Gli equalizzatori Statici sono quelli che una volta impostati i parametri del filtro, questi non cambiano nel tempo, come tutti quei filtri visti fino ad ora. Hanno il vantaggio rispetto a quelli Dinamici, di poter agire finemente e con precisione su risonanze e problemi stazionari (come rumori, risonanze, rientri sui microfoni, suoni sostenuti di eccessivo livello), non chè per scopi creativi.

Al contrario lavorano meno bene su segnali non-stazionari ed occasionali come ad esempio l’esecuzione musicale di un qualsiasi strumento musicale, mix, master, in cui i toni degli strumenti possono variare dinamicamente nel tempo, secondo l’intensità data dall’esecutore ed in generale in base a come lo strumento viene suonato, voce compresa. Questo in caso di un Mix, può essere problematico dal punto di vista che toni con diversa dinamica e fase, possono percettivamente mascherarsi tra di loro, per risonanze, battimenti, mascheramenti per maggiore intensità o per tempo di ritardo differente (vedi argomento Psicoacustica per maggiore comprensione). Una determinata impostazione del filtro può incentivare questi fenomeni, perchè appunto non si parla in questo caso di dinamiche e toni stazionari. Più si equalizza aggressivamente in Boost e Cut e più questo equalizzatore come visto genera rumore.

Lavora bene su equalizzazioni precise e moderate.

Per fare un esempio, consideriamo una traccia di Voce, questa cambia dinamicamente e tonalmente nel tempo in base all’esecuzione del cantante. Utilizzando un equalizzatore Statico, ad esempio enfatizzando le alte frequenze, queste sono sempre enfatizzate, per cui anche quando il tono della voce presenta già naturalmente il giusto quantitativo energetico in alta frequenza, l’equalizzatore non fa altro che aggiungere ulteriore guadagno alle alte frequenze, rischiando di portare più facilmente il livello del segnale in uscita in distorsione, ed avendo cosi un segnale audio con eccessiva presenza di alte frequenze. Nelle parti di fermo di un esecuzione vocale, soprattutto quando non si canta, ad esempio perchè c’è un assolo di chitarra, ma anche in considerazione delle pause naturali che intercorrono tra una parola e l’altra, l’equalizzazione rimane sempre attiva (a meno che nel caso di Macro Equalizzazione, che vedremo in altri argomenti, non si Bypassi l’equalizzatore manualmente durante un assolo di chitarra), e questo porta ad un aumento della percezione dei rientri se presenti ad esempio in contesto live per microfoni ravvicinati su diversi strumenti, o rientro di rumori dal palco, voci fuori campo, rumori ambientali ecc…, meno mascherati sia dinamicamente che tonalmente dalla sensibilità vocale, oltre che enfatizzare costantemente il rumore di fondo ed intrinseco di tutti i processori lungo la catena audio, impianto audio compreso, normalmente percepito più attenuato in quanto mascherato dalla dinamica e sensibilità tonale della voce. Questo porta in certi casi a necessitare di introdurre ulteriori processori di segnale, come il De-Esser per limitare le sibilanti, processori dinamici regolati in un certo modo per evitare l’insorgere di risonanze e suoni eccessivamente taglienti, come anche la stessa generazione di sibilanti, che sia prima o dopo lo stadio di equalizzazione. Per questo l’aggiunta di ulteriori processori porta ad un aumento del rumore di fondo complessivo, per somma intrinseca dei singoli rumori dei vari processori aggiunti, ed ulteriori distorsioni e sfasamenti sul segnale audio, soprattutto in dominio Analogico.

Se invece ad esempio attenuo le basse frequenze perchè la voce presenta eccessive Plosive, quando queste si presentano l’equalizzatore lavora in modo preciso, mentre quando non si presentano è facile che soprattutto se l’equalizzazione è molto aggressiva, possa risultare un buco nella percezione in questa precisa banda di frequenze dapprima corretta contro le plosive.

Quindi si può dire che l’equalizzatore Statico va bene sia per ridurre risonanze e problemi stazionari, sia per effettuare un’equalizzazione mediana, cioè dare una correzione del tono media sull’esecuzione complessiva nel periodo di tempo considerato.

L’equalizzatore Statico è il processore ideale per lavorare come equalizzatore Grafico nella linearizzazione della risposta in frequenza di un impianto audio, questo perchè deve essere mantenuta stazionaria nel tempo, optando per precise correzioni in base a come la sua risposta si sviluppa nel tempo e nello spazio (vedremo meglio questo in argomentazioni dedicate).

