Equalizzatori – X

Overload

Analogici

Nel caso di un livello di tensione troppo elevato nel circuito di ingresso e/o di uscita dall’equalizzatore, per il contesto Inboard ci si affida ai Meter presenti nel mixer audio (che vedremo in altre argomentazioni) cosi da limitare il livello di segnale in ingresso tramite pre-amplificatore ed in uscita tramite i volumi del mixaggio, le impostazioni dell’equalizzatore, dei processori dinamici, ecc… In alcuni casi si possono trovare dei led di notifica dedicati (fig. 1), generalmente rossi ad indicare quando accesi che si è raggiunto un livello di segnale troppo elevato.

n.b. Il tempo di reazione del LED deve essere molto rapido e veloce cosi da mostrare immediatamente quando il segnale va in distorsione. Per evitare questa tolleranza temporale, ed evitare danneggiamenti all’apparecchiatura, viene generalmente tarato a – 1 dBu o anche meno rispetto al valore di picco reale.

Fig. 1

Alcuni equalizzatori come quello di figura 2 hanno sia il led di notifica Overload che quello di segnale, quello di segnale si accende quando il segnale in ingresso supera una determina soglia di tensione pre-impostata, ed è molto indicativo per avere un resoconto preciso sul livello del segnale audio, fare riferimento come vedremo più avanti, ai Meter.

Fig. 2

Per gli Outboard si possono trovare lampadine a led (fig. 3), generalmente di dimensioni più grandi di quelle Inboard, sempre di colore rosso e sempre con la stessa funzione, visto in certi casi il maggiore spazio a disposizione. Ma attenzione a non confonderle con le lampadine a led che notificano l’accensione del processore e possono essere anche loro di colore rosso (anche se in alcuni casi proprio per evitare di confondersi si tende ad utilizzare led colorati di verde, azzurro, ecc.., anche se il verde può in certi casi confondersi con il led di notifica del segnale).

Fig. 3

In alcuni equalizzatori come quello di figura 4 viene anche indicato il riferimento di tensione al quale si accende il led di notifica, altrimenti è necessario fare riferimento al manuale.

Fig. 4

In alcuni casi lo si può trovare scritto anche come Clip (fig. 5).

Fig. 5

Nel caso di equalizzatori grafici con selettore per controllo del guadagno, saranno presenti due led di notifica, uno per il massimo livello prima del picco (es.+ 15 dB), ed uno per il massimo livello sul secondo preset di impostazione (es.+ 6dB), che di solito come da figura 6 è di colore verde o giallo in quanto che non manda in distorsione l’equalizzatore in cui servono valori ben più alti, appunto + 15 dB, ma semplicemente notifica che il livello di tensione del segnale audio ha raggiunto il valore di + 6 dB, utile ad esempio quando si vuole eseguire un equalizzazione dell’impianto audio più lineare possibile entro i +/- 6 dB (migliore che linearizzare un impianto a +/- 15 dB che di lineare come vedremo quando parleremo di procedure per la taratura degli impianti audio ha molto poco) o comunque rimanere lontano dal picco per avere un segnale audio più pulito.

Fig. 6

Digitali

Per quanto riguarda i processori digitali spesso non ci sono notifiche proprie per l’Overload, ma visto le ampie scale di Meter che possiedono (come vedremo più avanti), i livelli di segnale compreso Overload sono visualizzabili direttamente dai Meter di livello software come vedremo per i software o hardware (fig. 7).

In alcuni casi come quello di figura 8 è comunque possibile trovare led di notifica.

Fig. 7

Fig 8

Software

I Plugin software come quello di figura 9 possono presentare l’indicatore di Overload (generalmente sempre di colore rosso per richiamare la filosofia degli indicatori presenti nei processori hardware fisici, per cui il colore rosso è sinonimo di percezione di attenzione a livello psicoacustico e di immediato riscontro visivo), in posizione a destra nella barra di gestione del Plugin oppure vicino, in questo caso sopra ai fader software per la gestione del livello di Output (fig. 10).

Fig. 9

Fig. 10

Ed in ogni caso sempre indicati (colore rosso, anche se in alcuni casi è possibile cambiargli il colore) all’interno dei meter software (fig. 11), che siano del livello di Master Out, ma in certi casi anche del Master In (fig. 12, in questo caso con indicatori a parte e separati L ed R), quando presente, e nei meter dei singoli filtri, sempre quando presente. In certi casi è possibile tramite le impostazioni del plugin (in quei plugin che presentano la possibilità di modificare i parametri tramite le impostazioni), decidere di abilitare il blocco picco (vedi per maggiori informazioni argomento Decibel e Meter), con cui è possibile bloccare per un certo periodo di tempo i picchi di segnale audio.

