Gli Splitter Audio Passivi sono i più scadenti rispetto a quelli attivi e digitali e generalmente sono alloggiati insieme alle Stage Box, difatti sono Stage Box che presentano copie del segnale.

Questi Splitter – Stage Box possono avere ( ma non sempre ) anche uno Split delle uscite, utile ad esempio per inviare una copia L-R per una registrazione o una ripresa video che necessita di audio su cavo bilanciato inviato dalla regia audio, o qualsiasi altro pensiero possa venire in mente.

Esistono 2 tipologie di Splitter Audio Passivi:

  1. Split cablato ( fig. 1 )
  2. Split con Trasformatore ( fig. 2 )

Fig. 1 2016-02-12_13-07-54

Fig. 2 2016-02-15_16-15-09.png

Lo Split cablato è la peggiore soluzione ed è uno spilt creato a mano sdoppiando ogni linea bilanciata di segnale, in questo caso tutto è ingresso e tutto è split, volendo si può entrare anche dallo split e prelevare la copia dall’ingresso in quanto non vi è alcun dispositivo di protezione o separazione. Questo sistema causa notevoli rumori di fondo dovuto alle interferenze tra le linee di ingresso e split, ed è causa anche di eventuali rotture di componenti elettronici in quanto che la phantom inviata per alimentare esempio microfoni a condensatore e d.i. box, passa sia dal circuito di ingresso che di split arrivando anche all’ingresso dei pre-amplificatori del mixer audio a cui sono collegati.

In caso di Split con trasformatore, ogni split presenta un circuito trasformatore ( generalmente innalzatore ) che oltre a ribilanciare il segnale per lo split, permette di recuperare la perdita di 6 dB dovuta al dimezzamento.

In questo caso però essendoci il trasformatore sarebbe impossibile inviare l’alimentazione phantom, per cui è necessario avere dei distributori phantom esterni.

Nell’utilizzo della Phantom per Splitter Audio Passivi cablati a mano c’è da fare molta attenzione, in quanto che se per sbaglio invio phantom da diverse sorgenti esempio da mixer audio di sala e mixer audio di palco posso facilmente portare alla rottura il componente al quale questa phantom arriva, che come detto generalmente sono i microfoni a condensatore e le d.i.box, questo perchè arriverebbe una tensione complessiva di ( + 48 V ) + ( + 48  ) = + 96 V.

Come linea generica si utilizza sempre inviare la Phantom dal mixer audio che permette il percorso più breve, il mixer di palco se presente, questo anche per garantire la stabilità del segnale che per lunghe tratte potrebbe essere caricato di interferenze e quindi non arrivare correttamente al dispositivo cosi da non permetterne il funzionamento.

Lo Split con trasformatore garantisce una qualità ottimale contro le interferenze una perfetta separazione delle linee di input da eventuali problemi di correnti indotte come invece può avvenire in quelli attivi e soprattutto quelli passivi senza trasformatore. Sono anche più costosi e pesanti in quanto che un ottimo trasformatore è costoso e pesante non chè ha un ciclo di vita più breve rispetto a circuiti attivi come quelli che vedremo, tende ad ossidarsi e creare alterazioni nella risposta in frequenza.

Quelli a trasformatore soffrono del problema di Diafonia ( i fattori di autoinduzione creati lungo il cavo in cui circola segnale ancor più se presente un trasformatore tendono a trasferirsi sui conduttori adiacenti creando copie di segnale circolante sui conduttori nelle vicinanze ), generalmente la diafonia è calcolata e presente tra due canali vicini, ed un valore accettabile è quello inferiore a -100 dBV.

 

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