Equalizzatori – XI

Potenziometro e Variatore di Frequenza Parte II

Analogico

L’equalizzatore passivo di figura 1 non presenta nessun valore di riferimento potenziometro e per questo è bene affidarsi al manuale utente, in più anche le diciture dei vari filtri sono leggermente diverse da quelle viste fino ad ora. Presenta una sezione alti Parametrica ed una sezione bassi Shelving.

Fig. 1

HC sta per High Cut ma non è un filtro passa basso, bensi un potenziometro attenuatore (- 15 dB) per la banda di frequenze alte prestabilita dal selettore a fianco (6 – 10 – 20 KHz), HB è High Boost il potenziometro amplificatore per la banda di frequenze parametriche con Q variabile (5 – 6 – 10 – 12 – 16 KHz), BC è Bass Cut, potenziometro attenuatore, BB è Bass Boost, potenziometro amplificatore, entrambi per le bande di frequenza con frequenza di giro fissa (in quanto Shelving), (20 – 40 – 60 – 100 – 180 – 240 Hz), questo permette di effettuare operazione di Low End Tricks fissa a frequenza data, mentre in altri casi come visto e come vedremo è a volte possibile variare la frequenza di giro avendo due variatori di frequenza diversi cosi da ottenere diverse risposte dall’interazione dei filtri.

In figura 2 un semplice circuito di equalizzazione in cui si presentano 2 potenziometri che gestiscono 2 filtri passa-banda che reagiscono in attenuazione per alte frequenze e Boost o Cut per le basse dipendente dal controllo di mezzo NF (Negative Feedback già spiegato in argomento pre-amplificatori microfonici). Muovendo il variatore NF si ottengono colorazioni del suono (in pratica questo controllo agisce sulla capacità di far oscillare la risposta in frequenza data in fase di amplificazione, problema comune di tutti i pre-amplificatori microfonici soprattutto passivi), attraverso High e Boost è possibile enfatizzare o attenuare queste colorazioni (è una sorta di pre-equalizzatore, prima di utilizzarne uno più dedicato e preciso).

Fig. 2

L’equalizzatore di figura 3 presenta nella sezione del filtro in media-alta frequenza la possibilità di scegliere cliccando su HI di passare tra la scala di frequenza interna o quella esterna cosi con un solo variatore di frequenza avere in questo caso 22 possibili frequenze selezionabili o un più ampio range sweepable.

Fig. 3

Nel caso sia un equalizzatore grafico i potenziometri sono già predisposti sul filtro a cui fanno riferimento (fig. 4), e sono a livello analogico quasi sempre selettori in plastica o metallo con cui portandoli verso l’alto si amplifica e portandoli verso il basso si attenua. Hanno lo stesso range di amplificazione ed attenuazione caratteristico degli altri equalizzatori visti.

Fig. 4

Quasi tutti gli equalizzatori grafici hanno un circuito di amplificazione di ingresso con il quale è possibile attenuare o amplificare il segnale audio prima del processamento (fig. 5).

Fig. 5

Come si nota è il contrario degli equalizzatori parametri, semi-parametrici, ecc… visti precedentemente in cui è spesso presente una circuiteria di amplificazione in uscita.

Questa differenza sta nel principio per cui è costruito l’equalizzatore, e per questo è sconsigliato utilizzare l’equalizzatore grafico da inserire in Insert o in cascata dopo lo stadio di pre-amplificazione. Sconsigliato perchè si andrebbero a sommare lo stadio di pre-amplificazione microfonica con quello dell’equalizzatore, avendo cosi in uscita rumori e distorsioni aggiuntive.

L’equalizzatore grafico è da utilizzare per l’equalizzazione dell’impianto audio, che sia P.A., monitor da palco, studio monitor, ecc… ed in questo caso come vedremo meglio, l’equalizzatore deve essere posto in Insert con l’uscita master del mixer audio o bus di un controller matrix, dove non c’è un circuito di amplificazione in quanto che il segnale viene prelevato prima del circuito di uscita master e quindi è possibile utilizzarlo. Mentre al contrario non è possibile mettere il potenziometro all’uscita perchè l’uscita di questo equalizzatore entra direttamente nella sezione di controllo del livello master di uscita del mixer audio, ecc…in cui c’è uno stadio di amplificazione di linea.

Al contrario, gli Outboard precedentemente visti dedicati agli Insert posti dopo il circuito di pre-amplificazione microfonica, non sono adatti per essere inseriti nell’Insert del circuito di Master Out dei mixer audio.

n.b. Per logica i potenziometri di pre-amplificazione di ingresso si trovano sulla sinistra mentre quelli di uscita sulla destra, in modo da seguire il percorso del segnale audio all’interno del processore e dare una visione logica di utilizzo, ma è possibile trovare anche versioni opposte come quella di figura 6.

Fig. 6

Alcuni equalizzatori analogici, soprattutto i grafici che sono dedicati alla taratura della risposta in frequenza degli impianti audio, possiedono anche una circuiteria di Anti-Feedback automatica (AFS Automatic Feedback Suppressor) e a volte tarabile (fig. 7).

Fig. 7

L’Anti-Feeback automatico permette di rilevare la frequenza per cui si sta generando una risonanza e poterla cosi attenuare. Sono spesso equalizzazioni automatiche di scarsa qualità. Il feedback è già stato spiegato in argomento Microfoni e gli Anti-Feedback in argomento Noise Reduction.