Fig. 11

Fig. 12

Altri possono presentare l’attivazione di colorazione rossa o definita dall’utente dello spettro di analisi RTA o altre tipologie, se tra le opzioni del plugin utilizzato, oppure illuminazione di notifica di determinati controlli del plugin stesso.

Per quanto riguarda il grafico RTA esistono anche Plugin che permettono di non solo bloccare la visualizzazione dei picchi sopra una certa soglia impostata, ma anche di mostrare graficamente la frequenza interessata (fig. 13).

Fig. 13

I plugin emulatori di processori reali invece presentano la stessa interfaccia grafica dell’hardware fisico e quindi con le stesse caratteristiche anche per i led di notifica Overload.

Meter

Analogici

Abbiamo analizzato in articolo Decibel e Meter, tutte le varie tipologie di strumenti che analizzano il livello del segnale audio in mixer audio, Outboard, ecc…, tutti questi possono essere ritrovati all’interno degli Outboard equalizzatori secondo la filosofia costruttiva, mentre per quelli Inboard come accennato si usa monitorare il livello audio dai controlli di segnale che possiede il mixer audio.

Come si nota guardando la serie di immagini sugli equalizzatori, non tutti gli Outboard possiedono un monitoraggio per il controllo del segnale in ingresso od uscita, ma lasciano l’incombenza di controllo allo stadio di pre-amplificazione e quello successivo all’equalizzatore.

Alcuni equalizzatori presentano meter VU Meter (fig. 14).

Fig. 14 VU Meter Ouboard Eq.

Altri come quelli Inboard di figura 15 si affidano come detto ai Meter del mixer audio, che possono essere sempre VU Meter (fig. 14) o Peak Meter a larga scala (fig. 16) o semplici singoli led di notifica.

Fig. 15 VU Meter Mixer audio analogico

Fig. 16 Peak Meter mixer analogico

Alcuni Inboard come quello di figura 17 presentano una sezione meter integrata e più precisa rispetto ad altri che presentano solo singolo led di notifica segnale.

Fig. 17

Equalizzatori come questo in figura 18 presentano in questo caso VU Meter ognuno associato ad un filtro, in questo caso 3 bande (più quello Master Out), per cui è possibile vedere il livello separato per ogni banda, cosi da poterne abbassare il livello se porta in distorsione il segnale, in quanto che come visto anche in argomento Decibel e Meter il livello di Clip identificato da un comune meter L-R o separato per canale, non dice quale frequenza ha mandato in Clip il processore. Si presenta come una versione di meter analogica multibanda. In questo caso però l’utilizzo è differente, intanto è su scala mA, per cui se si vuole conoscere dove è presente lo 0 dB normalmente utilizzato in tensione fare riferimento al manuale, e poi è un processore utilizzato per la gestione del Clip, quindi introduzione di volute distorsioni sul segnale audio, e avendo cosi 3 meter separati per i 3 differenti filtri è possibile gestire e capire meglio quanta distorsione è presente per ogni banda.

Fig. 18

Alcuni equalizzatori grafici come quello di figura 19 danno la possibilità attraverso un unico meter, di vedere sia il livello di segnale di ingresso che quello di uscita dopo lo stadio di equalizzazione, questo è possibile attraverso un selettore di In/Out.

Fig. 19

Altri come quello di figura 20 hanno due meter separati, uno per quello di ingresso ed uno per quello di uscita.

Fig. 20

n.b. Alcuni equalizzatori grafici analogici ma anche Outboard analogici in generale, se non presentano sezioni meter indipendenti tra ingresso ed uscita, quando sono attivi mostrano il livello di segnale di uscita, mentre quando sono disattivati o in bypass mostrano il livello di segnale di ingresso, questo per avere sempre un riferimento del segnale audio che passa attraverso il processore, cosi da prevenire eventuali distorsioni.

Digitali e Software

Negli Outboard digitali ma anche Mixer Audio Digitali con software plugin integrato, la presenza di meter hardware su ampia scala è facile da ritrovare, questo perchè tutto il processamento è interno via software con pochi controlli esterni e con quindi molto più spazio sul rack Outboard o Mixer Audio Digitale per poterli inserire, e come anche nei Plugin software, il meter può essere indicato o ad emulare un meter analogico quindi con riferimento 0 dB ad esempio a + 4 dBu (come si vede in figura 21) o in certi casi anche a 0 dBv, o ancora in emulazione a VU Meter (figura 22), utile soprattutto quando si hanno in collegamento apparecchiature analogiche con VU Meter cosi da avere un riferimento più chiaro, oppure con riferimento su scala digitale a 0 dBFS come da figura 23, in cui l’Overload è dato dal led di notifica rosso e chiamato in vari modi dal semplice 0 dBFS a Clip a OL, ecc..

