Equalizzatori – XVI

Automatizzare un Equalizzatore

In alcune situazioni come il mixing in studio ma ad oggi sempre più diffuso anche nell’utilizzo di sequenze e mix nei live, viste le molteplici tracce audio a disposizione e ai numerosi controlli sempre più presenti negli equalizzatori digitali ma ancor più software, è possibile automatizzarne il processo, cosi da dedicarsi maggiormente all’ascolto e alla modifica e controllo di eventuali altri parametri. L’automazione di un equalizzatore, quindi la variazione di tutti i parametri a disposizione in modo automatico, è quindi utile per modificare nel tempo il tono di uno strumento musicale o di un mix, potendo cosi gestire secondo per secondo (ma anche più piccole frazioni), quale tonalità deve avere quella determinata traccia audio

n.b. L’automazione di un equalizzatore è presente più che altro a livello software, memorizzata dalla DAW che ospita il plugin (fig. 1). Generalmente un’automazione non è compatibile con tutto, ma può essere compatibile ad esempio con solo il Gain o Fader della traccia audio, con il PanPot, ecc…

Ogni DAW se dispone di automazione può avere un suo metodo per la registrazione ed esecuzione della stessa, vedi quindi il manuale utente.

Fig. 1

Per avere un automazione valida, questa deve essere registrata, quindi con l’esempio di figura 1 è necessario impostare il parametro di automazione su Write, ed una volta portato in Playback la traccia audio in cui va eseguita l’automazione (che può essere ascoltata in solo o in mix secondo le esigenze), è possibile muovere i controlli dedicati sul plugin nel tempo e questi verranno memorizzati, in alcuni casi (come si vede sempre da figura 1 viene mostrata una curva di automazione in sovra impressione sulla forma d’onda della traccia audio registrata, questa curva fa riferimento al parametro che si vuole automatizzare, è quindi possibile senza effettuare una registrazione in tempo reale, crearla manualmente. Una volta terminato impostando il parametro di automazione su Read, e facendo Playback per l’ascolto questa automazione verrà letta.

L’automazione è sempre un processo non distruttivo, quindi è modificabile in ogni momento.

n.b. L’equalizzazione automatica come quella vista nei processori che possiedono ingresso microfonico RTA per l’analisi dello spettro audio e successiva auto-calibrazione della risposta in frequenza in base ad un segnale di riferimento in ingresso o in base ad un livello (es. 0 dB), definito (che in ogni caso come vedremo quando parleremo di taratura impianti audio non è la soluzione ottimale, nel senso che mantenere un risposta in frequenza piatta non è sempre la giusta soluzione), NON è un tipo di equalizzazione con Automazione.

L’Automazione è un processo che cambia come detto i parametri di equalizzazione in modo automatico ed in tempo reale.

I parametri di automazione nei processori equalizzatori sono ancora oggi molto limitati, e soprattutto se non si utilizzano DAW come ad esempio nel mix in ambiente LIVE senza l’utilizzo di sequenze registrate, questo è quasi impossibile da realizzare, per questo la migliore soluzione ad oggi per automatizzare un processo di equalizzazione è quello di creare dei preset (snapshot), (fig. 2) con differenti curve di equalizzazione e poi caricarli e/o renderizzarli quando e dove servono, ad esempio enfatizzare la chiarezza e corpo nei ritornelli creando un preset Ritornello, per poi ritornare al preset precedente durante la strofa (preset Strofa), ecc…..

Fig. 2

n.b. Non è consigliato se e quando possibile automatizzare un equalizzazione per l’equalizzatore dedicato alla taratura della risposta in frequenza degli impianti audio, questo perchè le variabili che ne modificano la tonalità nel tempo sono molteplici e dipendono da fattori sia elettrici che fisici, dal comportamento nel tempo degli altoparlanti e amplificatori di potenza, dall’ambiente in cui ci si trova a riprodurre il suono, e come questo cambia nel tempo, quindi con più o meno presenza di persone, oggetti, altro. Come vedremo meglio quando parleremo di analisi e taratura di un impianto audio esistono comunque casi in cui è possibile rendere automatico il processo di equalizzazione al fine di mantenere la risposta in frequenza sempre lineare o sempre con la stessa proporzionalità tonale cosi come analizzata, molto simile al funzionamento di equalizzazione automatica vista nei processori equalizzatori che possiedono ingresso Mic RTA ed invio rumore di riferimento per l’analisi dello spettro dell’impianto audio.

Un equalizzatore dinamico può essere considerato una sorta di equalizzazione con automazione in tempo reale.

Equalizzatori Dinamici (Automatici) e Paralleli

Come visto anche nei precedenti articoli esiste una categoria di equalizzatori definiti Dinamici o Automatici, sono una tipologia di processori ibridi con le caratteristiche di controllo di un processore dinamico e funzionalità di filtro di un equalizzatore. Oltre a questo ci sono diversi processori di segnale audio che lavorano in parallelo, quindi mixano il segnale pulito NON processato con quello processato.

A livello di equalizzatori dinamici come quelli visti nella prima parte di questa serie di articoli in cui l’equalizzazione è gestita non solo da Boost e Cut ma anche dai parametri di Threshold e controlli Attack, Release, ecc.., a livello analogico vista la complessità di realizzare un modello qualitativo non sono quasi mai creati soprattutto a livello professionale ed ormai surclassati dai software che permettono di ottenere questo con molte più potenzialità e trasparenza.

