Equalizzatori – XIV

Setup di Equalizzazione Parte III

Software

Equalizzatori Dinamici

In figura 1 un equalizzatore Plugin Dinamico.

Fig.

In contesto dinamico tutti i parametri di controllo diventano dinamici, e come si vede dal Plugin ci sono molte delle funzioni che ritroviamo anche nei processori dinamici, che vedremo in altre argomentazioni che in parte abbiamo già analizzato in questa prima serie di articoli.

In questo caso è possibile attivare 6 bande parametriche più 2 filtri (passa alto e passa basso), è possibile decidere se far lavorare tutto il Plugin o solo una determinata banda di frequenze su L – R, solo su L o solo su R o sul Mid o Side. Ogni filtro parametrico può essere cambiato tra Shelving e Parametrico. E’ possibile ascoltare in Solo il filtro desiderato, che come già visto molto utile per capire su quale banda effettivamente sta lavorando e come lavora. E’ possibile visualizzare il grafico RTA o a Bande per terzi di ottava dello spettro del segnale Pre o Post equalizzatore, ed in cui è possibile visualizzare solo i picchi di segnale od un livello medio RMS, oltre che decidere la risoluzione e velocità di analisi.

Che il filtro stia lavorando su di un canale o sull’altro, questo è possibile visualizzarlo come notifica sul pallino colorato e numerato indicativo del filtro, cosi da sapere in modo immediato in che canale sta lavorando, (fig. 2).

Fig. 2

Analizzando la Side Chain del processore (fig. 3), frequenza, Q e Gain hanno le stesse funzionalità di un normale equalizzatore, mentre Threshold, Range, Attack e Release sono funzioni proprie di un processore dinamico. In questo caso non è presente la Ratio (ritrovabile nei classici processori dinamici come i Compressori), questo perchè il livello di compressione o espansione del segnale audio è gestito dal Gain e dal Range. (vedremo meglio la Ratio quando parleremo di processori dinamici).

Fig. 3

Quando parleremo di tecniche di equalizzazione vedremo come lavorare al meglio con questo tipo di processore, per comprensione c’è da dire che una volta impostata la curva di equalizzazione desiderata per il controllo tonale dello strumento, come in utilizzo di un qualsiasi equalizzatore, si vanno a definire i parametri dinamici che faranno cambiare la tonalità dinamicamente secondo le teorie viste nel corso della trattazione di questi articoli. Attraverso la Threshold è possibile settare un livello di soglia superato il quale (se il livello energetico contenuto all’interno del filtro attivo supera la soglia), si attiva la funzione dinamica di equalizzazione. Il suo livello è mostrato attorno al Knob Threshold. Attraverso Range si va a definire quanta espansione o compressione si desidera dare al segnale audio che supera la soglia. Attack definisce il tempo di intervento del processore una volta che il segnale supera la soglia, mentre Release il tempo di rilascio del processamento una volta che il segnale torna sotto la soglia (tutte cose che ripeto vedremo in argomento processori dinamici).

Il tempo di Release è impostabile anche in Automatico cliccando su ARC nel Global Release Control (fig. 4), e l’algoritmo di cui dispone analizza le caratteristiche del segnale audio e ne imposta il tempo più corretto, in alcuni è possibile impostare anche il tempo di Attack in automatico. In pratica se rileva un rilascio veloce nell’intensità dinamica del segnale audio si imposterà su tempi brevi, mentre se lento su tempi lenti, quindi segue la dinamica del segnale audio, ma è possibile anche non renderlo automatico ed impostare un tempo a piacimento ottenendo cosi diverse forme di equalizzazione dinamica. Dipendendo dal livello di intensità del segnale generalmente più il guadagno dato è alto e più il tempo di rilascio è lungo, al contrario più è basso e più il tempo di rilascio è breve. Questo per evitare nella modalità automatica di creare sobbalzi ed oscillazioni del tono, causati da rapidi cambi di stato tra un segnale amplificato o attenuato ed uno non processato.

Fig. 4

In realtà questo processo è in questo caso semi-automatico, in quanto che aumentando ad esempio manualmente il rilascio anche in modalità automativa, questo viene aumentano leggermente (in generale sempre più breve del tempo manualmente impostato), questa procedura è definita dall’algoritmo interno che considera appunto un mix tra le proprietà automatiche e quelle manuali.

Attraverso le frecce che si vedono vicino all’impostazione del rilascio automatico, è possibile linkare e muovere su valori superiore ed inferiori contemporaneamente, vari parametri di controllo, quindi muoverli in contemporanea, mantenendo sempre lo stesso rapporto. Il controller linkato è sempre quello verticale alla sua posizione (fig. 5), quindi con le frecce di sinistra è possibile abbassare ed alzare il Gain, quelle subito alla sua destra il Range e cosi via. E’ una modalità di controllo differente rispetto a quella di agire sui Knob rotativi o direttamente sui pallini del grafico. E’ utile per effettuare variazioni precise, a step, mentre nelle altre condizioni c’è sempre da muovere il mouse in alto o in basso, a destra o sinistra per arrivare ai valori desiderati e questo spesso è poco preciso e non consente di fare modifiche rapide e precise (utile ad esempio in ambiente Live dove lavorando con il mouse è possibile che accidentalmente si porti il valori di guadagno attenuazione a livelli troppo elevati, oppure si devi la frequenza centrale di un filtro Parametrico accidentalmente, mentre attraverso le frecce si è sempre precisi e si evitano errori grossolani).