Fig. 21 (Meter software su mixer audio digitale)

Fig. 22 (Meter software digitali ed emulatori analogici)

Fig. 23 (Meter Outboard digitali)

In alcuni equalizzatori digitali (fig. 24), c’è anche la presenza di meter indicativi non solo di circuiteria di Ingresso ed Uscita separati, ma anche del livello di riduzione dinamico, questo è indice della presenza di un processo di equalizzazione dinamica integrata, in questo caso è a due bande e viene mostrata la strip led indipendente per tutte e due le bande di input ed output. In questo caso su valori percentuali da 0 a 100% in cui se il segnale rimane sotto la soglia bassa o è in Bypass, non viene processato e nessun led si illumina e rimane a 0%, mentre da quanto il segnale supera la soglia alta pre-impostata in fase di settaggio il processamento dinamico si attiva ed i led si illuminano al 100%. Se il segnale rimane tra la soglia minima e massima impostata i led si illuminano proporzionalmente in base a se il segnale si trova più vicino ad una soglia o all’altra (rimando alla spiegazione degli equalizzatori dinamici nei precedenti articoli).

Fig. 24

Generalmente come nel caso di figura (24), il meter del canale di equalizzatore che si è attivato (L – R, M – S, multicanale) è via software all’interno dell’interfaccia che accompagna l’equalizzatore in grafica, mentre in alcuni casi il livello dell’equalizzatore in grafica software è riportato anche in copia alla strip led fisica dedicata.

Nei software di controllo remoto di equalizzatori digitali (fig. 25), il meter è ritrovabile anche all’interno del software stesso e con cui spesso è possibile interagire direttamente con i livelli di segnale di Output ma anche Input sempre in controllo remoto.

Fig. 25

In questo caso in alto è presente il riferimento del livello operativo del segnale di uscita analogica, e oltre alle strip colorate ci sono anche i valori numerici indicativi del picco di segnale o in alcuni casi impostabile anche il valore RMS o altri. E’ possibile direttamente dall’interfaccia di metering mettere in On e Off i vari canali di uscita. Sono Meter che si adattano al tipo di configurazione di Input ed Output, quindi se Mono si vedrà solo una strip, se Stereo 2, se LCR 3 e via dicendo.

Sempre in considerazione di questa tipologia di software, nel caso in cui vi sia un Overload, la strip relativa all’uscita per cui il segnale è andato in Clip si contorna di rosso (fig. 26), mentre per valori prossimi (spesso settabili) al Clip si contorna di Arancione.

Fig. 26

Per quanto riguarda i Plugin il discorso è simile ai Meter software del controllo remoto, quindi si mostrano Mono – Stereo – Multicanale in base al tipo di Plugin. Possono poi presentare grafiche diverse (fig. 27 – 28), ed in emulazione a Meter analogici (fig. 29).

Fig. 27

Fig. 28

Fig. 29

Mostrano quasi sempre il livello numerico in dBFS (anche per i plugin emulatori in quanto che il segnale viene elaborato digitalmente) istantaneo, generalmente posto sotto al Meter stesso. E come si vede dalle immagini alcuni Meter sono con scale più accurate ed ampie (come anche quello di figura 39), oltre che presentare maggiori indicazioni numeriche sul livello del segnale audio (come quello di figura 28), ed altri invece meno indicative e con scala più ridotta. Ma tutti mostrano un flusso di colore che segue l’andamento del segnale di Output o Input che sia ad indicare con precisione assoluta il livello in dBFS.

Fig. 30

Oltre ai classici Meter i Plugin odierni, che siano per DAW o integrati nei Mixer Audio digitali hanno spesso anche la funziona di analisi RTA (come si vede dallo spettro in sfondo grigio nell’equalizzatore di figura 30). Questo è molto utile per avere un riferimento del livello di intensità di ogni frequenza in tempo reale, cosi da poter agire con l’equalizzazione non solo utilizzando le proprie orecchie ma anche con aiuto visivo dello spettro RTA.

Cosi da poter visualizzare in modo rapido e preciso (secondo le impostazioni date, come vedremo più avanti) se c’è un Overload di una qualche frequenza cosi da non dover attenuare tutto il segnale audio in uscita o andare casualmente ad agire in attenuazione sui vari filtri, ma effettuare una precisa correzione, e quindi non andare ad agire su frequenze che magari non necessitano di essere processate, o ancora dove quel particolare segnale audio è naturalmente o artificialmente filtrato attraverso filtri Cut Out posti prima dell’equalizzatore lungo la catena audio, cosi da non andare ad agire con i filtri al di fuori della banda utile, evitando di enfatizzare rumori di fondo, distorsioni, o semplicemente sprecando un filtro (che oltretutto anche se a livello software e soprattutto se emulatore, introduce un suo livello di distorsione e sfasamento), oltre che consentire di poter visualizzare picchi e buchi del segnale audio nel tempo, potendo come detto cosi agire finemente sull’effettiva banda di frequenze ricercata per il processamento ma ad esempio non ritrovabile o percepibile ad orecchio, tutti fattori che messi insieme danno un equalizzazione di scarso livello e che probabilmente non consente di ottenere i risultati sperati.

