulle loro prestazioni, se il computer non è abbastanza potente, non è abbastanza stabile, ecc…. ecc.. sia come processore CPU come anche come GPU, è molto probabile che riesca a far lavorare bene solo un certo numero di plugin e fino ad una determinata risoluzione prima di incombere in crash, generazione di jitter ed altri errori digitali.

In ogni caso più plugin si utilizzano per il processamento di un segnale audio digitale e più aumenta la latenza (molte DAW limitano il numero di plugin inseribili per canale oltre che evitare di stressare troppo il processore anche per evitare latenze troppo elevate).

Alcuni plugin come quelli integrati nei mixer audio e come alcuni stand alone sono realizzati appositamente per ottenere un processamento con latenza 0 (in realtà è 0,…), (fig. 25).

Fig. 25

Per lavoro Live o Studio in cui rientra la fase di Editing e mixaggio è molto importante mantenere il giusto rapporto tra precisione e latenza come prima visto.

Per un ascolto Hi-Fi è possibile puntare tutto sulla precisione cosi da avere il massimo della qualità possibile, sempre senza stressare troppo il processore cosi da non incombere in un effetto contrario, di distorsioni ed errori digitali.

Per fare alcuni esempi, alcuni mixer come questo software di figura 26, offre la possibilità di scegliere se impostare l’utilizzo dei plugin in modalità DSP Optimized in cui la latenza non è considerata come priorità ma tutti i plugin inseriti canale per canale utilizzeranno il loro massimo potenziale e la somma delle latenze di ogni plugin sarà la latenza totale canale per canale, in questo caso è possibile ottenere latenze diverse per canale. Oppure impostare la modalità Latency Optimized cosi che la latenza finale di ogni canale sia ottimizzata e uguale per tutti i canali.

Fig. 26

Un altro esempio in figura 27, in cui attraverso le impostazioni dell’equalizzatore è possibile definire la lunghezza dell’impulso ed altri parametri come alcuni già precedentemente analizzati. Aumentando i valori si aumenta la risoluzione del processamento e cosi anche la latenza totale.

Fig. 27

In figura 28 un altro esempio, in questo caso è un convolutore (vedremo meglio quando parleremo di audio digitale) che può fungere sia da Crossover con circuito di equalizzatore integrato che da semplice ASIO driver per la gestione dell’audio su computer, senza entrare nel dettaglio, anche questo software ha la possibilità di decidere la risoluzione di processamento e quindi la latenza del segnale audio di uscita (FFT Partition) ed in questo caso ti dice anche il livello di carico di stress sulla CPU (CPU Load).

Fig. 28

Di seguito un link ad una tabella comparativa generica di plugin con indicati i tempi di latenza nella fase di processamento:

https://www.waves.com/support/tech-specs/plugin-latency

n.b. A volte la latenza è indicata in Sample invece che millisecondi, il Sample è il campione audio digitale (che vedremo meglio quando parleremo di audio digitale). Per arrivare a trovare il valore corrispettivo in ms, basta effettuare la conversione (numero sample/frequenza di campionamento).

La latenza è dipendente sia dalla risoluzione audio che dal tipo di hardware e protocollo che si usa.

Alcuni costruttori prevedono l’utilizzo di DSP esterno (fig. 29) da utilizzare al posto del processore interno al classico computer windows, mac, ecc.. pur potente che sia, questo per concentrare la potenza di calcolo su di un apparato dedicato (come componentistica hardware selezionata e dedicata a questo scopo) e toglierla dal computer che già deve elaborare innumerevoli dati tra cui quello del software in cui gira appunto il sistema operativo e la DAW installata. Cosi facendo sono garantite le massime prestazioni e stabilità, non chè bassa latenza per circuiterie e protocolli di output-input tra computer e DSP esterno dedicati, interfacciabili spesso anche con mixer audio e Outboard esterni.

Fig. 29

In figura 30 un esempio di routing con server dedicato, questo consente in certi casi di utilizzare plugin stand alone al posto dei plugin integrati nei mixer audio (tramite apposita interfaccia, ogni mixer audio ha la sua). Oltre che creare situazioni con hardware e software ridondante per cui in caso di malfunzionamento di un server, automaticamente va in lavoro l’altro e non c’è un crash del sistema o comunque assenza di audio (utile soprattutto in contesto live). I collegamenti sono per lo più via Ethernet,

Fig. 30

Alcuni costruttori offrono sistemi di controllo remoto via software di processori analogici come quello in figura 31, in cui vi è la presenza di un DSP per il processamento come nel caso precedente, solo che in questo caso il processore è integrato con circuiterie di equalizzazione, dinamiche, ecc… del tutto analogiche (attive integrate). Non vi sono alcuni controlli sugli Outboard ma il tutto è gestito via remoto da un software dedicato in cui è possibile inserire un determinato numero di plugin e controllare i parametri da essi, un vero e proprio processore ibrido Analogico – Software.

