Equalizzatori – XVIII

Interfacciamento

Prima di proseguire con l’argomento dedicato all’interfacciamento dei processori equalizzatori, è bene dire e ripetere che non è mai utile utilizzare più equalizzatori in serie o parallelo, tale che ad esempio il primo lo si fa lavorare con filtro in bassa frequenza ed il secondo con filtro in alta frequenza, perchè magari si pensa che l’uno lavora meglio sui bassi e l’altro sugli alti, si è vero gli equalizzatori possono avere filtri che lavorano meglio di altri all’interno dello stesso Outboard, ma questo generalmente avviene per processori di scarsa qualità, per equalizzatori di alto livello tutti i filtri sono creati/selezionati ed assemblati più qualitativamente possibile e nel migliore dei modi, quello che poi cambia come visto in tante occasioni in questa serie di articoli è l’interazione che hanno naturalmente questi filtri quando attivi e su frequenze vicine. Inserire un doppio equalizzatore soprattutto se analogico, porta solo un aumento dei valori di distorsione, rumore di fondo, impoverimento dinamico, problemi di fase, ecc… impoverimento soprattutto derivato nella fase di intercacciamento Analogico tra i vari dispositivi, in relazione alle impedenze in gioco. Quindi utilizzarne sempre uno solo per lo stadio di Input ed eventualmente Output della propria catena audio per la taratura dell’impianto audio e/o bilanciamento tonale del mix.

Per informazione tecnica, se utilizzo un doppio equalizzatore (stesso equalizzatore) e soprattutto nel caso digitale dove è un’operazione matematica, mentre in analogico ci saranno sempre delle variabili dipendente dalle caratteristiche del filtro utilizzato, e ad esempio metto il primo a + 6 dB con sua configurazione di filtro ed il secondo a – 6 dB con stessa configurazione del filtro, avrò un perfetto annullamento del processo, quindi 0 dB. Anche se in realtà una possibile differenza tonale può essere percepita, soprattutto a livello software in cui l’aggiunta di Plugin (soprattutto se graficamente pesanti), porta ad un maggiore peso sul processore CPU e grafico e questo può indurre la DAW in cui sono inseriti ad un peggioramente delle prestazioni (generalmente si percepisce un leggero calo in alta frequenza e leggero calo dinamico e di pulizia in bassa). La stessa cosa può succedere causa non perfetto Plugin utilizzato che nel suo stadio di uscita e quello successivo di ingresso perda informazioni (sopratutto se a bassa risoluzione) e quindi altera la risposta del segnale audio. Per questo anche se si parla di Plugin è bene utilizzare solo quelli strettamente necessari e limitare il processamento tonale ad un solo equalizzatore.

Fig. 1

Anche considerando una curva di equalizzazione, se attivo vari filtri con loro caratteristiche questi avranno la loro interazione di fase ed ampiezza soprattutto se non a fase lineare, creando cosi una curva di equalizzazione caratteristica, se cerco di ricreare questa curva utilizzando un doppio equalizzatore, impostando ad esempio un filtro nel primo e l’altro nel secondo con le stesse impostazioni che avrebbe il secondo filtro utilizzando un unico equalizzatore, non visualizzo la curva di risposta complessiva nel grafico dell’equalizzatore Plugin in quanto che questo è solo riferito ai filtri del Plugin stesso, ma in uscita si avrà la stessa interazione di fase ed ampiezza, e per cui lo stesso identico suono che avevo utilizzando un singolo equalizzatore (fig. 2).

Fig. 2

Questo avviene sia utilizzando filtri simmetrici che asimmetrici.

Se gli equalizzatori sono diversi questi fattori dipendono da come ragionano i filtri di ognuno e spesso non sono mai identici con altri equalizzatori ma simili, quindi l’accoppiamento perfetto in questo caso ne viene spesso a meno.

Analogici

Per interfacciare un Outboard esterno ad un mixer audio è fondamentale che il segnale audio una volta pre-amplificato dal circuito di pre-amplificazione interno al mixer o su Outboard esterno non ritorni all’ingresso dello stesso, altrimenti si hanno solo maggiori distorsioni ed un impoverimento della qualità audio, non chè una più difficile gestione del segnale audio nei suoi livelli di ampiezza e attenuazione per via dello scarso rapporto di impedenza che si viene a creare.

Per fare questo i mixer audio analogici presentano una circuiteria In/Out chiamata Insert (fig. 3) che come visto in argomento cavi audio analogici, permette di prelevare il segnale audio pre-amplificato e poterlo inviare al processore Outboard (in questo caso equalizzatore), per poi rientrare post processamento dopo il pre-amplificatore.

Fig. 3

n.b. Fare sempre riferimento al manuale del Mixer audio utilizzato per sapere quale dei due segnali TR del Jack TRS sono l’input del mixer e quale l’output, in quanto che in alcuni mixer lo si può trovare invertito. In ogni caso se lo si collega invertito il segnale audio non va.

Sarà importante poi mettere in Bypass o tutto a 0 dB l’eventuale equalizzatore Inboard presente nel mixer audio, in considerazione delle teorie viste in questa serie di articoli.

Questo è un esempio generico ma fare sempre attenzione al tipo di collegamento che offre sia l’Outboard che il mixer audio stesso, ad esempio a volte il mixer audio si trova con ingresso ed uscita separati, che può essere con connettori Jack o XLR, e come visto nei precedenti articoli anche l’Outboard analogico a sua volta può presentarsi con connessioni In/Out a Jack o XLR, multi connettori, ecc, (per cui è necessario munirsi dei giusti cavi di collegamento).

n.b. E’ possibile in alcuni casi prelevare il segnale da un Direct Out (che è sempre post Pre-amplificatore) oppure fare uscire il segnale audio da un’uscita di linea del mixer audio ed entrare nell’equalizzatore, l’uscita dell’equalizzatore in questo caso (vuoi per una registrazione, una mandata per audio Broadcast o qualsiasi altro routing si voglia fare), è importante che entri in un ingresso di linea e che questo ingresso non sia di un pre-amplificatore ma ausiliario.

