Equalizzatori – XII

Setup di Equalizzazione Parte I

Analogici

Gli equalizzatori sono generalmente venduti già configurati con un determinato numero di filtri su cui è possibile agire, i più semplici come quello in figura 1 hanno uno Shelving per le alte frequenze con la sola presenza del potenziometro e frequenza di giro pre-impostata generalmente a 10 o 12 KHz. Uno Shelving in bassa frequenza sempre con la sola presenza del potenziometro e frequenza di giro pre-impostata ad 80 Hz a volte anche a 100 o 110 Hz. Le frequenze di giro sono comunque spesso indicate come si vede dalla figura 1.

Fig. 1

n.b. La U che si vede guardando l’equalizzatore di figura 1, identifica lo Unity Gain, con altro che il valore a 0 dB, chiamato Unity Gain perchè si riferisce al fatto che il segnale non subisce guadagno ma il suo rapporto è 1:1.

La parte media permette invece il più delle volte una maggiore precisione di controllo, essendo la banda di frequenze in cui è maggiormente concentrata la voce ed in cui si estende la maggiore sensibilità uditiva. Questa sezione per un equalizzatore a 3 bande come quello in figura 1 è molto ampia da 100 Hz a 8 KHz che sono gli estremi poco prima delle frequenze di giro degli Shelving, ma in equalizzatori più complessi e precisi come quello in figura 3 presentano bande ben più limitate e controllabili. Anche se poi in un contesto Sweepable come spesso accade nei filtri parametrici ci possono essere frequenze in comune tra più filtri, ed in questo caso si otterranno curve non più lineari a seconda di dove si va a posizionare la frequenza di giro, taglio, centrale, ma curve caratteristiche.

n.b. Non a caso i limiti non sono le stesse frequenze di giro degli Shelving, in quanto che si andrebbero a creare risonanze e problemi di fase negli incroci tra i vari filtri, con invece principi teorici che pongono l’incrocio ideale a -3 dB o – 6 dB secondo le teorie, in modo tale da avere una somma di fase e linearità della risposta frequenza precisa (fig. 2), un po come già visto in questa prima serie di articoli.

Fig. 2

Alcuni equalizzatori Inboard o Outboard presentano un selettore con il quale è possibile variare la tipologia di funzione del filtro, ad esempio trasformare un equalizzatore Parametrico in Shelving e viceversa (fig. 3).

Fig. 3

Il pulsante o switch in questione è spesso indicato con Bell o Q, ad indicare appunto il passaggio da Shelving a Parametrico, nel caso di figura 3 è un Semi-Parametrico con Q fissa su cui poi è possibile selezionare la frequenza centrale e il livello di guadagno. Il Q è generalmente pre-impostato ad 1.5 a volte 2.

Possono esserci anche modelli in cui al posto del Q o Bell c’è scritto Bandwith (fig. 4), in questo caso va considerato che si lavora sull’ampiezza di banda invece che sulla frequenza centrale.

Fig. 4

Altri (fig. 5 ), soprattutto se logici, accompagnano la dicitura della funzione con un led di notifica che notifica lo stato in cui ci si trova a lavorare.

Fig. 5

Con l’esempio di figura 5 è stata attivata la modalità Hi-Shelving per la gestione delle alte frequenze, il HI-Q quindi una campanatura più stressa per la gestione delle frequenze medie, ed in più si vede il led che notifica che la circuiteria di equalizzazione è attiva.

Un equalizzatore Outboard possiede spesso anche una pre-amplificazione di uscita al fine di ottimizzare il livello di segnale audio prima del ritorno su di un circuito di ingresso (fig. 6), soprattutto quelli che possiedono anche un circuito di processazione dinamica per compensare l’eventuale compressione e perdita di energia.

Fig. 6

n.b. Il segnale di ingresso va sempre regolato dal processore da cui poi si preleva il segnale per l’equalizzatore, inserire un ulteriore stadio di amplificazione di ingresso come già ripetuto più volte, introdurrebbe solo altro rumore e distorsione.

Ci sono poi diverse varianti di impostazione in base al metodo e filosofia costruttiva dell’equalizzatore, ad esempio in figura 7 c’è l’opzione di selezione Black (queste modalità sono generalmente proprietarie del costruttore, soprattutto ad emulare diverse tipologie di propri equalizzatori), ed in questo caso consente alle due sezioni parametriche HMF e LMF ma anche alle due sezioni Shelving di passare da una modalità di amplificazione e controllo della campanatura in relazione alla frequenza e al guadagno dato, ad un altra.

Fig. 7

In questo caso di figura 7 il potenziometro in modalità Black lavora a +/- 18 dB invece che +/- 15 dB in modalità Standard ed il controllo della campanatura è il medesimo sia in amplificazione che in attenuazione (in quanto che questa può variare secondo il metodo costruttivo del filtro, che ci si trovi in amplificazione o attenuazione). La pendenza del filtro Shelving è di 12 dB invece che di 6 dB per ottava, e la campanatura segue una legge più arbitraria quindi rimanendo più selettiva all’aumentare del guadagno o attenuazione.

Si possono trovare anche selettori con scritto Narrow Eq. (fig. 8), attraverso i quali è possibile selezionare un preset di campanatura Q impostato, in questo caso se non selezionato la Q del filtro in media frequenza, è di 0,9 quindi con una banda molto larga, mentre se cliccato diventa 2.9, più selettivo e a banda più stretta.

Fig. 8

Altri come quello in figura 9 presentano il valore Sheen (lucentezza), non altro che un indicazione del tipo di sensazione che si ha modificando quella frequenza, in questo caso impostata a 25 Khz. Oltre che un indicatore a led quando si attiva il filtro di taglio.