Fig. 5

Attraverso SC Source è possibile scegliere se modificare la tonalità dinamica del segnale in cui il Plugin è stato inserito, oppure modificarne la sua dinamica prendendo come riferimento un segnale esterno. In modalità SC Int. il processore lavora con il segnale interno, mentre in modalità SC Ext. lavora con il segnale audio che decidiamo di mettere all’ingresso Side Chain. Ad esempio nel caso mettiamo la Chitarra in Side Chain sull’equalizzatore dinamico inserito nel canale della Voce, impostiamo quindi Sc Source in Ext. ed impostando ad esempio le medio alte in Cut, appositamente tarate con i vari parametri a disposizione, quando l’eccessiva presenza in medio-alta della Chitarra supera la soglia, l’equalizzatore aumenterà anche la presenza della Voce in quella banda di frequenze filtrata, cosi da evitare il mascheramento della Voce stessa (anche se come vedremo in altre argomentazioni è sempre meglio lavorare in Cut più che in Boost). Oppure al contrario può essere utilizzato per minimizzare i rientri, ad esempio mettendo l’equalizzatore sulla linea della Voce ed in Side Chain il Rullante della Batteria, se il Rullante rientra molto sul microfono della Voce, avendo accuratamente impostato per tagliare le frequenze fastidiose date dal rientro, quando supera la soglia e quindi si presuppone anche un elevato livello di rientro non più tollerabile, queste frequenze verranno attenuate sul microfono della voce, mantenendole cosi basse, fare poi attenzione al tono della voce che non venga troppo modificato, si parla sempre una mediazione.

Attraverso Side Chain Mode è possibile decidere il range di frequenze della sorgente in Side Chain che influenzerà il processamento della banda selezionata. Con Wide tutto lo spettro audio influenzerà il processamento, quindi anche se seleziono ed attivo un determinato filtro, quando il segnale audio pre-equalizzatore supera la soglia nel suo complesso, attiverà il processamento tonale dinamico, mentre in Split si attiverà solo quando il segnale di quella porzione di banda supera la soglia (un po come avviene anche nei processori dinamici che vedremo in altre argomentazioni).

La modalità Split è utile per avere un equalizzazione precisa sulla banda di interesse, la modalità Wide invece è più utile per evitare possibili mascheramenti a livello percettivo, ad esempio un eccessiva presenza di bassi può rendere le alte frequenze meno comprensibili, e quindi impostando opportunamente l’equalizzatore sulle alte frequenze in Boost con tutti i parametri di controllo appositamente tarati, quando il segnale in ingresso con molta presenza in bassa frequenza supera la soglia, l’equalizzatore in automatico alza il contributo energetico delle alte frequenze cosi da mantenerle chiare e percepibili. Oppure nel caso di ingresso SC Ext. con ad esempio la Chitarra in Side Chain sull’equalizzatore dinamico inserito nel canale della Voce, il cui microfono prende rientri sul suono in uscita dall’amplificatore da Chitarra, impostando ad esempio le medio alte ad un determinato range in attenuazione, e mettendo la modalità Wide, quando c’è un assolo di chitarra che generalmente è ad un più elevato livello energetico, questo attiva l’attenuatore sulle medio alte della Voce abbassando quindi i possibili rientri sul microfono garantendo la massima intelligibilità e chiarezza all’assolo.

n.b. Quando attivo il Solo, questo dipende dalle impostazioni del SC Source ed SC Mode, quindi si ascolterà il suono del segnale audio in cui il Plugin è stato caricato se SC Int oppure il suono del segnale esterno inserito in Side Chain se SC Ext., ed entrambi saranno più o meno filtrati secondo le impostazioni del SC Mode.

Attraverso il Mix (fig. 6) è possibile effettuare un processo parallelo, definire quindi il bilanciamento del segnale di uscita tra quello processato e non processato, ottenendo un processamento più morbido se a bassi valori percentuali o più duro se al 100 %.

Fig. 6

Allego un video per maggiore comprensione:

Alcuni equalizzatori Plugin come quello appena analizzato sono esclusivamente equalizzatori dinamici, mentre altri possono lavorare sia come equalizzatori dinamici che come normali equalizzatori (fig. 7), per questo c’è sempre da considerare che un equalizzatore dedicato esclusivamente alla funzione dinamica sfrutta tutto il suo potenziale a quella funzione, mentre se può avere diverse funzioni, il suo potenziale è diviso in tutte le funzioni di cui dispone, questo dipende però anche dal potenziale generale del Plugin stesso, quindi può essere tutto il contrario di tutto.

Fig. 7

Nell’esempio di figura (sopra), attorno al Knob del Gain è possibile vedere in tempo reale l’andamento del segnale audio dinamicamente processato, in cui la parte gialla indica il Range di processamento e la parte Rossa è l’andamento energetico del segnale audio nel tempo.

Attraverso Invert Gain (fig. 8) è possibile invertire in modo immediato il processamento, quindi se era in Boost portarlo in copia speculare in Cut cosi ad esempio da avere una chiara idea della modifiche tra un modo e l’altro di processare.

Fig. 8

Sempre in considerazione del Plugin di figura 9 anche i filtri Parametrici sono regolabili non solo dal Q, ma è anche possibile decidere la pendenza di taglio, ed interazione tra Q e pendenza, per ottenere differenti tipologie di curve, fino anche a molto aggressive come si vede in figura 9.

Fig. 9

Oltre che poter lavorare dinamicamente su di un qualsiasi filtro impostato, compresi i Tilt e Cut Out (fig. 10).