L’Insert nei mixer audio è ritrovabile sia negli ingressi che nelle uscite, per cui è possibile collegare allo stesso modo un equalizzatore Outboard anche agli stadi di uscita, e come visto i più dedicati sono quelli Grafici, ad esempio per equalizzare un impianto audio. Anche in questo caso il segnale in ingresso all’equalizzatore sarà a livello di linea in uscita dalla Master Section del mixer audio e rientrerà prima dello stadio di uscita.

n.b. In questo caso è anche possibile prelevare l’uscita dell’equalizzatore ed entrare direttamente nel crossover o finale di potenza prima dell’amplificazione finale. Il problema fondamentale che può verificarsi è l’impedenza di uscita dell’equalizzatore Outboard, se rientro nel mixer audio l’impedenza di uscita dello stesso è in media 75 Ohm – 50 Ohm che sono impedenze tarate per offrire il massimo delle prestazioni qualitative quando collegate agli ingressi dei finali di potenza, per cui se l’impedenza di uscita dell’equalizzatore ha questi valori va bene (ma in generale deve avere una buona circuiteria di uscita), altrimenti è altamente sconsigliato e generalmente è sconsigliato in quanto che l’impedenza di uscita di equalizzatori Outboard è quasi sempre più alta.

Discorso a parte per il ritorno dell’Insert che ha livello di circuiteria e quindi anche impedenza è più adatta ad utilizzare Outboard esterni.

Per i processori Ibridi Outboard che hanno sia circuiteria di pre-amplificazione che stadio di equalizzazione, ma anche equalizzatori Outboard, è importante che in caso si entri (e sempre in linea) in un mixer audio, l’ingresso sia post equalizzatore (in alcuni mixer l’insert è impostabile pre o post eq, proprio per questo), questo se si vuole utilizzare l’equalizzatore dell’Outboard, se non c’è la possibilità disattivare l’equalizzatore Inboard, se non è presente nemmeno questa possibilità allora mantenere almeno i guadagni dell’equalizzatore Inboard tutti a 0 dB.

Se si vuole invece utilizzare l’equalizzatore Inboard invece che quello Outboard, usare gli stessi accorgimenti di disattivazione e controllo gain a 0 dB sull’equalizzatore Outboard.

In alcuni Outboard Ibridi come i Channel Strip, si può trovare la connessione Insert che permette ad esempio di utilizzare un altro equalizzatore o processore come nei casi precedentemente visti.

n.b. Alcuni mixer audio possiedono un selettore per abilitare l’ingresso Insert, fare quindi attenzione.

Se interfaccio un Outboard Analogico con un mixer audio digitale (fig. 4), generalmente si preleva l’audio dall’uscita D/A dedicata Aux Out, Mon Out, o Bus Out (può avere varie diciture) comunque dedicate a questo scopo (vedere quindi il manuale del mixer audio in uso per avere a conoscenza quali delle connessioni analogiche che dispone è adibita ad un collegamento di tipo Insert analogico), e stessa cosa si ritorna su convertitore D/A dedicato Aux In, Mon In, Bus In (fig. 5). Sono connessioni sempre bilanciate, e non tutti i mixer audio digitali danno la possibilità di effettuare questa tipologia di routing.

Fig. 4

Anche in questo caso si può presentare con differenti tipologie di connettori analogici.

Fig. 5

n.b. Più rara la presenza di connessioni analogiche Insert nei mixer audio digitali, in quanto che la maggior parte delle volte gli ingressi Ausiliari sono dedicati non solo ai collegamenti Insert ma anche per altri scopi, che sono quelli di inviare una copia del segnale audio in uscita a livello di linea o prelevare un qualsiasi segnale di linea esterno, ad esempio si collegano PC con audio sequenze su DAW esterno (si parla sempre di livello analogico), oppure collegare un lettore CD, ecc.. Quindi una connessione può avere molteplici funzioni (fare sempre attenzione all’impedenza in gioco), sta poi all’utente attraverso il routing decidere il percorso che deve avere il segnale audio da queste connessioni analogiche e spesso è possibile deciderne anche il livello di tensione Operativo adattando l’impedenza al tipo di ingresso (soprattutto in quei processori che possiedono FPGA).

Una volta collegato il tutto sarà necessario impostare il routing del mixer audio tale da inviare il segnale audio post processamento di pre-amplificazione all’Outboard analogico esterno per poi ritornare nell’ingresso subito prima o come vedremo a scelta subito dopo di uno stadio successivo (come può essere lo stadio di processamento dinamico), (fig. 6).

Fig. 6

In questo caso come si vede dall’immagine di figura 6 per AUX In, gli ingressi analogici AUX per l’interfacciamento in Insert sono le AUX In come si vede anche da figura 5, per cui sarà necessario selezionare AUX In 1-4 e si avrà cosi la possibilità di collegare 4 Outboard esterni analogici (generalmente è sempre un numero cosi limitato in base anche alla dimensione e struttura del mixer audio stesso). Come si vede sono ingressi multifunzionali, per cui è possibile utilizzare il loro percorso di segnale anche per altri scopi come ad esempio quello di prelevare audio digitale da altre fonti, in questo caso si disabiliteranno gli ingressi analogici, quindi a scelta dell’utente.

Attraverso il modulo di routing per gli Aux Out è possibile scegliere cosa far uscire dall’Aux Out quindi anche in questo caso multifunzione ed un’impostazione escluderà l’altra. In questo caso per poter prelevare il segnale audio post pre-amplificazione microfonica è necessario portare Category su Direct Out e poi selezionare il canale desiderato da far uscire.

n.b. La stessa linea Direct Out può essere ad esempio utilizzata anche per inviare un segnale pulito ad una registrazione multitraccia.

In questo caso ci sono due interfacce indipendenti, una che gestisce il routing degli Aux Out ed una per gli Aux In, ma ci sono anche alcuni mixer che possono fare direttamente anche tutto da un unica interfaccia (fig. 7).

Fig. 7

Nel caso di figura 7 è possibile gestire l’Insert direttamente dal canale di riferimento, quindi ad esempio inviare all’uscita Send la Direct Out il quale segnale va al processore Outboard, ed in Return impostare un qualsiasi ingresso di linea analogica in cui far rientrare il segnale a livello di linea dall’Outboard.

Per quanto riguarda gli equalizzatori grafici, come già ampiamente descritto in questa serie di articoli, questi vanno utilizzati per la taratura della risposta in frequenza degli impianti audio, e allo stesso modo vanno collegati in Insert solo che in questo caso in Insert per le connessione di Uscita (Main Out, Master Out, Aux Out, ecc…), (Fig. 8).