Come si vede guardando le immagini dei Plugin equalizzatori illustrati, le scale di Meter hanno spesso differenti valori, e questi dipendono dalle impostazioni date, ad esempio per avere una scala maggiore o minore in base al livello di Boost o Cut che si necessita di dare, ma in alcuni casi si adattano al Boost e Cut dato, quindi meno guadagno diamo e più piccola e risolutiva sarà la scala, al contrario tanto più ne diamo.

Plugin differenti possono avere differenti tipologie di visualizzazione, come ad esempio quello di figura 31. Quindi con il classico analizzatore RTA Floating Bar, oppure dividere lo spettro in bande costanti o a percentuale costante con la possibilità di filtrare a diversi valori di ottava frazionati (in questo caso 3rd o 12th di ottava, più è frazionato e più sarà precisa, ma una frazione va bene per un certo tipo di analisi, un’altra frazione per un altro tipo di analisi), o ancora mostrare lo spettro tramite spettrogramma ed altre viste spesso anche personalizzate. RTA e Spettrogramma già ampiamente spiegati in questo articolo in cui sono evidenziati anche i valori di settaggio che consentono di ottenere diverse risoluzioni e precisione visiva, parametri a volte impostabili anche all’interno delle impostazioni dell’equalizzatore.

Fig. 31

Il Plugin di figura 32 (un equalizzatore dinamico), mostra un Meter di uscita in scala dBFS (meter di destra come in tutti i Plugin, l’uscita è sempre mostrata a destra, a meno di non avere Plugin emulatori che mostrano esattamente la grafica dell’equalizzatore analogico) con ampio margine di controllo per il livello di distorsione (> + 6 dBFS), ed in cui appositamente divisi per colore è mostrato l’andamento del livello del segnale di uscita colorato in base al livello di intensità del segnale (tanto più alto tanto più tonalità di rosso mentre tanto più basso e tanto più tonalità scure), questi colori e livelli sono mantenuti nel tempo ad indicare un livello raggiunto, è un alternativa ai Peak Hold visti in altri Plugin, in questo caso, il colore del livello di picco raggiunto è mantenuto nel tempo fino a nuovo picco.

Il Meter di sinistra invece è relativo al segnale di Input e anche questo mostra il livello di segnale colorato in base all’intensità e mantenuto nei suoi valori di picco.

Fig. 32

Il Meter del Plugin di figura 33 mostra sull’asse X la banda di frequenze, mentre sull’asse Y a sinistra il livello in dBFS (scala digitale) a cui fa riferimento lo spettro RTA visualizzato, mentre sempre sull’asse Y ma a destra c’è invece una scala di Magnitude, utilizzata come vedremo meglio anche in altre argomentazioni, per identificare il rapporto tra due spettri audio, tanto più la differenza è a 0 e tanto più identici sono le due forme d’onda, al contrario per più grandi valori.

Fig. 33

La Magnitude come vedremo è molto utile per l’analisi spettrale nella taratura degli impianti audio, ma anche nell’utilizzo di alcuni processori di modellazione tonale.

In alcuni Meter di Plugin emulatori (fig. 34) è possibile come completa emulazione dell’apparecchiatura hardware analogica a cui si riferiscono, calibrare il Meter (in questo caso VU Meter) a valori di riferimento in base al livello del segnale audio da gestire ed al dispositivo di Output ed Input a cui farà riferimento.

Fig. 34

Potenziometro e Variatore di Frequenza Parte I

Analogici

Rimando a manuali di elettronica ed elettrotecnica per lo studio approfondito del funzionamento delle circuiteria potenziometriche e regolatori di frequenza.

Il potenziometro è quel controllo che rotandolo permette di amplificare o attenuare il segnale audio (fig. 35), e come per i pre-amplificatori microfonici può essere lineare o logaritmico. Negli equalizzatori analogici generalmente i valori limite di amplificazione ed attenuazione prima di incombere in distorsioni del segnale audio sono +/- 12 dB – +/- 15 dB in media (anche se c’è da dire che sinceramente se un segnale audio ha bisogno di una maggiore amplificazione od attenuazione significa che c’è un qualche altro problema lungo la catena audio), alcuni modelli propongono fino a +/- 18 dB.

Fig. 35

Si capisce che è un potenziometro perchè è accompagnato dalla dicitura dB.