Fig. 10

n.b. Un equalizzatore Dinamico può lavorare anche da normale equalizzatore se i parametri dinamici impostati non permettono al livello di segnale di superare la soglia e quindi di intervenire dinamicamente.

Equalizzatori Spaziali

In figura 11 un equalizzatore Plugin Spaziale, e come visto nella prima serie di questi articoli permette di lavorare sull’equalizzazione in una percezione 3D. E’ presente in alcuni software per la creazione e gestione dell’audio in 3D, ed in questo caso come altri visti non si va a sostituire alla normale equalizzazione, ma è solo una rifinitura per migliorare la tonalità in una percezione spaziale. Può lavorare sulla singola sorgente virtuale o su un Master o Group di sorgenti.

Fig. 11

Come vedremo meglio quando parleremo di audio immersivo e 3D, nel caso di un ascolto Binaurale il processo di spazializzazione è dato dalla convoluzione del segnale audio in ingresso con una risposta all’impulso di riferimento, mentre per un ascolto multicanale questo dipenderà dal tipo di codifica surround utilizzata, per una codifica ad Oggetti Sonori si va a posizionare la sorgente nello spazio desiderato, e l’algoritmo proprietario del tipo di surround selezionato farà il suo lavoro distribuendo correttamente il segnale audio in diffusione dai diffusori appositamente tarati e disposti nello spazio in modo che venga percepito esattamente in quella posizione, nel caso invece di un ascolto multicanale standard 5.1, 7.1 ecc.., si porterà semplicemente l’audio in riproduzione nella determinata sorgente desiderata o in più sorgenti con rapporto percentuale.

Entrambi i metodi Spectral e Omni, utilizzano filtri passa-banda divisi in Bassi, Medi ed Alti, ed in cui è possibile variare il guadagno tramite i potenziometri software, ed il range di frequenze desiderato per ogni filtro tramite i selettori arancione e giallo posti sul grafico stesso.

In equalizzazione Spectral Omni l’algoritmo interno processa il segnale come un normale equalizzatore, mentre l’equalizzazione Spectral Axis lavora solo sull’asse della sorgente virtuale in cui si trova.

Per fare un esempio, se posiziono una sorgente virtuale in alto a destra, attraverso lo Spectral Axis riesco ad equalizzare solo il contenuto della sorgente in quel preciso punto, mentre con Spectra Omni l’equalizzazione della sorgente è su tutto lo spazio a 360°. Lo Spectral Axis consente di mantenere la corretta posizione spaziale della sorgente, mentre Spectral Omni è più da funzione correttiva generica, e tende a deviare la percezione di posizione della sorgente virtuale soprattutto per equalizzazione aggressive, in quanto che come vedremo meglio quando parleremo di tecniche di microfonaggio, equalizzare uno strumento a livello tonale può significare anche modellare la sua percezione nello spazio. Argomento visto anche in Psicoacustica.

Equalizzatori per Taratura Impianto Audio

In figura 12 un equalizzatore Plugin grafico non emulatore ma con caratteristiche grafiche del tutto simili a quelle analogiche (fig. ).

Fig. 12

In questo equalizzatore grafico Plugin, i vari filtri sono controllabili attraverso dei Fader che richiamano lo stile grafico di quelli analogici ed in questo caso sono filtri Proporzionali.

Questo equalizzatore è studiato per effettuare la taratura della risposta in frequenza di un impianto audio e quindi dispone di strumenti di analisi e taratura per impianti audio (fig. 13).

Fig. 13

Utilizzando le opzioni presenti nella barra delle impostazioni sopra al grafico dell’equalizzatore in cui è sempre mostrata la curva risultante dall’interazione dei vari filtri attivi (colore blu), è possibile cliccando su RTA 1 selezionare una sorgente in cui è presente un segnale di riferimento per la taratura, che può essere la traccia audio in riproduzione della DAW in cui è caricato il Plugin, o l’ingresso di un interfaccia audio esterna o segnale audio proveniente ad esempio da un mixer audio il cui segnale è preso o da un interfaccia audio integrata o esterna collegata al computer su cui c’è la DAW con questo Plugin. Lo stesso segnale deve essere anche inviato in riproduzione all’impianto audio da tarare post Plugin equalizzatore, cosi che si possano effettuare le varie correzioni e vederne da subito il risultato a livello di spettro grafico sempre in questo caso dallo stesso Plugin.

Una volta selezionato il canale di ingresso adeguato in RTA 1 (che generalmente deve essere necessariamente il canale 1 di un interfaccia audio stereo, ma anche multicanale, indicato con L per il software, in considerazione di un interfaccia audio stereo), è necessario selezionare anche il canale per RTA 2, in cui invece dovrà arrivare il segnale audio rilevato da un microfono di misura, per avere lo spettro in frequenza della risposta dell’impianto audio che sta riproducendo il segnale di riferimento (ed in questo caso generalmente deve essere sempre il canale 2, indicato con R per il software, in considerazione di un interfaccia audio stereo ma anche multicanale a cui dovrà essere collegato il microfono di misura).

Cosi facendo nel grafico della risposta in frequenza si vedrà da subito l’andamento spettrale sia del segnale di test di riferimento (colore giallo), che lo spettro della risposta dell’impianto audio rilevata dal microfono di misura collegato al RTA 2 (colore ciano).

Cliccando su Calibration si abilita il processo di calibrazione, ed è possibile selezionare tra due modalità Fast o Slow, quindi se il segnale prelevato per la calibrazione deve essere campionato con brevi intervalli di tempo oppure maggiormente più mediato.