L’equalizzatore Dinamico invece lavora meno bene su modifiche aggressive e con rumori stazionari in quanto la sua efficienza di correzione tonale tende a variare nel tempo in base alla dinamica del segnale audio, sollecitato molto dal contenuto generale dello spettro, quindi ad esempio se ho un eccessiva risonanza in bassa frequenza causata dalla cassa della batteria, ad esempio per eccessivi rientri, ma questa non è costante e si presenta solo per determinati tocchi, l’equalizzatore Dinamico riesce a correggere questa risonanza “casuale” molto efficacemente e solo quando questa si presenta.

Un equalizzatore Dinamico è un’arma a doppio taglio, in quanto che per utilizzarlo al meglio è necessaria una profonda conoscenza sia di come funziona un equalizzatore sia di come funziona un processore dinamico, essendo esso come vedremo un mix tra le caratteristiche dell’uno e dell’altro. Se non impostati correttamente i vari parametri dinamici è molto probabile che il suono risultante non sia precisamente corretto o modellato (con conseguente effetto di mal processamento percepito ancor più che in utilizzo di un equalizzatore Statico), se mal tarato è probabile che si verifichino sonorità di oscillazione, sobbalzi, nuove risonanze ed artefatti, comb filtering non voluti e molte altre distorsioni.

Come vedremo di seguito, un equalizzatore dinamico Software, ha la proprietà di poter utilizzare i filtri sia come filtri di equalizzazione Dinamica, che come normali filtri di equalizzazione Statica, e questo li rende dei processori a 360° per il controllo tonale, cosi da poter lavorare con il giusto filtro nella giusta banda con il giusto processamento.

Non lavora bene invece su Boost e Cut ad ampio valore e su suoni impulsivi (e soprattutto qui si vede la differenza qualitativa tra un equalizzatore Dinamico e l’altro), in quanto che il segnale viene processato dinamicamente, e quindi per arrivare ad esempio ad un livello di +/- 18 dB impiega un certo tempo secondo le impostazioni dei parametri di controllo dinamico date. Quindi il livello di guadagno o attenuazione non è mai immediato al passaggio del segnale, ma raggiunge il suo valore massimo proporzionalmente ai parametri impostati, e quindi spesso per correggere ad elevato valore suoni impulsivi che richiedono un intervento immediato, non è adeguato, ed anche se rendo il tempo di attacco più basso possibile, come vedremo quando parleremo di processori dinamici, questo rende la forma d’onda tanto più distorta quanto più il suo inviluppo si discosta da quello impostato dai parametri dinamici.

In pratica la forma d’onda di un suono ha la sua distribuzione spettrale che varia come detto dinamicamente nel tempo, e questo rappresenta il suo Inviluppo. Se agisco con un equalizzatore Statico, questo processa il segnale in modo costante, quindi non legato all’inviluppo. Se processo con un equalizzatore Dinamico dovrò impostare i vari parametri di cui dispone ad identificare l’inviluppo di processamento (come vedremo meglio quando parleremo di processori dinamici), più questi valori rispecchiano l’inviluppo della forma d’onda da processare o rispecchiano la forma di inviluppo per cui creativamente si vuole andare a processare e tanto più con precisione si riesce a lavorare sul tono, ottenendo gli effetti desiderati.

L’equalizzatore Dinamico non è adatto ad essere utilizzato come equalizzatore Grafico in quanto non presenta una risposta lineare nel tempo ma dipende dalla dinamica, a meno che non venga come vedremo utilizzato come equalizzatore Statico.

Nel corso di questa trattazione abbiamo identificato come la Bandwidth ad esempio di un filtro Parametrico, sia il valore energetico medio percepito dall’uomo, ed il range di livello che va dalla Bandwidth alla frequenza Centrale è l’estensione del livello di Picco, percepito appunto come Picco di segnale. Quindi se ad esempio ho eseguito Boost a + 6 dB alla frequenza centrale di 1.000 Hz, la Bandwidth che dipende dal Q e dal tipo di filtro, è il valore energetico medio percepito come alterazione dello spettro che si trova a 0,707 di valore più basso, ad esempio + 3 dB, mentre il livello energetico che va dalla Bandwidth al picco massimo che è il valore della frequenza Centrale in questo caso a + 6 dB, è percepito come Picco Dinamico (fig. 1), cioè un estensione di + 3 dB che varia al variare della dinamica dello spettro del segnale audio processato. Per questo un qualsiasi equalizzatore Statico può essere considerato in parte anche equalizzatore Dinamico Indiretto, cioè un processore che indirettamente in quanto Statico, altera la percezione dinamica tonale del picco. E questa considerazione mette in luce come anche se do + 6 dB ad una frequenza, in realtà il valore medio percepito è 0,707 più basso, esempio + 3 dB, per cui se effettivamente volevo percepire + 6 dB dovrò incrementare il guadagno di ulteriori + 3 dB, cosi da avere + 9 dB al picco ma + 6 dB percepiti. E questo spiega anche come i picchi che portano in distorsione le apparecchiature non sono legati alla percezione, un livello di distorsione è portato da un picco di livello energetico maggiore di quello percepito.