Un potenziometro di qualità è indicativo anche della sensibilità (step) di amplificazione ed attenuazione, un po come visto anche con i pre-amplificatori microfonici, che in fondo sono sempre potenziometri anche quelli. Un potenziometro che riesce a lavorare in modo pulito in step di 1 dB ha maggiore risoluzione e spesso anche qualità di uno che riesce a lavorare con step a 2 dB. E’ anche quello che non genera rumori, distorsioni, frusci durante la fase di movimento (e questo accade spesso nella fase di invecchiamento e se si presentano polveri e sporcizie). Dal punto di vista di quanto guadagno può dare, si anche questo dato è sinonimo di qualità, un potenziometro che amplifica +15 dB è più qualitativo di uno che amplifica +12 dB a parità di distorsioni generate, ma è anche vero che un potenziometro di questo tipo è anche sinonimo di poca risoluzione e generalmente hanno step più grandi 1 – 2 dB, non è raro trovare equalizzatori dedicati al Mastering dove quindi c’è bisogno di risoluzioni più fedeli possibili, trovare potenziometri con soli +6 dB di guadagno ma con risoluzioni nell’ordine di + 0,1 dB. Sono generalmente potenziometri a Circuiteria Integrata per quelli solo elettronici o generalmente a Transistor BJT per quelli misti tra circuiteria attiva e passiva. BJT in quanto che garantisce un ottimo rendimento mantenendo una bassa resistenza al passaggio del segnale audio (quindi anche meno rumore generato).

n.b. A livello digitale e software tutto è possibile per cui queste regole non sono sempre valide in quanto che il tutto è gestito a livello software, a meno che non siano processori ibridi, con scale e grafici fatti su misura, quindi si possono trovare eq con potenziometri sia risolutivi che ad ampio guadagno allo stesso tempo.

Il variatore di frequenza o regolatore di frequenza è ad oggi un controllo rotativo con il quale è possibile selezionare la frequenza desiderata da processare secondo la tipologia di equalizzazione impostata (come vedremo più avanti), (fig. 36).

Fig. 36

Generalmente a livello analogico è contornato da valori numerici di riferimento e come già detto può essere un selettore (soprattutto nei modelli vintage), oppure sweeper (nei modelli più recenti), quindi a rotazione libera tra un valore minimo ed uno massimo. Questi valori indicano in che zona si lavora a quella determinata frequenza, quindi qualè la frequenza centrale o di giro, di taglio, ecc..

Generalmente i variatori in bassa frequenza hanno i valori identificativi delle frequenze in Hz, mentre dalle medio basse in su in Khz, con i valori numerici preceduti da un punto (.) ad indicare che tale valore è sotto al migliaio, ad esempio .2 significa che siamo sui 200 Hz, 1.2 significa che siamo a 1200 Hz quindi sopra (visto che generalmente non c’è molto spazio per scriverlo interamente).

Un variatore di frequenza di qualità come per i potenziometri è quello che riesce in modo preciso a lavorare sulla frequenza selezionata senza creare offset (1 Khz deve essere 1 Khz ma non sempre è cosi), è quello che rotandolo non genera rumore (spesso con l’invecchiamento e le polveri questo accade) e non altera la forma della campanatura o pendenza del filtro ma lavora in modo uniforme su tutte le frequenze cui è stato progettato (anche qui non è sempre cosi, anzi molti filtri riescono a lavorare bene solo su di precisi range di frequenze per cui sono stati tarati, spesso range più stretti di quelli dichiarati come lavoro).

Alcuni equalizzatori come quello in figura 37 offrono la possibilità di poter selezionare e variare la frequenza e la campanatura (Q) con un solo controllo, semplicemente alzando o abbassando il pulsante e rotandolo verso il livello desiderato, oppure come nel caso di (fig. 38) muovendo il variatore concentrico posizionato proprio sotto (il triangolino grigio). I valori del Q sono come si vedono, indicati più in alto dei valori delle frequenze (1.2 – 2.5 – 3 – 4), comunque valori non troppo alti perchè come sappiamo in analogico elevati livelli di Q portano anche maggiore distorsione rispetto a lavorare in digitale.

Fig. 37

Fig. 38

Quello di figura 38 è un variatore di frequenza, nel senso che rotandolo posso selezionare la frequenza da processare, ed in questo caso ha la doppia funzione anche di poter regolare la campanatura Q. Nel caso di figura 35 nel variatore di frequenza viene indicato quanto va moltiplicato il valore di riferimento che si trova scritto per arrivare alla frequenza in cui si sta lavorando (Hz x 100).

Nel caso di figura 39 spostando il variatore di frequenza tutto a sinistra è possibile attivare la modalità Shelving, quindi passare dalla Peaking a quella Shelf.

