Il Feedback ( fig. 1 ) o più comunemente chiamato effetto Larsen ( i due si differenziano in quanto il Feedback indica il percorso che segue il segnale fino a generare il Larsen e cioè l’impulso sonoro continuo ) ( Larsen è il nome del suo scopritore ), è quel “ fischio “ che si sente quando si avvicina uno strumento di ripresa come il microfono ad uno strumento di diffusione come monitor da palco o P.A. o qualsiasi diffusore acustico. Tale fischio si viene a generare in quanto, data una sorgente, il contributo di segnale prelevato dal microfono verrà amplificato e diffuso, se la pressione acustica diffusa viene ripresa dallo stesso microfono con intensità pari o superiore a quella prelevata dal microfono rispetto alla sorgente ed in fase vi si crea un circuito risonante rilevante e quindi fortemente udibile, inizialmente ad una determinata frequenza e cioè quella di maggiore intensità, poi successivamente anche ad altre frequenze in corrispondenza della prima frequenza che innesca il larsen e delle rispettive frequenze con maggiore intensità ed in fase. Generalmente tale risonanza è generata in un range di frequenze medio-basse / medio-alte.

Fig. 1 2016-08-21_16-34-59

Il contrario del Feedback o Larsen è il Negative Feedback o Negative Larsen, praticamente è lo stesso principio solo opposto, invece di considerare le frequenze in fase si considerano le frequenze in controfase. Queste non generano disturbo e ” rumore ” come quelle Larsen ma al contrario generano buchi nella risposta in frequenza causando peggioramenti nella timbrica e quindi qualità sonora finale.

Il Larsen è più dannoso del Negative Larsen in quanto che altera fortemente la risposta in frequenza in prossimità del larsen e soprattutto se ad alti livelli può portare al danneggiamento dell’altoparlante stesso che lo riproduce, oltre che creare fastidio e poter danneggiare anche l’apparato uditivo umano che lo percepisce ( ricordo che i valori dei livelli di pressione sonora massimi sopportabili dall’uomo sono 120 – 130 dB ).

Il Negative Larsen invece è dannoso in termini qualitativi ed è molto più difficile da percepire in quanto che genera buchi nella risposta in frequenza ( l’orecchio umano è più sensibile alle variazioni di guadagno in amplificazione che in attenuazione ).

Per un livello di Larsen ci sarà il suo corrispondente livello di Negative Larsen, per cui risolvendo un problema si risolve anche l’altro.

Per minimizzare appunto i fattori di rientro da Larsen e Negative Larsen è opportuno regolare al meglio il rapporto tra l’emissione della sorgente sonora riproducente il suono amplificato ( es. monitor o P.A. ) e la posizione del microfono stesso per la ripresa della sorgente generante il suono ( es. voce ).

In caso di evento live con utilizzo di monitor da palco la migliore soluzione è sempre quella di equalizzare al meglio ( con equalizzatore grafico o parametrico ) cercando di attenuare se necessario le bande di frequenza che più facilmente tendono ad innescare ( portare larsen ) utilizzando come riferimento il microfono che verrà utilizzato poi effettivamente in quell’evento con quel tipo di monitor. La posizione del microfono deve essere poi adeguatamente tenuta a distanza dal P.A. ed eventuali altri monitor di palco in modo da non generare Larsen fino ai più alti livelli di guadagno. Il livello di volume del monitor di palco di riferimento per la taratura del livello massimo prima dell’innesco del Larsen deve essere poi considerato come limite fino a poco prima dell’innesco dopo averlo opportunamente equalizzato. In caso si necessiti di più volume, come considerazione generale per avere un rischio di innesco e di rientri da monitor di palco pari a 0 è consigliato l’utilizzo di in-ear monitor ( monitoraggio in cuffia ).

Aumentare la direttività del diagramma polare del microfono utilizzato aiuta a ridurre ed attenuare non solo i rientri ma anche l’innesco del Larsen ma non è sempre la migliore soluzione in quanto che come visto molti microfoni possono facilmente presentare una coda posteriore tanto più grande quanto più direttivo è il diagramma polare. In caso di utilizzo di monitor da palco i diagrammi polari direttivi più consigliati sono quello cardioide e supercardioide i quali garantiscono una limitata ripresa posteriore e quindi minor rischio di innesco. Molto spesso però la qualità complessiva del microfono fa dipendere la sua scelta di utilizzo finale indipendente dal suo diagramma polare, per cui è bene fare attenzione a tutti questi fattori.

n.b. Esistono poi strumentazioni sia hardware che software che rilevano ed attenuano automaticamente i Larsen ( Anti Feedback ), ma come ogni strumentazioni aggiunta in cascata lungo la catena audio, nel complesso e soprattutto se non di qualità, aumenta il rumore di fondo, cala la dinamica complessiva, aumentano le distorsioni armoniche e si altera la risposta in frequenza, per cui è bene risolvere prima il problema a livello fisico e poi se necessario introdurre appositi hardware di correzione come l’Anti Feedback.

E’ possibile poi attraverso software di analisi spettrale in cui è necessario inviare tramite scheda audio e microfono di misura il segnale ( ripreso ) dal P.A. e/o monitor di palco ( fig. 2 ), rilevare la frequenza esatta di Larsen in modo da andare ad agire con eventuale equalizzatore più precisamente ( fig. 3 ).

Fig. 2 2016-08-21_16-52-37.jpg

Fig. 3 index

 

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