Fig. 1

Fig. 2

In figura 2 un esempio grafico che rappresenta il modo di lavorare di un equalizzatore Statico.

Quando si lavora con un equalizzatore Statico l’inviluppo della forma d’onda da processare è modellato costantemente nel tempo e per questo motivo ad esempio se la risonanza non voluta cade in fase di inviluppo con eccessivo guadagno in cui la sua massima espressione è durante la fase di Attacco, questo lavora bene il quel preciso istante, ma ad esempio continua a processare anche in fase di Sustain e Release in cui questa risonanza potrebbe non presentarsi, ma anzi andando probabilmente a ridurre Bandwidth che in quella parte di Inviluppo potrebbe essere utile nel riconoscimento del sostegno di una nota o di armonicità caratteristica dello strumento, di una coda che potrebbe essere in questo modo anche mascherata dal contributo energetico di altri strumenti avendo un più alto valore energetico in quella stessa porzione di banda.

In figura 3 un esempio di equalizzatore Dinamico Software su Plugin.

Fig. 3

Attraverso l’equalizzatore Dinamico tutto questi problemi sono risolti, risolti se opportunamente tarato.

Un equalizzatore Dinamico può essere come una qualsiasi versione di equalizzatore con filtri visti fino adesso, ma in più come si vede dalla figura 3, possiede i classici controlli presenti in un processore dinamico (come vedremo meglio quando parleremo di processori dinamici).

La Threshold è il parametro di soglia superata la quale comincia il processamento, per cui tutti i segnali che rimangono sotto non vengono processati, e per questo lavora solo dove effettivamente vogliamo e non costantemente come per l’equalizzatore Statico. Quando ad esempio una risonanza supera la soglia questa verrà processata, ma se questo non si presenta ed il segnale rimane sotto la soglia non vi è alcuna alterazione della risposta.

n.b. Se il segnale lavora sempre sotto la Threshold, questo non viene dinamicamente processato e può essere utilizzato come normale equalizzatore Statico.

Attack rappresenta il tempo di attacco nella forma di inviluppo del processamento, quindi quando il segnale supera la soglia data dalla Threshold, questo impiega un determinato tempo (il tempo impostato, ms), per arrivare al massimo valore di guadagno o attenuazione dato. Ad esempio se voglio attenuare a – 6 dB ed imposto un attacco a 30 ms, una volta che il segnale supera la soglia, comincia l’attenuazione di guadagno verso i – 6 dB, in modo proporzionale e raggiungendo i – 6 dB dopo 30 ms di tempo. Questo tempo è necessario per minimizzare gli artefatti che si verificherebbero in caso di intervento immediato, e soprattutto indicano al processore la strada da eseguire nel processamento. Come si vede da figura 4, la fase di attacco (A) non è immediata, ma impiega un certo tempo per arrivare al suo picco massimo, per cui se avessi un tempo di intervento molto più breve (rettangolo arancione), andrei a lavorare come equalizzatore quasi-Statico da 0 ms con 0 dB di attenuazione (appena c’è l’intervento del processo superata la soglia), fino ad arrivare appunto a – 6 dB passati i 30 ms, ma che nell’inviluppo si trovano molto prima del suo picco, che è quello che vogliamo attenuare, e per cui il processore lavora in moda statico da 30 ms fino ad un tempo definito come vedremo dal parametro Release (con la linea gialla è indicato il tempo in cui l’equalizzatore lavora come statico), mentre invece devo farlo lavorare esattamente con andamento più simile possibile all’inviluppo di attacco dello spettro audio da processare, mentre il suo rilascio come vedremo dipende dal tempo di Release impostato. Sempre come vedremo questo è una considerazione di processamento ideale, nella realtà questo è impossibile da ottenere ma ci sono come vedremo in altre argomentazioni diverse filosofie con le quali a livello percettivo è possibile ottenere gli stessi risultati sonori.

Fig. 4

Se il tempo di attacco è invece troppo lungo (Slow Attack), esempio 150 ms (fig. 5), l’equalizzatore lavora dinamicamente con incremento proporzionale andando al valore di – 6 dB oltre il picco massimo dell’attacco, e questo vuol dire che al livello di picco in realtà si attenua ad esempio di – 5 dB, e quindi non è un processamento preciso e la risonanza potrebbe non essere attenuata adeguatamente, mentre vado via via all’aumentare del tempo di attacco a processare con più alto guadagno di attenuazione parti di spettro che probabilmente non ne necessitano. A parità di Release avrò invece un comportamento da equalizzatore Statico più breve, e per questo il contributo tonale viene meno alterato nel suo aspetto dinamico, quindi più preservato.