Esistono però delle varianti specifiche per diverse funzionalità di controllo dei toni come queste:

De-Esser

Il De-Esser Analogico è un tipo di equalizzatore con il compito di ridurre l’ampiezza delle frequenze sibilanti, come la pronuncia delle lettere s-f-c ad esempio, e tutte le frequenze generalmente in medio-alta che tendono a risultare sgradevoli, stridule ed eccessivamente taglienti all’ascolto se troppo enfatizzate.

Fondamentalmente il De-Esser lavora in due modi:

  1. Attenuatore
  2. Cancellatore di Fase

Entrambi i modi se il processore è di qualità e tarato bene lavorano ottimamente, solo che nel primo caso il segnale viene attenuato in ampiezza, in pratica quando lavora in automatico viene fatta una comparazione tra le variabili di ampiezza del segnale di Input, riportando mediamente secondo le impostazioni date il livello di segnale delle sibilanti a più bassi valori (ad esempio se il segnale subisce un escursione sulle sibilanti da 0 dB a + 3 dB a seconda delle impostazioni date il livello del segnale più alto viene attenuato a +1 o + 2 dB, o pienamente compresso a 0 dB riducendo però cosi anche la dinamica (fondamentalmente il De-Esser è anche un processore dinamico). Nel secondo caso invece è eseguita una copia della porzione di frequenze in cui va ad intervenire, analizzata la differenza di ampiezza ed invertita di fase la copia, e successivamente sommata con un tempo di ritardo tale da permetterne l’attenuazione desiderata.

L’Attenuatore ha un intervento rapido e duro quindi può essere utile e lavora bene quando lo spettro audio sibilante presenta una precisa frequenza in risonanza, tagliente ecc.. o comunque una piccola porzione di banda, altrimenti il livello di attenuazione può risultare troppo invasivo e per cui è necessario non farlo lavorare troppo pesantemente ma a quel punto si rischia di non intervenire bene sul segnale audio.

La Cancellazione di Fase è un intervento più morbido e quindi va bene anche per porzioni di banda più larghe, solo che è anche più lento in quanto che presenta un doppio passaggio di analisi, quindi non adatto per dei timbri con veloci attacchi come gli strumenti percussivi, in questo caso specifico per voce. Questo processamento permette in maniera più trasparente di utilizzare eventuali processori dinamici anche dopo l’utilizzo del De-Esser.

Ci sono contesti in cui si presentano come sezioni di Outboard pre-amplificatori e/o compressori (fig. 3), e contesti in cui sono veri e propri processori come analizzati in articolo Noise Redution), (fig. 4).

Fig. 3

Nel caso di figura 3 sono semplici parametri di controllo, molto meno complessi ed articolati rispetto ad un equalizzatore dinamico, una Threshold con la quale è possibile impostare il valore in dB superato il quale si attiverà il processamento, ed un variatore di frequenza con il quale è possibile impostare la frequenza centrale od in alcuni casi di giro a seconda di che filtro è stato inserito.

Una volta che il segnale audio supera la soglia stabilità si avrà un’attenuazione di quella porzione di banda.

E’ quindi un processamento che lavora solo in attenuazione, ed il livello di attenuazione in dB è spesso non impostabile dall’utente, oltre che come si vede dalla figura 3 non è nemmeno possibile impostare una larghezza di banda o Q desiderato, per fare questo è consigliato l’utilizzo di un equalizzatore dinamico o di un processore De-Esser dedicato.

Il tutto è gestito dalla Threshold, più si abbassa il valore della Threshold e tanto più il segnale audio verrà attenuato in quanto che entrerà sempre più segnale all’interno del processamento.

Il processo automatico garantisce in certi casi e se usato correttamente di intervenire con il processamento solo se effettivamente è necessario, quindi senza andare a modificare lo spettro audio in modo “distruttivo” per qualsiasi livello di segnale si presenti, come se si utilizzasse un normale equalizzatore. Anche perchè queste sibilanti se della giusta intensità risultano in ogni caso gradevoli (a patto di aver eseguito una buona ripresa microfonica) e facenti parte nel caso del parlato della corretta comprensione di queste consonanti, mentre se troppo attenuate possono risultare di difficile comprensione.

Il processo automatico può essere anche utile per limitare l’escursione di ampiezza delle sibilanti quando ad esempio con la voce ci si sposta e ci si avvicina al microfono, soprattutto quelli dinamici ed in base al diagramma polare tendono a creare alterazioni sulla risposta in frequenza.

Come si nota dalla figura 4 vi sono spesso led indicativi che ci informano dell’avvenuta attivazione del processo ogni volta che il segnale supera la soglia impostata.

Fig. 4

Nel caso di figura 4 che è invece un Outboard De-Esser dedicato (due canali o stereo) in questo caso a Cancellazione di Fase, è possibile impostarlo in modalità automatica in cui attraverso un sensore interno regola il livello in dB di una Threshold interna in base ai parametri impostati dal potenziometro S-Reduction, e si ottiene cosi il processamento, più si richiede di ridurre le sibilanti e più il livello della Threshold verrà automaticamente abbassato e quindi a più bassi livelli di segnale interverrà il processamento.