In questo caso il pulsante logico AFS è un tipo di pulsante multifunzione, il quale tenendolo premuto per un tot. di secondi oppure in certi casi in contemporanea con altri cambia il suo colore (in questo caso tra rosso-verde-giallo), e lo stato di lavoro.

In figura 8 una tabella di riferimento indicativa del comportamento di questo pulsante logico multifunzione.

Fig. 8

Al cambio di stato (colore) varia la velocità di risposta quindi sensibilità del filtro che incide sulle prestazioni, varia la bandwith e quindi anche il Q di precisione, Q più stretta o bandwith più stretta fanno agire il filtro su di una banda di frequenze sempre più stretta e precisa. A livello analogico come detto avere fattori Q cosi elevati non porta gran benefici, anzi introduzione di distorsione e rumore, per cui è bene provare ed utilizzare il filtro solo in caso di necessità.

Il suo utilizzo dipende dalla forma di spettro del feedback che si viene a creare, che può essere appunto a campanatura stretta, feedback di lunga durata, più breve, di diversa intensità ecc.., impostazioni differenti possono essere efficienti allo stesso modo con differenti tipologie di feedback e meno efficienti su altre.

n.b. I pulsanti multifunzione logici possono ritrovarsi in un qualsiasi tipo di equalizzatore ed avere le più svariate funzioni.

In alternativa ai pulsanti logici il cambio di funzionalità è dato sfruttando i led dei meter del processore come da esempio di figura 9.

Fig. 9

In pratica seguendo le impostazioni come da manuale tecnico, in fase di setup, all’illuminazione di un determinato led corrisponde un determinato preset, e nei casi di equalizzatori stereo è possibile avere diversi preset in modo indipendente. Con doppi meter è possibile avere diverse funzionalità di preset, ad esempio il meter di destra funge da blocco impostazioni e controlli, e quello di sinistra indica il tipo di setup in cui ci si trova.

Un’altra possibile impostazione come da figura 10 è la capacità di impostare filtri anti-feedback automatici e fissi oppure da gestire manualmente, in questo caso si possono avere 12 filtri regolabili manualmente per canale oppure 6 filtri automatici fissi e 6 filtri manuali (selezionabili).

Fig. 10

Può essere utile utilizzare la procedura automatica e fissa quando si è in contesto live e non si ha tempo durante la performance di andare a tarare in tempo reale manualmente l’equalizzatore, ad esempio facendo risuonare l’impianto verso il feedback è cosi possibile riconoscere la frequenza (a volte aiutandosi con un analizzatore di spettro esterno) e regolando il livello del fader sulla frequenza di interesse per attenuare il feedback è poi possibile memorizzarne lo stato, ed il suo intervento sarà automatico ogni volta che quella banda di frequenza risuonerà (sopra una soglia prestabilita dal costruttore o tarabile sul processore).

Può essere utile la procedura ibrida fissa e manuale ad esempio in installazioni fisse, dove una volta installato e calibrato il tutto non si rende più necessaria la presenza del tecnico pur lasciando qualche filtro utilizzabile manualmente in caso di nececessità.

Una volta settato l’equalizzatore è in certi casi possibile uscire ed utilizzarle la sezione EQ in modo indipendente ed in contemporanea a quella anti-feedback.

n.b. Le impostazioni eseguite in modalità AFS sono indipendenti dal movimento del fader in modalità equalizzatore normale, l’unica cosa è che se l’equalizzatore non è motorizzato, una volta usciti dalla modalità AFS è necessario riportare i fader allo stato precedente, ad esempio tutti a 0 dB prima di eseguire un’equalizzazione sulla risposta in frequenza dell’impianto audio, per questo ed evitare spiacevoli inconvenienti è utile prima tarare l’anti-feedback e poi la risposta in frequenza dell’impianto audio.

Alcuni equalizzatori come quello di figura 11 hanno anch’essi funzioni di anti-feedback, in questo caso chiamato FBQ, ma con in più la possibilità di vedere attraverso led di notifica (generalmente rossi) posti sui fader, su quali frequenze avviene l’intervento del processamento, ma anche impostare l’equalizzatore per vedere quali frequenze vanno in clip per avere una visione più precisa dello spettro audio, oppure ancora vedere attraverso colorazioni differenti un ipotetico livello RTA per la taratura degli impianti audio. Ad esempio bande di frequenza notificate con rosso indicano clip, con giallo – 6 dB e valori inferiori spento o verde. Per fare un esempio, portando tutte le frequenze ad illuminare i fader sul colore giallo, si sa di aver linearizzato la risposta in frequenza a – 6 dB (metodo molto povero e poco qualitativo ma possibile per tarare la risposta in frequenza degli impianti audio).

Fig. 11

n.b. Equalizzatori hardware non digitali o software, non permettono di avere degli analizzatori di spettro grafici da cui come si vedrà anche in altre argomentazioni è possibile vedere lo stato sia istantaneo che nel tempo dello spettro per ogni frequenza o range di frequenze desiderato (se ne è parlato molto anche in argomento Noise Reduction). Mentre questi analizzatori sono utili perchè in un contesto reale non è il segnale audio nel suo complesso che arriva in distorsione, ma sono le singole frequenze che possono arrivare ad un livello di distorsione, per cui è bene vedere graficamente per poter intervenire sulla frequenza che ha portato un livello di distorsione (mentre i normali Meter identificano solo la presenza di una distorsione ma non a quale frequenza appartiene). Per compensare questo il metodo più utilizzato è appunto quello di inserire dei led di notifica come questi sopra. Mentre in quelli digitali e ancor più software, sono come visto precedentemente, integrati con software di analisi proprietari o di supporto via DAW e Stand Alone su computer.