Gli equalizzatori analogici hanno generalmente un massimo di 4 – 5 bande su cui si può lavorare (bassi – medio bassi – medi – medio alti – alti), a volte con delle varianti come questo sopra in figura 36 con una doppia sezione di controllo sui bassi per avere maggiore precisione di equalizzazione in questa gamma di frequenze, e non a caso, come visto in argomento Psicoacustica, proprio nella gamma delle frequenze in cui la nostra sensibilità uditiva è maggiore alle variazioni di frequenza.

Fig. 39

Sia i potenziometri che i variatori di frequenza, come si vede dalla serie di immagini in questi articoli sugli equalizzatori possono avere forme, dimensioni e colori differenti.

Alcuni equalizzatori Outboard come quello di figura 40, hanno sezioni di Boost e Cut separati.

Fig. 40

E sempre come esempio di figura 40 alcuni equalizzatori permettono di utilizzare metodi di equalizzazione “Tricks” (come spiegato nei precedenti articoli), potendo cosi lavorare sullo stesso range di frequenze in boost e cut contemporaneamente ed ottenere curve di equalizzazione caratteristiche.

Ci sono equalizzatori come quelli di figura 41 che possiedono una sezione T-Filter, generalmente applicata alle medie frequenze, sezione attivabile, se disattivata fa da normale potenziometro. Anche questo filtro già visto nei primi articoli di questo argomento. Sono generalmente valori tanto più asimmetrici tanto più si tende ad amplificare od attenuare per marcare sempre di più generalmente sonorità scure e sonorità chiare (come visto nel primo di questa serie di articoli).

Fig. 41

Alcuni come quello di figura 42 presentano un mix tra controlli a manopola e altri a selettore spesso anche senza valori di riferimento.

Fig. 42

In questo caso il potenziometro del guadagno di uscita è semplicemente indicato come O/P Level.

Quello di figura 43 è un esempio di equalizzatore Outboard senza la presenza di un circuito di amplificazione di ingresso o di uscita, quindi puro, simile agli Inboard alloggiati nei mixer audio analogici. Questo garantisce la completa eliminazione di eventuali rumori e distorsioni, colorazioni generate dai dispositivi di amplificazione. Sarà quindi necessario fare attenzione ai livelli del segnale di ingresso ed uscita, al fine di evitare distorsioni indesiderate fino a danneggiare la circuiteria stessa.

Per fare questo regolare i livelli del pre-amplificatore microfonico se questo è collegato prima dello stadio di equalizzazione, altrimenti i livelli di uscita del processore che si trova prima, e attraverso i Meter ed i controlli fader e livelli dei processori/mixer audio che si trovano dopo, ottimizzare il livello del segnale che esce dall’equalizzatore.

n.b. I led dei livelli di distorsione “Over Load di cui dispone ogni processore, che siano su singolo led o meter come vedremo più avanti, sono sempre il riferimento principale per capire se il processore va in distorsione, in questo sono posti nello stadio di uscita per avere un maggiore controllo, non avendo alcun guadagno di amplificazione variabile (che ripeto essere un trim tra valori positivi e negativi, quindi può anche attenuare).

Fig. 43

Anche quello di figura 44 è un esempio di equalizzatore concentrico, in cui in questo caso è possibile regolare la campanatura Q dal potenziometro (premendolo verso il basso ed in alcuni casi portandolo verso l’alto).

Fig. 44

Alcuni equalizzatori come quello di figura 45 hanno la possibilità di regolare la Bandwith attraverso un variatore rotativo.

Fig. 45

Alcuni equalizzatori come quello di figura 46 invece di utilizzare il termine Boost utilizzano il termine Lift (Sollevare).

Fig. 46

L’equalizzatore di figura 47 non presenta sezione di filtri per le basse frequenze, presenta invece una sezione di filtro High con la sola possibilità di utilizzarlo in modalità Cut Out a 6 – 11 – 15 Khz oppure in modalità di Boost (Lift) con Hi-Shelving a + 6 dB fisso e con frequenza di giro selezionabile tra 10 – 12 – 15 Khz.

Fig. 47

Nel caso dell’equalizzatore di figura 48 i potenziometri dei bassi e degli alti hanno una scala differenze rispetto a quelle delle medie frequenze (più precisa ma anche con un range più piccolo), i bassi +/- 10 dB, i medi +/- 5 dB, con anche diverse risoluzioni, molto utile ad esempio per lavorare in modo più preciso nella banda audio in cui la percezione uditiva dell’uomo è più sensibile.

Fig. 48

Si possono trovare selettori logici che permettono di variare il range del potenziometro, in questo caso cliccando sul pulsante logico Range x2 (fig. 49), cosi facendo si perde un po di precisione ma si può amplificare o attenuare di 20 dB per i bassi e alti e 10 dB per i medi.