Fig. 9

In figura 10 l’equalizzatore (in questo caso Inboard), presenta anche una circuiteria di ingresso D.I. (argomento spiegato in D.I. Box), cosi da fornire un prodotto completo con circuiteria dedicata per ricevere il segnale da un pre-amplificatore microfonico Outboard e rientrare cosi nel circuito di equalizzazione, comprensivo di Thru per inviare una copia parallela del segnale verso circuiterie Outboard esterne ma anche Inboard e poter bypassare l’equalizzatore per usarne uno esterno, oppure due in parallelo o qualsiasi altro routing venga in mente, a patto di considerare sempre la corretta impedenza e tensione di uscita ed ingresso tra i dispositivi.

Fig. 10

In questo caso rotando il variatore di frequenza verso sinistra è possibile mettere in bypass il processore (quindi privo di pulsante dedicato).

Questo tipo di equalizzatore ha la funzione Pivot (perno), non altro che un potenziometro che ha il compito di gestire il livello di amplificazione della banda prima e dopo la frequenza centrale selezionata. Portandolo verso Dark si otterrà un suono più scuro in cui ci sarà una maggiore attenuazione della parte alta rispetto a quella bassa, mentre portandolo verso Bright si otterrà un suono più brillante con un’attenuazione più marcata in bassa frequenza che nella parte alta. Non è altro che un T-Filter.

Ci sono poi equalizzatori attivi come quello in figura 11 in cui l’opzione On/Off è scritta Hit It!, mentre cliccando su Passive Massage è possibile inserire un circuito passivo all’ingresso che ne simula le caratteristiche audio di un equalizzatore passivo.

Fig. 11

Altri come quelli in figura 12 prevedono una sezione chiama AIR, non altro che un filtro Shelving per la gestione delle alte frequenze che lavora solo in amplificazione, in cui è possibile disattivare il filtro singolarmente portando il selettore su OFF, ed in cui è possibile selezionare anche la frequenza desiderata da amplificare fino a 40 KHz. Anche in questo caso sono filtri a campanatura non regolabile, quindi semi-parametrici, tranne lo Shelving per le alte frequenze. Presenta poi una circuiteria SUB, un filtro parametrico che lavora in boost e cut alla frequenza di 10 Hz, utile ad esempio per gestire la parte di spettro più bassa di alcuni effetti sonori, come tuoni ed esplosioni (anche perchè a livello musicale non c’è nessuno strumento che anche a livello sub-armonico arriva cosi in basso).

Fig. 12

L’equalizzatore in figura 13 permette di selezionare attraverso un selettore metallico se impostare il filtro con Q elevato o basso, in entrambi i casi i filtri hanno il variatore di frequenza in comune ma con differente scala (elevato scala rossa, basso scala bianca). Portando il variatore di frequenza tutto a sinistra si va alla frequenza di 10 Hz.

Fig. 13

Quest’altro di figura 14 permette di lavorare con Shelving fino a 9 Hz.

Fig. 14

Quest’altro di figura 15 presenta alcuni nomi indicativi del range di frequenze dei filtri, diversi da quelli visti fino adesso (bottom – top), ma la funzionalità è la stessa, sarebbero medio-bassi e medio-alti, ma sono filtri che lavorano anche a frequenze più basse e più alte dei range medio-bassi e medio-alti standard, per cui non sarebbe stato indicativamente corretto. In questo caso sono filtri che possono avere frequenze di lavoro in comune, il che permette di creare delle curve di equalizzazione più complesse nelle loro interferenze di fase ed ampiezza.

Fig. 15

In figura 16 un pre-amplificatore microfonico con sezioni di equalizzazione, la quale sezione permette il solo guadagno della porzione di banda selezionata tramite variatore di frequenza non sweepable per i bassi e gli alti e la sola attenuazione per i medi, ed in cui è possibile decidere anche se utilizzare o meno l’Insert sull’equalizzatore o prelevare il segnale prima o dopo l’equalizzatore.

Fig. 16

O chi come quello di figura 17 permette di decidere se la sezione di filtro dell’equalizzatore lavora in boost o cut. Offre la possibilità di regolare anche la pendenza del filtro Shelving, sempre dal parametro di controllo della Bandwith.

Fig. 17

Un equalizzatore come quello di figura 18 è costruito per lavorare solo sulle frequenze basse e medie, con gli stessi principi di o solo boost o solo attenuazione visti prima.

Fig. 18

n.b. Un potenziometro costruito per lavorare esclusivamente in amplificazione o attenuazione può essere più qualitativo di uno che lavora anche in attenuazione, questo perchè la circuiteria è più semplice e introduce meno rumori e distorsioni sul segnale audio.

Questo di figura 19 lavora solo nelle basse e alte frequenze con la possibilità in bassa frequenza sia di amplificare che attenuare contemporaneamente cosi da creare una propria forma d’onda filtrata, secondo le necessità (Low – High End Tricks).

Fig. 19

Equalizzatori come quello di figura 20 sono semplici controlli di tono, infatti vengono spesso chiamati Tone Control, in questo caso ad 8 canali, presentano la funzione Tilt, non altro che il T-Filter con la quale è possibile amplificare ed attenuare contemporaneamente attorno ad una frequenza centrale. Rotando il potenziometro è possibile selezionare quale banda di frequenze viene amplificata e quale attenuata, se verso sinistra rispetto ad una posizione di 0 dB centrale viene posto in boost la banda di frequenze prima della frequenza centrale selezionata e in cut quella dopo, al contrario se si porta in potenziometro verso destra, fino ad un massimo di +/- 6 dB,

Fig. 20

Alcuni modelli (fig. 21 ), offrono anche la possibilità di invertire la polarità del segnale, cosi da risolvere eventuali problemi di collegamento invertito di fase, oltre che sperimentare e preparare il segnale ad esempio per un processamento M-S o alternativo.

Fig. 21

In figura 22 un altro Tilt EQ, in cui una volta selezionata la frequenza dal circuito Bell Sweep è possibile attivandolo gestire il Tilt Filter, regolando cosi il guadagno di Boost o Cut per il range di frequenze prima o dopo quella centrale selezionata, come da grafica indicativa.

