TECNICHE DI COMPRESSIONE ED ESPANSIONE IN UTILIZZO DI EQUALIZZATORE DINAMICO

Premessa

Utilizzare lo spettro RTA (con modalità di vista in bande), (fig. 1), per l’analisi delle frequenze (generalmente con tempo medio ”average time” impostato su Fast per rilevare precisamente la frequenza di picco nel Livellamento e Slow nel Levigamento (fig. 2) per identificare al meglio la media energetica delle varie bande di frequenze, e non ha risoluzioni più alte di 1/6 di ottava in quanto vanno ad identificare risoluzioni ben oltre quella dell’orecchio umano, quindi utilizzare da 1/6 a frazioni più grandi). Utilizzare un blocca picchi aiuta a rilevarne il livello energetico nel tempo. Utilizzare il grafico dell’onda per rilevare la dinamica del segnale da processare (fig. 3).

Utilizzare se disponibile uno Snapshot per la risposta RTA, con il quale è possibile così facilmente rilevare dal grafico in sovra impressione la risposta in frequenza e bande di picco. Utilizzare un monitoraggio Peak per il processamento livellante ed RMS per il processamento Levigante cosi da rispettare la reale percezione umana.

Fig. 1

Fig. 2

Fig. 3

Utilizzare stesso spettro di analisi anche per Group Mix e Stereo Mix (e/o Multichannel Bus/Aux Out).

Disabilitare eventuali opzioni di Auto Release, Auto Attack, Auto Gain (fig. 4). Impostare quanto più possibile un Knee che mantenga meno compressione possibile fino al raggiungimento del Sustain o Release quando si lavora sulla dinamica, così da alterare meno possibile il transiente. Mentre al contrario per il Transiente deve essere più rapido possibile. Questo permette di alterare meno la percezione del transiente di attacco e far lavorare efficacemente il processore nella fase dinamica temporale utile maggiormente percepita (il Sustain), così da garantire un minor processamento per ottenere stessa sensazione di variazione timbrico/dinamica con conseguente riduzione anche delle distorsioni e sfasamenti introdotti.

Fig. 4

Se disponibile nell’equalizzatore, in utilizzo di filtri parametrici, utilizzare filtri Flat Top o Digital Butterworth cosi se impostati correttamente per eliminare il picco di risonanza del filtro, garantiscono un migliore coupling di interazione tra i vari filtri e permettono di ottenere a livello percettivo lo stesso risultato ma enfatizzando o attenuando 3 dB meno che un normale filtro parametrico, controllando quindi meglio lo sfasamento e le distorsioni intrinseche dei filtri, come spiegato in argomento Equalizzatori.

Varianti di quanto appena detto per ottenere effetti differenti.

In un contesto Live la procedura seguente può risultare impegnativa soprattutto da eseguire in tempo reale in fase di Check Sound, per questo è consigliato (ma in ogni caso di utilizzo), allenarsi e studiare a fondo il metodo per poterlo eseguire nel modo più rapido e preciso possibile. Per il Live è consigliato in certi casi far suonare lo strumento ad un Roadie o Tecnico Competente cosi da non impegnare il musicista/artista per lungo periodo di test e taratura, per poi rifinire il tutto una volta che il musicista va a fare le prove.

n.b. Se si lavora nel mix con il Gain mantenendo il Fader a 0 dB, per ogni movimento del Gain deve corrispondere la stessa variazione della Threshold, altrimenti si va a sfasare il livello di processamento dapprima considerato (anche se in realtà e soprattutto in utilizzo di pre-amplificatori non di qualità, l’amplificazione non essendo trasparente tende a creare variazioni dello spettro e dinamica del segnale audio, per cui è necessario in ogni caso effettuare un nuovo controllo che tutti i parametri siano correttamente tarati).

SINGOLO STRUMENTO (Nota Fissa)

Compressione Livellante

  • Rilevare la fondamentale (fig. 5), impostare il filtro adeguatamente regolato nei parametri di frequenza centrale e Bandwidth per consentire il processamento desiderato della fondamentale.

Fig. 5

n.b. Per fondamentale c’è da dividere tra fondamentale naturale e suono ripreso, in cui generalmente soprattutto per i microfoni Dinamici, hanno una determinata equalizzazione, e questa equalizzazione altera lo spettro naturale dello strumento stesso, spesso portando valori armonici a livello energetico della fondamentale. Per cui il picco da considerare è la fondamentale (apparente) che è quella portata dalla ripresa microfonica.