Fig. 49

Nel caso di figura 50 è possibile cliccando Freq. x10, moltiplicare il valore della frequenza in cui ci si trova con il variatore, questo consente un completo libero controllo dei filtri potendo anche sommare più filtri e creare curve personalizzate.

Fig. 50

Cliccando su Peak-Dip è possibile scegliere se utilizzare il filtro come Shelving o semi-parametrico, in questo caso con filtro a pendenza 1/4 dB/Oct.

Anche l’equalizzatore di figura 51 ha la possibilità di variare la sensibilità di guadagno del potenziometro per avere un range di lavoro più ampio o più preciso. In questo caso è necessario cliccare su 1/4 Gain che porta il valore da +/- 20 dB a +/- 5 dB.

Fig. 51

Lo stesso equalizzatore ha una funzione di controllo sia del variatore di frequenza che di campanatura Q molto fine, e presenta la possibilità di utilizzare la campanatura Q in modo Costante o Proporzionale (fig. 52).

n.b. Anche un qualsiasi equalizzatore grafico come vedremo, può avere un filtro a Q Costante o Proporzionale, quindi è giusto scegliere quello più adatto alle proprie esigenze.

Per attivare la modalità proporzionale bisogna attivare il pulsante logico con led di notifica Blu, e la scala di valore da seguire è quella con rettangolo a sfondo bianco. Mentre se è spento lavora in modalità costante e la scala di riferimento è quella senza rettangolo di evidenziazione. Il pulsante logico con led di notifica arancione serve invece per attivare o disattivare il filtro in modo indipendente.

Fig. 52

n.b. Se non si utilizzano equalizzatori grafici e software di analisi spettrale e si vuole lavorare in modo preciso su frequenze desiderate, un equalizzatore con un’elevata precisione indicativa della frequenza in cui ci si trova e del coefficiente Q di campanatura è senz’altro una scelta giusta.

In figura 53 un esempio di equalizzatore con variatori di frequenza a frequenze fisse (non sweepable) e controlli rotativi per i potenziometri.

Fig. 53

In figura 54 un esempio di equalizzatore (in questo caso Inboard) con controlli potenziometrici e variatori di frequenza da stesso controllo rotativo. In questi casi come già detto per passare da una funzione all’altra è necessario alzare o abbassare il rotativo, in certi casi i variatori di frequenza hanno una ghiera indipendente posta sotto al potenziometro.

Fig. 54

In figura 55 un altro esempio di equalizzatore analogico che lascia molto spazio ai filtri, potendo facilmente sommarli e creare particolari curve.

Fig. 55

In figura 56 un particolare equalizzatore analogico con al posto dei riferimenti scritti delle varie frequenze ci sono le notazioni musicali, in questo caso a meno di non conoscere a quale nota corrisponde una determinata frequenza (abbastanza comune per musicisti che suonano seguendo le note sul pentagramma, quindi abituati spesso a convertire anche mentalmente la nota in relazione alla tonalità della frequenza suonata), è bene munirsi di apposito convertitore nota-frequenza di cui allego un esempio di tabella grafica riferita a questo equalizzatore in figura (fig. 57).

Fig. 56

Fig. 57

In alternativa è possibile calcolarsela seguendo questa formula:

Dove Frif è per convenzione la nota di riferimento LA (della 4° ottava) a 440 Hz.

N è il numero si semitoni di distanza dalla nota di riferimento (che è la nota per cui vogliamo trovare la frequenza).

n.b. Spesso gli equalizzatori che presentano invece indicazioni numeriche della frequenza, sono riferite anche in questo caso a dei valori precisi corrispondenti alla notazione musicale, solo che in questo caso invece di scrivere la nota scrivono la frequenza. Altre volte invece si prende come riferimento centrale “con il puntatore in mezzo”, circa 1 Khz che è la frequenza di riferimento standard in quanto che a livello percettivo è percepita come nota di mezzo nello spettro audio udibile 20 Hz – 20 KHz.

In questo equalizzatore sono selezionabili in modalità selettiva 12 frequenze, ma premendo il pulsante + 1 Step (fig. 58) ci si porta su altre 12 frequenze selezionabili, quindi per un totale di 24. Ad esempio la frequenza di 32.7 Hz diventa 36.7 Hz.

Fig. 58

Il pulsante Step nella sezione dei filtri Passa-Basso (fig. 59) e Passa-Alto, incrementa la pendenza del filtro da 12 dB/Oct a 24 dB/Oct.

Fig. 59

Attraverso il rotativo Color è possibile gestire il quantitativo di distorsione aggiuntiva, in questo caso il processore introduce una distorsione nella seconda e terza armonica per aggiungere colorazione al suono, ed è possibile decidere a quale banda aggiungerlo oppure aggiungerlo a tutte, (calore in bassa, presenza in media, aria in alta), (fig. 60).