Fig. 8

Digitali

Se l’equalizzatore esterno è digitale, è consigliato non riconvertire il segnale audio in analogico per entrare in un mixer audio analogico, ma è più qualitativo utilizzare un mixer digitale e rientrare a livello digitale. Questo perchè per mantenere la massima qualità audio possibile è necessario effettuare meno conversioni A/D – D/A, per ogni conversione ci sono degradi della qualità audio (come vedremo meglio quando parleremo di audio digitale).

n.b. Per le conversioni analogico – digitale è importante che una volta convertito in digitale, la conversione finale in analogico avvenga all’ultimo stadio della catena audio, quindi prima dell’amplificazione finale, in alternativa è consigliato utilizzare stadi separati, quindi ad esempio fare un primo routing in analogico ed il successivo digitale o viceversa, cosi da non ripete conversioni A/D e D/A più di una volta.

Nei mixer digitali sono in ogni caso disponibili uscite ed ingressi Aux (D/A – A/D) attraverso i quali è possibile inviare il segnale di linea Analogicoa all’Outboard esterno e riceverlo sempre a livello di linea Analogica (come quello di figura 3).

n.b. In utilizzo di equalizzatori Outboard analogici come precedentemente visto è da considerare anche la qualità del bilanciamento del segnale di cui sono costituiti, nel senso che quando prelevo il segnale audio in ingresso bilanciato, questo viene sempre riportato allo stato sbilanciato in somma di Lift + Return del segnale bilanciato (come visto in argomento cavi audio analogici), e poi processato cosi da processare sempre il segnale audio pulito, con minime interferenze. Nello stadio di uscita c’è sempre un nuovo bilanciatore cosi da poter prelevare un segnale audio in modo bilanciato e ritrovarselo il più possibile privo di interferenza al successivo stadio di ingresso bilanciato. La qualità dei bilanciatori dell’equalizzatore Outboard sono cosi di fondamentale importanza (quelli attivi e a stato solido sono quelli più trasparenti dal punto di vista tonale).

Il discorso di gestione dell’Insert sui mixer audio digitali è lo stesso visto in figura 6 e 7, quindi se il processore Outboard presenta connessioni di ingresso ed uscita analogiche è possibile utilizzare per necessità anche queste, altrimenti e come sempre ribadito utilizzare gli ingressi ed uscite digitali, in questo caso è necessario abilitare il routing per le connessioni di In e Out digitali desiderate tra quelle disponibili come può essere un collegamento AES/EBU, Dante ed altri protocolli di segnale audio digitale (fig. 9).

Fig. 9 n.b. Ricordo (come già visto nei primi articola di questa serie) che a livello di processamento digitale ma anche software, gli equalizzatori che lavorano con filtri FIR sono più qualitativi rispetto a quelli che lavorano con filtri IIR, e processori FPGA sono migliori di processori DSP.

n.b. Che sia Analogico (fig. 10) o Digitale (fig. 11 – 12) è comunque possibile interfacciare più dispositivi esterni e decidere come vedremo anche più avanti la posizione dell’equalizzatore rispetto ad altri processori.

Fig. 10

Fig. 11

Fig. 12

Con l’esempio di figura 10 utilizzando un mixer analogico l’uscita dell’Insert (che si trova generalmente sul S di un Jack Insert) viene mandata all’ingresso sempre Jack, ma se XLR utilizzare adattatori o cavi Insert Jack-XLR, di un altro processore Outboard come può essere un pre-amplificatore microfonico oppure compressore o entrambi, dalla loro uscita di linea entrare nell’equalizzatore, e dalla sua uscita rientrare nel Return dell’ingresso Insert (che si trova generalmente sul R di un Jack Insert).

Utilizzando invece un mixer digitale il principio è lo stesso solo che si esce ad esempio dall’Aux Out e si rientra nell’Aux In (con un doppio Jack TS se lo si vuole sbilanciato o TRS se lo si vuole bilanciato, se la connessione è su Jack, altrimenti il tutto va su XLR o altre connessioni come quelle viste, ma generalmente queste le più diffuse).

Con l’esempio di figura 11 in pratica si mettono in ponte i vari processori con connessione digitale (in questo caso AES/EBU), il segnale del primo verrà processato dal secondo e via di seguito, anche in questo caso come in tutti gli altri analogici o software, cambiando l’ordine di processamento (pre equalizzatore o post equalizzatore in questo caso), e come già detto più volte prendendo come riferimento che il primo deve sempre essere il pre-amplificatore microfonico, cosi da poter processare un segnale a livello di linea come ormai standard per le impedenze e livelli di segnale operativi di ingresso ed uscita dei processori Outboard, soprattutto equalizzatori e dinamici, è possibile variare la tonalità e dinamica del segnale audio alla fine della catena audio.

Con l’esempio di figura 12 con connessioni digitali asincrone ma anche sincrone se pur più limitate (senza l’uso di switch), (tutte cose che vedremo meglio quando parleremo di audio digitale), se il protocollo lo permette come ad esempio il DANTE o AES67 o altri, è possibile collegare i vari processori ed il mixer audio (ripeto utilizzando lo stesso protocollo, quindi in questo caso che possiedono tutti un’interfaccia per connessioni digitali di In e Out DANTE, un po come visto anche in argomento Splitter e Sommatori), ad uno Switch di rete per una connessione a stella, ed attraverso apposito software dedicato (in questo caso per il protocollo DANTE (fig. 13 ), che vedremo in altre argomentazioni), insieme ad un corretto routing interno al Mixer audio stesso è possibile far dialogare più processori e scegliere quali, dove e come utilizzarli lungo la catena audio.