Attraverso il filtro Male/Female è possibile regolare la banda di frequenze e anche Q su cui il processore va ad intervenire (generalmente voci maschili hanno sibilanti generalmente su tonalità lievemente più basse che quelle femminili).

Attraverso il Meter cui dispone, è possibile vedere il livello in dB di riduzione delle frequenze processate.

n.b. Il De-Esser generalmente è posto in Insert con la voce in quanto che è quello strumento che genera maggiori sibilanti dinamicamente molto varie, ma è possibile inserirlo come processore per qualsiasi strumento, master out compreso per ottenere le stesse funzioni, limitare frequenze soprattutto medio alte che tendono ad essere stridule, risonanti, ecc..

Esistono anche moduli De-Esser per Rack personalizzati (fig. 5), in questo caso le sibilanti sono divise in due sezioni di filtri attivabili singolarmente.

Fig. 5

In figura 6 un’altra tipologia di De-Esser analogico, in questo caso stereo ed in cui è possibile linkare i due canali ed usarli solo con un controllo impostando Link nella sezione Sidechain (vedremo meglio la Sidechain quando parleremo di processori dinamici), oppure utilizzare entrambi i controlli di processamento separati. Presenta una propria scala Meter (dB) come riferimento per il livello di riduzione delle sibilanti. Oltre ai classici controlli Threshold per definire il livello sopra al quale il segnale verrà processato, presenta la possibilità di scegliere tra una tipologia di lavoro normale o Fast, se Fast il tempo di rilascio è più breve, utile soprattutto per sibilanti con attacchi e rilasci veloci cosi da non intaccare audio pulito al processamento. Impostando il selettore su ON si attiva un limitatore per le alte frequenze (da 2 Khz in su, non altro che il processamento di riduzione delle sibilanti), ed in questo caso lavora fino ad un massimo di – 11 dB di riduzione. L’opzione M-S trasforma il processore stereo L-R ad un processore M-S sommando i due segnali L-R per il canale di sinistra M ed invertendoli di fase per il canale di destra S, come visto in dettaglio negli articoli precedenti.

Fig. 6

Rimando all’articolo Noise Reduction per la spiegazione dei De-Esser a livello Software.

Enhancer ed Exciter

L’Enhancer o Exciter che come vedremo hanno simile funzione, ed inventati da Aphex, hanno il compito come anticipato in questa serie di articoli sugli equalizzatori di introdurre armoniche generalmente in alta e/o bassa frequenza al fine di rendere un suono più chiaro o più corposo. Questi processori lavorano quindi generalmente bene su suoni poveri di armoniche, mentre in quei suoni in cui il contributo armonico e risonante è già di valore, tendono ad accentuare questa sensazione di armonicità rendendo l’ascolto più affaticato e meno naturale.

In figura 7 si vede la sezione di Enhancer analogico, anche in questo caso semplice ed alloggiato all’interno di Outboard come i pre-amplificatori microfonici, può anche essere un equalizzatore automatico, composto da un filtro Parametrico o Shelving già pre-impostato a livello di fabbrica e non regolabile dall’utente se non come unico controllo di una porzione di banda prestabilita.

Generalmente lavorano in bassa frequenza 80 Hz – 100 Hz ma in contemporanea spesso sono anche attenuatori, come nel caso di figura 7 vi è anche un attenuazione a 250 Hz, questo per incrementare la sezione bassa senza che il suono finale sia percepito rimbombante e risonante in medio-bassa frequenza.

n.b. Questo si presenta spesso quando l’Enhancer è costituito da filtri parametrici a larga banda e per cui un’eccessiva amplificazione in bassa frequenza con un troppo basso valore di campanatura va ad incidere anche sull’amplificazione in medio-bassa, soprattutto se il filtro non è a campanatura costante. Il rapporto amplificazione-attenuazione è tarato in fase costruttiva.

C’è spesso anche una sezione Enhancer in alta frequenza e nel caso di figura 7 si presenta come equalizzatore automatico che analizza lo spettro audio in ingresso (ampiezza e fase) ed in base al valore numerico impostato enfatizza la sezione delle alte frequenze (generalmente sopra agli 8 – 10 Khz). Questo processo non è fisso ma è eseguito in modo automatico e variabile dal processore in base allo spettro in ingresso, quindi può esserci più o meno attenuazione e a volte anche con variazione automatica di banda o frequenza di giro, tale da fornire in uscita un suono sempre chiaro e definito in alta frequenza secondo il quantitativo regolato tramite il potenziometro di riferimento.

Fig. 7

Posizionando i potenziometri tutto a sinistra, in questo caso si disabilita la sezione di Enhancer in modo indipendente filtro per filtro.

Altri come quello di figura 8 sono un po più complessi e offrono maggiori funzionalità.

Fig. 8

Il primo stadio sul percorso di segnale in questo processore è la sezione Multiband (fig. 9), in cui cliccando sul pulsante logico SOLO è possibile isolare l’ascolto alla sola sezione, bypassando eventuali processamenti di altre sezioni, questo è molto utile per isolare l’effetto del processamento cosi da capire se fatto correttamente e le differenze rispetto agli altri processi. Attraverso Auto Reduction è possibile lasciare il processore in automatico per questa sezione, cosi che in base alla banda di frequenza selezionata tramite il Tune Control (non altro che un filtro passa-alto con cui è possibile selezionare la banda di frequenze da processare), il processore analizza lo spettro audio in ingresso (fase-ampiezza-dinamica) e ne riduce la sensibilità in modo automatico secondo un proprio algoritmo integrato. Utile per ridurre rumore in alta frequenza (in questo caso funge quindi da opposto rispetto ad Enhancer ed Exciter, è più un noise reduction).

