Equalizzatori – XV

Cut Filter

Analogici

Il filtro Cut è spesso ritrovabile come filtro nei mixer audio e negli Outboard sempre come sezione di equalizzazione subito dopo quella di pre-amplificazione, con il compito di preparare la porzione di banda di frequenze che si vuole far processare agli stadi successivi.

A livello analogico è quasi sempre un selettore a molla o logico (fig. 1), ed è un filtro passa alto o low cut generalmente impostato a 80 Hz per attenuare le frequenze più basse dello spettro audio udibile.

Fig. 1

Viene spesso indicato anche con abbreviazione HPF (High Pass Filter).

Insieme alla nota scritta della frequenza di taglio hanno anche il simbolo identificativo (fig. 2).

Fig. 2

Alcuni Outboard o Inboard analogici permettono di avere una frequenza di taglio selezionabile e non disabilitabile (fig. 3).

Fig. 3

Altri equalizzatori come quello di figura 4 permettendo di disabilitare il filtro portando il selettore in posizione Off.

Fig. 4

L’equalizzatore di figura 5 (che è un Channel Strip con sola circuiteria Cut Out per il reparto di equalizzazione), presenta la possibilità di attivare e disabilitare l’intervento del filtro passa-alto e passa-basso da unico selettore, portando in Flat lo si Bypassa.

Fig. 5

Portando il selettore del filtro passa-basso su e1 (fig. 6) si va in una modalità Shelving fissa in cui si ottengono 6 dB di Boost con frequenza di giro 16 Khz, mentre in modalità e2 si va sempre in Shelving ma con 9 dB di Boost sempre con frequenza di giro a 16 Khz.

Fig. 6

L’equalizzatore passivo (Inboard) di figura 7 non ha scale di valori potenziometrici di riferimento, ma semplici scale da 0 a 10, è quindi fondamentale affidarsi al manuale per i dovuti riferimenti.

Fig. 7

In questo caso HC (High Cut) non è inteso come filtro di taglio ma come potenziometro (- 15 dB) attenuatore con vicino la possibilità di scegliere la frequenza di Giro tra 4 – 10 – 20 KHz) a Q fisso quindi semi-parametrico, HB è il potenziometrico di Boost (+ 15 dB) per le frequenze selezionabili (5 – 6 – 10 – 12 – 16 KHz). Il filtro HB presenta anche la possibilità di variare il Q (0,5 – 4). BC è il Bass Cut, l’attenuatore per le basse frequenze (- 15 dB), mentre BB è il Bass Boost quindi potenziometro amplificatore, sia il Cut per il Boost lavorano su frequenze selezionabili (20 – 40 – 60 – 100 – 180 – 240 Hz). Quindi è possibile anche sommare filtri Boost e Cut per Low e High End Tricks con due diversi processi, singola frequenza per i bassi, frequenza selezionabile per gli alti, in quanto che in certe frequenze è possibile sommare il Boost e Cut.

Esistono anche Outboard analogici che hanno la sola funzione di filtraggio (generalmente modelli Vintage), (fig. 8).

Fig. 8

L’equalizzatore in figura 9 che è una sezione di equalizzazione integrata in un Channel Strip insieme ad un pre-amplificatore microfonico e linea ed una sezione di compressione, da la possibilità di utilizzare il filtro passa alto come filtro di equalizzazione o come filtro integrato nella Side Chain (S.C.) della sezione di compressione (vedremo meglio questo quando parleremo di processori dinamici). Mentre se il selettore è impostato su Ext. il filtro taglia le frequenze verso l’In o Out EQ. posteriore (fig. 10), non altro che un ingresso diretto bypassando la sezione di pre-amplificazione (in caso che se ne utilizzi una esterna), ma in questo caso non avendo il circuito diretto verso il filtro è necessario portarcelo attraverso l’apposito selettore.

Fig. 9

Fig. 10

Anche la sezione di equalizzazione di questo Channel Strip (fig. 11), presenta la possibilità di abilitare il circuito di equalizzazione (per ogni banda in modo indipendente), verso l’In/Out della connessione EQ esterna o abilitarlo per l’ingresso Side Chain del Compressore integrato, cosi da fare una pre-equalizzazione prima del processamento dinamico, (in pratica si porta l’equalizzatore prima del compressore, mentre di default in questo processore è dopo). E’ possibile inoltre tramite selettore selezionare esclusivamente 2 frequenze di giro per il Low Shelving (tra 120 Hz e 60 Hz), mentre per l’High Shelving è possibile unicamente scegliere tra Tight che da la possibilità di lavorare con le alte frequenze e Broad che fa lavorare lo Shelving in alta e medio-alta frequenza.