Fig. 5

Release rappresenta il tempo di decadimento del processamento una volta che il segnale audio è tornato sotto la soglia, e il principio è lo stesso dell’attacco solo in senso inverso. Se il tempo di rilascio ad esempio è troppo lungo, esempio 1 secondo, il filtro in questione andrà a processare sul segnale audio sempre più come equalizzatore Statico, ad esempio nella fase di Sustain (S) e Release (R), ed in parte anche nel Decay (D) se la Threshold è stata impostata con valore vicino a quello di picco dell’attacco, quindi sopra al livello energetico del Sustain e ad esempio a metà del Decay. In figura 6 un esempio che come il precedente presenta un filtro Parametrico con frequenza Centrale a 100 Hz e con un’attenuazione di – 6 dB. Dal momento che il segnale torna sotto la soglia di Threshold il processamento viene staccato e proporzionalmente il filtro torna al livello di guadagno di 0 dB. Tanto più il rilascio è lungo e tanto più l’Inviluppo continua ad essere processato fino a che non arriva a 0 dB, e quindi questo se mal tarato può portare ad alterazioni del Decay, Sustain e Release, variando il comportamento dinamico del segnale audio. Il tempo che intercorre tra la fase di Rilascio e l’effettivo valore 0 dB di amplificazione o attenuazione, può considerarsi come un processamento tanto più statico quando più piccolo è il guadagno o attenuazione data, avendo più piccole variazioni tra il valore massimo e minimo, quindi variazione tonale anche meno percepita.

Fig. 6

Se come da figura 7 imposto un Rilascio troppo breve avremo un processamento Statico più limitato e questo garantisce il mantenimento di una percezione dinamica dello spettro più accurata, non chè un processamento in questo caso più ottimizzato per lavorare sul Decadimento dell’inviluppo, ad esempio il decadimento di una risonanza, andando meno a processare parti di audio non volute come quelle di Sustain e Release.

Fig. 7

Quindi impostando correttamente il tempo di Attacco e Rilascio è possibile processare dinamicamente il tono di uno spettro audio molto più precisamente e al livello di intensità desiderato, distorcendo meno la tonalità dinamica dello spettro nel tempo, rispetto invece ad un’equalizzazione Statica come prima visto.

Range e Gain

Il Range ed il Gain in un equalizzatore Dinamico sono due parametri differenti, il Gain in questo caso è il livello massimo di guadagno o attenuazione che si vuole dare come processamento alla banda di frequenze desiderata secondo il filtro selezionato ed impostato. Questo ha sempre valore, cioè esegue un processo statico se il livello di segnale non supera la soglia, e per questo l’equalizzatore Dinamico può essere utilizzato anche come equalizzatore Statico. Se do + 9 dB avrò + 9 dB su tutto l’inviluppo dello spettro audio in quella determinata banda di frequenze filtrata. La stessa funzione ce l’ho se il segnale supera la soglia ma il Range è mantenuto a 0 dB.

Il Range non è altro che il gestore della variazione del livello dinamico. Dal momento che il segnale supera la soglia attraverso il Range è possibile decidere quanti dB in Boost o Cut deve avere il segnale ed in base al tempo di attacco e rilascio questi vengono proporzionalmente gestiti come prima visto.

Se utilizzo il Range non è necessario utilizzare il Gain in quanto che il segnale è ponderato dai controlli Dinamici, mentre in caso si voglia utilizzare il processore come equalizzatore Statico o misto Statico-Dinamico allora è necessario gestire il livello di guadagno dal Gain, in quanto che il Range non presenta valore per i segnali che rimangono sotto la soglia.

n.b. Se l’equalizzatore non presenta la possibilità di lavorare anche come Statico il Gain non c’è.

Se utilizzo entrambi, il livello di Gain farà lavorare l’equalizzatore come Statico quando il segnale rimane sotto la soglia, mentre quando supera la soglia il livello verrà gestito dal Range ed il Gain fungerà da amplificazione o attenuazione di banda allo stadio di uscita, un po come avviene nei normali processori dinamici come compressori ed espansori.