Fig. 22

L’equalizzatore in figura 23 presenta sia una pre-amplificazione di ingresso che di uscita, vista la presenza di un ingresso strumentale, (in caso di ingresso di linea è consigliato lasciare il guadagno di ingresso a 0 dB, sempre per i motivi di distorsione, ecc… visti precedentemente dall’interazione tra un possibile circuito di pre-amplificazione microfonica posto prima del circuito di equalizzazione). In questo equalizzatore è possibile selezionare la tipologia di ingresso tra bilanciato attivo e a trasformatore, cosi da avere diverse colorazioni di tono e la giusta impedenza di ingresso. Presenta anche un circuito di equalizzazione dinamica De-Esser, che vedremo meglio nel dettaglio più avanti.

Fig. 23

L’equalizzatore di figura 24 presenta la funzione Attitude con la quale è possibile introdurre un livello di colorazione del segnale audio, introducendo distorsione sulla seconda armonica tra un range percentuale dello 0,01 % ad un massimo del 5 %, ottenuto da una serie di diodi in serie.

Fig. 24

Come si nota questo equalizzatore presenta anche sezioni di EQ. con 2 frequenze fisse selezionabili per ogni banda (Bass e Top), bassi e alti entrambi Shelving, è possibile selezionare 2 frequenze per il potenziometro dedicato al Boost, 2 frequenze per il potenziometro dedicato al Cut. Mentre con Air è possibile dare un Boost in altissima frequenza fino ad un picco a 40 Khz per il valore 10.

Digitali

In figura 25 un equalizzatore analogico ma con supporto di funzionalità digitali. In pratica il processamento del segnale è analogico ma i controlli sono tutti eseguiti tramite Knob ed interruttori digitali, quindi encoder che inviano impulsi alla scheda integrata direttamente connessa con le circuiterie digitali, sulle impostazioni in cui si deve settare l’equalizzatore e sulle funzionalità di lavoro da eseguire. Anche le informazioni sulla frequenza di lavoro sono indicate a livello logico attraverso strip led (numeriche e indicative).

Fig. 25

E’ un equalizzatore programmabile in quanto che possono essere salvati i preset delle impostazioni digitalmente attraverso la connessione USB, non chè avere un controllo remoto via software del processore.

Engage identifica che il processore è inserito, se spento è disinserito o bypassato.

Tramite il Knob Preset è possibile selezionare e richiamare o salvare innumerevoli Preset di impostazione (generalmente all’acquisto ci sono già dei preset di fabbrica come pre-impostazioni di default classico per il processamento di varie sorgenti musicali). C’è la possibilità di effettuare una comparazione A/B in modo diretto cliccando e rilasciando il pulsante A/B, questo può permettere di effettuare una comparazione tra due modalità di impostazioni dell’equalizzatore, esempio per vedere se è meglio una certa curva o un’altra.

Tramite P-Eq è possibile attivare la sezione P-Eq. Filter di destra, con cui è possibile agire sui parametri di equalizzazione ed in cui bassi e alti possono essere gestire tramite boost e cut (Att.) separati cosi da ottenere forme d’onda creative e nuove rispetto a quelle standard.

I filtri Low e High sono Shelving con fissa pendenza di taglio.

Tramite CPS (Cycles per Second) e KPS (KiloCycles per Second) è possibile cambiare la frequenze di giro del filtro Shelving, in questo caso da una scelta di frequenze fisse.

Lavorare con programmazione digitale e componenti digitali (encoder – decoder) è come già detto più volte una scelta qualitativa superiore rispetto a quella analogica. Meno rumori, più duraturi nel tempo (se di qualità) e soprattutto molto più precisi.

A livello analogico non sono molti ma anche questo equalizzatore può essere impostato per lavorare in modalità M/S.

n.b. Non sono molti perchè come visto anche nei precedenti articoli un tipo di segnale M/S è possibile anche ricrearselo sul mixer audio o sulla DAW utilizzando le impostazioni che offre per la gestione del segnale audio, e quindi è poi possibile utilizzare normali equalizzatori per processare indipendentemente i segnali M e S, ad esempio collegati in Insert. Esistono comunque modelli di processori equalizzatori che offrono anche questa possibilità e spesso con circuiterie di qualità superiore.

Anche l’equalizzatore Inboard di figura 26 lavora in analogico ma possiede un’interfaccia digitale, con sempre funzionalità di preset e richiamo digitale, il tutto gestito sempre da una presa USB locale (che può essere nel pannello frontale o anche posteriore, soprattutto negli Outboard) e con la possibilità di lavorare in M/S.

Fig. 26

Come si vede ha la possibilità di selezionare la modalità di lavoro tra Stereo in cui lavora Linkato nei due canali di ingresso in cui possiede, M/S per la modalità Mid-Side e Duo per lavorare indipendentemente sul canale Left e Right. Ci sono poi led Data e HL2 che sono di riferimento per il digitale, ed informano il tecnico sullo stato della connessione digitale (collegata, trasferimento dati, errori vari, ecc…). Attraverso THD è possibile aggiungere distorsione per colorare il suono (distorsione analogica) e gestirne il quantitativo tramite le posizioni High e Mid.

L’equalizzatore in figura 27 è sempre a circuiteria analogica con controlli digitali ma ha in più un monitor TFT, a volte si può trovare Touchscreen. E’ anche possibile collegare tramite USB il processore al software su PC per un controllo remoto più pratico ed immediato.

Attraverso il processore hardware è unicamente possibile l’attivazione, poi ci sono 4 knob che dialogano direttamente con il software integrato, per cui tramite questi knob è possibile navigare all’interno dell’interfaccia e selezionare e modificare i parametri desiderati.