Fig. 11

L’equalizzatore in figura 12 oltre che presentare in modo chiaro diviso tra colorazioni nere e blu quando ci si trova ad operare su di un range di frequenze piuttosto che un’altro, presenta una sezione di saturazione, con la quale è possibile introdurre prima dello stadio di uscita delle distorsioni armoniche per colorare il suono (introduce un trasformatore con lamine in ferro per una colorazione concentrata in bassa frequenza), il livello di queste distorsioni è regolabile tramite appositi potenziometri.

Fig. 12

Nell’equalizzatore in figura 13 per abilitare il filtro Shelving ad esempio il Low Shelving, è necessario ruotare il selettore Low Frequency verso le 3 frequenze fisse tutte a sinistra, con scelta tra 30 Hz – 60 Hz – 125 Hz. Lo stesso per Hi Frequency solo verso destra.

Fig. 13

Con l’equalizzatore di figura 14 è possibile decidere se utilizzare una campanatura (Q), Sharp, Narrow, Wide, attraverso il selettore (S – N – W).

Fig. 14

Nell’equalizzatore di figura 15 non sono presenti alcuni riferimenti, nè potenziometrici nè di frequenza, tutto è lasciato alle orecchie del tecnico audio. E’ un Tilt Eq., e il Tilt è gestibile da un variatore, se in LIN non c’è il Tilt, mentre più si va verso Low e più in riferimento alla frequenza selezionata dal Mid Freq. si amplificheranno le basse ed attenueranno le alte, mentre al contrario se si va verso High.

Fig. 15

L’equalizzatore in figura 16 è un equalizzatore passivo stereo con unici controlli mono, quindi in link tra L ed R, a volte chiamato Parallelo ma da non confondersi con la tecnica di equalizzazione parallela che invece è il mix tra il suono pulito e quello equalizzato. Presenta la sezione di Bypass con selettore, il Q variabile, in questo caso tra L che indica Low o piccola bandwtih e H che indica High o ampia Bandwidth. Attraverso Mode, è possibile selezionare se utilizzare il potenziometro con una maggiore o minore sensibilità.

Fig. 16

Anche gli equalizzatori grafici possono presentare filtri di taglio (fig. 17).

Fig. 17

In alcuni casi come quello di figura 18 è possibile trovare la selezione della frequenza di taglio attraverso un fader.

Fig. 18

Anche in alcuni modelli di equalizzatori grafici (fig. 19) è possibile trovare un circuito di Shelving (Hi e Low Shelf per canale), che si va a sommare ai filtri a bande dell’equalizzatore, fare quindi attenzione che l’utilizzo simultaneo di questi filtri non crei più problemi che risolverli, ma in certi casi, ad esempio se è necessaria amplificare un ampia banda di spettro, ad esempio in basssa frequenza, è più qualitativo perchè meno rumoroso e meno distorsioni introduce, utilizzare lo Shelving rispetto ad alzare o abbassare singolarme tutti i filtri in bassa frequenza. Questo perchè come detto più volte, più ci sono filtri che lavorano in contemporanea e più distorsioni ci saranno.

Fig. 19

Ci sono poi alcuni equalizzatori grafici che presentano anche sezioni di filtro Notch (con filtro ad elevata pendenza per eliminare efficacemente risonanze), (fig. 20), generalmente in media frequenza e che si vanno a sommare ai filtri grafici dell’equalizzatore.

Fig. 20

Alcuni equalizzatori presentano simboli proprietari (anche in base ad una determinata funzione) come ad esempio questo sole con il simbolo del filtro in mezzo (fig. 21), ed in questo caso il filtro passa alto può lavorare fino a 9 Hz e quello passa basso fino a 35 Khz.

Fig. 21

In questo caso di figura 22 attraverso i pulsanti logici centrali (che notificano con l’accensione di un led rosso la fase di lavoro attiva), è possibile selezionare se utilizzare un Q largo o stretto, se utilizzare un filtro passa alto e passa basso o Shelving.

Fig. 22

La frequenza di taglio del filtro è regolabile con lo stesso variatore di frequenze dello shelving, è possibile attivare sia il filtro che lo shelving contemporaneamente, facendo questo il controllo del variatore varia la frequenza di taglio ma con il potenziometro è possibile amplificare od attenuare l’ampiezza della risonanza della frequenza di taglio (fig. 23).

Fig. 23

n.b. Il processamento Boost e Cut come in questo caso è qualitativamente (se la circuiteria è di ottima qualità) superiore ad utilizzare due filtri per avere un simile risultato, anche se in realtà non si riesce ad ottenere curve di uguale valore in quanto che dipende dalla pendenza del secondo filtro e dalla sua risposta al processamento (fase, frequenza, distorsioni, ecc…). Questo perchè si eliminano tutti i problemi derivati dall’utilizzo di più filtri ed in più su frequenze ravvicinate, causa oscillazioni e risonanze sullo spettro audio. Cosa che non avviene invece in digitale-software dove tutto è elaborato matematicamente. Quindi in caso si necessiti di un tipo di equalizzazione di questo tipo, allora meglio utilizzare un filtro con queste capacità.