Può essere utile ad esempio per ridurre il livello del segnale di un fastidioso rientro continuo, ma poi se il segnale supera la soglia può essere che questo va a mascherare naturalmente il rientro ed in questo caso è più qualitativo lavorare sul tono dinamicamente per i motivi visti prima. Oppure per strumenti con una risposta dinamica molto piatta e continua come ad esempio il suono in uscita dalle Tastiere o strumenti Elettronici (non ripresi dal microfono), in cui lavora meglio un equalizzatore Statico se fatto lavorare solo quando lo strumento suona per evitare di enfatizzare ad esempio eventuali rumori di fondo quando in silenzio, può essere utile dare ad esempio guadagno in alta frequenza per far risaltare aria ed armoniche di cui poveri sono questi strumenti, ma nel caso in cui ci sia un eccessivo livello di guadagno ad esempio per un forte accento dato sulla tastiera con tasti pesati, il superamento della soglia può essere sfruttato per limitare il livello di picco di questo segnale a valori leggermente più bassi (quindi utilizzarlo in modo del tutto simile ad un Limiter). Attraverso il Gain è poi possibile decidere quanto livello al segnale compresso o espanso dare, ad esempio per rivitalizzare armoniche dopo una compressione in alta frequenza, o far risaltare il corpo dopo compressione in bassa per non portare in distorsione il segnale in uscita. Questo vale sia che si lavori in positivo quindi in guadagno, che in negativo quindi in attenuazione.

Il Range può lavorare sia in amplificazione che in attenuazione indipendentemente dai livelli di Boost e Cut del Gain, come vedremo più avanti.

Riprendendo l’immagine di figura 8, si evidenzia l’impostazione dei parametri del filtro 1, in cui la frequenza Centrale del filtro Parametrico è 91 Hz, con Q 24.8 quindi come si vede molto stretto. Presenta un guadagno Statico a – 11.9 dB ed una Threshold a – 58.7 dB. Finchè il segnale rimane sotto questo livello di soglia il filtro lavora come equalizzatore Statico con attenuazione di – 11.9 dB, mentre dal momento che il segnale supera la soglia l’equalizzatore comincerà a lavorare come Dinamico secondo le proprietà di attacco e rilascio viste prima. Si attiverà il Range che in questo caso è impostato a -10.7, il che significa che tramite i valori di attacco impostati avremo un calo del livello di attenuazione da – 11.9 dB a – 10.7 dB nell’arco di tempo di 16 ms.

Mentre dal momento che il segnale scende nuovamente sotto la soglia avremo di nuovo un aumento del livello di attenuazione da – 10.7 dB a – 11.9 dB nell’arco di tempo impostato dal Release di 160 ms, tornando a lavorare come Statico (i tempi di rilascio sono sempre più alti dei tempi di attacco perchè come visto nelle precedenti immagini i valori di Decay, Sustain e Release occupano uno spazio temporale molto maggiore rispetto a quello occupato dalla fase di Attack).

Fig. 8

Un filtro cosi impostato (in considerazione del filtro 1 nel grafico di figura 48), lavora in Downward Expansions e può essere ad esempio utile per ridurre in modo statico Feedback e Risonanze, e più queste prendono valore e più ci sarà un’attenuazione marcata entrando in modalità di processamento Dinamico.

Se il Range è impostato con guadagno positivo ma con filtro sempre impostato con Gain negativo, avremo che una volta superata la soglia il segnale verrà portato verso livelli di Boost, quindi contrari a quelli definiti Staticamente, e questo porta ad un processamento di tipo Upward Expansion. Questo può essere utile ad esempio per riportare ad enfatizzare porzioni di banda pulita dapprima ridotta per via della presenza di risonanze costanti, ma quando queste non si presentano può essere utile rivitalizzare quella determinata porzione di banda.

Se il Range è impostato con valori negativi ma il Gain con valori positivi, avremo che il segnale una volta superata la soglia subirà la relativa attenuazione, lavorando in questo caso in Downward Compression. Questo può essere molto utile per ridurre forti risonanze e sibilanti solo quando si presentano.

Se il Range è impostato con valori positivi ed il Gain è anche lui con valori positivi, avrò un’amplificazione del livello di segnale una volta che supera la soglia, e questo fa lavorare il processore in Upward Compression, utile per enfatizzare armoniche e far risaltare ad esempio porzioni di banda mascherate da altri strumenti musicali.

n.b. In un equalizzatore Dinamico di questo tipo è quindi possibile lavorare in tutti e 4 gli stadi di processamento Dinamico, Upward e Downward li analizzeremo meglio quando parleremo di processori Dinamici.

Come si vede comparando le immagini di figura 9, si nota come il processamento Dinamico (curva di equalizzazione linea bianca) lavori ugualmente una volta che il segnale supera la soglia anche con Gain a 0 dB, e questa è la conferma che il Gain è solo funzione della Staticità di lavoro del filtro.