Se l’Auto Reduction è in Off, attraverso Sensibility è possibile decidere manualmente il livello del segnale in ingresso al processore.

Una strip LED informa del livello del segnale in ingresso con l’aggiunta di quello processato.

Fig. 9

Attraverso il Process Control è possibile regolare il livello di enfatizzazione delle alte frequenze (quelle filtrate dal Tune), la differenza fondamentale tra Enhancer ed Exciter è che se posiziono il cursore verso Exciter avrò una sensazione di enfasi più marcata rispetto ad una più morbida per l’Enhancer.

Tramite High Mix c’è la possibilità di regolare il giusto mix di un processamento parallelo, che non è mai DRY, ma regolando il cursore tra i valori 0 e 6 è possibile aggiungere sempre più effetto processato a quello DRY. E’ un controllo che lavora in contemporanea al Process, il quale invece determina la curva del processamento.

Un’altra sezione è quella Bass Processor (Fig. 10), in cui tramite Shift Switch è possibile regolare la frequenza di taglio per il filtro passa-basso e attraverso Mode Switch è possibile selezionare tra Soft in cui viene eseguito un processamento di Boost morbido e caldo, e Normal in cui viene eseguito un processamento di Boost più secco e grossolano. Attraverso il Low Mix control è possibile gestire il quantitativo di segnale processato mixato in parallelo su quello DRY.

Fig. 10

Un altro parametro è il Surround Processor (fig. 11), attraverso il quale tramite il controllo Surround Switch è possibile attivarne il funzionamento ed attraverso il controllo Surround Control è possibile gestire il livello di crosstalk tra i due canali stereo (quindi è necessario arrivare in ingresso al processore con un segnale stereo, altrimenti l’effetto surround non funzionerà correttamente).

Fig. 11

Il Plugin Software di figura 12, è sempre un Enancher ma con la proprietà di analizzare lo spettro audio e di introdurre armoniche solo nella parti di spettro naturalmente povere, quindi si presenta come un Enancher Dinamico, molto più naturale ed efficente rispetto ai classici processori Analogici e Digitali che lavorano Staticamente. Di contro se questo processo non lavora bene, soprattutto per spettri molto vari nel tempo, tende a colorare un po il suono.

Fig. 12

Saturator

Ci sono poi processori che sono spesso un mix tra le caratteristiche di equalizzatori e processori dinamici come il Saturatore Analogico di figura 13.

Fig. 13

Lo scopo di un saturatore è essenzialmente quello creativo, quindi di aggiungere sonorità e non di correggere.

Come nel caso di figura 13 presentano sia un circuito di amplificazione di ingresso che di uscita, inseribili in un qualsiasi punto della catena audio (ripeto non sono processori trasparenti e qualitativi dal punto di vista della correzione audio, ma sono creativi, quindi introducono alterazioni tonali, dinamiche e anche a volte distorsioni ricercate).

Ce ne possono essere di vario tipo e con varie funzionalità, in questo caso ogni banda di equalizzazione in cui è diviso è attivabile e disattivabile singolarmente per una comparazione A/B e per disattivare la banda inutilizzata. E’ un processore che può lavorare in stereo o mono linkato. Se in stereo per ogni banda ci sono degli appositi circuiti di regolazione del Width, quindi regolazione dell’estensione stereo, da un massimo di estensione fino a percepire un segnale mono quando il controller è portato tutto a sinistra. E’ possibile regolare il guadagno in ampiezza della relativa banda e aggiungere tramite il Saturator della distorsione. Attraverso X-Over è possibile variare la frequenza centrale dei filtri e quindi determinare quale banda di frequenza viene fatta lavorare nella sezione Low – Mid – High.

I Saturator sono a volte accompagnati da circuiteria valvolare per introdurre la caratteristica e colorata (calda) distorsione valvolare.

Questi Outboard generalmente sono utilizzati in Insert sul canale audio desiderato o in cascata con altri Ouboard, ma non è raro vederli anche su di una sezione Master Out.

Il processore di figura 14 e 15 è un altro tipo di Saturator, come si nota la scala del Meter è molto elevata rispetto al solito che troviamo e quanto visto in questa serie di articoli (in questo caso fino a + 30 dB), proprio per poter alzare il livello del segnale adeguatamente fino ai valori di distorsione voluti.

Questo processore è specifico per introdurre distorsioni e quindi colorazione del segnale audio lavorando sulla seconda e terza armonica di cui dedica due sezioni di processamento indipendenti. Anche se in realtà per 2nd armonica è solo un riferimento ma indica che lavora sulle armoniche di ordine pari, se pur meno presenti quelli di ordine superiore alla seconda, mentre per la 3rd armonica lavora anche sulle armoniche di ordine dispari.

Lavorando sulla seconda armonica è possibile ottenere distorsioni con toni più caldi a simulare la distorsione valvolare, mentre con la terza armonica si simulano maggiormente distorsioni di circuiterie attive.