Fig. 13

n.b. A titolo informativo, ma la spiegazione dettagliata verrà affrontata in altre argomentazioni, il software del protocollo utilizzato (quando disponibile, e disponibile soprattutto per protocolli sincroni o isocroni di cui il protocollo è dipendente, quindi senza software non c’è audio, protocolli che possono avere un flusso audio anche attraverso switch di rete), permette di vedere tutte le interfacce collegate nella stessa rete, e poter abilitare, mettere in muto, e molte altre funzioni su qualsiasi canale audio fino al massimo compatibile. Sempre dal software è possibile decidere da quale interfaccia di rete prelevare il segnale audio e a quale inviarlo, attraverso poi il mixer audio digitale si dovrà poi nel suo routing abilitare correttamente il flusso di segnale audio che gli passa attraverso, quindi ad esempio se dal software abilito il collegamento tra il canale 1 dell’interfaccia presente nel mixer audio ed il canale 1 ad esempio dell’interfaccia presente nell’Outboard, ho abilitato questo percorso di segnale, ma poi dal mixer dovrò dire a livello di routing che il segnale in ingresso al canale 1 sia prelevato dall’interfaccia collegata al mixer stesso, ma è anche possibile mandare un diverso canale digitale dell’interfaccia verso un qualsiasi ingresso del mixer audio (questo in realtà dipende dal tipo di protocollo utilizzato, alcuni limitano questa funzionalità), e se necessario dire anche quale uscita dell’interfaccia del mixer audio deve essere prelevata dall’Outboard esterno.

Sempre in riferimento alla figura 13 è possibile creare dei routing in Daisy Chain quindi serie di più processori poi collegati all’interfaccia digitale del mixer audio, oppure se il mixer audio presenta un interfaccia con più connessioni, è anche possibile creare un routing parallelo, quindi ogni processore verso una connessione indipendente, il tutto per funzionare dovrà quindi essere correttamente patchato dal mixer audio digitale e se presente dal software gestionale, un po come visto anche in argomento Stage Box e Splitter e Sommatori.

n.b. Collegare più processori in parallelo piuttosto che in Daisy Chain è qualitativamente superiore in quanto che il segnale audio mantiene l’ampiezza di banda, mentre come vedremo meglio quando parleremo di audio digitale, in parallelo si dimezza e quindi ci sono più errori digitali soprattutto se i canali audio utilizzati sono molti in relazione a quanti ne supporta il protocollo stesso.

Nel caso che il processore esterno prima dell’equalizzatore sia come detto anche più volte un pre-amplificatore microfonico, è importante che il segnale microfonico sia inviato al pre-amplificatore Outboard, ed il segnale di ritorno dall’equalizzatore (che è a livello di linea), sia mandato nel ritorno dell’Insert (Insert In), (fig. 14), questo in quanto che mandare un segnale di linea in un ingresso microfonico genera solo distorsioni molto elevate oltre a gestire il livello di amplificazione non adeguatamente e con scarsa precisione, in quanto che il guadagno diventa esponenziale e non più proporzionale o lineare, per via del rapporto di impedenza non adeguato e dell’elevato segnale in ingresso all’amplificatore che lo porta ad essere instabile. Non bisogna rientrare nemmeno nell’ingresso di linea in quanto che questo ingresso è sempre collegato al pre-amplificatore microfonico o di linea dedicato, e questo causa sempre problemi di distorsione, problemi di simmetria e rumore di fondo maggiore. Mentre entrando nell’Insert di ritorno si Bypassa la circuiteria di ingresso locale e si mantiene il livello qualitativo del segnale audio in uscita dall’equalizzatore, fare poi attenzione come ripetuto più volte a Bypassare o mettere tutti i potenziometri a 0 dB dell’equalizzatore Inboard integrato.

Fig. 14

Per il caso digitale come vedremo anche più avanti, il ritorno nell’ingresso di linea A/D dedicato all’Insert è gestibile in fase di routing dal software del mixer stesso e questo ingresso è quindi possibile indirizzarlo post-preamplificazione.

Se ad esempio il mixer audio ha più ingressi AES/EBU nulla vieta di interfacciare i dispositivi sfruttando entrambe le connessioni (fig. 15) se gestibili dal routing del software del mixer audio stesso.

Fig. 15

In questo caso dal routing si dovrà inviare il segnale audio digitale all’uscita AES/EBU del mixer audio digitale verso ad esempio l’equalizzatore o altro processore con ingresso AES/EBU In, per poi prelevare la sua uscita AES/EBU Out dall’ingresso AES/EBU In del mixer audio digitale, questo segnale sarà poi da re-indirizzare verso una seconda uscita AES/EBU verso il secondo processore e riprendersi il segnale processato nel secondo ingresso AES/EBU, a questo punto si ha in ingresso al mixer audio il segnale processato dai vari Outboard esterni ed è possibile mandarlo cosi allo stadio successivo di processamento interno o ancora una volta esterno al mixer audio.

n.b. Come già detto in questa serie di articoli, non è mai consigliato utilizzare più stadi di equalizzazione, con quindi l’aggiunta di più processori di equalizzazione, ma nel caso in cui un equalizzatore abbia delle particolari funzioni o semplicemente lavora meglio con determinati filtri mentre un altro ha diverse funzioni (come le molteplici viste in questa trattazione) e/o lavora meglio con altri filtri è possibile utilizzarli in serie, a patto però che non sia più l’impoverimento del suono che l’effetto qualitativo o ricercato desiderato.

n.b. Tutto questo è possibile farlo anche con un mix di processori analogici e digitali attraverso un mix di connessioni analogiche e digitali, ma la filosofia qualitativa rimane quella di convertire il meno possibile.

Questi discorsi valgono sia per inserire l’equalizzatore in Insert agli ingressi di un mixer audio digitale che alle uscite, ad esempio utilizzandolo per tarare la risposta in frequenza degli impianti audio. In questo caso dal routing sarà necessario inviare il segnale audio in uscita dal mixer al processore Outboard e l’uscita del processore Outboard prenderla come ritorno della connessione Insert.

In caso che il processore sia un Crossover digitale con equalizzatore software integrato, come quelli visti in questa serie di articoli, se utilizzato questo equalizzatore, il processore come vedremo meglio in altre argomentazioni, non dovrà essere collegato in Insert ma semplicemente dovrà prendere il segnale audio digitale o analogico all’ingresso e mandare poi l’uscita digitale o analogica all’amplificatore finale (fig. 16), con o senza la presenza di Switch di rete intermedi in base al protocollo audio utilizzato.

Fig. 16

n.b. Nel caso che si usi il processore come solo Equalizzatore allora può anche essere messo in Insert, ma mettendo invece il Crossover in Insert non si riescono ad avere in uscita nella Master o Bus Out del mixer audio digitale le bande filtrare, e quindi non si riesce a gestire a dovere l’invio del segnale audio verso i finali di potenza, a meno di non usare il guadagno di uscita del Crossover come Master Out, ma lo vedremo meglio in altre argomentazioni. L’invio del segnale audio verso il processore deve essere Post Fader, cosi da poter gestire dal mixer il livello di uscita in modo pratico e preciso da parte del Fonico, soprattutto utile anche in caso che il processore non sia nelle vicinanze o vi sia un secondo operatore (P.A. Manager o System Engineer) che lavora esclusivamente su questo e altri processori hardware e software adibiti alla taratura e monitoraggio impianto audio.