Fig. 27

E’ possibile salvare e richiamare scene, non chè fare un reset alle impostazioni di fabbrica, cancellare scene memorizzate, e cambiare il tipo di visualizzazione grafica dell’equalizzatore, sia quello indicativo della curva di risposta che si ottiene modificando i vari parametri che un eventuale RTA di analisi dello spettro (vedremo i grafici RTA in altre argomentazioni) e molto altro.

In figura 28 un esempio dell’interfaccia grafica e parametri regolabili e visualizzabili. Si può visualizzare la curva di equalizzazione risultante dall’utilizzo dei vari parametri di equalizzazione. Si può visualizzare la risposta in frequenza sia del segnale audio in ingresso che il risultante in uscita tramite analizzatore di spettro RTA o a Barre con la possibilità di fissare i picchi di segnale. Il tutto per il canale L e R, M e S, in certi processori anche sommandoli graficamente per avere una vista chiara ed immediata della differenza che c’è.

Fig. 28

In figura 29 un esempio di equalizzatore grafico digitale, nel quale si notano i diversi pulsanti (encoder) e rotativi (knob) con i quali è possibile entrare nei sottomenu del software e regolarne le impostazioni. Come già anticipato, spesso viste le capacità hardware e software e la continua trasparenza sul segnale audio che si ottiene lavorando qualitativamente in ambito digitale, i processori digitali sono sempre multi funzione, quindi quella di una o più tipologie di equalizzatori più altri processamenti.

Fig. 29

L’equalizzatore grafico è rappresentato graficamente via software, tale e quale ad uno analogico, quindi con le bande filtrare in questo caso a 31 bande come nella maggior parte degli equalizzatori digitali.

Nella prima sezione (fig. 30), oltre a come vedremo un Meter su scala digitale e la possibilità di decidere se visualizzare il segnale in Input o Output attraverso il pulsante l/O posto nella sezione di destra. In questa sezione si presentano 3 pulsanti logici con i quali è possibile entrare nel sezione Meter per scegliere un tipo grafico di Meter differente da visualizzare nel monitor LCD, mentre cliccando su RTA è possibile entrare nella sezione per l’analisi dello spettro ed in questo caso presenta anche un tipo di equalizzazione automatica (una volta entrato nel menu RTA è necessario cliccare su Auto EQ per l’equalizzazione automatica), (fig. 31), nel senso che si fa analizzare lo spettro audio e automaticamente il software inverte la forma d’onda risultante con asse centrale a 0 e con la differenza applica la giusta ponderazione alle varie frequenze (vedremo meglio questo in altre argomentazioni), (fig. 32).

Fig. 30

Fig. 31

Fig. 32

In figura 32 si nota come la curva rossa è ad esempio la risposta in frequenza rilevata dal microfono che come visto nella parte III di questa serie di articoli l’ingresso RTA è generalmente posto nella parte posteriore dell’Outboard, la curva gialla invece è quella invertita di fase ed è l’equalizzazione che si dà all’impianto audio per ipoteticamente linearizzarlo, in questo caso utilizzando un filtro FIR.

Una volta entrati in Auto Eq, si ha visivamente il riferimento dell’equalizzatore grafico per come precedentemente impostato (fig. 33), mettere tutti i filtri a 0 dB per un nuovo processo. E’ possibile muovere delle bande di frequenza manualmente ed escluderle dal processo di correzione automatica.

Fig. 33

Nella pagina 2 (fig. 34), è possibile azionare il processo di equalizzazione automatica, cliccando Start Autoeq e poi Stop Autoeq quando si ha finito. In questo caso il processore invia all’uscita di linea un rumore rosa il quale livello è regolabile dal Noise Gain. Attraverso il parametro Max. è possibile selezionare l’intervallo in dB dello spettro da visualizzare sullo schermo. Con Autoeq, si determina la velocità di analisi dello spettro audio rilevato dal microfono di misura collegato al processore (vedremo in altri argomenti come si eseguono le operazioni di taratura degli impianti audio).

Se clicco su Room Correction, il processore attenua gli alti ed incrementa i bassi con inclinazione della curva di destinazione di 1 dB/ott.

Fig. 34

Attraverso Compare è possibile comparare la risposta in frequenza risultante di più risposte in frequenza misurate che è possibile salvare all’interno dell’equalizzatore, ad esempio per mediare la risposta in frequenza di un impianto audio su diversi punti di ascolto all’interno di una sala. Oltre a questo Compare permette di comparare diversi preset.

Attraverso Memory è possibile memorizzare le varie curve di risposta analizzate, ma anche salvare preset di impostazione, richiamarli, richiamare preset di singoli moduli in caso che l’equalizzatore abbia più funzioni (ad esempio richiamare il solo preset dell’equalizzatore grafico, oppure anche di un eventuale equalizzatore dinamico, del processo anti feedback, ecc..), e molto altro.

I pulsanti logici centrali (fig. 35) dialogano direttamente con il display, attraverso Page è possibile scorrere tra le pagine dei menu, attraverso A e B è possibile passare tra un preset ed uno secondario in modo da ascoltare le differenze e decidere su quale rimanere, oppure ancora cambiare su di un preset alternativo per un cambio di scena durante una performance audio. Consentono di navigare all’interno delle pagine dei menu abilitando o disabilitando funzioni a cui sono adibiti.

Fig. 35

Come si vede da figura 36 il monitor grafico LCD (in questo caso No Touch), ha diversi riferimenti che dipendono anche dalla sezione in cui ci si trova. In questo esempio in alto a sinistra c’è il riferimento al tipo di menu in cui ci si trova ad operare ed in cui è possibile attivarlo e disattivarlo. Sempre a sinistra, subito sotto c’è la possibilità di visualizzare ed operare sul canale Left o Right in modo indipendente o linkato. Sotto ancora c’è la possibilità di bypassare il processore, solo nel processo in vista e non di tutto l’equalizzatore, cosa che invece è possibile fare attraverso il pulsante logico Bypass (fig. ).