Negli equalizzatori analogici è raro trovare la possibilità di modificare la pendenza del filtro, in generale è sempre impostata tra valori di 12 – 18 dB/Ottava, fare quindi sempre riferimento al manuale, ma in certi casi si può trovare l’opzione Slope (fig. 24) con la quale è possibile scegliere la pendenza del filtro desiderata.

Fig. 24

In questo caso è possibile regolare la pendenza del filro passa-alto a 6 – 9 – 12 dB/Oct (come si nota questo equalizzatore possiede anche led di notifica con un diverso design rispetto a quelli visti fino adesso), e 6 – 12 dB/Oct per il passa-basso. Più versatile il passa-alto in quanto che è generalmente anche quello più utilizzato in cui rientrano tutte le risonanze ambientali, rumori ed interferenze esterne come ad esempio HUM a 50 hz per le interferenze provocate da una non corretta messa a terra in un impianto elettrico, e sub-armoniche degli strumenti musicali spesso non utili nel mix.

Per il filtro passa-alto c’è anche l’opzione Peak, in questo caso non altro che l’aggiunta di un filtro a campanatura stretta 12 dB/Oct alla frequenza di taglio del filtro passa-alto con un boost proporzionale alla pendenza di taglio. Come principio di funzionamento è lo stesso discorso visto precedentemente.

In figura 25 un altro esempio di equalizzatore che ha la possibilità di regolare (in questo caso ancora più precisamente), la pendenza del filtro di taglio (in questo caso è anche possibile sommare filtri di taglio con pendenze differenti cosi da creare Notch Filter e agire finemente sulla banda di frequenza desiderata).

Fig. 25

Digitali

Per gli equalizzatori digitali abbiamo già visto come questi si trovino all’interno del software del processore, azionabili in certi casi anche attraverso Knob dedicati (fig. 26), mentre in altri casi attivabili dai menu interni al software ma che presentano in ogni caso notifica via led (fig. 27).

Fig. 26

Questo equalizzatore presenta una sezione completamente dedicata ai filtri di taglio, che è possibile visualizzare dal monitor LCD. Viene visualizzata la curva complessiva dall’interazione dei vari filtri attivi. In questo caso è possibile selezionare fino ad un massimo di 3 filtri tra Low Pass, High Pass, Low Shelving, High Shelving, Notch Filter. Quindi in questo caso nella categoria dei filtri vengono inseriti anche gli Shelving, in quanto che poi per i peking ci sarà un display e controlli a parte.

Fig. 27

La modalità di visualizzazione di questi filtri è come nel caso dell’equalizzazione parametrica di questo equalizzatore vista nei precedenti articoli, di 3 tipologie: La modalità Curve mostra tutte le curve di equalizzazione attive e risposta complessiva, la modalità Active mostra solo la curva del filtro con cui si sta lavorando, la modalità Individual mostra tutti i filtri attivi ma come singole curve invece di una risposta complessiva, cosi da vedere come stanno lavorando i vari filtri in modo indipendente.

Ogni filtro come può essere aggiunto può essere anche resettato o rimosso.

Nel caso di figura 28, questo equalizzatore digitale presenta la possibilità di rendere filtro Cut Out ogni banda di cui dispone (in questo caso 7 bande).

Fig. 28

Software

Per quanto riguarda i filtri CutOut a livello software l’algoritmo dedicato offre prestazioni molto superiori a quelle di un filtro analogico, potendo cosi e come anche già anticipato in questa serie di articoli lavorare con pendenze di taglio ben più ripide senza introdurre rumore di fondo e distorsioni. L’unico problema che rimane in ogni caso è la variazione di fase, risolvibile utilizzando un equalizzatore a fase lineare, ma in questo caso è da considerare la latenza del segnale in uscita, soprattutto se si parla di audio Live, come vedremo meglio anche in altre argomentazioni.

In questo equalizzatore (fig. 29), la pendenza del filtro è regolabile fino a 48 dB/Oct, quindi molto preciso. C’è anche la possibilità di creare un filtro risonante tramite la variazione del Q,

Fig. 29

Esistono poi dei Plugin con la sola funzione di filtro Cut Out (fig. 30), con la possibilità di selezionare Low Pass e o High Pass in modo indipendente o linkato tra L ed R e decidere la frequenza di taglio ed in alcuni casi anche lo Slope.

Fig. 30

Molto utile in caso che si necessiti di utilizzare un processore Plugin per la sola funzione di taglio Cut Out in quanto molto più leggero rispetto ad equalizzatore software con più opzioni, ed in cui il suo potenziale è completamente dedicato all’operazione di taglio, garantendo massima qualità e minimo sfasamento (se non a fase lineare).