  • Impostare la Threshold a – 3 dB dal picco considerato di maggiore livello (fig. 6), (in quanto che l’audio ha valori positivi e negativi e a volte può capitare che è la parte di onda negativa ad avere il picco più alto) così da avere come riferimento la massima riduzione da dare, non più di 3 dB in caso si necessiti di maggiore spazio dinamico in considerazione anche del genere musicale, o per ridurre eccessive escursioni e risonanze alla fondamentale (più di 3 dB si comincia a percepire perdita di attacco e fuoco sulla nota dello strumento, e questo se si lavora sulla reale fondamentale di espressione dello strumento, mentre se il picco in cui si va a lavorare è un’espressione energetica data dalla ripresa microfonica la perdita di attacco sarà più legata alla percezione di un buco tonale in quel range di frequenze, in più si mantiene a giusta distanza il picco dal Sostegno e questo aiuta a prevenire un possibile mascheramento dell’attacco, ed inoltre evita ad esempio che ci sia una differenza energetica rilevante tra il picco positivo e negativo e questo può essere causa se eccessivo, di percezione di un decadimento improvviso se il secondo picco (generalmente quello negativo) è troppo basso, o effetto fionda se è troppo basso il primo picco (generalmente quello positivo), causando alterazioni della risposta d’attacco percepita). Se c’è bisogno di comprimere di più abbassare la Threshold e proporzionalmente abbassare anche il valore di Range o Ratio così da avere una compressione più morbida e distribuita su tutta la dinamica, potendo processare meno invasivi mantenendo una compressione più qualitativa.

Fig. 6

  • In utilizzo di processore multibanda ma anche equalizzatori dinamici in considerazione di una non ben definita fondamentale apparente, inserire nel processamento tutta la banda di frequenza a +/- 1 dB rispetto al livello di fondamentale, così da prevenire picchi indesiderati anche dopo aver controllato la fondamentale e mantenere una riduzione costante sui picchi di livello, avendo cosi una maggiore trasparenza ed omogeneità di processamento. In ogni caso è possibile aumentare o ridurre la Bandwidth secondo l’intorno dei +/- 1 dB e valutarne gli effetti caso per caso.
  • Se i picchi di valore massimo energetico sono su due bande di frequenze distinte, allora lavorare con due o più filtri l’uno sulla relativa banda interessata, cosi da evitare di utilizzare un filtro a più larga banda ed interessare al processamento anche frequenze non necessarie.
  • Rilevare il tempo al primo picco che è quello della frequenza di maggiore livello energetico (la fondamentale apparente), dal valore impostato di Threshold al picco (il picco della prima onda che sia in positivo o negativo), in questo caso è il tempo che va da – 3 dB al picco, garantendo di prendere correttamente e livellare più omogeneamente il picco positivo e picco negativo dell’attacco, anche se ad esempio è il secondo picco (quello negativo) ad avere maggiore energia. Se il primo picco non supera la Threshold semplicemente non necessiterà di processamento e quindi verrà livellato solo il secondo picco.
  • Impostare l’attacco (fig. 7) secondo quel valore. Stabilire un valore anche leggermente più basso può essere utile per essere più sicuri di prendere al processamento nel caso superi la soglia, anche il primo picco, così da avere anche margine di processamento soprattutto se la sorgente è molto instabile e varia dinamicamente nel tempo.

Fig. 7

  • Impostare il livello di rilascio con massimo valore al livello finale del Decay (fig. 7), gestendo cosi pienamente quanto più Transiente processare, cercando di non essere più brevi del picco stesso per non creare un effetto fionda e mal processamento.
  • Stesso discorso se si vuole invece enfatizzare un transiente poco espresso, solo con il processore impostato per amplificare (Upward Expansion) invece che per ridurre (Downward Compression).

n.b. Se si necessita di ridurre di molto il livello di Transiente, (per evitare che il livello dell’attacco vada sotto quello del sostegno, essendo cosi pienamente perso e via via mascherato), può essere ancor più utile utilizzare un compressore Wideband, in cui al superamento della soglia tutto lo spettro audio viene attenuato e questo consente di mantenere più precisamente il giusto rapporto tra i vari stati dinamici, in cui ne andranno a risentire maggiormente esclusivamente le parti dinamiche di rilascio più basse, e spesso anche meno percepite, in quanto che più basso del rumore di fondo intrinseco del processore stesso non si può andare e quindi la dinamica tenderà a comprimersi sulle zone basse, avendo poi accortezza di alzare il livello di guadagno allo stadio di uscita se si necessita di incrementare il livello di loudness percepito, riportando i picchi ai più alti valori, facendo attenzione al risalto dei contributi armonici e risonanti per effetti secondari dovuti a questo processamento, per cui si va poi a necessitare di modifiche sui controlli tonali sull’equalizzatore che sia prima o dopo lo stadio di processamento dinamico (senza aggiungerne uno nuovo).