Fig. 36

n.b. Qualsiasi processo attivato rimane sempre attivo anche quando si cambia menu, cambiare menu non è indice di disattivare il processo, questo va disattivato manualmente, tale e quale a come viene attivato.

Entrando nel Menu Bypass (fig. 37), è possibile scegliere o creare un preset di cio’ che si vuole bypassare, singolarmente o multiplo.

Fig. 37

Nella parte di mezzo (fig. 38) c’è in questo caso l’equalizzatore grafico in cui si possono regolare il Boost e Cut di tutte e 31 le bande e vedere sul lavoro sinistro i livelli di riferimento +/- 15 dB che è il range in cui può operare il potenziometro. Sul lato di destra c’è in alto il riferimento della banda di frequenze in cui ci si trova, in mezzo il livello di guadagno in cui si trova quella banda e in basso la possibilità attraverso il Bw/Oct di regolare la campanatura attorno alla frequenza centrale, quindi più precisa o più morbida potendo cosi ottenere diverse colorazioni a parità di intervento, in questo caso su di un range che va da 1/3 a 59/3. In questo caso il valore Bw/Oct è anche possibile portarlo in modalità Low-Shelving o High Shelving cosi da operare in aggiunta con un filtro Shelving, questa modalità è definita VPQ (Virtual Paragraphic Equalizer), in quanto che non è un equalizzatore paragrafico ma ne ingloba alcune funzioni.

Fig. 38

La possibilità di variare questi parametri (potenziometro, filtro, ecc..) la sia fa attraverso i Datawheels che sono gli encoder rotativi alla destra del monitor (fig. 39). Con questi controlli che sono doppi controlli perchè è possibile sia rotarli per passare tra le varie funzioni, che premendoli per eseguire operazioni di attivazione, conferma, accesso, ecc.. Eseguono spesso la stessa operazione dei pulsanti A e B di attiva o disattivare, solo che in questo caso ruotano anche.

Fig. 39

Sul lato di destra invece ci sono dei pulsanti logici di ingresso diretto verso la pagina dedicata (fig. 40), ognuna con le sue specifiche funzioni. Il GEQ porta all’equalizzatore grafico come abbiamo appena vista, il PEQ porta all’equalizzatore paragrafico (fig. 41) dove anche qui è possibile regolare le bande di frequenza e decidere se utilizzare una campanatura e a che larghezza di banda oppure un filtro Shelving. Il menu PEQ presenta un sottomenu (lo si vede anche dalla numerazione 1 sotto al nome PEQ di figura 41 questo indica che ci sono altri sottomenu), il menu grafico di figura 42 in cui è possibile vedere ed interagire sulle frequenze e loro ampiezza numericamente.

Fig. 40

Fig. 41

Fig. 42

Cliccando su DEQ è possibile entrare nel menu dei filtri dinamici (fig. 43), con cui in questo caso è possibile impostare una o più frequenze, generalmente limitate a 4 – 5 bande, e definire i parametri dinamici di intervento (Threshold, Gain, Ratio), vedere il livello di ingresso ed uscita dal processo, gestire indipendentemente o in link Left e Right. E’ possibile vedere graficamente l’aspetto della curva dinamica impostata.

Fig. 43

Nella pagina 2 di questo equalizzatore (fig. 44), c’è la possibilità di impostare altri parametri dinamici (attack, release, ed avere sempre il riferimento della Threshold).

Fig. 44

Nella pagine 3 (fig. 45), c’è la possibilità di selezionare e visualizzare lo stato di intervento dinamico per ogni frequenza attivata, fino ad un massimo di 4 bande in cui è possibile anche in questo caso gestire l’ampiezza di banda.

Fig. 45

Cliccando FBD si entra nel menu Feedback Destroyer (fig. 46), e questa prima pagina mostra graficamente lo stato di impostazione dei filtri che è possibile selezionare e visualizzarne i dati di Freq., Gain e Bandwith.

Fig. 46

n.b. Come già visto anche in altri argomenti l’anti-feedback è molto utile per ridurre le risonanze derivate dagli inneschi dei microfoni su di un impianto audio in riproduzione (Larsen), vedi Microfoni e Noise Reduction.

Nel secondo menu (fig. 47), è possibile programmare il processo, su di un massimo di 10 preset è possibile selezionare la frequenza desiderata, il livello di attenuazione ed in questo caso anche opposto e cioè di amplificazione (quindi può fungere anche da vero e proprio equalizzatore dinamico con limitate funzioni). E’ possibile definire l’ampiezza di banda e la modalità di intervento.

Fig. 47

Diversi sono i casi di lavoro di un processore Anti-Feedback come visto leggendo gli articoli che fanno riferimento ai link sopra inseriti, in questo caso ed è il caso più comune, l’FBD suddivide lo spettro audio in bande da 1/60 di ottava e ne rileva il livello, successivamente lo confronta con il livello ottenuto con il rapporto del livello di segnale complessivo e la differenza tra questi due livelli determina se il filtro interviene o meno.

n.b. L’attivazione vale anche per frequenze prossime a quella in cui viene effettivamente rilevato il feedback, questo per compensare tolleranze di errore interne.

Se il filtro è impostato in modo Parametrico l’intervento è solo in caso che in quella determinata banda di frequenze ci sia l’innesco. Se in AUTO o Single, appena viene rilevato un feedback il processore ricerca automaticamente la frequenza ed applica ad essa l’eventuale riduzione o boost, (la frequenza che si vede alla destra di AUTO o Single è quella trovata in modo automatico. La modalità AUTO imposta frequenza banda e guadagno in modo automatico, la modalità Single Shot è uguale alla AUTO solo che in questo caso la frequenza da processare viene fissata e viene regolata solo in automatico la larghezza di banda ed il guadagno.

Nella pagina 3 del processamento Anti-Feedback (fig. 48), attraverso il controllo Sens (da – 3 dB a – 9 dB), è possibile determinare il punto di intervento per l’attivazione del processamento, ad esempio impostando – 9 dB, la differenza tra il segnale rilevato come Feedback ed il livello di segnale complessivo dovrà essere superiore a – 9 dB per azionare il processo.