Fig. 60

In figura 61 un semplice equalizzatore analogico con minimi controlli (Boost, Cut, Atten, Focus).

E’ composto da 2 filtri Shelving, Low e High con i quali potenziometri (a step) è possibile la sola amplificazione fino a + 14 dB. C’è poi una circuiteria di Attenuazione (sweepable) sempre Low Shelving fino a – 14 dB (cosi da permettere equalizzazioni Low End Tricks) ed una circuiteria di controllo della Bandwith per l’High Shelving. L’High Shelving dipende dal Focus e con Focus a 0 l’amplificazione massima è di + 11 dB, mentre con Focus 10 è di + 21 dB.

Fig. 61

Attraverso il pulsante Lower è possibile variare la frequenza di giro del filtro Low e del filtro attenuatore tra 80 Hz per il Low e 150 Hz per l’attenuatore in caso di inserimento, mentre 100 Hz per il Low e 330 Hz per l’attenuatore se disinserito. Con il pulsante Higher è invece possibile cambiare la frequenza di giro dell’High Shelving tra 12 KHz quando inserito e 3 KHz quando disinserito.

n.b. Spesso queste tipologie apparentemente semplici di equalizzatori hanno invece grossi vantaggi ma anche svantaggi. I vantaggi sono quelli di avere una circuiteria più semplice, meno filtri e concentrato tutto il loro potenziale sulle poche operazioni generalmente pre-fissate (ad esempio non è possibile variare la frequenza), questo è sinonimo anche di qualità, con meno problemi di fase nell’utilizzo invece di più filtri, crosstalk tra le varie circuiterie, ecc…ecc.. Lo svantaggio principale è che non si ha molta libertà di azione (vedi in questo caso che non c’è la possibilità di selezionare le frequenze), per cui l’utilità di questi equalizzatori c’è nel momento che si presenta un segnale audio che necessita esattamente di una correzione di questo tipo, sicuramente non fine, ma più da Enancher (come vedremo in spiegazione più avanti).

Come in altri equalizzatori, anche in questo di figura 62 il livello di guadagno di ingresso è solo in attenuazione (ed in questo caso a step), cosi da ridurre finemente il livello di guadagno di uscita, cosa che difficilmente si otterrebbe a questa risoluzione utilizzando un comune potenziometro che fa sia da amplificazione che attenuazione.

Fig. 62

Altro su Equalizzatori

Equalizzatori – I (Storia degli Equalizzatori, Outboard e Inboard, Categorie di Equalizzatori, Filtri Simmetrici, Filtri Asimmetrici, Filtri Cut Out Passivi).

Equalizzatori – II (Filtri Cut Out Risonanti, Resistenze Variabili, Equalizzatori Analogici Attivi, Filtri Cut Out Attivi, Brickwall Filter, State Variable Filter, Sallen-Key Filter, Filtri a Guadagno Unitario e Variabile, Equalizzatore Shelving, Baxandall Filter, Resonant Shelving).

Equalizzatori – III (La Fase nei Filtri Shelving, Comparazione FIltri Shelving, T-Filter, Low – High End Tricks, Equalizzatori Parametrici, Peak Filter, Q, Bandwidth).

Equalizzatori – IV (Filtri Semi-Parametrici, Filtri Fully Parametrici, Circuiti Parametrici, Constant Q, Proportional Q, Simmetrical Q, Comparazione Filtri Parametrici).

Equalizzatori – V (Equalizzatori Grafici, Equalizzatori M/S, Equalizzatori Digitali, Equalizzatori Paragrafici, Equalizzatori Programmabili, Serial vs Parallel Eq., DSP vs FPGA).

Equalizzatori – VI (Filtri FIR, Filtri IIR, Equalizzatore a Fase Lineare).

Equalizzatori – VII (Digital All Pass Filter, Full e Global Minimum, Analog Plugin, Zero-Latency, Hybrid Digital Filter, Coseno Rialzato, Mesa FIlter, Equalizzatore Matematico, Playback Equalizzatori, Equalizzatori Software Plugin, Equalizzatori Dinamici).

Equalizzatori – VIII (Struttura di un Equalizzatore, Livello di Tensione Operativo, Mono – Stereo – Multicanale, Link, Unità Rack).

Equalizzatori – IX (Connessioni, Alimentazione, Materiali, On/Off, Bypass).

Equalizzatori – XI (Potenziometro e Variatore di Frequenza parte II).

Equalizzatori – XII (Setup di Equalizzazione Parte I).

Equalizzatori – XIII (Setup di Equalizzazione Parte II).

Acquista Equalizzatori Audio dai principali Store

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...