Altro

Ci sono equalizzatori con funzionalità da equalizzatore ma caratteristiche di controllo e nomi identificativi molto diversi da quelli comunemente trovabili. Ad esempio quello di figura 31 presenta la sezione di equalizzazione chiamata Thick. Tramite i selettore Passive e Attive è possibile selezionare se l’ingresso presenta un trasformatore oppure solo circuiteria attiva.

Fig. 31

Tramite Interactive e Independent è possibile controllare la forma della curva di equalizzazione, in pratica in Interactive mode le curve risultanti dal Boost e Cut di frequenze vicine (in base anche al livello di amplificazione e campanatura del filtro), vanno a generare un picco alla frequenza di boost e una ripida pendenza poco più di 100 Hz in più della frequenza di cut, questo dipende anche dall’ampiezza e attenuazione delle due frequenze, che ricordo essere diverso da un normale utilizzo di interazione dei filtri in boost e cut in cui si creerebbe semplicemente una curva di risposta dall’interazione di fase ed ampiezza dei due filtri, in pratica il decadimento, a parità di filtri, risulta più morbido e con frequenza di taglio dalla frequenza selezionata per il cut. L’interactive quindi permette di eseguire una curva più caratteristica e con taglio netto, grazie ad un apposita circuiteria e ritardi di fase tra i due filtri. In pratica è anche questo un tipo di circuito Low o High End Tricks, in cui il Cut non ha la precedenza sul Boost ma si integrano correttamente.

In Independent mode, l’equalizzatore lavorerà come un normale equalizzatore, quindi in cui il Cut ha la precedenza sul Boost, creando tagli più marcati e morbidi.

In questo caso il Cut è tarato per funzionare correttamente in modalità Indipendent per le prime 4 bande (20 – 30 – 40 – 60), e correttamente in modalità Interactive per le 4 bande successive (150 – 200 – 240 – 320). Non sono bande scelte a caso ma le prime 4 bande con modalità Indipendent permettono di avere un taglio più efficente e marcato sulle basse frequenze, in quanto che il filtro non risente dell’effetto eventuale di un cut su eventuali frequenze vicine. Mentre le 4 bande superiori lavorano meglio con l’interazione del filtro Cut, questo perchè più ci si sposta verso frequenze basse e più l’effetto viene meno avendo frequenze con lunghezze d’onda sempre più grandi.

Per offrire la possibilità di creare curve ancora più personalizzabili, al filtro Boost è possibile selezionare se utilizzare una modalità Shelf o Peaking.

La sezione Presence presenta un variatore di frequenza a Q variabile pre-impostato (300 – 500 – 800 con Q stretto), (1200 – 3300 con Q medio), (4100 – 6200 – 8300 con Q ampio), il tutto sempre per avere un controllo preciso e dedicato in base alla banda di frequenze in cui ci si trova ed in realzione alla sonorità che si vuole ottenere, anche se in ogni caso non è un equalizzatore che lascia molta indipendenza e scelta al tecnico, ma è tutto quasi già pre-configurato per ottenere diverse variabili timbriche in modo netto e preciso. Attraverso poi il potenziometro Presence è possibile variare Boost e Cut della porzione di banda selezionata.

La funzione di Feedback in questo caso non è altro che un controllo di tono direttamente sul guadagno, con cui è possibile variare la risposta in frequenza già in fase di pre-amplificazione. In pratica guadagni più bassi con valori feedback più alti portano un suono più corposo e con meno presenza di alte frequenze, al contrario guadagni più alti e feedback più bassi portano l’effetto contrario, un leggero impoverimento in bassa frequenza ed incremento in alta.

Altri equalizzatori, soprattutto vintage come questo di figura 32 sono realizzati con 4 filtri per due sezioni (Low – High), ciascuna delle quali ha un filtro Boost ed uno Cut (Droop). Per il Low sono filtri Shelving mentre per il High sono il Droop uno Shelving e il Boost un Peak.

n.b. Si nota la particolarità di avere il riferimento in frequenza nei potenziometri Boost e Droop per avere un informazione diretta sulla frequenza in cui si sta lavorando. Nessuna informazioni invece per quando riguarda il potenziometro, lasciando semplicemente all’ascolto il giudizio di un’adeguata amplificazione o attenuazione.

Fig. 32

Ci sono poi equalizzatori che presentano funzionalità particolari come questo in figura 33 con la presenza di un filtro NR (Noise Reduction) allo scopo di migliorare la dinamica del segnale audio, in questo caso al fine di ridurre il rumore generato dagli slider dell’equalizzatore che come sappiamo soprattutto a livello analogico e soprattutto in amplificazione, gli amplificatori tendono a generare tanto più rumore quanto più gli si chiede di amplificare.