Un altro esempio di equalizzatore grafico con RTA è quello di figura 12 in cui i led di notifica livello di segnale sono invece posti sopra ai fader.

Fig. 12

In questo caso l’obbiettivo è quello di portare tutto il segnale frequenza per frequenza ad illuminare il led verde cosi da ottenere un livello di taratura lineare a 0 dB.

E’ possibile generare il rumore di taratura dell’impianto audio utilizzando dispositivi hardware o software dedicati e rilevare il tutto con altrettanti software come vedremo meglio quando parleremo di taratura degli impianti audio, ma in questo tipo di equalizzatori è sempre presente una procedura simile.

Come si vede in figura 13 direttamente dall’equalizzatore è possibile generare e controllare il livello di segnale di un rumore rosa (utile per la taratura dell’impianto audio), non chè inserire un microfono di misura (generalmente a condensatore, con quindi la possibilità di alimentarlo tramite phantom power), e attraverso il quale vi è il rilevamento sui led di notifica precedentemente visti.

Fig. 13

Alcuni equalizzatori più moderni invece che AUX Mic In lo chiamano RTA In (fig. 14) ad indicarne l’utilizzo (Real Time Analyzer), attraverso le impostazioni via software è poi possibile alimentare via Phantom il microfono a condensatore collegato (in questo caso fornisce un alimentazione a + 15V quindi come visto in argomento Microfoni, un basso livello di tensione per microfoni professionali, ma probabilmente adatto per l’utilizzo di un microfono dedicato). E’ inoltre possibile impostare il livello di sensibilità dBV/Pa del microfono cosi da tarare la sua sensibilità con il livello di riferimento a 94 dBA, per una corretta misura del valore SPL ponderato A (vedi argomento Psicoacustica per la spiegazione dei livelli di ponderazione).

Fig. 14

In questo tipo di ingresso è possibile selezionare se microfonico o linea, in quanto che è possibile far entrare anche un segnale di linea bilanciato da utilizzare come riferimento se il microfono lo si utilizza con pre-amplificatore esterno e si rientra sull’equalizzatore a livello di linea, questo può essere utile se si utilizza un pre-amplificatore microfonico di migliore qualità.

Altri equalizzatori hanno un selettore per determinare il range di amplificazione/attenuazione cosi da avere più o meno sensibilità e capacità sul livello di segnale audio, come ad esempio l’equalizzatore grafico di figura 15.

Fig. 15

Alcuni equalizzatori come quello di figura 16 possono presentare ulteriori filtri di equalizzatore oltre a quelli grafici di base, cosi da offrire un controllo più generico in somma o alternativo a quello grafico, sono generalmente filtri semi-parametrici.

Fig. 16

Esistono anche equalizzatori grafici Inboard, come quello di figura 17, in cui le bande visto anche il poco spazio a disposizione (generalmente standard a 4 unità rack), sono ben più limitate rispetto ad un Outboard grafico, in questo esempio 10 bande.

Fig. 17

Digitali

L’equalizzatore digitale di figura 18 ha la possibilità di poter variare l’algoritmo di processamento del filtro Q tra valori Costante, Proporzionale e Simmetrico. Queste impostazioni sono selezionabili e regolabili all’interno dell’interfaccia utente software, attraverso i Knob rotativi (che sono quei pulsanti tondi) e i selettori logici di cui dispone l’Outboard. Entrando nel menu delle impostazioni di ogni filtro è possibile modificarne i parametri secondo quelli disponibili.

In generale un equalizzatore digitale chi più chi meno offre la possibilità di agire con i controlli potenziometrici e variatori di frequenza visti per i modelli analogici, solo in questo caso il processamento è a livello digitale.

Fig. 18

Il Boost o Cut di ogni banda che sia di un equalizzatore grafico che di un equalizzatore parametrico, e come vedremo più avanti generalmente gli equalizzatori digitali inglobano più forme di equalizzazione all’interno dello stesso processore, sono regolabili dai Knob rotativi. Si seleziona il filtro di interesse lo si imposta sui parametri di frequenza desiderati e si regola. Generalmente Knob e Selettori fanno riferimento a posizioni di menu ben definite e lavorano solo in selezione per i Selettori, e variazione e/o selezione per i Knob, vedere quindi il manuale utente prima di utilizzare un equalizzatore digitale.

n.b. Per gli equalizzatori digitali che possono essere controllati in remoto, come questo di figura 18, è spesso più conveniente, pratico e preciso effettuare il processamento via software remoto. Molto più veloce utilizzando ad esempio un mouse e tastiera per navigare all’interno dei menu, attivare o disattivare impostazioni e regolarne i vari parametri, utilizzando eventuali shortcut, piuttosto che agire manualmente tramite Knob e selettori Onboard al processore.