E’ un processore che può anche codificare e decodificare un segnale M – S e lavorare sui valori di distorsione di entrambi i canali in modo indipendente, di base è un processore stereo, quindi lavora in simultanea sui canali L – R e non può lavorare in modo indipendente.

Fig. 14Fig. 15

Attraverso il THD Mixer (presente nel VSM 3) è possibile gestire il rapporto di distorsioni tra la 2nd e 3rd armonica cosi da bilanciare ottimamente il mix dello spettro di distorsione desiderato. E’ possibile utilizzarlo in modo parallelo in cui entrambe le distorsioni arrivano contemporaneamente all’uscita Master, oppure in modo seriale in cui la distorsione della 2nd armonica entra nel modulo di distorsione della 3rd armonica cosi da colorare ulteriormente anche i valori armonici generati dal distorsore di 2nd armonica ed ottenere un diverso effetto in uscita.

Il THD Mix di entrambi i canali di distorsione armonica gestisce il quantitativo di segnale non processato DRY e quello processato WET da mandare all’uscita.

Attraverso la sezione di Monitoring (presente nel VSM 3) è possibile avere un pre-ascolto (Solo) delle distorsioni create con il 2nd Harmonic e/o con il 3rd Harmonic.

Attraverso il Knob Level è possibile gestire il livello di distorsione armonica.

Attraverso il selettore Style è possibile gestire il tipo di intervento della distorsione, Soft una distorsione più morbida, Hard una distorsione più dura (simile al Knee nei parametri di gestione di un compressore, che vedremo in altre argomentazioni).

Attraverso il Knob Drive è possibile gestire un livello di Threshold oltre il quale il segnale viene portato allo stadio di saturazione armonica.

E’ possibile inserire un filtro passa banda in modo da poter scegliere quale banda di frequenze mandare alla saturazione armonica (Low 10 Hz – 120 Hz, Mid 120 Hz – 1.5 Khz, Hi Mid 800 Hz – 4 KHz, High 4 KHz – 20 KHz, Full 120 Hz – 20 KHz, Track 10 Hz – 20 KHz).

Attraverso Shape è possibile gestire un filtro Hi-Cut, pre prevenire eccessive sibilanti e brillantezza.

Il VSM 2 presenta 2 ingressi Insert, entrambi L – R o M – S (fig. 16).

All’Insert 1 è possibile inserire un equalizzatore o compressore per bilanciare la dinamica e tonalità del segnale prima della saturazione, un diverso bilanciamento dinamico e tonale farà anche dipendere una diversa saturazione, ad esempio se amplifico molto le basse e queste sono le prime ad andare vicino ad un livello di distorsione in ingresso, lavorando con il saturatore questo avrà un processo di maggiore sensibilità sulle basse frequenze.

Attraverso il Knob, Parallel Compression (presente nel VSM 2), è possibile effettuare una compressione parallela e deciderne il quantitativo di segnale non processato DRY rispetto a quello processato WET (vedremo meglio questo quando parleremo di processori di dinamica).

Fig. 16

L’Insert 2 è invece solo una sezione di Width prima del processamento di saturazione, in pratica è possibile gestire se utilizzare il normale contenuto stereo o M/S oppure bilanciare il livello del segnale verso il canale desiderato, ma allo stesso modo è possibile inserire un compressore od equalizzatore stereo e controllare quindi il bilanciamento del segnale dopo il processamento dinamico o tonale.

n.b. Un buon saturatore analogico generalmente valvolare o attraverso diodi, deve possedere componenti adeguati a questo scopo, quindi in grado di sopportare elevati valori di tensione e non danneggiarsi nel loro valore di distorsione, altrimenti sarebbero sempre da cambiare con componenti nuovi ed in questo caso anche molto costosi. Per quanto riguarda le distorsioni digitali queste sono meno ricercate in quanto che più fastidiose a livello psicoacustico da percepire (come già visto anche in altri argomenti), mentre a livello software si cerca di ricreare la distorsione analogica emulando le caratteristiche del timbro, dinamica, ecc… dei saturatori fisici.

Il processore di figura 17 è un processore completamente passivo, non va quindi alimentato, ed è realizzato con sole componenti passive, questo garantisce clipping più morbidi e con sogli di livello massimo saturabile ben più alte di un circuito attivo, e distorsioni meno fastidiose più simili a quelle valvolari. E’ un processore studiato ed utile per gestire il Clip, quindi l’introduzione di distorsioni volute lungo il segnale audio.

Fig. 17

Presenta una Threshold con la quale è possibile gestire il tipo di Clip, variando il potenziometro si aggiungono e sottraggono diodi (ne sono presenti più in serie), questi vengono attivati tanto più si porta il valore delle Threshold verso High cosi da avere sempre più colorazione di distorsione.

Dal Clip Range è possibile gestire una pre-enfasi, utile ad esempio per portare in Clip prima le Alte e Medie rispetto alle Basse frequenze, perchè generalmente le distorsioni in bassa frequenza sono più fastidiose. Portando il selettore su White il processo è lineare, quindi non cambia nulla, mentre su Pink si ottiene un Boost di 3 dB/Ottava dalla frequenza di taglio o di giro impostata dalla sezione di filtri Low, se imposto Red, la pre-enfasi è di 5 dB/Ottava.