I filtri di riduzione del rumore sono argomenti già trattati in articoli Noise Reduction.

Fig. 33

n.b. Questo filtro non migliora ed attenua il rumore di fondo esterno da altre apparecchiature da cui si riceve ed invia il segnale audio, ma è una circuiteria esclusiva per la riduzione del rumore delle componenti interne di questo equalizzatore, utilizzarlo quindi in caso che per elevati Boost o Cut si generino ben definiti e chiari rumori di fondo.

Alcuni equalizzatori Outboard analogici presentano una piccola circuiteria di crossover come quella di figura 34 in cui vi è un uscita dedicata per il segnale audio che andrà verso le sezione di amplificazione SUB (come vedremo in argomento sistemi di diffusione sonora il sub è quel diffusore adibito alla diffusione delle frequenze basse) e con filtro regolabile.

Fig. 34

E’ un filtro generalmente di qualità scadente per cui utilizzare solo se non si hanno crossover outboard dedicati.

Altri equalizzatori, soprattutto quelli digitali permettono diverse funzionalità legate all’analisi dello spettro integrata, come ad esempio la possibilità di rilevare il livello SPL utilizzando un microfono di misura appositamente calibrato con il software integrato (fig. 35).

Fig. 35

In cui posso inserire anche i livelli di ponderazione A-B-C attraverso l’impostazione della pesatura Weight.

Rimando ad argomento Psicoacustica per lo studio dei livelli di ponderazione.

Per gli equalizzatori digitali che consentono un livello di analisi dello spettro per la taratura dell’impianto audio, è possibile attivare il rumore rosa di riferimento per il test, oltre che l’analizzatore integrato, attraverso il pulsante logico RTA (fig. 36), e successivamente eseguire più misurazioni (ad esempio della risposta in frequenza dell’impianto audio in più punti della sala, in quanto che come vedremo quando parleremo di taratura degli impianti audio in altre argomentazioni e come già visto per alcuni aspetti in argomento Acustica, l’ambiente in cui il suono si diffonde incide fortemente sul timbro sonoro, e questo varia da punto a punto in base a dove ci si trova ad ascoltarlo).

Fig. 36

Ogni misurazione è possibile salvarla attraverso il pulsante Memory ed attraverso il pulsante logico Compare viene eseguita una curva automatica della risposta in frequenza come media dei rilievi fatti e memorizzati (vedremo meglio tutto questo in altre argomentazioni). Cosi facendo si riesce ad ottenere una curva di equalizzazione media in modo che la risposta in frequenza dell’impianto audio sia omogenea in tutti i punti di ascolto.

Per quegli equalizzatori che hanno interfacce luminose dello schermo come ad esempio tutti quelli digitali che possiedono interfaccia grafica come i precedenti visti, dei potenziometri, ecc.. è possibile trovare un variatore di luminosità fisico come quello di figura 37 oppure interno al software.

Fig. 37

Equalizzatori Motorizzati

Esiste anche una categoria di Equalizzatori Motorizzati come quella di figura 38 e figura 39.

Fig. 38

Fig. 39

Questo tipo di equalizzatore è con processamento digitale (lo si vede anche dalla presenza di soli ingressi di rete LAN, con l’aggiunta di una matrice grafica hardware simile ad un equalizzatore grafico analogico (con la presenza dei Fader per ogni banda). Questi Fader come avviene anche nei mixer digitali, sono encoder motorizzati con i quali è possibile manualmente controllare il Boost e Cut dei vari filtri parametrici digitali.

Questo simula il comportamento che avviene anche in molti mixer audio digitali, in cui quando ci si trova nelle impostazioni del GEQ, quindi quando si vuole lavorare con un equalizzatore grafico, in questo caso software, in quanto plugin interno al mixer audio stesso, è possibile cliccando ad esempio il pulsante Flip On Fader, Fader Flip o simili, portare a livello Fader il controllo dei singoli filtri, cosi da poter lavorare e settare i vari parametri in modo più preciso e fine (fig. 40), rispetto ad operare a livello software tramite controllo remoto o direttamente dall’interfaccia utente del processore stesso.

Fig. 40

n.b. Nella Strip Led rossa sono indicati i valori di riferimento del filtro per ogni Fader.

Tornando all’equalizzatore motorizzato di figura 38 il suo funzionamento è tale e quale a quello di un equalizzatore digitale. In questo caso il rack presenta un Hub Switch di rete incorporato al quale è possibile collegare altri equalizzatori e processori su stesso protocollo per creare una rete di processori da controllare insieme da un unica postazione.

Offre il vantaggio rispetto alla controparte analogica di poter memorizzare lo stato dei Fader, cosi da riprenderne il preset salvato senza perderne il lavoro e senza doversi segnare manualmente lo stato di ogni fader. Anche questi sono controllabili da remoto attraverso apposito software.