Gli equalizzatori digitali come si vede dalla figura 18 mostrano spesso anche un display grafico in cui è possibile visualizzare i parametri e le impostazioni di controllo, non chè visualizzare la curva di equalizzazione ed il suo stato, i filtri attualmente attivi e numerose informazioni grafiche e di testo (esempio il riferimento numerico della frequenza selezionata e suo valore di boost o cut, riferimento di testo del tipo di filtro selezionato e suoi valori di Q, o Cut Out o Shelving, ecc, oltre che a volte anche la visualizzazione grafica del tipo di filtro).

Come per ogni equalizzatore grafico o paragrafico sull’asse delle X (orizzontale) sono indicate le frequenze, mentre sull’asse delle Y (verticale) sono indicati i valori di Boost, sopra alla linea di riferimento mediana a 0 dB e di Cut, sotto la linea di riferimento mediana, con spesso indicati anche i valori numerici di riferimento sia per l’asse X che Y (fig. 19).

Fig. 19

In figura 19 un altro equalizzatore digitale, questo a 7 bande paragrafiche controllabili indipendentemente attraverso gli appositi Knob. Quasi tutti gli equalizzatori digitali permettono di scegliere la tipologia del filtro da utilizzare banda per banda, a volte invece limitati alle bande estreme (prima e ultima) mantenendo parametriche quelle di mezzo. In questo caso di figura 19 tutte e 7 le bande sono selezionabili e regolabili secondo filtri desiderati, ed è mostrato attraverso un led identificativo e con grafica il tipo di filtro attivo banda per banda, mentre nel caso di figura 18, la notifica del tipo di filtro è esclusivamente interna a livello software senza notifiche esterne come in questo caso di figura 19.

Software

I potenziometri e variatori di frequenza software sono integrati per il caso di figura 19 nell’equalizzatore digitale e come detto sono controllabili tramite i Knob e selettori del processore o in certi casi di monitor touch, anche direttamente dal monitor attraverso selezione manuale (a volte anche attraverso matrici hardware di controllo remoto esterne, generalmente via MIDI, figura 20). Con il quale è possibile creare anche delle automazioni degli Snapshot, quindi memorizzare impostazioni di equalizzazione e richiamarle con un semplice click, sempre come già visto anche in precedenza per effettuare ad esempio cambi di equalizzazione durante una performance live oppure in registrazione di un mix in studio, il tutto in tempo reale (vedi manuale utente).

Fig. 20

Lo stesso discorso per i software integrati nei mixer audio (fig. 21), controllati dai Knob e selettori del mixer audio stesso, non chè possibilità di controllarli tramite touch screen se è previsto un monitor grafico touch.

Ad esempio è possibile selezionare il Boost o Cut, e questo in esempio di figura 21, si evidenzia di giallo ad indicare che è stato selezionato e tramite apposito controllo rotativo è possibile una volta selezionata, variare la frequenza, del relativo filtro scelto, oppure Boost e Cut se selezionato il Gain, la stessa cosa in certi casi è possibile utilizzando il monitor touch, selezionando il pallino che si trova in mezzo al grafico della curva di equalizzazione in riferimento alle impostazioni del filtro dato, muovendo il dito su e giu è possibile regolare il Boost e Cut, mentre muovendo destra e sinistra è possibile decidere la frequenza di riferimento.

Fig. 21

Nel caso dei plugin integrati in hardware digitali come quelli appena visti, come detto dipendono prevalentemente dai Knob e selettori hardware, ma in utilizzo di Plugin per DAW questi non avendo a priori un controllo hardware dedicato, presentano sempre Potenziometri, Variatori di Frequenza ed altre funzione con Knob e selettori virtuali a loro dedicati, come si vede guardando i Plugin che andremo ad analizzare di seguito.

E la stessa cosa è possibile attraverso i Plugin per DAW compatibili con monitor touch come quello di figura 22.

Fig. 22

Come si vede in figura 22 per ogni filtro attivo fa riferimento un pallino che mostra la posizione della frequenza centrale, di giro, di taglio, ecc.. di riferimento. Toccando il puntino con le dita o penna touch è possibile muovere e quindi regolare le impostazioni del filtro (in Boost e Cut o Frequenza). Generalmente il colore del pallino segue il colore presente nelle impostazioni del filtro, e spesso anche la conseguente numerazione (ad esempio il filtro 3 di colore verde) cosi da avere un riferimento.

Come si vede ad esempio in questo equalizzatore plugin di figura 22 in alto è presente sempre l’indicazione scritta della frequenza del filtro selezionato ed in certi casi come questo pure della notazione musicale a cui la frequenza fa riferimento, che come visto può per alcune figure professionali e per ad esempio enfatizzare una precisa nota musicale essere molto utile.

Nel caso di figura 22 per attivare un filtro basta cliccare sul numero desiderato, in questo caso quindi si possono inserire fino a 6 filtri, mentre per disabilitarlo o metterlo in Bypass è necessario cliccare nuovamente sulla numerazione del filtro da disabilitare. In certi casi è anche possibile cliccare con uno o due tocchi sul pallino di riferimento al filtro per disabilitarlo o abilitarlo, ed in ogni caso se presente viene sempre mostrata la curva di equalizzazione con i filtri attivi, quindi se disattivo la curva automaticamente si aggiornerà secondo l’interazione dei filtri attivi in quel momento. Alcuni filtri quando disattivati rimangono colorati ma lo si capisce dalla curva di equalizzazione che sono Bypassati, mentre in altri diventano di colore grigio oltre sempre alla possibile curva di equalizzazione aggiornata.

n.b. In caso di touch screen, qualsiasi parametro se compatibile può essere selezionato e controllato, compreso i livelli Fader del Master Out.