Fig. 9

Si nota anche come il livello di guadagno dinamico non si uguale in entrambi i casi, eppure il segnale in ingresso è in entrambi i casi sopra la soglia. Il livello impostato come Range è raggiunto solo dai picchi di segnale mentre la maggior parte dell’energia è contenuta al livello di Bandwidth, e questa è la conferma della teoria precedentemente vista per cui il livello energetico che si presenta tra la Bandwidth ed il suo picco è un livello energetico dinamico e percepito ad orecchio come tale.

Questa non Staticità è dovuta all’andamento dinamico del filtro stesso.

Il Range non è come si potrebbe pensare un potenziometro Statico, nel senso supero la soglia e ho sempre Boost e Cut al valore in dB impostato secondo i parametri di attacco e rilascio. Questo non sarebbe utile al fine del processamento Dinamico, porterebbe alla generazione, anche se ponderata dalle azioni di attacco e rilascio, di percepire oscillazioni e sobbalzi dinamici del segnale audio. Il Range (come vedremo meglio quando parleremo di Processori Dinamici), è un potenziometro Dinamico attraverso il quale è possibile decidere un Target di livello. Si comporta esattamente come una Ratio (che analizzeremo megio quando parleremo di processori Dinamici), attraverso la quale è possibile decidere il rapporto di compressione od espansione dinamica, nel senso se imposto una Ratio di 3:1 avrò che per ogni 3 dB che superano la soglia ne usciranno solo 1, quindi vi è una un’attenuazione del segnale audio (una compressione), e questo è un rapporto dinamico, nel senso che se ho valori differenti non avrò sempre 1 dB in uscita, ma il segnale audio verrà di conseguenza rapportato, se ho 6 dB in ingresso avrò 2 dB in uscita, se ho 1,5 dB in ingresso avrò 0,5 dB in uscita. E cosi si comporta il Range, solo avendo come riferimento il Target di guadagno desiderato in dB, ma il comportamento è lo stesso di un rapporto proporzionale e per questo ad esempio a parità di Threshold più il livello del segnale in ingresso è alto e più il Target verrà raggiunto, quindi avrò l’amplificazione o attenuazione desiderata, mentre tanto meno segnale supera la soglia e tanto più lontano sarà il processamento rispetto al Target in dB impostato. Stessa cosa aumentando o calando la soglia di Threshold, più si fa superare la soglia e più verrà raggiunto il livello di Target impostato.

Aumentando il livello di Rilascio il livello del segnale processato rimane sempre più costante verso il Target definito, mentre aumentando il tempo di Attacco rimane sempre più verso valori bassi prossimi allo 0 dB.

Questo può far capire come sia molto più difficile lavorare matematicamente e con precisione attraverso un equalizzatore Dinamico rispetto ad uno Statico, in cui + 6 dB sono + 6 dB, ma proprio perchè la dinamica del suono è molto varia nel tempo e nello spettro, e questa è una sensazione percepita, è ancora più utile in fase di processamento dinamico impostare i vari valori dei vari parametri sia per quello che si vede dal grafico dell’equalizzatore stesso, aiutati se possibile da spettri di analisi RTA, ma in perfetto connubio con quello che si sente.

n.b. La curva del filtro è dinamicamente mantenuta Costante, Proporzionale, Simmetrica, ecc…come da filtro stesso nelle sue variazioni di guadagno.

Fig. 10

Fig. 11

Come si vede in figura 10 – 11, dal momento che lavoro con Gain e Range insieme, avrò un comportamento di processamento differente. Nel caso di figura 5 il Gain è impostato per attenuare mentre il Range per amplificare, ma la stessa cosa avviene al contrario. Quando il segnale rimane sotto la soglia di Threshold avrò l’attenuazione statica data dal Gain, in questo caso – 5 dB, mentre quando il segnale supera la soglia, avrò che il livello di segnale Dinamicamente processato dal Range subisce della relativa Attenuazione o Boost dato con il Gain. Quindi in questo caso se mi trovo con il segnale a + 5 dB di Range avrò che portando il Gain a – 5 dB il segnale oscillerà tra valori positivi e negativi rispetto allo 0 dB in relazione alla Dinamica del segnale audio processato, quindi verrà amplificato. Se porto in negativo anche il Range, ad esempio a – 5 dB, avrò che tutti valori di attenuazione Dinamica saranno spostati di ulteriori – 5 dB di attenuazione, quindi se il segnale dal Range è processato a – 5 dB, me lo ritroverò a – 10 dB. Questo è ancor più chiaro nell’immagine di figura 46 in cui sia il Gain che il Range sono a valori positivi e per cui la curva di equalizzazione come si nota va a superare quella data dal Gain come impostazione di guadagno Statico.