Con la Threshold è possibile determinare la soglia di riconoscimento del Feedback, ad esempio se – 40 dB, tutto il livello di segnale sotto non verrà preso in analisi.

Con Max Depth (da – 18 dB a – 60 dB) è possibile regolare l’attenuazione massima del filtro. Questo è utile soprattutto perchè l’attenuazione di una banda di frequenza può non essere sempre precisa al Feedback e se tarata male può influire sulla tonalità “pulita” del segnale audio, cosi facendo è possibile in questo caso ridurre l’interferenza del processamento sul segnale audio pulito.

Fig. 48

E’ possibile anche attivare la modalità Learn Mode, in questo caso vengono generati dei brevi impulsi e l’amplificazione generale viene aumentata gradualmente per provocare Feedback (consigliato quindi di tenere sotto controllo del livello di uscita master dall’impianto audio per evitare volumi eccessivamente alti che possano danneggiare orecchie ed attrezzatura). Quando viene riconosciuto il Feedback questo viene inserito nel processamento e soppresso. Funzione molto utile per la taratura del filtro sull’impianto audio prima ad esempio di un evento live.

n.b. In questo equalizzatore è anche possibile per i filtri grafici impostare un tipo di filtro digitale o simulato analogico, cosi da ottenere un suono qualitativamente variabile secondo le esigenze.

Altri parametri vanno fuori dal fuoco di trattazione di questa serie di articoli sugli Equalizzatori e rimando ad altri articoli o manuale utente di questi processori.

Alcuni equalizzatori digitali oltre ad un equalizzatore grafico o in sostituzione ad esso, presentano anche un equalizzatore paragrafico o un floating band eq come si trova in quasi tutti i plugin software (fig. 49).

Fig. 49

L’equalizzatore digitale di figura 49, permette anche il processamento M/S (fig. 50), ma non solo permette di decidere se tradurre un segnale stereo in M/S prima del processamento, oppure processare in L-R e poi uscire in M/S, oppure entrare in L-R processare in M/S ed uscire in L-R, e molto altro.

Fig. 50

Permette di lavora con campanature a più ampio range da molto larghe 0.2 a molto strette 65, come già spiegato nei precedenti articoli, digitalmente si riescono ad ottenere delle forme d’onda e processamenti molto più fini e precisi senza distorcere il segnale audio come invece avviene in una circuiteria fisica analogica.

Fig. 51

Attraverso gli Snapshot (Fig. 51-4), è possibile salvare e richiamare preset oltre che effettuare una comparazione A-B, ed in questo caso anche copiare un profilo di equalizzazione ed incollarlo ad esempio sul canale secondario in caso di processamento dual mono o stereo ma si vuole avere la stessa equalizzazione su entrambi i canali senza però avere un link attivo per poterli gestire in modo separato quando necessario.

Attraverso i pulsati logici Key (Fig. 51-2, 52) è possibile controllare i parametri interni del processore che come si vede anche da figura … sono divisi in 4 fasce. Ogni parametro di ogni fascia è gestibile e selezionabile dal proprio Key di riferimento. In pratica attraverso il Knob rotativo Data/Gain è possibile girare nei menu interni e una volta posizionati sul parametro di interesse cliccando il relativo Key si aziona la funzione adibita.

Fig. 52

Attraverso la sezione adiacente al Key A è possibile cambiare la frequenza di campionamento (ricordo che se il segnale è collegato digitalmente al processore, perchè il tutto funzioni è necessario utilizzare la stessa frequenza di campionamento In/Out). E’ possibile attivare la Pre-Enphasis (E), in questo caso viene eseguita un equalizzazione di enfasi che può essere di vario tipo in base all’equalizzatore utilizzato, generalmente RIAA oppure un boost Shelving in alta frequenza prima del processamento, per poi necessario una de-enfasi in uscita post processamento o tramite processore esterno in grado di effettuare una de-enfasi, questo è molto utile per ridurre rumori di fondo, lavorare ad esempio su vecchie tracce registrate su nastro analogico, bobine oper-reel e tutte quelle registrazioni che presentano un rumore di fondo da eliminare, è una tecnica semplice ma efficace che deriva dal mondo del Noise Reduction (rimando all’argomento Noise Reduction per maggiori dettagli). Attraverso P – P è possibile decidere se avere un ingresso e/o uscita di livello professionale o consumer, ne varierà quindi l’impedenza e tensione operativa come visto in articolo Decibel e Meter.

Attraverso la sezione adiacente al Key B è possibile gestire le funzioni del Peak Hold, quindi livelli e stile di visualizzazione dei picchi, in questo caso è possibile determinare un livello superato il quale il picco viene mantenuto in vista. A livello digitale (è comunque presente in alcuni se pur pochi processori di segnale analogici), grazie alla memoria interna che possiedono questi processori, è possibile fissare i picchi di segnale (per un determinato tempo fisso o scelto dall’utente), per avere cosi una più chiara informazione sui livelli massimi raggiunti dalle varie frequenze, questo per prevenire sviste o semplicemente mentre si lavora non si sta sempre a guardare il livello dello spettro audio sul processore, soprattutto se questo è posto a distanza e quindi è facile perdere l’informazione di quali frequenze hanno portato eventualmente un livello di distorsione, o sono spesso in risonanza, ecc… Questo processore ha anche la funzione di Over-Hold con cui è possibile definire quanti campioni sopra al livello di segnale di Peak Hold impostato ci devono essere per dare l’informazione di picco, quindi consente una maggiore precisione di controllo di questo parametro. Anche qui rimando all’articolo Decibel e Meter per maggiori dettagli.

Vicino al Key C è invece possibile gestire tutti i parametri per un controllo remoto e selezionare la tipologia di connessione, in questo caso via MIDI, o RS 232, o RS 422, le connessioni RS permettono anche di collegare in serie più processori, fino ad un massimo consentito, in modo tale da poterli gestire contemporaneamente da unico software.