E’ anche possibile calcolare ed inserire un Delay per compensare il ritardo tra il segnale di riferimento e quello rilevato dal microfono, che se non perfettamente in fase può causare problemi nella taratura della corretta risposta in frequenza.

E’ inoltre possibile dare più o meno guadagno alle curve RTA cosi da potersele aggiustare a piacimento in modo che siano ben chiare e visibili all’interno del monitor grafico, questo in ogni caso non influisce sul livello di segnale in ingresso od uscita, è solo a livello grafico.

Cliccando su Difference viene generata una curva (che sarà di colore rosso) e rappresenta l’esatta differenza di equalizzazione tra i due RTA, e grazie a questa curva è possibile regolando il livello dei vari filtri (che agiscono sul segnale audio in riproduzione dall’impianto audio, lasciando inalterato quello di riferimento), cercare di linearizzarla il più possibile per ottenere dall’impianto audio una risposta tonale il più possibile trasparente.

n.b. Vedremo meglio la taratura degli impianti audio, software, metodi di analisi e taratura quando parleremo di Taratura Impianti Audio.

Di default si è in modalità DRAG (fig. 14), ed è possibile poi selezionare un qualsiasi filtro tramite fader e muoverlo su e giu’ secondo il Boost o Cut desiderato.

Fig. 14

In alternativa alla modalità DRAG c’è la modalità DRAW (che appare nello stesso pulsante del DRAG quando selezionato), con cui è possibile “scrivere la curva di equalizzazione”, selezionare un Fader da cui partire e muovendo su e giu’ e destra e sinistra con il mouse è possibile disegnare la curva di equalizzazione ed in automatico i fader si imposteranno di conseguenza.

Cliccando su Flat si riportano tutti i fader e quindi la curva di equalizzazione a 0 dB.

E’ anche possibile attraverso i menu in basso, attivare filtri Cut Out (Hi Cut e Low Cut, con pendenza di taglio fissa), ed inserire un filtro Parametrico aggiuntivo per rifinire l’equalizzazione grafica.

E’ possibile mettere in Link i canali cosi da utilizzare uno solo dei due equalizzatori per lavorare in copia su di un segnale stereo, o L o R in modo indipendente, muovendo il fader di uno si muove di conseguenza anche l’altro.

Attraverso lo Scale (fig. 15) è possibile modificare a piacimento il Range di Boost e Cut, quindi renderlo più preciso ma con scala corta, o meno preciso ma con scala più ampia, secondo le necessità.

Fig. 15

Tramite A/B anche in questo caso è possibile salvare e comparare 2 preset diversi, oltre che copiare un preset sull’altro, ad esempio per avere una partenza su cui poi andare ad agire per le modifiche, che magari possono essere di un solo filtro, cosi da non doverlo rifare tutto da capo.

Di questo equalizzatore Plugin esiste anche la versione con filtri Costanti (fig. 16).

Fig. 16

In figura 17 un altro Plugin equalizzatore con variazioni a Fase Lineare e Minimum Phase, costruito per la taratura degli impianti audio, ma in questo caso i controlli non emulano un processore analogico ed il processo di equalizzazione è automatico con variabili decise dall’utente, molto utile per effettuare tarature dell’impianto audio in modo preciso e veloce, soprattutto se non si ha molto tempo da dedicare a questo lavoro, ma si vuole ottenere il migliore risultato possibile.

Fig. 17

Senza entrare troppo nel dettaglio che vedremo meglio quando parleremo di taratura degli impianti audio, questo equalizzatore consente di integrarsi con software di analisi spettrale esterni (vedi Smaart Live) e di visualizzare al suo interno le curve di equalizzazione e spettri RTA presenti nel software esterno, oltre che poter controllare in remoto il generatore di rumore di test presente nel software audio esterno e fattore Delay per la giusta correlazione di fase tra il segnale di riferimento e quello rilevato (fig. 18), (fig. 19). In esempio di figura (17), si vede lo spettro in frequenza su bande per terzi d’ottava (bande verdi) e questa sarà la grafica presa dal software a cui è collegato in remoto il Plugin, ma che attraverso i pulsanti RTA Bars, Banding e Averaging (fig. 20), è possibile modificarne i parametri in modo indipendente per la vista Plugin, ad esempio cambiando su visualizzazione RTA o Spettrogramma, ecc.., avere una maggiore o minore risoluzione RTA, tutte cose che vedremo meglio in altre argomentazioni.

Fig. 18

Fig. 19

Fig. 20

Per quanto riguarda la procedura di equalizzazione automatica, come nel caso precedente, il Plugin dato lo spettro del segnale audio rilevato dal microfono per un suono di riferimento in riproduzione dall’impianto audio da calibrare e tarare, in relazione ad uno di riferimento diretto verso l’analizzatore, solo che in questo caso interfacciati ad un software dedicato esterno e per cui poi il Plugin fa solo da monitor e controller remoto, è in grado di catturare fino ad 8 curve di risposta (cliccando su Capture, fig. 21), da una curva Magnitude (quella di colore rosso), ed il preset di curva cosi catturato sarà presente nella tabella numerata evidenziata in figura 22, e se salvo sulla stessa in cui è già stata salvata una curva questa viene sovrascritta, sono curve rinominabili, cosi da poter avere un riferimento di che tipo di curva si tratta, ad esempio riferimento del segnale in postazione F.O.H., mentre un altra curva riferimento ad una postazione del pubblico prossima al palco, e cosi via.