L’Insert presente nei mixer analogici (fig. 17), va in certi casi attivato tramite apposito selettore analogico o digitale. Questo è molto utile contro eventuali rumori e distorsioni dal mantenere la circuiteria di Insert attiva e “spezzata” con deviazione del percorso del segnale solo quando inserito il Jack TRS (un po come avviene nelle Patchbay analogiche).

Fig. 17

In contesto digitale (fig. 18), non cambia nulla in quanto che come già visto più volte l’attivazione è un’operazione matematica che l’algoritmo interno compie e devia il percorso segnale audio in base al routing impostato.

Fig. 18

Una volta abilitato l’Insert, dal menu del routing (fig. 19) è possibile decidere cosa prelevare e cosa inviare alla connessione Insert.

Fig. 19

Con l’esempio di figura 19 è possibile decidere cosa mettere in Insert, in questo caso FX1 che è un processore effetto, ed il routing andrà automaticamente a collegare Input ed Output della connessione Insert per avere l’effetto in Insert su questo canale. E’ possibile scorrendo la lista o definendola direttamente dal processore o dalla pagina del routing, decidere quale processore interno, o connessione Aux In – Aux Out ad esempio (quindi connessioni analogiche esterne), collegare in Insert.

Controllo Remoto

Per quanto riguarda l’utilizzo di Outboard equalizzatori con la possibilità di essere linkati a più moduli (ma in questo caso è solo per un controllo remoto, e non si fa passare audio), questi possono essere come visto con collegamento sempre in rete su protocollo proprietario, in cui spesso è utilizzabile anche lo switch di rete per collegare più processori in una configurazione a stella (fig. 20).

Fig. 20

Sono collegabili sia attraverso connessioni cablate che come connessione WiFi. Quella WiFi è la più sconsigliata in quanto è più lenta e meno reattiva al cambio dei parametri e può subire delle interferenze radio esterne tale da perdere facilmente il segnale.

Ogni processore una volta collegato alla stessa rete, può se supportato dal suo protocollo essere collegato in Daisy Chain quindi in ponte l’uno con l’altro oppure tutti verso uno Switch di rete.

Se il collegamento è via cavo, questo può essere fatto sempre attraverso un cavo di rete (LAN), (fig. 21), che va direttamente all’ingresso di rete del PC, si può poi collegare in ponte Daisy Chain più processori secondo il massimo supportato dal protocollo, oppure come nel caso precedente arrivare singolarmente ad uno switch poi collegato all’interfaccia di rete del PC (fig. 22).

Fig. 21

Fig. 22

Alcuni hardware e software dedicati permettono il collegamento ridondante, quindi entrambe le connessioni LAN del processore collegate ad uno switch connesso al PC (fig. 23). La ridondanza in questo caso, garantisce che in caso una connessione fallisca, in automatico con un tempo di intervento quasi anzi spesso impercettibile, si attivi quella ridondante cosi da non perdere il controllo remoto del dispositivo.

Fig. 23

n.b. La ridondanza è un processo manuale o automatico a più livelli, come vedremo meglio quando parleremo di audio digitale. A livello analogico non ci sono soluzioni ridondanti per il segnale audio, ma in questo caso è necessario avere una copia del processore audio già configurato in copia e collegato ad un Insert o Ingresso/Uscita dedicata e con l’invio di una copia del segnale audio che arriva al processore principale, ricordandosi di mantenere in Muto il canale di ritorno sul mixer audio cosi da non avere una copia attiva del segnale con l’eventuale rischio di problemi di fase e colorazioni del segnale (sempre se non voluti), cosi da essere pronto per essere attivato manualmente in modo immediato in caso di danneggiamento dell’Outboard principale.

Fig. 24

Alcuni processori come questo di figura 24 e come già visto in questa serie di articoli, utilizzano un proprietario collegamento, in questo caso il processore viene connesso al PC tramite la connessione PC Port, posta fronte all’hardware e via USB in collegamento al PC, il cavo è in dotazione insieme al processore.

Questa operazione va eseguita sul primo processore di tanti (stesso modello e marca o modelli compatibili) che si vogliono collegare in serie per un controllo remoto comune da unico software. Per collegare gli altri equalizzatori, nel retro di questo processore si mettono in ponte l’uno con gli altri attraverso le connessioni LAN viste precedentemente.

Oppure in certi casi invece di utilizzare la LAN si utilizzano porte seriali come la RS-485 (fig. 25), utilizzata sia per il ponte che per il collegamento verso il PC, ed in caso che il PC non disponga di una porta seriale serve acquistare un adattatore se non fornito insieme al processore.

Fig. 25

E’ inoltre possibile in alcuni casi collegare le varie unità compatibili in collegamento seriale RS-485 che è un tipo di protocollo che supporta multipli processori, ed utilizzare questi come Slave di un processore Master sempre connesso seriale RS-485, il quale processore è connesso al PC per il controllo remoto via RS-485 od in questo caso anche RS-232 in quanto che l’unità vista dal PC è il solo Master, (il protocollo RS-232 permette il collegamento di una sola unità). Questo può essere utile se il PC dispone od in ogni caso si ha a disposizione la sola connessione RS-232, oppure per effettuare particolari operazioni di Solo Tracking (cui rimando al manuale), (fig. 26).

Fig. 26

Quindi ricapitolando per il controllo remoto di equalizzatori digitali (fig. 27), è possibile collegare le unità via LAN attraverso un eventuale Switch di rete, oppure Direct cioè tramite connessioni RS-232 o RS-485 con eventuale adattatore (in questo caso UDS 100 Box che permette di convertire il seriale in LAN per una compatibilità maggiore con i PC più recenti), oppure anche via Wireless per controllo remoto sempre da PC o anche in certi casi da Tablet.