Vicino al Key D c’è il Dither (che vedremo meglio quando parleremo di audio digitale), attraverso il quale è possibile definire il livello di quantizzazione del segnale audio digitale tra 16 – 20 Bit, il processore applicherà in modo automatico il corretto rumore di Dither per migliorare la dinamica complessiva del segnale audio in conversione A/D ma anche D/D. Se si lavora a 24 bit in questo caso non si necessita di Dither e quindi è disabilitato. Questo risulterà appunto utile quando si connette digitalmente un’apparecchiatura che preleva il segnale audio digitale con quantizzazioni inferiori a 24 Bit, oppure se si fa lavorare il processore a quantizzazioni inferiori a 24 Bit nella fase di conversione A/D.

Questo equalizzatore digitale dispone di 7 bande controllabili indipendentemente (fig. 51-1), per ogni banda è possibile gestire il Boost e Cut tramite Knob Boost, selezionare il tipo di filtro desiderato (quindi far lavorare la banda come filtro passa-alto o passa-basso, come Hi o Low Shelving, o ancora come filtro parametrico con Q variabile), ed è possibile selezionare la frequenza desiderata in base al filtro impostato.

Attraverso la sezione Controls, è possibile con il Safe disabilitare il pannello integrato nel processore ed abilitare il controllo remoto (non è possibile eseguirli insieme). Attraverso il Ganged è possibile accoppiare (linkare) due bande insieme per un controllo parallelo, ed attraverso Ch.1 e Ch.2 è possibile spostarsi tra un canale e l’altro dei segnali accoppiati cosi da poter gestire le impostazioni comuni sia da un canale che dall’altro.

n.b. Non tutti gli equalizzatori digitali possiedono tutte le funzionalità descritte nel manuale, anzi spesso è indicato che per ottenere tutte le funzionalità è necessario acquistare pacchetti software aggiuntivi, oppure un modello superiore, ecc… con quindi variazione dei costi.

L’equalizzatore digitale in figura 53 in cui attraverso i pulsanti logici lato sinistro è possibile scegliere la configurazione di equalizzazione (grafico, parametrico, dinamico, filtri), anche in questo caso possono esserne usata più di una in simultanea. E’ possibile Bypassare l’equalizzatore sia singolarmente per la sezione in cui ci si trova che totale, ed effettuare una comparazione A/B, selezionare il canale Left (A) o il Right (B) per poterli gestire indipendentemente o se in link in simultanea.

Fig. 53

Dal display LCD centrale è possibile vedere graficamente le curve di equalizzazione, oltre che vedere le impostazioni di equalizzazione a livello numerico, cosi da avere entrambi i riferimenti e poter agire in modo preciso.

Il display sotto al pannello LCD (fig. 54) è touchscreen, e per questo è possibile scorrendo le dita sul display aumentare e calare i valori di Boost e Cut delle frequenze a loro volta selezionabili, cambiare filtri e tante altre operazioni.

Si presenta come due strip touch utilizzabili contemporaneamente per far scorrere diversi valori in contemporanea. Questi valori sono automaticamente associati ad una strip piuttosto che l’altra. E’ possibile selezionare e lavorare sui filtri e altre informazioni di equalizzazione e settaggio. In generale la strip sopra è utilizzata per il Boost (da 0 dB a + 12 dB) e valori positivi, la strip di sotto per il Cut (da 0 dB a – 40 dB) e valori negativi, cosi da permettere anche la creazione di forme d’onda miste tra i valori di boost e cut come il low e high end tricks. Quella di sotto ha un range di sensibilità più ampio rispetto a quella di sopra, per questo è possibile ottenere valori di riduzione più importanti ed immediati rispetto a quella sopra (è stata studiata in caso che si necessiti di attenuazioni rapide, improvvise ed immediate, ad esempio per un eccessivo guadagno non gestito bene utilizzando la strip sopra). Tenendo premute entrambe le Strip è possibile creare dei Fader Group, quindi linkare più fader dell’equalizzatore grafico e muoverli cosi in simultanea, sia che si trovino a zero dB sia che abbiamo già una determinata posizione, si muoveranno sempre in boost e cut mantenendo il rapporto originale.

Fig. 54

Se ci si trova nell’equalizzatore dinamico non c’è differenza tra la parte sopra e quella sotto, attraverso la Strip è possibile selezionare la frequenza centrale o di giro e muovendo sia sopra che sotto è possibile regolare i vari parametri dinamici. La stessa cosa se ci si trova nella sezione filtri in cui è possibile variare tra le frequenze e definire boost e cut indipendentemente dalla Strip utilizzata.

n.b. In questo processore l’equalizzatore dinamico lavora con il principio di lavorare direttamente sulle frequenze impostate a livello Parametrico, quindi con l’aggiunta di Low Threshold/Low Level e High Threshold/High Level al posto di Boost e Cut.

Attraverso la PC Port (fig. 55), è possibile tramite apposito cavo di connessione, collegare in remoto un PC per gli aggiornamenti firmware, salvataggio di preset su dispositivi hard disk esterni ed un completo controllo remoto dell’equalizzatore.

Fig. 55

Nel settore di destra ci sono diversi pulsanti logici (fig. 56), tra cui la possibilità di salvare e richiamare preset, utilizzare i 4 Soft Key per le funzioni di selezione e secondarie come l’attivazione di parametri o di differenti impostazioni. Non chè la presenza di 3 Knob rotativi per navigare all’interno dei menu ed eventualmente selezionare operazioni, oltre che variare in contemporanea al display touchscreen i valori dei vari parametri di boost, cut, frequenza, Q, ecc….

Fig. 56

Sempre nella sezione di destra c’è la presenza di un secondo e più piccolo monitor LCD (fig. 57), in questo caso mostra unicamente i valori grafici di impostazione dell’equalizzatore e delle altre funzioni integrate.