Attraverso i selettori Cut – Out – Clip, è possibile escludere il filtro se Out, oppure impostando Cut li si fa lavorare in attenuazione, mentre in Clip in Boost.

La parte di filtro media può essere impostata tramite selettore in modalità Parametrica o Shelving, da notare che varia anche la banda di frequenze su cui si può lavorare.

I livelli di guadagno come si nota sono da tutto a destra in cui hanno valore 0, a tutto sinistra in cui hanno il massimo guadagno o attenuazione, mentre per convenzione normalmente si amplifica sempre da sinistra verso destra.

Vitalizer

Diversi sono i nomi dati a funzioni particolari dei vari processori che includono anche sezioni di equalizzazione, come ad esempio il Vitalizer Analogico di figura 18, non altro che un altro Enhancer ma con diverse funzionalità.

Fig. 18

Il Vitalizer è spesso un equalizzatore parallelo, nel senso che aggiunge l’effetto del segnale processato con quello DRY cosi da ottenere un processamento più simile ad una vera e propria aggiunta più che ad una equalizzazione di tono. Come l’Enhancer ha la funzione di rivitalizzare il segnale audio lavorando su porzioni di banda più semplificate rispetto a quelle filtrate di un equalizzatore, e come anche il Saturator sono spesso un mix tra le caratteristiche di un equalizzatore e quelle di un processore dinamico.

Come visto quando parlato di equalizzatori dinamici il loro utilizzo in certi contesti può risultare qualitativamente migliore al raggiungimento dello scopo desiderato. Questo perchè si hanno sezioni di filtri più semplici e perchè generalmente non lavorano in modo costante sul segnale audio ma solo dinamicamente, quindi non introducono una distorsione sul segnale audio indipendentemente dal livello in cui si trova ma segue invece il suo livello venendo più facilmente mascherata.

In questo caso il Vitalizer ha una sezione primaria (il suono viene elaborato come in tutti i processori da sinistra verso destra o dall’alto verso il basso), un Drive, con il quale è possibile decidere il livello di processamento, più lo si sposta verso valori negativi e più l’intervento è delicato, al contrario portandolo verso valori positivi.

Vi è poi una sezione di compressione per le basse frequenze (compressori che vedremo in altre argomentazioni), ed uno slider rotativo tra valori di Soft e Tight, più ci si sposta verso il Tight e più si ottiene un suono in bassa frequenza percussivo e secco, più invece ci si porta sul Soft e più il suono in bassa frequenza sarà più profondo, caldo e morbido (lo si vede anche dalla simbologia inserita attorno a questo controllo rotativo, verso il Soft ci sono cerchi e verso il Tight quadrati, quindi suono più spigoloso). a 0 questa sezione è Bypassata.

Attraverso il controllo rotativo Process, è possibile regolare il mix tra il suono processato e quello non processato, se è a 0 ci sarà il solo suono non processato, più lo si sposta verso destra fino al valore 10 e più verrà introdotto il suono processato. E’ dunque un tipo di processamento parallelo, non distruttivo ma compensabile come avviene in molte tecniche di processamento utilizzate nel mix di brani musicali quando parleremo in altre argomentazioni di tecniche di mixaggio. Per cui se muovendo i precedenti parametri non si sente alcuna variazione è perchè molto probabilmente il Process è impostato a 0.

Il Mid-High Tune, serve ad impostare la frequenza di giro di un circuito di equalizzazione Shelving, ed è utilizzato per migliorare la chiarezza tonale, cosa che si potrebbe fare anche con un equalizzatore esterno, ma in questo caso non avendo il processore altri filtri di equalizzazione in banda media, riesce a mantenere l’impressione soggettiva del volume senza alterare in modo permanente la composizione spettrale del segnale audio, in quanto che è un filtro che dipende anche dalle impostazioni del parametro Sound. Non è un semplice equalizzatore Shelving ma un Mid-End Tricks, con quindi funzione di amplificazione sopra la frequenza di giro scelta ed attenuazione sotto.

High Eq., permette di impostare la frequenza desiderata per il processamento, attraverso un filtro semi-parametrico (ad ampia banda selezionata per enfatizzare armoniche in alta frequenza), ed attraverso il controllo rotativo Intensity è possibile come per il Process gestire la quantità di segnale processato da aggiungere al segnale originale. E’ un processo simile a quello dell’Enancher, solo che quest’ultimo è più che altro un amplificatore di segnale, mentre l’High Eq. di un Vitalizer è impostato con fase accuratamente progettata per integrarsi in modo ideale con il filtro Mid-High Tune.

n.b. Avendo sezione bassi e alti separati è possibile cosi utilizzare solo la banda desiderata od effettuare un ascolto separato per capirne meglio gli effetti.

In figura 19 e figura 20 un esempio grafico di come lavora il Vitalizer.

Questi grafici mostrano in figura 19 le linee seghettate l’andamento della risposta in frequenza per la modalità Soft in cui si vede come via via vi è un incremento delle basse frequenze che rimane comunque morbido su di un ampio spettro. Mentre dal grafico in figura 20 si vede sempre dalle linee seghettate l’andamento dello spettro per la modalità Tight, in cui l’amplificazione è una curva più stretta con un picco a 50 Hz.