Fig. 31

In questo caso il collegamento al computer (MAC) è via connessione digitale Thunderbolt.

n.b. Gli equalizzatori software integrati nei mixer audio hanno generalmente funzioni base di equalizzazione, questo anche per mantenere leggero il processamento e non appesantire l’hardware su cui alloggiano che in questo caso è il mixer audio, Equalizzatori software più professionali come quelli per DAW che vedremo nel corso di questa trattazione hanno generalmente molte più opzioni e offrono anche potenziale superiore sia qualitativamente che quantitativamente.

n.b. Di qualsiasi equalizzatore si parli è sempre indicativo di filtri Simmetrici, se non espressamente indicato nell’utilizzo di filtri Risonanti e Asimmetrici.

In considerazione di equalizzatori professionali:

Livello di Tensione Operativo

Analogici

Per quanto riguarda il livello di tensione dei circuiti di ingresso ed uscita dagli equalizzatori Outboard, questo si è nel tempo standardizzato ai valori analogici e digitali visti in articoli Decibel e Meter. A livello di impedenza (analogica) di ingresso, i valori medi sono circa 10 – 20 KOhm, mentre l’impedenza di uscita circa 50 – 75 Ohm per quelli di maggiore qualità, 100 Ohm e superiore per quelli più scadenti, valori standard per il corretto prelievo di segnali di linea, e già questo fa capire come l’equalizzatore non deve essere posizionato prima del circuito di pre-amplificazione ma sempre dopo, quando il segnale assume valori più vicini ai livelli operativi di linea (0,775 o 1,224).

Per gli equalizzatori Inboard analogici il discorso è lo stesso, solo già tarati e cablati all’interno della scheda in cui sono alloggiati (es. mixer audio o Outboard esterno o come visto Channel Strip, che possiedono a volte un circuito di equalizzazione, fig. 32 – 33).

Fig. 32- 33

1073_Front.jpg
Inboard
Outboard

Esistono poi come già accennato nei precedenti articoli, moduli di equalizzatore da integrare nel proprio mixer audio (più che altro per mixer da studio analogici), (fig. 34), generalmente compatibili con un solo modello di mixer, ed utili soprattutto quando quello integrato subisce dei danni e malfunzionamenti ed è da sostituire o portare in manutenzione, senza dover sostituire o mandare in manutenzione tutto il mixer audio.

Fig. 34

Digitali – Software

Per quanto riguarda il digitale segue lo standard di riferimento, es. 110 Ohm per AES/EBU ma lo vedremo meglio quando parleremo di audio digitale. Per quanto riguarda il livello di tensione per il dominio digitale dipende dal protocollo di riferimento EBU, SMPTE, Altri, vedi argomento Decibel e Meter.

Per il contesto digitale, l’equalizzatore è sotto forma di software installato nella CPU del Mixer (fig. 35), le cui prestazioni dipendono sia dalla CPU quindi capacità di calcolo del processore che dalla GPU, quindi processore grafico integrato nel mixer o Outboard. Di fatti spesso in generale, i processori software integrati nei mixer audio hanno una povera grafica, questo per non pesare sul processore e sfruttare tutto il potenziale nelle operazioni di calcolo.

Fig. 35

Durante la fase di aggiornamento Firmware del mixer audio, anche il firmware dei vari processori (sia in termini di compatibilità che di eventuali migliore grafiche, funzionalità e prestazioni) viene aggiornato.

n.b. Ad oggi i mixer e Outboard audio sono sempre più prestanti e anche i processori plugin vengono mostrati con grafiche sempre più realistiche e complesse.

Nei mixer audio digitali più moderni è anche possibile acquistare a parte Add-On quindi plugin da inserire all’interno del mixer, quindi anche nuovi e differenti equalizzatori (fig. 36).

Fig. 36

Mono – Stereo – Multicanale

Analogici

Gli equalizzatori analogici possono presentarsi come processori monofonici, quindi che lavorano su di un unico segnale mono (fig. 37), oppure stereo (fig. 38) o ancora multicanale, come nel contesto di mixer audio (fig. 39 esempio con 8 canali di equalizzazione). Per i rack modulabili (fig. 40) è possibile creando la propria configurazione scegliere il quantitativo giusto di canali da processare fino al massimo installabile. I Mixer audio seguono generalmente il numero di canali cui sono costruiti, mentre per gli Outboard dipende dal metodo costruttivo.