E come visto anche nei precedenti articoli anche per i Plugin su DAW dedicata, c’è la possibilità di un controllo remoto via MIDI o altri protocolli.

Alcuni equalizzatori, presentano la notazione musicale direttamente su di un pianoforte software posto generalmente sotto al grafico della curva di equalizzazione (fig. 23).

Fig. 23

In questo caso di figura 23 invece di avere il testo scritto della nota di riferimento, questa è colorata direttamente sul pianoforte. E cliccandoci sopra appare la nota a livello testuale.

L’equalizzatore di figura 23 presenta la possibilità di avere 2 filtri impostabili (tra Shelving e Parametrici), 2 filtri fissi di Cut Out (Low e High), 3 filtri parametrici non impostabili con Q regolabile.

Anche in questo caso di figura 23 come in altri precedentemente visti è possibile abilitare il grafico RTA in questo caso per vedere la risposta in frequenza Pre (curva azzurra) o Post (curva gialla) equalizzazione in tempo reale, sia per L che R di un segnale stereo ma in certi casi visualizzabile anche in modo indipendente.

In alcuni casi come questo di figura 24, al passaggio del mouse o mantenendo premuto in caso di touch il filtro desiderato, e anche durante la selezione, questo si mostra con pallini di riferimento più grandi ed una colorazione differente (generalmente più chiara o di differente colore) del canale di riferimento del filtro.

Fig. 24

Come si nota in questo equalizzatore di figura 24 le varie curve dei filtri sono riempite del colore di riferimento del filtro stesso, mentre in altri casi come quello di figura 23 no, in cui è invece mostrata la semplice curva risultante. Sicuramente una grafica come quella di figura 24 è più impegnativa dal punto di vista del processore grafico, ma spesso è possibile decidere se mostrare o meno questi effetti grafici dalle impostazioni dell’equalizzatore stesso, cosi da alleggerirlo se troppo pesante per il computer in uso.

Nel caso di figura 25 invece disattivando un filtro questo viene colorato di grigio nella sezione delle impostazioni del filtro, mentre diventa trasparente nel pallino di riferimento della curva di equalizzazione e nella notazione musicale sul pianoforte.

Fig. 25

Passando il mouse sopra al pallino di riferimento del filtro presente nella tastiera, questo mostrerà la Nota e il suo Detune.

Nella sezione master (fig. 26) dell’equalizzatore di figura 25 il livello del segnale di uscita è gestito in modo indipendente canale per canale o da un Gain generico che rappresenta il Link tra i canali Stereo, M-S o Surround o da singoli fader per canale (Left e Right, ma anche Mid e Side, e multicanale). Ogni canale può essere messo in Mute o in Solo, se Mute viene disattivato completamente l’audio di quel canale, se in Solo viene ascoltato solamente l’audio di quel canale. Operazioni simili ma differenti, in quanto che ad esempio mettendo in muto il canale Left si percepirà il suono solo nel canale Right di un ascolto stereo, utile ad esempio per capire il livello di rumore dato sul canale Left in Bypass o come viene percepito il suono nella sola parte di destra e poterne gestire livello e equalizzazione con questo riferimento, mentre mettendo in solo il canale Left si percepirà da entrambi i canali di uscita L – R il segnale Left (praticamente un Dual Mono), ad esempio utile per focalizzarci con il processamento su di un unico canale audio prima il Left e poi il Right e poi comparare entrambi in un ascolto stereo. In entrambi i casi e per come tutti gli equalizzatori Plugin, è possibile non solo scorrere il Fader per portare il segnale al livello desiderato, ma anche scriverlo direttamente sotto forma di testo.

Fig. 26

Cliccando su Post è possibile scegliere se visualizzare il Meter Pre o Post processamento, cosi da comparare il livello del suono processato a quello non processato.

Cliccando invece su Autogain è possibile automatizzare il guadagno di uscita secondo determinate impostazioni che vedremo più avanti. In pratica il livello del segnale audio di riferimento per il processore è quello dato dal Gain, esempio 0 dB, ed in base all’andamento del segnale audio in riproduzione il processore aumenta o cala il guadagno in modo automatico per avere in media sempre a 0 dB i picchi di segnale. In pratica l’algoritmo fa una pre-analisi di qualche campione del segnale audio e preparerà cosi per tempo il livello da dare al Gain, cosi che il processo di variazione del guadagno sia perfettamente sincronizzato con il livello di segnale in quel preciso momento.

n.b. Se non tarato bene in caso ci sia la possibilità di regolarne le impostazioni o nel caso in cui non ci siano ma sia un Autogain di scarsa qualità, si possono generare oscillazioni sul segnale audio sgradevoli all’ascolto.

Questo può essere molto utile soprattutto se si hanno in riproduzione più brani con diversi valori dinamici, è una sorta di Normalizzatore audio in tempo reale sui picchi, ma in certi casi si può anche trovare e/o impostare per il valore RMS, normalizzatori spiegati in articolo Decibel e Meter.