Lavorare con Gain in aggiunta al Range, a parte il discorso del processamento Statico per quando il segnale non supera la soglia può essere molto utile per gestire in modo preciso la direzione della curva Dinamica, quindi portandola verso valori di maggiore Guadagno o Attenuazione, in quanto come visto risulta molto più difficile utilizzando il Range il quale identifica solo un Target. Però in questo caso l’aggiunta di un potenziometro Statico porta anche più rumore e distorsione, per cui la migliore procedura di lavoro è quella di lavorare o con filtri Statici o con filtri Dinamici a seconda delle esigenze, se non in considerazione di un processamento ad ampia Bandwidth in cui si riescono ad ottenere ad esempio effetti di compressione per poi aumentando il Gain far risaltare armoniche. Anche perchè se lo faccio in una banda stretta, l’attenuazione della banda per ad esempio calare le risonanze presenti, per poi dalla stessa eseguire un aumento di guadagno tramite Gain, porta nuovamente a far risaltare queste risonanze, per cui poco utile, mentre a più ampia Bandwidth si vanno a considerare eventualmente per certi strumenti frequenze che portano il segnale sopra alla soglia, cosi da attenuare queste e far risaltare frequenze come appunto le armoniche a più basso livello che si trovano naturalmente sotto alla soglia (vedremo meglio questo quando parleremo di processori dinamici).

Sidechain

Attraverso il controllo di Sidechain è possibile gestire lo spettro audio da processare, secondo l’inviluppo di spettro di un segnale esterno.

Questo può essere molto utile per evitare mascheramenti tra i vari canali di diverse riprese microfoniche, oppure come vedremo in argomenti dedicati, per enfatizzare o comprimere bande di frequenze con eccessivo guadagno o eccessivamente attenuate, o ancora per funzionalità di processamento dinamico automatico.

Altro

Un equalizzatore Dinamico come quello di figura 3 può lavorare sia per un segnale Mono che Stereo L-R che M-S.

n.b. Nel corso di questa trattazione analizzeremo meglio anche altri parametri disponibili in un equalizzatore Dinamico.

Se l’equalizzatore Dinamico viene tarato bene il processamento segue l’andamento del segnale audio da processare (anche se in realtà ci sono sempre tolleranze in base al segnale audio da processare e al processore equalizzatore in uso). Questo processamento è proporzionale al variare del guadagno, in quanto che come vedremo, avendo opportunamente definito un valore di soglia (Threshold) oltre la quale il segnale viene proporzionalmente processato, avremo il corrispettivo adeguamento sul guadagno del filtro.

Variando i valori di Threshold, Attacco, Rilascio e Range è possibile ottenere risalti o mascheramenti in modo del tutto personalizzato, secondo determinate sensazioni sonore percepite.

Rimando a questo articolo per maggiore comprensione, legata all’utilizzo di processori dinamici ma riportabile anche in utilizzo di equalizzatori Dinamici per considerazioni che faremo in argomenti dedicati.

https://davideruiba.com/2019/04/30/linee-guida-le-basi-per-regolare-la-dinamica-di-un-suono-a-regola-darte/

L’equalizzatore Dinamico è presente esclusivamente in dominio Digitale e Software. Questo non viene realizzato in ambito analogico per via della sua complessità di circuito che deve essere appunto un mix tra le caratteristiche di filtraggio di un equalizzatore normale ed un processore di dinamica, che andrebbe a creare maggiori distorsioni, sfasamenti, e senza raggiungere risultati qualitativamente accettabili, e soprattutto risultando con costi molto elevati. In contesto Digitale lo si ritrova spesso nei Crossover ed Equalizzatori Grafici per la taratura degli impianti audio, se pur in versione semplificata rispetto a come visto a quelli Software su Plugin, sia per lasciare le potenzialità del processamento a processi più dedicati, come appunto l’equalizzazione Grafica, sia per il suo utilizzo finale che non è propriamente dedicato al linearizzare la risposta in frequenza di un impianto audio ma che può aiutare a far risaltare porzioni di banda mascherate, sia per sempre la complessità di realizzare un circuito di questo tipo. Mentre si trova molto più spesso a livello di Plugin Software ed in cui si sfruttano tutte le sue potenzialità, adatto all’utilizzo di processamento di segnali audio come riprese microfoniche, mix di strumenti, gruppi mix, ecc..

n.b. Un equalizzatore Dinamico rende appunto Dinamico un qualsiasi filtro analizzato in questa serie di articoli (più diffuso sugli Shelving e Parametrici che siano Costanti, Proporzionali, Simmetrici ed Asimmetrici, meno diffuso invece per i filtri Cut Out in quanto che l’utilizzo di un filtro Cut Out è generalmente quello di tagliare in modo permanente, quindi Statico, una determinata porzione di banda non voluta).

n.b. Come si può intuire un analizzatore di spettro che aiuti a capire l’andamento spettrale del suono è molto importante per capire meglio come tarare finemente i vari parametri di processamento dinamico.