Fig. 27

n.b. Come visto nei precedenti articoli ricordo che sarà poi da utilizzare il software proprietario per il tipo di processore utilizzato, al fine di poterlo configurare, interfacciare e controllare da remoto in tutti i suoi parametri. Per far dialogare il Software con l’Hardware è necessario dal Software definire la porta di ingresso ed il suo indirizzo IP (quello del PC) cosi che possa leggerlo, visualizzarlo e controllarlo, generalmente lo prende automaticamente, ma in caso contrario è da settare nelle impostazioni di rete del software e se ad esempio ci sono conflitti di protocollo tra i vari processori è bene modificare anche l’indirizzo dell’Hardware in modo che ogni processore abbia un indirizzo univoco, vedi il manuale utente.

Processori diversi soprattutto di diverse marche hanno anche software di controllo remoto differenti, questi possono in ogni caso essere utilizzati da uno stesso PC oppure per comodità ed immediatezza per non passare da un software all’altro ogni volta che ce nè bisogno, può essere utile utilizzare 2 PC, uno con un software e l’altro con il secondo software, PC sempre collegati alla stessa rete (stesso switch di rete, o per quei processori che non dialogano via LAN interfacciare con lo Switch di rete un adattatore se presente, oppure creare una rete locale a parte sul secondo PC).

Software

A livello Software tutti i collegamenti sono fatti a livello Software, quindi interni al processore dell’hardware che lo ospita, come un mixer audio, ma anche ad esempio all’interno di una DAW che sia Hardware o Software.

Per interfacciare un equalizzatore basta generalmente cliccare nel modulo Insert e/o Bus a seconda della DAW utilizzata, ad esempio DAW per recording multitraccia in figura 28, o comunque semplicemente cliccando il + sempre nella sezione Insert o Bus (che sia nella sezione degli Input o dei Master Output) per poi poter scegliere il processore desiderato tra quelli installati e compatibili con il software (come vedremo in altre argomentazioni ci sono plugin programmati in modo differente e quindi anche con differenti compatibilità).

Fig. 28

In figura 29 un esempio di DAW per mastering in cui è possibile inserire il plugin cliccando sul + della finestra Effetti.

Fig. 29

n.b. Si ha sempre un massimo di plugin inseribili per canale, che sia Input o Output, questo dipende dalla capacità e prestazioni della DAW a cui poi faranno riferimento le prestazioni e capacità del PC in cui il software ed i plugin sono installati. Va ricordato comunque che più plugin si utilizzano e più si appesantisce il processore ed il software DAW stesso, per cui è bene tenere sempre sotto controllo lo stress del PC (spesso monitorabile anche dalla DAW stessa).

In riferimento ad un canale audio che sia Input o Output i plugin sono sempre caricati in serie (lo si vede ad esempio anche dalla figura 8, con la presenza di slot uno sotto l’altro), quindi uno dopo l’altro, e processano il segnale in questo modo, quindi prima il primo caricato, poi il secondo sul segnale del primo ecc.. ecc…. come vedremo quando parleremo di plugin in audio digitale questo dialogo tra plugin può creare errori digitali e quindi impoverimento della qualità audio, quindi anche in questo caso il consiglio è quello di utilizzare solo i plugin strettamente necessari.

Come vedremo più avanti spostando l’ordine dei processori plugin si ottengono diversi effetti sonori in quanto che cambia il livello, la tonalità e la dinamica che passa da un plugin all’altro.

In figura 30 un esempio di Routing di collegamento con l’utilizzo di Plugin Outboard a livello software, in questo caso è necessario utilizzare un’apposita interfaccia dedicata da integrare nel mixer audio digitale, cosi che il segnale possa essere prelevato con il protocollo di riferimento per questo tipo di routing (protocolli differenti non dialogano tra di loro a meno di non utilizzare interfacce di conversione, alcuni protocolli come AES67 permettono invece questo tipo di interfacciamento misto, quindi l’utilizzo di un unico protocollo per far dialogare diverse attrezzature Outboard digitali che possiedono nativamente un protocollo differente, ma vedremo questo in altre argomentazioni).

Il segnale viene cosi prelevato da questa interfaccia (in questo caso è un protocollo di rete e quindi utilizza cavi Ethernet), e portato su di uno Switch di rete, al quale si collegano PC con DAW dedicata per far girare i plugin audio come questa cui rimando il link, e Server per spostare il processamento dal PC ad hardware dedicati cosi da togliere stress a computer, soprattutto se poco potenti e far concentrare il tutto su macchinari più dedicati e spesso anche più prestanti (come già visto in questa serie di articoli), cosi da evitare Crash del PC nel peggiore dei casi o comunque malfunzionamenti ed interruzioni del segnale audio, oltre che distorsioni digitali per una non corretta computazione del segnale audio. Questi Server dovranno avere anche loro un interfaccia dedicata che possa ricevere ed inviare il segnale audio sullo stesso protocollo.

n.b. Nell’esempio di figura 30 vengono utilizzati 2 server, in questo caso il secondo è utilizzato e deve essere configurato come server ridondante, nel senso che se il primo server fallisce il controllo o subisce un danneggiamento e smette quindi di funzionare, in pochi ms, dipendente dal tipo di hardware e software che dispone il protocollo audio utilizzato, entra in lavoro a sostituire il primario, cosi da non rimanere a piedi durante un mix in studio o ancora peggio un live.

Fig. 30

In figura 31 un esempio di mixer con apposito Slot in cui va inserita l’interfaccia che permette di far passare audio sul determinato protocollo, questa può essere già integrata nel mixer audio digitale stesso, oppure acquistabile a parte e poi inserita nello Slot dedicato.

Fig. 31

In figura 32 un esempio di Server in cui si vede nel Back la connessione di rete dedicata da collegare allo Switch. In questo caso il protocollo è Soundgrid, quindi sia l’interfaccia che va collegata al mixer sia quella integrata nel server deve essere con protocollo Soundgrid.

Fig. 32

Anche utilizzando un normale PC senza Server dedicato è possibile creare un routing attraverso l’interfaccia di rete inserita nel mixer audio digitale, questo è possibile installando appositi driver sul PC che permettono di far dialogare la DAW su PC con l’interfaccia di rete collegata al mixer audio digitale (in questo caso però il PC non ha un interfaccia dedicata con stesso protocollo di rete come nel caso precedente in cui il pieno flusso di segnale su stesso protocollo avveniva attraverso i server collegati allo Switch, ma sfrutterà driver dedicati e compatibili, vedi ASIO, tra quelli installati nel PC, ed avendo i benefici di conversione della scheda audio del protocollo dedicato interfacciata con il Mixer Audio. L’audio passerà ugualmente ma non avrà i benefici di un flusso di segnale integralmente su protocollo dedicato, uno su tutti la latenza del segnale audio, che sarà molto maggiore e a volte inutilizzabile a livello Live). Questo metodo di collegare il PC con DAW direttamente all’interfaccia audio del mixer audio digitale è chiamato Nativo (fig. 33).