Compressione Levigante

  • Rilevare le bande di frequenza da processare (es. per dare più aria, meno legno, più presenza, meno risonanza, ecc..).
  • Impostare il filtro per lavorare sulla banda definita con le impostazioni dei parametri desiderate.
  • Impostare la Threshold al valore dinamico del Sustain (fig. 8) analizzando lo spettro audio, (meglio se – 3 dB sotto così da avere un valore RMS più efficace nella percezione e garantire di prelevare nel processamento eventuali sbalzi dinamici), quindi nel caso multibanda analizzare il livello energetico della banda da processare e regolare finemente la Threshold per arrivare ad avere – 3 dB, (il riferimento al livello di Sustain è utile soprattutto nel caso in cui il segnale audio sia sopra alla Threshold, non potendo così identificare se si trova sopra o sotto il livello di sostegno e quindi a che punto dell’espressione dinamica si trova), (considerando il livello energetico della banda di frequenze che si vuole processare) così da arrivare a comprimere adeguatamente al sostegno senza intaccare troppo l’attacco (questo è molto utile lasciando quindi inalterata la dinamica di attacco anche su frequenze che percepiamo tonalmente non corrette, ma che nella fase di attacco non sono rilevabili con incidenza sulla percezione ma aiutano in ogni caso a percepire la dinamica dello strumento, riducendone invece la loro presenza percettiva nella fase di sostegno ed eventualmente rilascio) mentre con Threshold molto più basse si parte molto prima a comprimere e ne risente anche l’attacco ottenendo a livello percettivo un simile risultato. Attraverso l’analisi dello spettro in frequenza rifinire il valore della Threshold in modo tale che si trovi in media a – 3 dB dal valore energetico medio della banda di frequenze da processare, considerando di non dover superare la soglia pre-impostata in quanto come detto andrebbe a lavorare in modo non preciso e qualitativo sul sostegno. Tenere quindi come massimo livello di Threshold quello del sostegno per livelli energetici di banda di frequenze che superano con i picchi medi tale soglia, essendo identificati più che altro come contributo nella fase di attacco.

Fig. 8

  • Lo stesso discorso vale in caso di enfasi, lavorare quindi sul sostegno e rilascio.
  • Impostare il tempo di attacco al livello di sostegno (fig. 9), (il livello di sostegno è quella parte dinamica che ci permette di percepire il loudness delle note, quindi processando su di esso è possibile variarne la presenza percepita con maggiore precisione rispetto a lavorare sugli altri parametri dinamici), (identificando il tempo che va dal valore impostato dalla Threshold nella fase di attacco fino al livello di sostegno), e gestire il rilascio per quanto tempo lo si vuole tenere compresso, facendo attenzione alla fase di rilascio e soprattutto a non prolungarlo troppo per non andare a toccare il successivo picco. Per questo valori di Threshold più bassi per arrivare al sostegno di note più basse saranno con tempo di attacco più lungo, partendo con superamento della soglia prima, al contrario per note con valore energetico sempre più alto.

Fig. 9

  • Lavorando con la curva di Knee è possibile decidere quanto prima o dopo regolare il livello di processamento, ad esempio per partire più possibile al valore di Sustain, oppure per cominciare già nella fase del Transiente, modificandone cosi in parte o totalmente anche l’attacco.
  • Per ridurre risonanza in rilascio, impostare il valore Threshold al più basso livello di decadimento della risonanza, ed impostare l’attacco al tempo di rilascio. Se la risonanza è molto presente o in ogni caso concentrata nell’attacco e/o sostegno, meglio utilizzare un equalizzatore statico.
  • In entrambi i casi regolando il Release, si va a decidere quanto andare ad intaccare sul processamento l’audio del sostegno e del rilascio.
  • Per mantenere naturalezza il rilascio non dovrebbe essere più lungo della durata complessiva dell’espressione musicale (fig. 9), considerando come 0 ms, il tempo che comincia da quando il segnale scende sotto la Threshold impostata per il Sustain fino al tempo di decadimento completo.