Rimando ad argomento Acustica per maggiori informazioni sull’Inviluppo.

Considerazioni

  • Un equalizzatore Dinamico è il processore che meglio riesce a lavorare sullo spettro tonale musicale nel tempo, in quanto che la risposta in frequenza ha una sua dinamica che varia nel tempo, impossibile da controllare e correggere finemente con un equalizzatore statico. E’ più indicato per processare strumenti dinamici, come quelli Percussivi, ma anche su Voci, Archi e Fiati e strumenti Elettrici come Basso e Chitarra. Meno indicato invece in strumenti elettronici in cui le variazioni dinamiche tonali sono molto limitate e può risultare più trasparente ed efficiente l’utilizzo di equalizzatore Statico.
  • Un equalizzatore Dinamico permette di lavorare meno sia con l’equalizzazione che con il processore Dinamico considerati in modo separato, ed ottenere la stessa sensazione acustica percepita.
  • Un equalizzatore Dinamico se correttamente impostato, non da Boost o Cut dove non necessario, non aumenta il rumore di fondo, mantiene un livello dinamico molto più ampio, lasciando il silenzio in silenzio ed enfatizzando o comprimendo picchi se necessario.
  • Un equalizzatore Dinamico rispetto ad uno Statico consente di distorcere meno il tono musicale, garantendo massima chiarezza con minori mascheramenti soprattutto tra più strumenti che lavorano in range di frequenze simili. Consente di mantenere più fedelmente il naturale equilibrio tonale modellando l’intensità del timbro in base a come la nota viene suonata.
  • Un equalizzatore Dinamico consente di sostituirsi anche a processamenti paralleli come Enancher e Vitalizer, in quanto a meno di non particolari processamenti, sono funzionalità raggiungibili anche con questi processori, i quali possono lavorare anche in modo parallelo, gestendo il giusto mix tra segnale DRY e segnale Processato.
  • In un contesto di forti rientri tra i vari microfoni di ripresa, come può essere ad esempio un ambiente Live, se opportunamente tarato, consente di mantenere questi rientri a più basso valore e quindi migliorare significativamente la chiarezza dello strumento ripreso.
  • Un altro vantaggio dell’equalizzatore Dinamico rispetto a quello Statico è che avendo base di circuiteria dinamica, possiede l’ingresso Side Chain, con il quale è possibile processare tonalmente un segnale audio da uno spettro di audio esterno, ottenendo molti e diversi vantaggi a risolvere determinati problemi o automatizzare dei processi che vedremo in argomenti dedicati.
  • Il principale difetto di un equalizzatore Dinamico è che pesa più che un equalizzatore Statico sul processore in cui è installato, lavora meno bene su segnali impulsivi e stabili nel tempo. E’ meno efficiente nel modellare elevati livelli di segnale, come Feedback e Comb Filtering.
  • Rispetto ad un processore Dinamico limitato nel processamento a tutta la banda audio, o nei casi di maggiore qualità ad un filtro Passa-Banda o Cut Out o Notch come vedremo quando parleremo di processori Dinamici, o ad un livello ancora più alto nella banda audio con 3 – 4 filtri Passa-Banda, caso dei processori Dinamici Multibanda, l’equalizzatore Dinamico può sfruttare una qualsiasi tipologia di filtro e lavorarci dinamicamente, quindi infinite possibilità di controllo, che ricordo essere sempre un’arma a doppio taglio.
  • Utilizzando un equalizzatore Dinamico in un MIX si riesce a lavorare con più precisione nel far risaltare o mascherare singoli strumenti, effetti, armoniche, senza intaccare il resto dello spettro, soprattutto nel contesto dinamico, quindi anche senza alterare la dinamicità degli strumenti non interessati al processo, a differenza di un equalizzatore Statico che invece processa costantemente anche quando non necessario, e per cui si necessita eventualmente di un processamento selettivo, ma che non porta in egual misura lo stesso risultato.
  • Dal punto di vista del guadagno, c’è da dire che automatizzare il processo di amplificazione ed attenuazione porta come risultato maggiori incertezze e distorsioni rispetto ad avere un’amplificazione Statica, ma i vantaggi di un processamento Dinamico sono qualitativamente superiori agli artefatti che l’automazione del guadagno porta.

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