Fig. 33

Anche senza utilizzare un protocollo audio dedicato è possibile far dialogare DAW con mixer audio digitale, in questo caso sfruttando l’eventuale scheda audio integrata nel mixer audio digitale (fig. 34), oppure utilizzandone una esterna (fig. 35), la DAW dovrà in ogni caso essere in grado dopo aver installato i driver della scheda audio a cui si va a collegare il PC con la DAW, di leggere la scheda audio stessa (attraverso le sue impostazioni) e poter cosi indirizzare gli Input ed Output del segnale audio da e verso il mixer audio digitale.

Fig. 34

Fig. 35 In questo caso il collegamento è quasi sempre su porta e con cavo USB o FireWire (di cui i PC ne possiedono sempre più porte, soprattutto USB), ed i driver più prestanti e compatibili generalmente utilizzati sono come anticipato quelli ASIO, ma i problemi di latenza sono ancora maggiori (che non è solo l’impostazione della latenza data nell’eventuale interfaccia delle impostazioni del driver ASIO, la quale generalmente stabilisce la velocità di lettura e trasmissione del segnale audio verso l’uscita dedicata su PC o Scheda Audio esterna, ma è proprio la latenza tra l’Output dal PC all’Input della scheda audio nel mixer digitale, limitata anche dalla tipologia di connessione, in questo caso USB o Firewire), in quanto non è ancora stato sviluppato un protocollo affidabile e con le dovute capacità professionali su driver ASIO, il quale sembra non avere la capacità architetturali di poterne fare un Upgrade, mentre in dedicati protocolli per audio professionale le prestazioni offerte dalle connessioni LAN sono molto superiori.

n.b. La scheda audio Outboard come quella di figura 32, può essere interfacciata anche utilizzando le connessioni di Input ed Output digitali in suo possesso se il mixer audio possiede l’interfaccia audio adibita a ricevere ed inviare segnale audio su quel tipo di connessione (es. AES/EBU, ADAT, ecc..).

In un modo o nell’altro è poi necessario configurare il tutto per far dialogare tutti i macchinari e poter far percorrere il segnale audio dall’uscita all’ingresso e viceversa. Quindi nella DAW ad esempio è necessario caricare i plugin desiderati come già visto in questa serie di articoli, e per ogni canale è necessario definirne il routing di Input quindi da quale canale verrà preso l’audio in arrivo dall’esterno, esempio da un mixer audio digitale, e definire poi anche l’Output di ritorno del segnale audio processato dalla DAW verso gli ingressi del mixer audio digitale, sempre in considerazione del protocollo utilizzato (fig. 36).

Fig. 36

n.b. Dipendente dal software utilizzato è possibile caricare tracce mono, stereo e multicanale.

Dal mixer audio digitale è necessario impostare il routing dell’interfaccia collegata, ad esempio il canale 1 di ritorno dalla DAW su quale canale del mixer audio digitale lo si vuole indirizzare, e decidere quale canale di Input esterno ad esempio all’ingresso del pre-amplificatore microfonico o di linea fisica o digitale del mixer audio digitale stesso, dovrà essere indirizzato all’interfaccia audio ad esso collegata.

Per fare un esempio di Routing valido (fig. 37):

Fig. 37

Alcuni mixer (fig. 37) permettono di patchare il segnale audio dell’interfaccia audio collegata anche dalle impostazioni del singolo canale nella sezione Source Select o simili, impostare quindi Card In o diciture simili e mettere il canale di ritorno dalla DAW che farà riferimento al canale impostato nella traccia audio. Quindi se nella traccia 1 della DAW è impostato canale 1 come Output e nell’ingresso del mixer è impostato come ingresso Card In 1 allora verrà prelevato questo segnale audio.

Fig. 38

Fig. 39

Nella sezione di routing dedicata (fig. 38 – 39) è sempre possibile gestire l’Input Card del mixer audio digitale ma anche l’Output, in questo caso per l’Output è necessario portarsi nella configurazione di routing selezionando Output nella colonna di destra ed I/O Port nella lista delle Sorgenti selezionabili che appaiono in alto (nella lista in alto sono presenti le varie sezioni di uscita o ingresso selezionabili dipendente dal tipo di routing selezionato dalla colonna tutta a sinistra (Inputs – Outputs – Tie Lines), tra quelle fisiche analogiche a quelle digitali, mentre i numeri subito sotto sono i canali audio configurabili per ogni uscita selezionata.

Per inviare il segnale audio all’uscita dell’interfaccia collegata, scegliere quindi ad esempio di portare il canale fisico 1 (avendo selezionato Output e IP Direct Out per la colonna di sinistra) sul canale 1 dell’interfaccia audio (avendo selezionato I/O Port nella colonna in alto delle Output Section), per abilitare il routing è necessario cliccare sul quadratino di riferimento che interseca i valori di Input ed Output, quando diventa bianco significa che è abilitato. Cosi che se nella DAW la traccia 1 è stata impostata come Input il canale 1 questo verrà prelevato (fig. 40).

Fig. 40

Per ricevere il segnale dalla DAW è invece necessario portarsi nella sezione Input – Input Channel, e posizionarsi sempre in I/O Port, anche in questo caso selezionare quale canale di ritorno dalla DAW in questo caso in ingresso all’interfaccia audio dedicata (lista canali in alto) va nel canale desiderato del mixer audio (lista canali di sinistra).

n.b. Nulla vieta di creare routing personalizzati con canali che finiscono su altri canali e via dicendo, ad esempio con il canale 1 fisico che finisce nel canale 10 della DAW ed il canale 2 della DAW che finisce nel canale 4 del mixer audio, ecc…

n.b. Generalmente l’invio del segnale audio all’interfaccia audio collegata è sempre in Direct Out quindi post pre-amplificazione microfonica, ma a volte è anche possibile scegliere il punto di prelievo, ad esempio post dinamica o Eq. software integrato nel mixer audio. La stessa cosa per i ritorni, cosi da poter decidere se utilizzare i processori Plugin interni al mixer audio digitale o quelli esterni sulla DAW.

n.b. Questo mostrato è solo un esempio indicativo in quanto ogni mixer audio digitale ha un suo software e quindi anche sua interfaccia di configurazione che può differire dalle altre.