Attraverso il pulsante con il cerchio barrato è possibile invertire la fase del canale, ad esempio per un processamento stereo da due segnali mono (come vedremo in altre argomentazioni), o ancora per capire l’estensione stereo ed il contributo di fase di un canale rispetto all’altro (tutte cose che vedremo quando parleremo di tecniche di equalizzazione).

Fig. 27

Per inserire un filtro in questo equalizzatore (fig, 27), basta fare un doppio clic con il mouse o tap con il dito o penna touch in un qualsiasi punto vuoto e si attiva un nuovo filtro, di default già attivo, in questo caso fino ad un massimo di 32 filtri utilizzabili in una qualsiasi configurazione tra quelle disponibili (Cut Filter, Notch Filter, Shelving, Peaking).

Selezionando un pallino di riferimento del filtro si mostra una finestra di riferimento che ne indica le proprietà del filtro (fig. 28), che sono le stesse che ritroviamo nella Strip principale, viene indicato se il filtro sta lavorando sullo stereo, solo L o solo R, M-S, multicanale, ed il tipo di filtro selezionato, tutti parametri regolabili direttamente anche da questa finestra.

Fig. 28

E’ una finestra che si aggiorna in tempo reale, quindi spostando la frequenza di riferimento del filtro sul piano verticale e/o orizzontale si visualizzeranno in tempo reale i nuovi valori di Boost o Cut e Frequenza.

E’ possibile aggiungere un filtro anche cliccando sulla tastiera, cosi da prendere la nota precisa desiderata.

Cliccando sulla X della finestra che appare alla selezione di un filtro, è possibile eliminare il filtro stesso.

Cliccando due volte sul pallino di riferimento del filtro lo si porta in Bypass.

E’ anche possibile selezionare più filtri contemporaneamente facendoli rientrare all’interno del riquadro di selezione del mouse oppure utilizzando se presenti shortcut dedicati. Se seleziono più filtri contemporaneamente, questi possono essere offsettati tutti insieme, mantenendo la stessa proporzione, quindi ad esempio alzando il Gain ad uno, si alzano di conseguenza anche tutti gli altri della selezione.

Mantenendo premuto con il tasto destro il Knob della frequenza o del Q per un filtro parametrico, dello Slop di uno Shelving, ecc… è possibile ascoltare in Solo il filtro e visualizzare graficamente la sua curva (fig. 29), in quanto che sul grafico, di base, viene sempre visualizzata la curva complessiva risultante dall’interazione dei vari filtri attivi.

Fig. 29

In base al tipo di filtro selezionato, le Strip Bar di riferimento per il settaggio si regolano sui parametri dedicati al filtro stesso, come ad esempio in figura 30, in cui si nota come per il filtro Peaking ci sia la possibilità di modificare il Q ed il rapporto percentuale tra il guadagno e la campanatura (consente di avere valori intermedi tra un filtro costante e proporzionale).

Per lo Shelving ad esempio il Q è il riferimento per lo Slope, quindi modifica della pendenza con o meno funzione di risonanza, il cui livello percentuale di presenza di questa risonanza è regolato dallo Shift.

Fig. 30

Agendo sulla barra che si trova subito sotto al grafico della curva di equalizzazione (fig. 31), è possibile zoommare e spostarsi con la selezione, cosi da poter vedere più precisamente le caratteristiche del filtro e della curva su valori di frequenza e guadagno più precisi. Ma la stessa cosa può essere fatta anche scorrendo la rotellina del mouse.

Fig. 31

Cliccando sul triangolino posto a sinistra nella finestra della curva di equalizzazione, si apre un menu a tendina (fig. 32), in cui con Shift è possibile variare in modo proporzionale il Pitch complessivo della curva di equalizzazione spostando avanti o indietro nel range di frequenze tutti i filtri contemporaneamente (nel caso di uno Shelving questo prenderà più o meno frequenze in Boost o Cut quindi non semplicemente spostamento ma anche incremento o attenuazione di tutto il range di frequenze interessate dal filtro, può essere molto utile per effettuare delle comparazioni tra diverse posizioni del filtro e vedere se i filtri di equalizzazione sono correttamente impostati tali da non deviare il Pitch naturale del segnale audio in ingresso (a meno che non sia voluto), in quanto che come vedremo meglio quando parleremo di tecniche di equalizzazione, uno sbagliato Boost e Cut può portare alla percezione a livello di ascolto di battimenti e mascheramenti su particolari frequenze e con particolari impostazioni del filtro, argomento in parte trattato in articolo Psicoacustica. Variare quindi il Pitch di equalizzazione può aiutare a capire se ci sono eventuali problemi anche di questo tipo.

Mentre con Scale si ottiene una variazione del guadagno complessivo in Boost o Cut di tutti i filtri contemporaneamente, utile ad esempio per fare test di equalizzazione inversa, per capire se gli effetti dei filtri sono applicati con precisione alle frequenze desiderate (vedremo meglio questo quando parleremo di tecniche di equalizzazione).