Le linee continue sono l’andamento della fase che nel caso del Soft viene mantenuta costante all’andamento della risposta in frequenza, mentre per il Tight subisce quasi un’inversione di fase.

Si vede anche il lavoro del Mid-High Tune in medio alta frequenza come segue l’andamento di fase delle impostazioni del controller Sound.

Fig. 19

Fig. 20

Il Vitalizer ha generalmente anche funzioni di “smascheramento”, nel senso che applica un leggero ritardo impercettibile ad orecchio tra il suono pulito e quello processato tale da riuscire in certi casi a far percepire più chiaramente spettri audio prima mascherati. Un esempio è quello di figura 21.

Fig. 21

Di seguito alcuni esempi grafici di come potrebbe essere utilizzato il Vitalizer (fig. 22), in Insert al Main o Bus Out di un Mixer Audio per rivitalizzare ad esempio una povera registrazione analogica, oppure in cascata dopo un processore di riduzione del rumore per rivitalizzare l’audio.

Fig. 22

Il Vitalizer è un processore utilizzato molto anche nelle Radio, in quanto che permette di rendere un suono più forte, vicino, luminoso, permette di gestire l’ampiezza della banda stereo, di renderlo più intelligibile, non pensando troppo alla qualità e trasparenze del suono, ma il tutto adatto sia a compensare le differenti tonalità delle tracce audio in riproduzione, soprattutto tra brani vecchi e più recenti (anche se per fare questo esistono come vedremo in altre argomentazioni tipologie di processori più dedicati) e poi per compensare le perdite che generalmente avvengono durante la trasmissione e ricezione in radiofrequenze.

n.b. Alcuni mixer audio dedicati al Broadcast e Radio presentano processori tipo il VItalizer al loro interno, quindi integrati e a questo scopo.

Può essere utile per rivitalizzare effetti, tracce audio impoverite dal deterioramento come quelle su nastro analogico e vinili anche dovute alle copie soprattutto ad alte velocità, ma non solo in utilizzo musicale ma anche Cinema e TV, il tutto comunque con limitate e generiche operazioni, come vedremo in altre argomentazioni, una corretta procedura di rivitalizzazione eseguita in Mastering è molto più complessa ed articolata.

Per il Broadcast e Cinema è molto utile per rivitalizzare dialoghi, riprese microfoniche a distanza che spesso hanno tonalità cupe, poco dinamiche e poco chiare, per la rivitalizzazione di tracce sonore ed effetti stereo, non chè migliorare il bilanciamento ad esempio di un multi microfonaggio.

n.b. Può essere di aiuto posizionare un processore dinamico post Vitalizer per rifinire dettagli sonori dinamici, ma è sconsigliato metterlo prima per evitare indesiderate forme di “pompaggio” sonoro soprattutto in bassa frequenza e sensazioni di “saltellio” in media.

n.b. Sono processori in alcuni casi anche qualitativi perchè lavorano senza numerosi filtri, come visto il problema principale degli equalizzatori soprattutto grafici, il che permette al Vitalizer di gestire bene le variazioni di fase ed ampiezza del segnale audio.

Un altro esempio di Vitalizer è quello di figura 23, in questo caso oltre alla presenza di un filtro LC (Coil Filter) il quale tende a far risuonare leggermente i bassi cosi che il compressore riesca a lavorare più precisamente sui picchi di livello ed operare più precisamente, ha la possibilità di inserire o disinserire un circuito valvolare che aggiunge colorazione al suono, rendendolo più caldo e con l’aggiunta delle distorsioni classiche del circuito valvolare. Il livello di segnale introdotto dal circuito valvolare è regolabile tramite 2 attenuatori selezionabili, in alternativa è possibile impostare i controlli degli attenuatori come controlli limiter, e portano le valvole ad un funzionamento Limiter (vedremo i limiter in altre argomentazioni).

Fig. 23

L’equalizzatore analogico in figura 24 è un equalizzatore a processamento parallelo MS, come visto nei precedenti articoli il processamento parallelo mixa (in questo caso internamente) il segnale DRY con il segnale processato, cosi da ottenere un segnale più morbido pur mantenendo le caratteristiche e peculiarità del suono processato.

Fig. 24

Questo tipo di processore è molto utile per enfatizzare e rendere chiara una banda di frequenza tra gli 800 Hz ed i 38 KHz, quindi lavora anche con frequenze supersoniche. Si presenta con un processo di lavoro del tutto simile a quello di un Vitalizer.

Se imposto il selettore su Lift il processore lavora dagli 800 Hz in su (ed è tarato con una curva di equalizzazione tale da enfatizzare o ridurre l’effetto Crack, con picchi nella banda tra 800 Hz e 2.500 Hz, ma allo stesso tempo enfatizza anche l’effetto aria in alta frequenza, permettendo in certi casi di tirare fuori dal mix strumenti e porzioni di banda rimaste indietro durante il mastering, ecc… rendendoli più chiari e comprensibili), mentre se impostato su Open lavora dai 3 KHz in su così da lavorare finemente sulla banda desiderata (è tarato per far risaltare soprattutto gli attacchi degli strumenti percussivi). Se imposto il secondo selettore su Boost avviene un’amplificazione della banda di frequenza selezionata, mentre in Cut attenua. Il livello di boost e cut è dato dal potenziometro Focus.