Le DAW adibite all’utilizzo di plugin Outboard per il processamento del segnale audio se utilizzate in modo nativo, senza l’utilizzo di alcune interfaccia audio di protocollo, ma ad esempio utilizzando una comune scheda audio esterna o integrata nel mixer audio digitale, una volta che dalle impostazioni della scheda audio si è selezionata la scheda dalla quale si vuole inviare e ricevere il segnale audio si può benissimo passare alla fase di routing come appena visto. Ma nel caso si utilizzi un’interfaccia di protocollo come quella vista in cui il segnale audio viaggia su rete, questi possiedono generalmente un software di controllo, che ha il compito di gestire l’interfacciamento di rete tra i vari dispositivi connessi.

Fig. 41

In figura 41 un esempio di interfaccia grafica del software gestionale per l’audio su protocollo di rete, in cui in alto vengono visualizzati i dispositivi connessi e riconosciuti dal software, se non vengono riconosciuti diversi possono essere i problemi, tra i quali il principale la mancanza di driver o driver non compatibili. E’ quindi possibile selezionare un interfaccia di ingresso ed una di uscita tra quelle compatibili con ingressi ed uscite e procedere al routing.

Per compilare il routing è necessario cliccare sul quadratino di riferimento che interseca il routing desiderato, questo verrà evidenziato con un quadratino di colore Bianco o altro colore rispetto a quello di sfondo. Attraverso la Patch centrale è possibile NON indirizzare ma ABILITARE (in quanto che poi dovrà essere gestita come visto dal routing interno della DAW e del mixer audio) i percorsi del segnale audio, ed anche da qui è già possibile definire a quale uscita finisce un determinato canale di ingresso ecc… ma per evitare confusione è consigliato lasciare la patch in configurazione standard In 1 a Out 1, In 2 a Out 2, e poi le modifiche di routing farle dalla DAW e Mixer audio.

Fig. 42

Perchè il segnale audio circoli tra dispositivi di Output e di Input è importante che il campionamento audio digitale sia lo stesso (fig. 42), altrimenti diverse possono essere le problematiche tra cui appunto il non funzionamento (vedremo meglio questo quando parleremo di audio digitale). Procedere quindi se non riconosciuto in modo automatico a modificare il campionamento del mixer audio e/o software di conseguenza allo stesso valore.

Fig. 43

In alcuni menu come questo di figura 43, vengono visualizzati tutti gli Hardware connessi alla stessa rete (pc, interfaccia audio, server, ecc..), cosi da poter facilmente essere configurati se necessario, aggiornato il firmware, e molte altre funzioni.

Fig. 44

Di fondamentale importanza è il settaggio della rete su PC (fig. 44), al quale è connessa l’interfaccia audio esterna o switch e/o server, ecc.. e tutto l’hardware che si vuole connettere alla stessa rete. Sarà quindi necessario selezionare il nome dell’interfaccia di rete presente sul PC, in alcuni casi è possibile selezionare anche la connessione WiFi ma è vivamente sconsigliato per quanto riguarda la stabilità audio, infatti molti protocolli oltre a non permettere questo non funzionano nemmeno.

Una volta settata la porta di rete il software in automatico ricerca tutti gli indirizzi di rete IP degli hardware connessi e li mostra nel reparto I/O Devices pronti per essere configurati se necessario. Può capitare che non vengono riconosciuti al primo Scan, è quindi possibile effettuare nuove scannerizzazioni, soprattutto se si collegano hardware con la rete già attiva e funzionante, cosi che possano essere riconosciuti, altrimenti i problemi possono essere altri, non compatibilità, driver non aggiornati o non compatibili, hardware danneggiato, e molto altro.

n.b. Rimando ai manuali per maggiori dettagli sulle funzioni.

n.b. Sia per il controllo remoto che per i software con processamento plugin, il NON funzionamento dell’audio può essere derivato anche dal Firewall installato sul PC che può bloccare inavvertitamente porte ed indirizzi IP su cui dialogano i vari Hardware connessi. In teoria queste porte ed indirizzi vengono esclusi in automatico in fase di installazione, ma se questo non avviene è necessario escluderli manualmente.

Potendo gestire sia gli ingressi che le uscite è possibile anche inserire plugin da utilizzare in Insert sui Master Out, ad esempio inserendo equalizzatori grafici o di altra tipologia per la taratura della risposta in frequenza dell’impianto audio, come visto precedentemente. In questo caso bisognerà inviare e ricevere il segnale audio pre Master Out o Bus Out (sempre Post Fader come i casi precedentemente visti) da e verso la DAW in cui è caricato il Plugin utilizzando un canale libero altrimenti si va a sostituire o a volte a sommare ad uno già utilizzato ad esempio per i canali di ingresso, e prendere il suo ritorno. Per fare questo sarà necessario agire sul routing delle uscite nella Patch del mixer audio come precedentemente visto e che riporto in figura 45 – 46.

Fig. 45

Fig. 46

In questo caso sarà necessario portarsi nelle Outputs e andare nella sezione Mix Out, ricercare l’uscita che si vuole mandare alla DAW ad esempio L-R, nella colonna in alto selezionare I/O Port e decidere poi su che canale in questo caso coppia di canali va all’uscita dell’interfaccia audio. Per il ritorno andare nelle Input e Mix Ext In, cercare il canale a cui si vuole mandare il segnale di ritorno dalla DAW, in questo caso L-R ma lo si può indirizzare anche in altre Master Out e avendo selezionato anche I/O Port nella colonna in alto, definire quale canale dell’interfaccia va in ritorno sul mixer audio digitale.

Nel caso si utilizzi un equalizzatore plugin per la taratura dell’impianto audio questo come già detto anche per i processori digitali può essere posizionato anche in Insert, oppure la sua uscita (attraverso la DAW e software di gestione protocollo), la si manda verso un dispositivo crossover o finale di potenza esterno, se questo dispone di interfaccia audio compatibile, senza ritornare sul mixer audio.

Altro su Equalizzatori

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Equalizzatori – XVII (Equalizzatori Software e Plugin, Sculptor, Tonal Shaper, Spectral Shaper).

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