Diverse curve cosi da avere una media dell’andamento dello spettro dell’impianto audio e/o per differenti punti di rilievo all’interno di un’area di ascolto.

Fig. 21

Fig. 22

La curva Magnitude (che vedremo meglio in altre argomentazioni), non è altro che una curva determinata dalla funzione di trasferimento, che rappresenta la differenza tra la curva del segnale audio di riferimento e quella rilevata dal microfono.

Selezionando uno di questi preset salvati attraverso la finestra a tendina Captures (fig. 23), è possibile visualizzare la curva della risposta in frequenza direttamente sul monitor grafico. Quindi decidere se visualizzare il preset 1, 2, 3, ecc.. in una visualizzazione singola o sommata di tutte le curve memorizzate. Attraverso Banding è possibile variarne la risoluzione, quindi più o meno precisa. Attraverso Clear è invece possibile rimuovere la curva catturata selezionata. Attraverso Merge è possibile selezionare più curve e crearne una mediata, cosi da avere una media della risposta in frequenza del nostro impianto audio sia nel tempo che nello spazio. Mentre attraverso Reference è possibile dare un Boost proporzionale in bassa frequenza, questo perchè se l’analisi è eseguita con risoluzione troppo bassa è molto probabile che le frequenze basse non siano correttamente bilanciate (come vedremo meglio quando parleremo di Software per analisi e taratura di impianti audio), (fig. 24).

Fig. 23

Fig. 24

Di curve di riferimento che vanno appunto a sommarsi alla curva di auto equalizzazione cosi creata ce ne sono diverse (fig. 25), e pure personalizzabili.

Fig. 25

Per creare una curva di auto-equalizzazione con filtri FIR, una volta selezionato un preset di curva salvato o mediato con Merge, è necessario cliccare su FIR (fig. 26), l’equalizzatore in automatico mostrerà la curva risultante, che non è altro è la trasposizione inversa della curva salvata, cosi che avendo un equalizzazione opposta sono certo di avere una risposta in frequenza il più possibile piatta, anche se come vedremo in altre argomentazione la risposta in frequenza varia anche di molto nel tempo e nello spazio, per cui è sempre da considerare come una mediazione.

n.b. La curva realizzata è si FIR ma con processo di equalizzazione matematico e non convolutivo, garantendo la creazione di una curva di equalizzazione più precisa ed articolata (come visto nei primi articoli di questo argomento).

Fig. 26

Attraverso le frecce rosse è possibile definire un limite di range amplitude (frecce rosse verticali) e di frequenza (frecce rosse orizzontali), al fine di costringere la curva di equalizzazione auto-creata a rimanere all’interno di quel range, per cui tutte le frequenze al di fuori di queste impostazioni non verranno considerate, questo può essere molto utile per limitare l’ampiezza del segnale audio che potrebbe portare a distorsioni, e limitare il range di frequenze a quello effettivamente utile per la correzione desiderata o range di riproduzione, da caratteristiche tecniche del diffusore audio da calibrare, cosi ad esempio da dividere la taratura per Sub Woofer e Satelliti in un impianto P.A. (fig. 27). Mentre con le frecce gialle è possibile scorrere su e giu la vista della curva di equalizzazione FIR (che appunto è gialla), per ottimizzare cosi la sua visibilità ed analisi.

Fig. 27

In realtà la curva viene comunque eseguita su tutta la banda di frequenze, per cui è possibile effettuare un editing non distruttivo e riprendere sempre più o meno banda ed ampiezza a piacimento, per rifinire l’equalizzazione o fare diversi test.

Anche per quanto riguarda il Banding, che definisce come detto la risoluzione della curva, questo non è distruttivo e quindi anche una volta creata la curva FIR questa può essere ricalcolata secondo la precisione data (1/3 oct, 1/6 oct……1/48 oct).

In merito ad un eventuale non precisa curva di equalizzazione FIR, ma anche in utilizzo ad esempio in ambiente Live che come anticipato la risposta di un impianto audio dipende da molteplici fattori tra i quali anche la presenza o meno del pubblico ed in base anche allo suo spostamento nell’area di ascolto, questo equalizzatore presenta anche la possibilità di inserire un filtro IIR (quindi più leggero e che pone meno latenza alla già alta del filtro FIR), con il quale anche se meno qualitativo è possibile effettuare piccole correzioni alla curva di equalizzazione FIR (fig. 28).

Fig. 28

E’ possibile inserire fino ad 8 filtri IIR e selezionare il tipo di filtro da utilizzare (fig. 29), secondo quelli disponibili (fig. 30), la curva risultante dall’interazione di questi filtri è quella bianca.

Fig. 29

Fig. 30

La curva Flat Top come il Mesa Filter sono i filtri più adatti per questa tipologia di equalizzatori quando sono necessarie ripide variazioni della curva di equalizzazione.

Il filtro All-Pass come detto nella prima parte di questa serie di articoli, fa passare tutte le frequenze senza alterarne la risposta in guadagno, ma ne varia invece la fase. Infatti modificando i suoi parametri (fig. 31), non si nota alcuna modifica sul grafico dell’equalizzatore, perchè questo mostra la differenza di ampiezza tra le varie frequenze, mentre si vedrebbero differenze se ci fosse un grafico di analisi della fase.

Fig. 31

Il Q in questo caso regola la pendenza di un filtro immaginario, ed in cui come già visto nei primi articoli ne sussegue una variazione di fase (in questo caso non segue una fase lineare). Molto utile per variare la fase della risposta in frequenza senza andare ad agire sui controlli potenziometrici.