Sono processi inseriti al primo stadio (prima del Claity Engine) non a caso ma volutamente per ottenere poi un controllo ancora più preciso di queste porzioni di banda tonalmente preparate per lo stadio successivo.

Il Clarity Engine è quindi lo stadio di processamento successivo, se imposto il selettore su Presence avrò un taglio filtrato da 4 KHz in su per ridurre tutte le sibilanti ed aria eventualmente troppo enfatizzate naturalmente o dal processo precedente, facendo oltrettutto risaltare la banda di frequenze subito dietro che determina la presenza del suono. Se imposto Sheen si aggiunge un livello di distorsione caratteristica degli equalizzatori vintage da 8 KHz in su. Se imposto Shimmer (enfatizza da 18 KHz in su) o Silk (enfatizza da 34 KHz in su, quindi senza filtri passa basso per le frequenze ultrasoniche come invece spesso accade in molti equalizzatori per ridurre rumori ed interferenza in alta frequenza), questi lavorano solo ed esclusivamente in alta frequenza, ad esempio per enfatizzare l’aria di un parlato, il tocco del pollice sulle corde di un basso o chitarra, o ancora il tintinnio delle bacchette sui piatti di una batteria. Il tutto è regolabile dal Focus con cui è possibile miscelare il contenuto Dry come quello processato, tanto più focus si aggiunge e tanto maggiore la fase di processamento viene percepita.

n.b. Come si nota un solo controllo di livello è utilizzabile, uno per la sezione Focus ed uno per la Clarity, quindi si processano due modalità in contemporanea.

Normalmente il processore lavora in L – R con controlli indipendenti ed in parallelo, ma è possibile attivare il processamento M – S portando il selettore dedicato su M-S. Il processamento Mid – Side non è parallelo ma codifica e decodifica il segnale audio.

Guardando la parte posteriore di questo processore (fig. 25), si vede come vi sia anche la presenza di Insert per inserire un eventuale ulteriori processore Pre-Eq, come ad esempio un processore dinamico.

Fig. 25

Di questo processore esiste anche la versione Inboard per rack modulabili (fig. 26).

Fig. 26

Altro su Equalizzatori

Equalizzatori – I (Storia degli Equalizzatori, Outboard e Inboard, Categorie di Equalizzatori, Filtri Simmetrici, Filtri Asimmetrici, Filtri Cut Out Passivi).

Equalizzatori – II (Filtri Cut Out Risonanti, Resistenze Variabili, Equalizzatori Analogici Attivi, Filtri Cut Out Attivi, Brickwall Filter, State Variable Filter, Sallen-Key Filter, Filtri a Guadagno Unitario e Variabile, Equalizzatore Shelving, Baxandall Filter, Resonant Shelving).

Equalizzatori – III (La Fase nei Filtri Shelving, Comparazione FIltri Shelving, T-Filter, Low – High End Tricks, Equalizzatori Parametrici, Peak Filter, Q, Bandwidth).

Equalizzatori – IV (Filtri Semi-Parametrici, Filtri Fully Parametrici, Circuiti Parametrici, Constant Q, Proportional Q, Simmetrical Q, Comparazione Filtri Parametrici).

Equalizzatori – V (Equalizzatori Grafici, Equalizzatori M/S, Equalizzatori Digitali, Equalizzatori Paragrafici, Equalizzatori Programmabili, Serial vs Parallel Eq., DSP vs FPGA).

Equalizzatori – VI (Filtri FIR, Filtri IIR, Equalizzatore a Fase Lineare).

Equalizzatori – VII (Digital All Pass Filter, Full e Global Minimum, Analog Plugin, Zero-Latency, Hybrid Digital Filter, Coseno Rialzato, Mesa FIlter, Equalizzatore Matematico, Playback Equalizzatori, Equalizzatori Software Plugin, Equalizzatori Dinamici).

Equalizzatori – VIII (Struttura di un Equalizzatore, Livello di Tensione Operativo, Mono – Stereo – Multicanale, Link, Unità Rack).

Equalizzatori – IX (Connessioni, Alimentazione, Materiali, On/Off, Bypass).

Equalizzatori – X (Overload, Meter, Potenziometro e Variatore di Frequenza Parte I).

Equalizzatori – XI (Potenziometro e Variatore di Frequenza parte II).

Equalizzatori – XII (Setup di Equalizzazione Parte I).

Equalizzatori – XIII (Setup di Equalizzazione Parte II).

Equalizzatori – XIV (Setup di Equalizzazione Parte III, Equalizzatori Dinamici, Equalizzatori Spaziali, Equalizzatori per Taratura Impianti Audio, Equalizzatori Skulptor, Setup negli Equalizzatori Plugin, Controllo Remoto Equalizzatori Software).

Equalizzatori – XV (Cut Filter, Equalizzatori Motorizzati, Equalizzatori Portatili e Strumentali, Equalizzatore nei Microfoni, Equalizzatore nei Processori Effetti, Altro sugli Equalizzatori).

Equalizzatori – XVII (Equalizzatori Software e Plugin, Sculptor, Tonal Shaper, Spectral Shaper).

Equalizzatori – XVIII (Interfacciamento, Controllo Remoto).

Equalizzatori – XIX (Dove Posiziono l’Equalizzatore?, Caratteristiche Tecniche).

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