Fig. 32

Per quanto riguarda i filtri parametrici, generalmente a livello software l’algoritmo dedicato offre prestazioni molto superiori a quelle di un filtro analogico come analizzato nei primi articoli di questo argomento, potendo cosi lavorare con pendenze di taglio ben più ripide senza introdurre rumore di fondo e distorsioni. L’unico problema che rimane in ogni caso è la variazione di fase, risolvibile utilizzando un equalizzatore a fase lineare, ma in questo caso è da considerare la latenza del segnale in uscita, soprattutto se si parla di audio Live, come vedremo meglio anche in altre argomentazioni. Non è raro trovare equalizzazioni in cui è possibile portare il fattore Q a 50 e superiori, generante una precisissima curva su di un range di frequenze sempre più ristretto in base anche a se il parametrico è impostato come proporzionale o costante (fig. 33).

Fig. 33

Tutti gli equalizzatori Plugin per DAW ma anche interni ad Hardware digitale (selezionabili da apposito menu), possiedono dei Preset di base forniti dal costruttore (fig. 34), che possono essere semplici curve di equalizzazione (ad esempio un equalizzazione di preset classica per la cassa della batteria (fig. 35), rullante, voce (fig. 36), chitarra, basso, ecc..), e questo può aiutare i non esperti ad ottenere comunque un migliore risultato che andando a modificare i vari parametri casualmente, od in ogni caso può essere comunque utile per paragonare preset di equalizzazione a quelli fatti da noi, o ancora caricare un preset e poi eventualmente modificare solo alcuni valori. Altri invece possono presentarsi anche come preset di grafica e di complete impostazioni di base (fig. 37), in modo tale da adattare il plugin e la sua grafica ad un preciso stile e metodo di lavoro, e spesso questi preset possono essere sovrapposti, nel senso che un preset grafico si somma ad esempio ad un preset di equalizzazione. A volte questi preset possono essere sovrascritti con proprie modifiche ma a volte no.

Fig. 34

Fig. 35

Fig. 36

Fig. 37

Con l’esempio di figura 35 e 36 si nota come sia possibile visualizzare contemporaneamente sia l’andamento della curva del singolo filtro attivo (curve colorate), ma che questa rimane anche se disattivo, solo più trasparente o in certi casi colorata di grigio, ma pur sempre come riferimento di presenza, e la curva complessiva risultante dall’interazione dei vari filtri attivi (curva bianca).

Guardando la variazione grafica (da preset) di figura 37, si nota come in questo caso ci sia anche la possibilità di utilizzare un Tilt EQ, e come direttamente dalla Strip Bar in Group sia possibile decidere se il filtro va a lavorare sullo Stereo, su L o R, su M-S o M o S o multicanale, mentre nel caso precedente questo era impossibile.

In questo caso si presenta come equalizzatore in setup Mastering in cui e generalmente lavorando sul Master si tende a lavorare molto più precisamente facendo attenzione che ogni modifica non sposti tonalmente (se non voluto) il concetto di Master Mix uscito dallo studio di registrazione e che non porti avanti o indietro se non voluti, strumenti, effetti, variazioni dinamiche tonali, ecc… Per questo il guadagno a disposizione lavora su di una scala molto più limitata (+/- 6 dB) e con una maggiore risoluzione rispetto al caso precedente (+/- 0,03 dB in Boost e Cut)

Se vado nel Subtype è perfino possibile scegliere il modello del filtro con il quale è possibile emulare filtri analogici e digitali ed avere diverse opzioni di controllo e di comportamento del filtro stesso, come ad esempio campanature proporzionali, costanti, e variabili di queste, avere un range di guadagno più ampio o più preciso, lo stesso per i controlli di Slope e Q, cambiare il tipo di filtro del Cut Out, ecc…

Con l’esempio del Plugin equalizzatore di figura 38, è possibile modificare il tipo di filtro tra emulazioni analogiche e digitali attraverso preset direttamente posti nella Strip di impostazione dei filtri, ed in questo caso è possibile decidere un tipo di emulazione diversa in base al filtro ed in contemporanea (senza avere un preset generico).

Fig. 38

Sempre in considerazione di questo plugin, sotto alla sezione del grafico della curva di equalizzazione, c’è uno strip di impostazioni per l’analizzatore RTA, con la possibilità di bloccare l’analizzatore di spettro RTA nel preciso istante in cui si clicca Freeze, cosi da poter analizzare lo spettro in frequenza in un determinato punto di una traccia audio registrata o di un audio in riproduzione (fig. 39), oltre che bloccare i picchi come anche precedentemente visto, vedere o meno la presenza dell’analizzatore, vedere lo spettro del segnale processato e compararlo con quello non processato, vedere in modo indipendente lo spettro di un segnale stereo o mid/side.

Fig. 39

Attraverso la sezione Master, nei parametri Analog (fig. 40), è possibile aggiungere all’uscita Master Out le classiche distorsioni analogiche, tra cui il Noise del disturbo sulla corrente elettrica (HUM) attraverso un controllo percentuale Level, e aggiungere distorsioni armoniche attraverso il THD Level.

Fig. 40

Negli equalizzatori Plugin visti fino adesso il pianoforte o è presente e fisso oppure se lo si desidera può essere rimosso dalle impostazioni, in altri Plugin come quello di figura 41 è possibile attivarlo e disattivarlo cliccando sull’icona che rappresenta il pianoforte posta in basso a sinistra.