Cliccando su Flat si riporta tutta la curva di equalizzazione IIR in Flat.

In questo processore è anche possibile oltre a regolare il guadagno per lo stadio di uscita, inserire un ritardo temporale Delay (fig. 32), utile ad esempio per ritardare Top e Sub in un impianto audio P.A. (come vedremo meglio quando parleremo di taratura degli impianti audio).

Fig. 32

Ogni Plugin può avere funzioni diverse o stesse funzioni raggiungibili con diverse procedure, per cui è bene leggere il manuale di riferimento prima dell’utilizzo.

Equalizzatori Skulptor

Quello in figura 33 è un tipo di equalizzatore detto Scultore o Skulptor, con cui è possibile tramite l’inserimento o la cattura in tempo reale di una curva di spettro, modellare e costringere lo spettro di un segnale audio da processare ad essere più simile possibile alla curva di riferimento, un po come visto anche come opzioni in Plugin precedentemente visti. Attraverso i parametri Tone, Speed e le due barre verticali, è possibile selezionare il range di frequenze da processare e definire quanto più precisa la forma d’onda del segnale processato deve essere simile a quella del segnale di riferimento. Questo metodo è tanto più efficente quanto più le due onde si assomigliano, al contrario è possibile che si generino distorsioni e colorazioni anche molto distanti dallo spettro di riferimento.

Fig. 33

Questo in figura 34 è un altro Plugin emulatore di apparecchiatura hardware analogica, è una Channel Strip con sua funzione di equalizzazione classica.

Fig. 34

Setup negli Equalizzatori Plugin

Generalmente i Plugin non sono settabili dall’utente ma già costruiti per essere caricati e lavorare da subito al meglio delle loro potenzialità con minimi controlli sui dettagli grafici e di processamento, gli unici parametri su cui poi si può lavorare sono essenzialmente quelli che compongono la grafica del Plugin stesso, potenziometri, selettori, fader, knob, Sidechain e Meter vari.

Alcuni plugin più sofisticati consentono invece di poter gestire il Plugin in tutti i suoi parametri, quali anche grafica e potenzialità del Plugin stesso, cosi che utenti più esperti possano sfruttare al massimo le sue potenzialità in base all’hardware e DAW a disposizione, mentre utenti meno esperti consentire comunque un utilizzo più classico ed immediato avendo comunque sempre un processamento di qualità, se pur in certi casi meno performante di come potrebbe essere.

Un esempio è il Plugin di figura 35 in cui cliccando su Setup si entra nei parametri di configurazione generale del Plugin stesso, ed ogni Plugin può avere il suo, oppure come detto può non essere possibile una sua configurazione.

Fig. 35

All’interno del menu dei settaggi si trovano le seguenti impostazioni:

DSP, (fig. 36) in cui è possibile decidere se utilizzare o meno un processo di equalizzazione parallelo su tutti i filtri a disposizione, oppure solo per filtri Peaking o solo per filtri Shelving. E’ possibile decidere se utilizzare l’equalizzatore come FIR (quindi più preciso ma anche con latenza più alta, o IIR quindi meno preciso ma anche più leggero per la DAW e l’hardware e con più breve latenza). E’ possibile decidere il comportamento della fase, quindi definire se l’equalizzatore è a fase lineare, minimum phase, zero-latency, analogue, free, come già ampiamente spiegato nella prima parte di questa serie di articoli. Attraverso i grafici centrali è poi possibile visualizzare l’andamento attuale della risposta in frequenza a cui fa riferimento indicativo la relativa fase, per cui è possibile vedere l’andamento di fase in base al processamento che si sta facendo. Cliccando poi sul pallino colorato che fa riferimento ai filtri attivi, è possibile avere informazioni precise sui gradi di sfasamento. Ovviamente questo dipenderà dalla modalità di impostazione dell’equalizzatore, se ad esempio è a fase lineare la curva di risposta della fase sarà sempre piatta.

Fig. 36

Nel caso l’equalizzatore sia impostato come FIR, nel grafico Impulse Response è possibie vedere la risposta all’impulso e come questa cambia in base ai parametri impostati. Sull’asse X del grafico è indicato il tempo di latenza relativo, quindi più la risposta all’impulso è verso sinistra e meno latenza ci sarà. Il filtro può essere zoommato a piacimento per visualizzare la forma d’onda nel dettaglio (che come sappiamo più è precisa e con meno distorsioni, e tanto più sarà preciso anche il processamento). Sull’asse Y invece è indicato il livello energetico dell’onda, cosi da avere dei chiari riferimento sul suo decadimento ed intensità delle armoniche di distorsione.

E’ possibile definire la precisione del filtro tramite Impulse Lenght, Padding, Windows Shape, parametri già analizzati nelle prima serie di questi articoli, e tanto più questi valori sono alti e tanto più preciso sarà il filtro a scapito di un elevato tempo di latenza.

Nel caso l’equalizzatore sia impostato come filtro IIR (fig. 37) le impostazioni si limitano al Digital + Compensation e Digital + Phase (sempre già visti nella trattazione di questo argomento).

Fig. 37

All’interno del menu Render DSP (fig. 38), è possibile definire un diverso processamento rispetto a quello di Playback e generale visto in figura 37. Questo può essere utile ad esempio in caso che non si abbia una DAW e Hardware in grado di lavorare con precisione anche sotto sforzo come questo Plugin può arrivare a chiedere, e per questo nella fase di Playback per evitare rumori e distorsioni digitali è bene impostare l’equalizzatore con parametri più leggeri, e poi utilizzare quelli più profondi e precisi per la fase finale di rendering.