Fig. 37

Fig. 38

Fig. 39

Fig. 40

Digitali

Per gli equalizzatori digitali il discorso è lo stesso, solo che generalmente il minimo numero di canali è 2 (fig. 41) per la gestione di un segnale stereo L – R, fino a multicanale, ed esempio 4 (fig. 42) e spesso con un mix tra connessioni analogiche e digitali.

Fig. 41

Fig. 42

n.b. Per gli equalizzatori integrati in processori crossover il numero di canali In/Out è quello definito dal numero di vie di crossover (fig. 43).

Fig. 43

Con l’esempio di Crossover attivo di figura 43 abbiamo che gli ingressi sono sempre 2 analogici e/o digitali, in quanto che il segnale che viene prelevato all’ingresso del processore è generalmente quello dal Master Out L-R di un mixer audio o matrice audio, prima dell’invio del segnale crossoverato ai finali di potenza per l’amplificazione finale. E’ comunque possibile trovare anche versioni a più canali di ingresso per gestire più Bus Out del mixer audio o matrice che sia. In uscita abbiamo 8 uscite che sono gestibili dall’interfaccia del processore (4 per il Left e 4 per il Right), ogni uscita è già crossoverata ed è possibile applicare un equalizzatore ha ciascuna.

Software

In un contesto software la scelta è esclusiva da parte dell’utente, in un rack software per plugin è possibile inserire tanti equalizzatori quanti supportati (fig. 44).

Fig. 44

Il plugin software in sè anche in questo caso può essere mono (fig. 45), stereo (fig. 45) o multicanale (fig. 46).

Fig. 45

n.b. Mono e Stereo vengono generalmente rappresentati sempre con meter Left e Right in quanto che spesso è un solo tipo di plugin che può essere utilizzato in configurazione stereo o mono, solo che vengono disabilitate tutte le opzioni dedicate allo stereo, come ad esempio il Link, la possibilità di scegliere tra Left e Right, le barre del meter seguono un comune livello di segnale e molto altro.

Fig. 46

n.b. I plugin multicanale anche in considerazione di un segnale surround non sono molto diffusi, in quanto che il principio di base è quello di caricare le singole tracce, mono o stereo e poi equalizzarle indipendentemente e successivamente eseguire il nuovo mixdown per una riproduzione surround e multicanale.

n.b. Quelli multicanale sono generalmente specifici per l’equalizzazione di tracce surround e appunto multicanale. Plugin mono non possono generalmente essere inseriti in Insert in tracce stereo, al contrario plugin stereo in tracce mono, stessa cosa per quelli multicanale.

Link

Analogici

Alcuni equalizzatori permettono di lavorare indipendentemente sul segnale audio stereo o multicanale quindi con una sezione di equalizzazione per canale, altri invece hanno una sola sezione di controllo e lavorano su entrambi i canali stereo (fig. 47) o più canali in parallelo secondo la configurazione del processore.

Fig. 47

In alcuni equalizzatori è possibile decidere attraverso il selettore o pulsante logico Link o Stereo (fig. 48), se far lavorare gli equalizzatori in modo indipendente o paralleli attraverso un’unico controllo, mentre altri come quello di figura 49 sono già nativamente stereo equalizzatori, nel senso che presentano due ingressi ma possiedono un’unica interfaccia di controllo.

Fig. 48

Fig. 49

n.b. Un equalizzatore stereo (ma in generale i multicanale) deve avere componenti costruttivi di assoluta qualità tale da minimizzare l’effetto crosstalk tra un canale e l’altro che ridurrebbe l’immagine stereo, la profondità, eventuali effetti dello spettro sonoro in processamento, causa interferenze di fase ed ampiezza tra i due canali, oltre che rumori ed interferenze esterne condivise.

n.b. I capacitori sono generalmente elementi che generano crosstalk in quanto che tendono a mantenere cariche di tensione, e per questo i migliori equalizzatori stereo o multibanda ne sono sprovvisti ma utilizzano appositi circuiti dedicati con soli induttori e resistente (spesso più costosi).

Generalmente quando si linkano i due canali stereo, i controlli e parametri di processamento sono tutti eseguibili dalla sezione di sinistra. Ma se ne possono trovare anche come questo in basso in figura 50 con controllo a destra ed in cui è anche possibile decidere se utilizzare una sezione di controllo a destra o a sinistra, questo è possibile ad esempio in modalità link, tenendo premuto l’interruttore On/Off del canale desiderato fino a quando non lampeggia.

n.b. Come vedremo anche per i processori dinamici, lavorare in copia attraverso Link su di un segnale stereo può avere i suoi pro e contro, tanto più i due segnali si assomigliano, esempio dual mono o un segnale stereo non troppo differente a livello tonale tra il canale left e right, ma stesso discorso per i multicanale e tanto più consigliato è l’utilizzo del link, meno invece per due segnale tonalmente differenti, in quanto che si andrebbe a dare boost o cut anche alla parte di segnale che magari non ne necessità alterandone quindi negativamente il suo spettro. Un attento ascolto del segnale stereo o multicanale è giudice ultimo di utilizzo o meno del Link.