La sezione BANKS offre 4 pulsanti logici momentari, nel senso che rimangono attivi fin quando premuti, mentre quando rilasciati disattivano l’operazione in corso o eseguono una determinata funzione. Attraverso questo e tenendo premuto un Banks (A – B – C – D), selezionando poi un filtro cliccando sui pulsanti logici di riferimento per ogni canale (da 1 a 32) è possibile memorizzare dei setup di equalizzazione richiamabili in ogni momento, fino appunto a 4 setup differenti. Premendo il pulsante Home insieme al Banks di riferimento si torna alla configurazione di base e si annulla questa memoria.

Attraverso i pulsanti logici anch’essi momentari relativi ad ogni canale è possibile visualizzare quali sono attivi in riferimento al Banks selezionato, con la possibilità di aggiungerne o toglierne.

Cliccando sul pulsante logico relativo ad ogni canale è possibile visualizzare sul monitor grafico il suo settaggio e da li modificarne i parametri del filtro, mentre il Boost e Cut è possibile modificarlo sia attraverso il fader motorizzato che attraverso l’interfaccia software.

In questo processore è possibile linkare coppie di canali (sempre coppia dispari e pari e non più di due alla volta, quindi 1-2, 3-4, 5-6, ecc.., può esserci anche il caso di collegare una coppia ma a scelta dell’utente, tipo 1-5, 2-8, ecc.). Cosi da poter effettuare dei movimenti più precisi su bande di frequenze ravvicinate avendo l’esatta precisa copia, oppure per mantenere il rapporto di guadagno tra i due filtri sempre costante anche durante il movimento. E’ anche possibile collegare un canale di un BANKS in link con un’altro canale o stesso canale di un altro BANKS cosi da mantenere la proporzione e livello anche durante il cambio tra i vari preset che si vuole memorizzare, o effettuare delle comparazioni senza modificare il parametro di quel canale o coppia di canali.

E’ possibile creare dei gruppi di canale (fino a 4), sia su stesso BANKS che tra BANKS differenti, in questo caso è possibile aggiungere quanti canali si desidera e controllarli tutti contemporaneamente.

Cliccando su GLOBAL verranno illuminati tutti i pulsanti logici dei canali ed una modifica ad un canale sarà la stessa ad un qualsiasi altro canale, un modo rapido ad esempio per cambiare l’impostazione globale dei filtri o attenuare tutto o amplificare tutto in contemporanea.

Equalizzatori Portatili e Strumentali

Ci sono anche processori equalizzatori cosiddetti portatili o compact per le ridotte dimensioni e dalla struttura costruttiva adatta per essere utilizzati con strumenti musicali, per equalizzare il tono dello strumento stesso, che siano strumenti musicali elettrici od elettronici.

Fig. 41

In figura 41 un esempio di equalizzatore attivabile a pedalino, adatto per essere inserito nel signal flow del percorso del segnale di una chitarra elettrica prima dell’arrivo sull’amplificatore (ma se ne trovano anche per basso elettrico ed altri strumenti a corda), signal flow come da esempio in figura 42, in cui l’equalizzatore (contornato di giallo) è posto in mezzo al signal flow dei vari pedalini.

Fig. 42

n.b. Più avanti nel corso della trattazione di questi articoli vedremo dov’è più corretto posizionare l’equalizzatore all’interno di una catena audio e cosa cambia se lo sposto, lo stesso discorso varrà anche per questi pedalini.

Sono generalmente equalizzatori grafici (fader) con filtri semi-parametrici e spesso limitati alle bande utili per lo strumento musicale in questione. Ad esempio la risposta in frequenza della chitarra elettrica, a livello di fondamentali è di circa 100 Hz – 6 KHz.

n.b. Non collegare invece una chitarra elettroacustica in quanto che l’impedenza di ingresso di questi pedalini è molto alta ed ottimizzata per il prelievo del segnale in uscita da chitarre elettriche che di base hanno una ben più elevata impedenza rispetto alle chitarre elettroacustiche, questo genererebbe solo maggiori distorsioni e colorazioni del suono.

Le chitarre acustiche hanno generalmente una loro sezione di equalizzazione (fig. 43), già configurata e adatta per il tipo di segnale (di linea) da loro generato.

Fig. 43

Anche in questo caso sono sempre filtri semi-parametrici/grafici, ma come da figura 43 se ne possono trovare anche parametrici ma con potenziometri variatori. Visto il poco spazio a disposizione in quanto alloggiati a bordo dello strumento stesso, offrono meno filtri rispetto ad un pedalino esterno.

Come si vede da figura 42 e anche da figura 44 diversi possono essere i modelli degli equalizzatori per strumenti musicali, a pedale ma anche a selettore cliccabile in ogni caso sia con il piede che manualmente, e a più o meno bande semi-parametriche.