Fig. 57

Guardando il Disply grafico LCD (fig. 58), si vede la forma della curva risultante dalle impostazioni di filtraggio ed equalizzazione date, oltre che valori di riferimento testuali che indicano le operazioni attive e disattive del relativo menu di equalizzazione. Nella parte di destra del grafico c’è una sezione con la quale è possibile interagire attraverso i Soft Key con le varie impostazioni dell’equalizzatore ed altre funzionalità.

Fig. 58

In questo tipo di equalizzatore è inoltre possibile impostare un tempo di ritardo Delay (fig. 59), ad esempio in caso che venga utilizzato anche come processore di ritardo per linee Delay Tower negli impianti audio P.A., che vedremo meglio in altre argomentazioni.

Fig. 59

Attraverso Gain è possibile gestire il livello del segnale di ingresso, quindi in questo caso come già visto più volte è un equalizzatore adatto ad essere posizionato per ricevere il segnale Bus Out a livello di linea prima dell’invio del segnale processato agli amplificatori di potenza o circuiterie di crossover.

Questo equalizzatore ha la funzione di Auto-Gain (fig. 60) che quando abilitata gestisce in modo automatico i livelli di guadagno dei fader GEQ tale da mantenere sempre costante il livello di segnale globale, in pratica cerca di evitare valori di distorsione.

Fig. 60

E’ in ogni caso possibile regolare manualmente il guadagno di ogni filtro ed il processore in automatico porterà i livelli delle frequenze che vanno in distorsione al loro valore ottimale.

La funzione Auto-Eq è anche in questo caso possibile ma questo equalizzatore non ha internamente un analizzatore di spettro e quindi è necessario e funziona solo con un processore di analisi di spettro interfacciato con l’equalizzatore (attraverso una delle porte dati dedicate, vedi la seconda parte di questa serie di articoli dove si parla delle connessioni), in questo caso un processore dedicato (fig. 61).

Fig. 61

In questo caso l’equalizzatore lavorerà esclusivamente con Q a 7,8 e filtri simmetrico in quanto che è la risoluzione dell’analizzatore di spettro con cui è interfacciato.

Per quanto riguarda l’equalizzazione parametrica (fig. 62), in questo processore viene dedicata una sezione a parte con proprio monitoraggio dal display, mentre come vedremo i filtri cut e Shelving ne avranno una loro, a questa vista è possibile associare 3 tipologie di viste al fine di garantire impostazioni chiare per qualsiasi applicazione. La modalità Curve mostra tutte le curve di equalizzazione attive e risposta complessiva, la modalità Active mostra solo la curva del filtro con cui si sta lavorando, la modalità Individual mostra tutti i filtri attivi ma come singole curve invece di una risposta complessiva, cosi da vedere come stanno lavorando i vari filtri in modo indipendente.

Fig. 62

Lo stesso discorso vale per l’equalizzatore dinamico, solo che in questo caso è possibile visualizzare con Both tutte le curve attive e la complessiva risposta, e con Active la sola curva di risposta del filtro con cui si sta lavorando.

Attraverso Add (figl. 63) è possibile aggiungere ulteriori PEQ (equalizzatori parametrici), fino ad un massimo 12, con cui è possibile preparare quindi 12 tipologie di equalizzazione da richiamare e paragonare in qualunque momento, in certi casi anche con procedure automatiche.

Fig. 63

I valori identificativi della pendenza di taglio di filtri grafici o parametrici, sono generalmente posti vicino al grafico dell’equalizzatore o comunque insieme ad altri valori alfanumerici di settaggio o ancora all’interno di menu dedicati (fig. 64).

Fig. 64

Altro su Equalizzatori

Equalizzatori – I (Storia degli Equalizzatori, Outboard e Inboard, Categorie di Equalizzatori, Filtri Simmetrici, Filtri Asimmetrici, Filtri Cut Out Passivi).

Equalizzatori – II (Filtri Cut Out Risonanti, Resistenze Variabili, Equalizzatori Analogici Attivi, Filtri Cut Out Attivi, Brickwall Filter, State Variable Filter, Sallen-Key Filter, Filtri a Guadagno Unitario e Variabile, Equalizzatore Shelving, Baxandall Filter, Resonant Shelving).

Equalizzatori – III (La Fase nei Filtri Shelving, Comparazione FIltri Shelving, T-Filter, Low – High End Tricks, Equalizzatori Parametrici, Peak Filter, Q, Bandwidth).

Equalizzatori – IV (Filtri Semi-Parametrici, Filtri Fully Parametrici, Circuiti Parametrici, Constant Q, Proportional Q, Simmetrical Q, Comparazione Filtri Parametrici).

Equalizzatori – V (Equalizzatori Grafici, Equalizzatori M/S, Equalizzatori Digitali, Equalizzatori Paragrafici, Equalizzatori Programmabili, Serial vs Parallel Eq., DSP vs FPGA).

Equalizzatori – VI (Filtri FIR, Filtri IIR, Equalizzatore a Fase Lineare).

Equalizzatori – VII (Digital All Pass Filter, Full e Global Minimum, Analog Plugin, Zero-Latency, Hybrid Digital Filter, Coseno Rialzato, Mesa FIlter, Equalizzatore Matematico, Playback Equalizzatori, Equalizzatori Software Plugin, Equalizzatori Dinamici).

Equalizzatori – VIII (Struttura di un Equalizzatore, Livello di Tensione Operativo, Mono – Stereo – Multicanale, Link, Unità Rack).

Equalizzatori – IX (Connessioni, Alimentazione, Materiali, On/Off, Bypass).

Equalizzatori – X (Overload, Meter, Potenziometro e Variatore di Frequenza Parte I).

Equalizzatori – XI (Potenziometro e Variatore di Frequenza parte II).

Equalizzatori – XIII (Setup di Equalizzazione Parte II).

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