L’equalizzatore di figura 50 ha il link per un utilizzo stereo tramite selettore metallico.

Fig. 50

Altri equalizzatori grafici come quello di figura 51 sono ad esempio un equalizzatore stereo a 15 bande (quindi meno preciso di un 31 bande ma anche meno costoso) ed è possibile farlo lavorare come equalizzatore stereo oppure in alcuni casi sempre di equalizzatori grafici, è possibile farli lavorare mono utilizzando la somma delle bande di cui dispone quindi se stereo a 15 bande, diventa mono a 30 bande

Fig. 51

Digitali e Software

A livello digitale e software è lo stesso discorso, solo che il pulsante di link lo si trova interno al menu dell’equalizzatore grafico o nel caso di plugin, interno al software dell’equalizzatore (fig. 52). Interagendo con il pulsante Link e L – R o Left e Right è possibile selezionare il canale desiderato e vedere la relativa curva di equalizzazione cosi da poterla modificare a piacimento, e se presente anche RTA (il quale può essere dipendente dal canale selezionato, oppure come visto, presentare sia L che R in contemporanea). E’ possibile linkare e un-linkare i due segnali stereo o multicanale ad esempio adibiti all’equalizzazione surround.

Fig. 52

In altri contesti come ad esempio plugin interni a mixer audio, è possibile linkare i vari processori attraverso il routing e parametri di controllo del mixer stesso come il Ganging (fig. 53) ed il Link Stereo (fig. 54) sia per gli ingressi che per le uscite, (vedremo meglio questi quando parleremo di mixer audio.

Fig. 53

Fig. 54

Alcuni Mixer ed Outboard permettono anche di impostare i canale in M/S pronti per un processamento di equalizzazione Mid-Side.

Unità Rack

Come si vede dall’immagine degli equalizzatori hardware Outboard visti in questo articolo, diverse sono le altezze in base al metodo costruttivo, generalmente sono standardizzate per essere montati su appositi rack (fig. 55), e possono essere a 1 – 2 – 4 – 6 unità, con larghezza standard a 19″.

Fig. 55

Altro su Equalizzatori

Equalizzatori – I (Storia degli Equalizzatori, Outboard e Inboard, Categorie di Equalizzatori, Filtri Simmetrici, Filtri Asimmetrici, Filtri Cut Out Passivi).

Equalizzatori – II (Filtri Cut Out Risonanti, Resistenze Variabili, Equalizzatori Analogici Attivi, Filtri Cut Out Attivi, Brickwall Filter, State Variable Filter, Sallen-Key Filter, Filtri a Guadagno Unitario e Variabile, Equalizzatore Shelving, Baxandall Filter, Resonant Shelving).

Equalizzatori – III (La Fase nei Filtri Shelving, Comparazione FIltri Shelving, T-Filter, Low – High End Tricks, Equalizzatori Parametrici, Peak Filter, Q, Bandwidth).

Equalizzatori – IV (Filtri Semi-Parametrici, Filtri Fully Parametrici, Circuiti Parametrici, Constant Q, Proportional Q, Simmetrical Q, Comparazione Filtri Parametrici).

Equalizzatori – V (Equalizzatori Grafici, Equalizzatori M/S, Equalizzatori Digitali, Equalizzatori Paragrafici, Equalizzatori Programmabili, Serial vs Parallel Eq., DSP vs FPGA).

Equalizzatori – VI (Filtri FIR, Filtri IIR, Equalizzatore a Fase Lineare).

Equalizzatori – VII (Digital All Pass Filter, Full e Global Minimum, Analog Plugin, Zero-Latency, Hybrid Digital Filter, Coseno Rialzato, Mesa FIlter, Equalizzatore Matematico, Playback Equalizzatori, Equalizzatori Software Plugin, Equalizzatori Dinamici).

Equalizzatori – IX (Connessioni, Alimentazione, Materiali, On/Off, Bypass).

Equalizzatori – X (Overload, Meter, Potenziometro e Variatore di Frequenza Parte I).

Equalizzatori – XI (Potenziometro e Variatore di Frequenza parte II).

Equalizzatori – XII (Setup di Equalizzazione Parte I).

Equalizzatori – XIII (Setup di Equalizzazione Parte II).

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