Fig. 44

Possono essere analogici (fig. 44) ma anche digitali (fig. 45), con la possibilità di memorizzare l’equalizzazione, creare preset e comparazioni A-B, un po come visto anche per gli equalizzatori professionali. E con la presenza di display grafico che mostra la curva risultante.

Fig. 45

Come si vede da figura 46 anche nei pre-amplificatori da chitarra sono spesso presenti semplici moduli di equalizzazione semi-parametrica per i medi e Shelving generalmente Baxandall per bassi e alti.

Fig. 46

Come per gli equalizzatori professionali anche in questo caso vale sempre la regola di utilizzare o l’equalizzatore integrato con il pre-amplificatore oppure e soprattutto se si necessità di un’equalizzazione più precisa, l’equalizzatore esterno su pedalino, per non sommare circuiti di amplificazione e filtri che portano solo distorsione e problemi di fase.

Sempre in considerazione degli equalizzatori On-Board negli strumenti musicali, anche centraline per batterie elettroniche dispongono generalmente di equalizzatori (in questo caso software e con processamento digitale), (fig. 47), per ottimizzare il tono dello strumento prima di essere prelevato e processato esternamente, ed anche in questo caso è consigliato il suo utilizzo solo in caso di necessità, ma se si dispone di un mixer audio esterno con Outboard e Inboard che sia analogico o digitale è sempre bene prendere in ingresso ogni canale della batteria elettronica ed equalizzarlo con processori di migliore qualità (cosa che generalmente questo non possiede), nel caso di un prelievo di segnale stereo, utilizzarlo solo se dagli equalizzatori di migliore qualità esterni non si riesca ad ottenere il tono o la correzione voluta.

Fig. 47

Anche le tastiere digitali possono possedere circuiteria di equalizzazione, in questo caso digitale (fig. 48), ma cosi come detto qualsiasi altro strumento musicale elettrico o elettronico, che sia integrato o su Outboard esterno.

Fig. 48

Equalizzatore nei Microfoni

Un minimo di circuito di equalizzazione (Filtro Cut Out passa-alto) è spesso presente in alcuni microfoni, questo per prelevare ed inviare il segnale audio già filtrato dalle bande di frequenza non utili verso il pre-amplificatore audio microfonico. Questo è molto utile cosi da non amplificare e quindi di conseguenza aumentare lo sfasamento, rumore e distorsione su bande di frequenza non utili al segnale audio.

Fig. 49 Fig. 50

Questo filtro è sempre attivo o passivo analogico, solo nel caso di utilizzo di microfoni digitali lo si trova sotto forma di filtro digitale. In figura 94 un esempio di filtro passa alto con selettore e con la possibilità di selezionare due frequenze di taglio (40 Hz – 80 Hz), (di solito ce nè solo 1), mentre in figura 50 un filtro con pulsante logico, ed in questo caso con la possibilità di selezionare ben 3 frequenze di taglio (40 Hz – 80 Hz – 160 Hz).

C’è da considerare che questi filtri vanno utilizzati solo se non generano un rumore rilevante quanto meno ad orecchio (e spesso quelli analogici con l’invecchiamento e le polveri sottili che si infilano tra i contatti lo generano), solo se la frequenza di taglio selezionabile è quella voluta, solo se la pendenza del filtro è quella ricercata, e se utilizzati non è necessario inserire il filtro anche dall’equalizzatore Outboard o Inboard, in quanto che si andrebbe a togliere sempre la stessa banda e anche se diversa l’interazione tra due filtri come gia visto diverse volte porta a problemi di sfasamento, risonanze e distorsioni aggiuntive, soprattutto a livello analogico. Utilizzare anche quella dell’equalizzatore Inboard o Outboard solo se i processori che successivamente al microfono vengono lungo la catena audio prima dell’equalizzatore generano sub armoniche o armoniche superiori nuovamente introdotte nella banda audio prima tagliata, cosa che può facilmente avvenire nei processori analogici di scarsa qualità.

Nel caso in cui il filtro Outboard o Inboard soprattutto se digitale sia di qualità superiore a quello del microfono, è consigliato utilizzare quello solo se la banda di frequenze che si taglierebbe utilizzando quello On-board al microfono genera maggiori risonanze ed alterazioni del segnale audio (per tanti motivi di interferenza sia esterna che tra cavi adiacenti e molto altro, come visto in argomento cavi audio analogici, oltre che nella fase di pre-ampificazione).