Fig. 38

Con il menu GUI è possibile modificare l’interfaccia utente del Plugin (fig. 39), dal Layout generale, ai Meter, all’analizzatore di spettro, ai colori dei filtri e molto altro, il tutto personalizzabili nei più svariati parametri tra quelli proposti.

Fig. 39

Attraverso il menu Routing (fig. 40), è possibile decidere se l’equalizzatore deve lavorare in Stero o Mid/Side nel caso di Plugin Stereo, ma anche Multicanale nel caso di un Plugin Multicanale, su cui poi sarà possibile effettuare un routing patch dei vari canali. Dal software sarà poi possibile decidere se far processare in entrambi i canali o solo ad uno dei canali stereo o surround, come anche visto nei precedenti articoli.

Fig. 40

Dal menu Global Prefs (fig. 41), è possibile definire le preferenze globali, tra cui definire la Threshold per quando il Plugin deve notificare il Clip digitale, definire la velocità di aggiornamento del grafico RTA, definire il comportamento dei vari pulsanti e Knob e molto altro.

Fig. 41

Controllo Remoto Plugin Software

Abbiamo già visto come attraverso protocollo MIDI e OSC o varianti è possibile controllare in remoto i parametri dei Plugin audio direttamente dai controlli del Mixer Audio digitale in utilizzo (il Plugin deve essere compatibile per il controllo remoto).

Alcuni Mixer Audio digitali permettono non solo di controllare in remoto il Plugin (attraverso i Knob, ma anche Fader, Soft Key, e altri pulsanti associabili al controllo remoto), ma anche di visualizzare l’intero software, Plugin compresi all’interno del monito grafico del Mixer Audio stesso (fig. 42), cosi da avere una più diretta visibilità e poter agire in modo più rapido senza ogni volta doversi spostare dalla Console al PC in cui è installata la DAW con i Plugin.

Fig. 42

Il tutto è possibile dopo apposita configurazione del mixer audio digitale (fig. 43), vedi quindi il manuale utente del mixer audio utilizzato e della DAW per il controllo remoto, spesso per il mixer audio digitale c’è un manuale utente a parte per il protocollo MIDI o OSC.

Fig. 43

Il controllo remoto di Plugin software audio è possibile e più diffuso attraverso l’utilizzo di dispositivi mobile come Notebook e Tablet o Smartphone, in cui è possibile scaricare l’applicazione dedicata del mixer audio digitale in utilizzo (fig. 44), che generalmente rispecchia l’interfaccia grafica del mixer audio digitale stesso e che presenta tutte le funzioni controllabili in remoto (spesso quasi la totalità).

Fig. 44

Dall’applicazione è possibile quindi muovere e modificare qualsiasi parametro e lo stesso si ripercuoterà sul mixer audio digitale (muovendo un fader dal software si vedrà muovere il corrispettivo anche sul mixer audio digitale), è possibile visualizzare i livelli di Input ed Output del segnale audio, gestire tutto il processamento ed il routing, creare preset e snapshot, richiamare scene e controllare eventuali chiavette USB inserite nell’apposito ingresso del mixer audio digitale, ad esempio per mandare in Playback della musica, ma anche controllare e gestire una registrazione stereo o multitraccia.

n.b. Questi software controllano solo ed esclusivamente il mixer audio a cui fanno riferimento, qualsiasi Outboard connesso al mixer che sia analogico o digitale, non è controllabile dall’applicazione, ma anzi soprattutto se digitale avrà la sua applicazione proprietaria.

Per far dialogare Mixer Audio digitale ed applicazione è necessario impostare i parametri di rete (fig. 45) che devono essere gli stessi sia per il mixer digitale che per l’applicazione di controllo remoto.

Fig. 45

n.b. E’ possibile collegare il dispositivo per controllo remoto sia via cavo LAN, che tramite WiFi, con quindi la presenza di un router wireless (fig. 46). La connessione WiFi è sicuramente la migliore dal punto di vista della libertà, in quanto che ad esempio in contesto live, ci si può muovere liberamente sia sul palco che nell’area destinata al pubblico e postazione F.O.H. modificando i vari parametri di processamento avendo sempre il riferimento di quello che si sta ascoltando in base alla posizione in cui ci si trova, mentre via cavo si hanno generalmente tratte di cavo corte o limitate oltre che essere molto ingombrante. Al contrario però e soprattutto se si utilizza l’applicazione come dispositivo di mixaggio anche durante il Live, ad esempio perchè il mixer audio è in una posizione scomoda e/o fuori dall’area di ascolto ottimale, ad esempio lato palco (in cui come vedremo meglio in altre argomentazioni è una postazione dedicata e specifica per i mixer audio da palco nella gestione del monitoraggio dei musicisti e non solo), questa rispetto al contesto via cavo ha una latenza maggiore, quindi i controlli e settaggi possono non essere immediati ma avere un certo ritardo, e per certe condizioni di mixaggio live può essere un problema.