Fig. 41

Come si vede dalla figura 41 e 42, in questo caso non vi è la presenza di una Strip di impostazioni con Knob che richiamano gli encoder presenti negli Outboard digitali, ma si presenta come un Floating Banner, che appare quando selezionato un filtro (selezionando il pallino del filtro di riferimento), ed in cui sono presenti tutti i parametri impostabili, tra cui anche l’eliminazione del filtro stesso tramite x. Per inserire un nuovo filtro anche in questo caso basta fare un click o doppio click in una parte vuota del grafico della curva di equalizzazione.

Fig. 42

Equalizzatori come quello di figura 42 vanno un po oltre lo standard di riprendere le filosofie di controllo sul Gain degli equalizzatori analogici (in cui è ritenuto che Boost o Cut superiore a +/- 15 dB è eccessivo e significa che c’è qualche altro problema sul segnale audio se si necessita di correzioni cosi spinte, un po’ per l’elevato valori di distorsioni introdotte a livello analogico ed un po per lo sfasamento se non a fase lineare), infatti in questo caso è possibile effettuare un Boost e Cut fino a +/- 30 dB.

Anche questo equalizzatore presenta la possibilità di visualizzare un grafico di spettro RTA per il segnale in ingresso pre equalizzazione o in uscita post equalizzazione, oppure ancora visualizzare entrambi i grafici in simultanea, anche questo molto utile per avere una comparazione diretta (fig. 43).

Fig. 43

Attraverso l’icona con il quadratino e la linea posta sopra è possibile portare la vista del Plugin in Full Screen Mode, mentre con le due frecce è possibile effettuare un Resize a piacimento tra valori definiti (mini – small – medium – large – extra large).

Anche in questo caso è possibile definire su che canale deve lavorare il filtro (fig.44), e se clicco sull’icona che rappresenta le forbici, è possibile duplicare la banda selezionata e questa lavora sul canale opposto a quello selezionato (infatti è attiva quando ad esempio sto lavorando sul Left, cliccando le forbici si copierà una curva identica e andrà in lavoro sul Right, stessa cosa per il Mid e Side), utile per bilanciare finemente un canale alla volta senza avere il contributo dell’altro che può in certi casi portare a non percepire correttamente eventuali rumori e risonanze.

Fig. 44

Anche nei plugin è possibile trovare un differente Range di frequenze su cui lavorare, ad esempio questo di figura 42 (5 Hz – 30 Khz), mentre quello di figura 37 (10 Hz – 22 KHz).

In figura 45 un diverso esempio di come è possibile ascoltare in Solo il contributo energetico del solo filtro selezionato, in questo caso cliccando sull’icona dell’altoparlante nella Floating Window che appare a filtro selezionato (cliccando sul pallino di riferimento), la quale icona quando attiva diventa rossa.

Fig. 45

Guardando la figura 44 e 45 si nota come in questo plugin venga ben focalizzata l’attenzione di tutti i parametri fondamentali in relazione alla posizione della frequenza centrale di riferimento (o di giro, o di taglio, ecc..), infatti ad esempio in modalità Solo la banda in Solo non solo rimane colorata e tutto il resto dello spettro diventa grigio e più trasparente, ma viene delimitata da due rette parallele che passano per gli estremi a – 3 dB ed inoltre anche il Floating Banner che presenta le impostazioni regolabili per il filtro selezionato, segue sempre il suo movimento rimanendo centrale alla sua posizione cosi da averlo sempre in linea alla vista, consentendo meno distrazioni.

Se i filtri sono in modalità di lavoro differenti, nel senso uno lavora sul Left, uno sul Right, uno sul Mid, ecc.. questo è sempre indicato graficamente sulla relativa curva di equalizzazione (fig. 46).

Fig. 46

Da questo si capisce come questo equalizzatore può lavorare in simultanea sia sul L-R che sul M-S.

Il Plugin in figura 47 presenta una grafica ancora differente, come si vede il Potenziometro ed il Q sono regolabili muovendo il pallino di riferimento in alto o in basso sulla curva a cui fanno riferimento. Il Variatore di Frequenza è invece un cerchio con rettangolo vuoto in mezzo utilizzato come indicatore, ed in questo caso è sempre un controllo rotativo.

Fig. 47

Per quanto riguarda i Plugin Software emulatori come già visto diverse volte in questa trattazione, mostrano graficamente e quindi anche come controlli, le impostazioni dell’equalizzatore analogico emulato (fig. 48).

Fig. 48

E possono essere ad emulazione di equalizzatori standard (parametrica, shelving, ecc…), che grafici (fig. 49).

Fig. 49

In questo di figura 50 si nota come vi sia il potenziometro del guadagno di uscita asimmetrico (- 24/+ 12), la possibilità di far lavorare i filtri con simulazione analogica del vero processore analogico oppure in forma digitale secondo l’algoritmo di questo Plugin (vedi quindi il manuale per sapere come lavorano questi filtri digitalmente). Cliccando su ÷ 3 e x 3, è possibile ottenere una diversa scala per i variatori di frequenza, appunto 3 volte meno per la banda di frequenza LMF e 3 volte tanto per la banda di frequenze HMF.

Fig. 50

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Equalizzatori – V (Equalizzatori Grafici, Equalizzatori M/S, Equalizzatori Digitali, Equalizzatori Paragrafici, Equalizzatori Programmabili, Serial vs Parallel Eq., DSP vs FPGA).

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Equalizzatori – XII (Setup di Equalizzazione Parte I).

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