Equalizzatore nei Processori Effetti

Anche nei processori Effetti, come vedremo meglio in altre argomentazioni è possibile trovare sezioni di equalizzazione, e questo equalizzatore lavora sul segnale Wet, quindi modifica il tono della sola parte di riverbero, quindi non si ottiene la stessa cosa mettendo un equalizzatore in ingresso od uscita dal riverbero in quanto si andrebbe a lavorare sia sull’effetto che sul segnale audio, mentre l’obbiettivo è quello di regolare finemente l’espressione dell’effetto, in modo da ricreare la giusta ambientazione, la giusta dimensione, la giusta percezione della posizione dello strumento nello spazio, correggendo eventuali risonanze eccessive, suono troppo frizzante ed acuto, suoni eccessivamente rimbombanti o mediosi, tutte alterazioni tonali che può causare l’inserimento di un effetto, andando a simulare un ambiente reale e quindi simula anche come la tonalità del suono cambia in base all’ambiente in cui si trova a diffondersi (come visto anche in argomento Acustica Architettonica), oppure per semplici scopi creativi.

Come si vedrà sono generalmente semplici equalizzatori con pochi filtri, atti a modellare in modo strettamente se necessario il tono, in quanto che la filosofia primaria è quella che l’effetto introdotto sul segnale audio pulito simul la risposta di quello strumento o di quella traccia in quel determinato ambiente e quindi se suona male o diverso rispetto a come lo vorremmo percepire, allora è più utile utilizzare l’equalizzatore sulla traccia audio DRY, cosi da bilanciarne il tono considerando la presenza dell’effetto.

Ci sono comunque anche processori effetti con circuiterie di equalizzazione più complesse ed articolate.

A livello Software sono integrati direttamente nei Plugin e come si vede in figura 51 e figura 52, hanno generalmente sempre i classici filtri Shelving e Peaking, ed è possibile in alcuni casi decidere il comportamento del filtro stesso, quindi se farlo Peaking, Shelving, ecc…, si possono trovare anche con filtri Cut Out ed altri.

Fig. 51

Fig. 52

Per i Plugin Software all’interno di mixer audio digitali, questi generalmente non presentano sezione di equalizzazione, ma è possibile attivare l’equalizzatore software utilizzato per i segnali di ingresso ed uscita, anche per il ritorno effetti (Effects Return), cosi da equalizzare il solo effetto, prima di mixarlo insieme alla traccia audio pulita.

C’è da dire che i processori effetti hanno quasi tutti la possibilità di decidere il rapporto tra il segnale Wet e DRY, per questo l’equalizzazione alla sola parte di effetto è ottenibile solo se il segnale in uscita dall’effetto è Wet o in caso di rapporto percentuale, come vedremo, questo deve essere al 100%. Mentre se ad esempio metto il livello a 50% in uscita dall’effetto avrò un segnale metà solo effetto e metà segnale pulito, quindi già bilanciato (questa procedura è utile ad esempio per effettuare delle comparazione tra la presenza dell’effetto e non, per bilanciare più finemente l’effetto, o ancora in caso che non si abbia la possibilità di mixare separatamente il segnale pulito con quello effettato), questo però porta in ogni caso ad utilizzare l’equalizzatore sia sulla percentuale effettata che su quella pulita, e questo può portare alla distorsione tonale che si era configurata con l’equalizzatore inserito per il processamento del segnale pulito.

A livello Hardware invece quasi mai si trovano con equalizzazione integrata, in quanto che la filosofia è sempre quella di utilizzare l’effetto in modo separato dal segnale DRY e poi fare mix e processamento (equalizzazione compresa) su di una DAW o mixer audio, sempre in canali separati, utilizzando equalizzatori Inboard, Outboard, Software, ecc..

Alcuni che presentano software integrato e possono essere controllati in remoto, danno questa possibilità agendo con l’equalizzatore integrato da remoto.

Altro su Equalizzatori

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Equalizzatori – VII (Digital All Pass Filter, Full e Global Minimum, Analog Plugin, Zero-Latency, Hybrid Digital Filter, Coseno Rialzato, Mesa FIlter, Equalizzatore Matematico, Playback Equalizzatori, Equalizzatori Software Plugin, Equalizzatori Dinamici).

Equalizzatori – VIII (Struttura di un Equalizzatore, Livello di Tensione Operativo, Mono – Stereo – Multicanale, Link, Unità Rack).

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Equalizzatori – X (Overload, Meter, Potenziometro e Variatore di Frequenza Parte I).

Equalizzatori – XI (Potenziometro e Variatore di Frequenza parte II).

Equalizzatori – XII (Setup di Equalizzazione Parte I).

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Equalizzatori – XVI (Automatizzare un Equalizzatore, Equalizzatori Dinamici Automatici e Paralleli, De-Esser, Enhancer, Exciter, Saturator, Vitalizer).

Equalizzatori – XVII (Equalizzatori Software e Plugin, Sculptor, Tonal Shaper, Spectral Shaper).

Equalizzatori – XVIII (Interfacciamento, Controllo Remoto).

Equalizzatori – XIX (Dove Posiziono l’Equalizzatore?, Caratteristiche Tecniche).

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