Fig. 46

Per minimizzare questo, è importate utilizzare strumentazione WiFi (tablet o smartphone compreso), di assoluta qualità, utilizzare una banda WiFi il più possibile libera dalle interferenze dei cellulari ed altre reti Wifi (fare quindi un test durante il collegamento di tutta l’apparecchiatura, tramite appositi software o hardware), possibilmente su frequenze 5 Ghz, utilizzare protocolli di rete ad ampia bandwith e più bassa latenza possibile come il WiFi 6. Questo garantisce maggiori prestazioni ed evitano colli di bottiglia quando sono richieste in Invio e Ricezione molte informazioni (quando si lavora con molti canali, molti processori attivi, routing complessi, tutte informazioni che si aggiungo al flusso dati di dialogo tra le varie apparecchiature), non chè aiuta anche e soprattutto come spesso accade, se si necessità di utilizzare più di 1 controllo remoto, ad esempio 2 – 3 tablet, uno per il fonico di sala, uno per il fonico di palco per gestire il corretto monitoraggio dei musicisti ecc…, in riferimento all’utilizzo di un solo mixer audio. Mentre se si usano più mixer audio allora ognuno avrà la sua applicazione cosi da poter essere gestito in modo indipendente (es. mixer di sala e mixer di palco). Generalmente non è mai consigliato il collegare più di 3 dispositivi di controllo remoto per un solo mixer audio digitale, si deve sempre considerare che ad ogni raddoppio dei dispositivi dimezza la bandwidth a disposizione per ogni singolo dispositivo, e per questo calano tutte le prestazioni dei singoli dispositivi. In caso che il router WiFi non si trovi in una posizione adeguata per ricevere ottimamente il segnale WiFi in ogni punto dell’area in cui si vuole effettuare un controllo remoto, è bene munirsi di appositi Booster WiFi per la frequenza da amplificare in modo che possa essere rilevato anche a distanze ed in posizioni scomode, in questo caso come detto 5 GHz (fig. 47). Discorso a parte è molto importante che la linea di rete per il controllo remoto WiFi sia protetta da SSID non visualizzabile nella rete, e con accesso tramite password, cosi che nessun altro utente al di fuori del tecnico competente possa accedervi.

Fig. 47

In alcuni mixer audio digitali una volta avviata l’applicazione è possibile andare nelle impostazioni dedicate sul mixer audio e cliccare Sync (fig. 48) per avviare un processo di sincronizzazione tra i dispositivi, questo consente di evitare accidentali sovrascritture da parte dell’applicazione verso le impostazioni del mixer audio e viceversa.

Fig. 48

Altro

Tutto l’hardware Analogico, Digitale e Plugin Software visto in argomento Noise Reduction può essere per certe funzioni ed in certi casi considerato un equalizzatore o avere integrata una circuiteria di equalizzazione, vedi argomento Noise Reduction.

Altro su Equalizzatori

Equalizzatori – I (Storia degli Equalizzatori, Outboard e Inboard, Categorie di Equalizzatori, Filtri Simmetrici, Filtri Asimmetrici, Filtri Cut Out Passivi).

Equalizzatori – II (Filtri Cut Out Risonanti, Resistenze Variabili, Equalizzatori Analogici Attivi, Filtri Cut Out Attivi, Brickwall Filter, State Variable Filter, Sallen-Key Filter, Filtri a Guadagno Unitario e Variabile, Equalizzatore Shelving, Baxandall Filter, Resonant Shelving).

Equalizzatori – III (La Fase nei Filtri Shelving, Comparazione FIltri Shelving, T-Filter, Low – High End Tricks, Equalizzatori Parametrici, Peak Filter, Q, Bandwidth).

Equalizzatori – IV (Filtri Semi-Parametrici, Filtri Fully Parametrici, Circuiti Parametrici, Constant Q, Proportional Q, Simmetrical Q, Comparazione Filtri Parametrici).

Equalizzatori – V (Equalizzatori Grafici, Equalizzatori M/S, Equalizzatori Digitali, Equalizzatori Paragrafici, Equalizzatori Programmabili, Serial vs Parallel Eq., DSP vs FPGA).

Equalizzatori – VI (Filtri FIR, Filtri IIR, Equalizzatore a Fase Lineare).

Equalizzatori – VII (Digital All Pass Filter, Full e Global Minimum, Analog Plugin, Zero-Latency, Hybrid Digital Filter, Coseno Rialzato, Mesa FIlter, Equalizzatore Matematico, Playback Equalizzatori, Equalizzatori Software Plugin, Equalizzatori Dinamici).

Equalizzatori – VIII (Struttura di un Equalizzatore, Livello di Tensione Operativo, Mono – Stereo – Multicanale, Link, Unità Rack).

Equalizzatori – IX (Connessioni, Alimentazione, Materiali, On/Off, Bypass).

Equalizzatori – X (Overload, Meter, Potenziometro e Variatore di Frequenza Parte I).

Equalizzatori – XI (Potenziometro e Variatore di Frequenza parte II).

Equalizzatori – XII (Setup di Equalizzazione Parte I).

Equalizzatori – XIII (Setup di Equalizzazione Parte II).

Equalizzatori – XV (Cut Filter, Equalizzatori Motorizzati, Equalizzatori Portatili e Strumentali, Equalizzatore nei Microfoni, Equalizzatore nei Processori Effetti, Altro sugli Equalizzatori).

Equalizzatori – XVI (Automatizzare un Equalizzatore, Equalizzatori Dinamici Automatici e Paralleli, De-Esser, Enhancer, Exciter, Saturator, Vitalizer).

Equalizzatori – XVII (Equalizzatori Software e Plugin, Sculptor, Tonal Shaper, Spectral Shaper).

Equalizzatori – XVIII (Interfacciamento, Controllo Remoto).

Equalizzatori – XIX (Dove Posiziono l’Equalizzatore?, Caratteristiche Tecniche).

Acquista Equalizzatori Audio dai principali Store

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...