n.b. In questa fase, impostato il primo filtro gli altri sono già a posto c’è solo da correggere il livello di Threshold e regolarne il Range o la Ratio (riportare quindi come base i valori di attacco e rilascio agli stessi valori degli altri filtri dedicati alla Levigatura se questo non è fatto in modo automatico dal processore all’aggiunta di nuovi filtri.

n.b. Una volta impostato tutto, lavorando con il Range è possibile definire quanto più o meno processare alle varie bande di frequenza.

n.b. Se il livello di Range non è abbastanza per amplificare o attenuare a valori desiderati, abbassare il livello di Threshold facendo attenzione a non processare a livello di Sustain per il Livellamento e a non processare troppo in basso per la Levigatura così da non creare artefatti e sonorità indesiderate e difficilmente poi controllabili soprattutto a livello dinamico, e soprattutto per valori troppo bassi si va a lavorare in prossimità del rumore di fondo rischiando in fase di amplificazione di enfatizzarlo troppo.

n.b. Nel Livellamento considerare sempre il picco massimo ed eventualmente abbassare la Threshold ai valori di picco medio in caso si necessiti di più spazio dinamico e maggiore controllo dei transienti, mentre nella Levigatura, considerare di valutare l’espressione dinamica media del sostegno, in quanto che l’energia data dallo strumento può variare in base all’esecuzione, aumentando o riducendo opportunamente il valore di Range o Ratio per avere un processamento più morbido e naturale oppure più aggressivo.

n.b. Attraverso il Gain di ogni filtro è possibile in caso di necessità dare guadagno al suono compresso o espanso per livellare il guadagno in modo rapido, e diretto effettuando un tipo di processamento ibrido tra statico e dinamico creando un offset con il guadagno statico dal quale valore parte il processamento dinamico. Oppure utilizzandolo come equalizzatore statico per processare determinate frequenze o intere bande.

n.b. Se si utilizza un Auto Gain di uscita ma anche impostandolo manualmente per bilanciare il suono compresso al livello di picco, cosi in certi casi da far risaltare armoniche e risonanze e bilanciare il livello con altri picchi all’interno dello stesso mix, considerare sempre di utilizzare un Auto Gain adattivo, cioè che segua il movimento di compressione e non sia invece fisso, in quanto che fisso da sempre quel guadagno impostato in uscita e quindi se comprimo ad esempio di 3 dB con guadagno a + 3 dB avrà in uscita 0 dB ma se comprimo di 6 dB sempre con guadagno di uscita a + 3 dB avrò – 3 dB quindi non più bilanciato.

n.b. Se il processore presenta un controllo di Release Hold o Hold, gestire il tempo di questo parametro con lunghezza massima per la durata del sostegno, utile soprattutto se si avvertono improvvisi oscillazioni del suono, soprattutto se il tempo di Release è molto breve, od utile anche per mantenere una riduzione dinamica più stabile ed efficiente, soprattutto in compressioni molto aggressive, che anche in questo caso tendono a creare un suono oscillante. Valori alternativi per ottenere particolari effetti creativi.

SINGOLO STRUMENTO (Nota Variabile)

Compressione Livellante

  • Si considera il picco massimo e quindi nota riferita al picco di espressione tonale nel suo complesso. Con stessi principi di impostazione Threshold, Attacco e Rilascio visti prima.

Compressione Levigante

  • Si considera il sostegno medio dell’espressione musicale nel suo complesso per la banda di frequenze di riferimento da processare. Con stessi principi di impostazione Threshold, Attacco e Rilascio visti prima.

MIX DRUM e MIX Totale

Stessi principi di Livellamento e Levigatura visti, rilevando picchi e Sostegno in questo caso sul segnale audio complessivo del gruppo e/o mix secondo alcune teorie:

n.b. Il processo di livellamento consente anche di regolare le escursioni dinamiche dei vari strumenti così da rendere il mix più chiaro e meno mascherato a livello percettivo.

Creare un gruppo mix di strumenti come batteria ed insiemi strumentali, è utile per rifinire ulteriormente il livellamento dei picchi, cosi da mantenere più stabile e chiara la percezione dei singoli strumenti nel suo complesso all’interno del mix. Il picco di un Mix o Group Mix può essere definito dal singolo strumento ma anche dall’interazione di fase ed ampiezza di più strumenti su note coincidenti. Per questo è necessario capire se il picco è dato dal singolo strumento oppure se più strumenti hanno un valore energetico simile, e processare quindi sul singolo o più strumenti senza intaccare il resto del mix e senza intaccare l’eventuale stessa nota di un secondo strumento ma che presenza picco di più basso valore non da processare.

  • Lavorare sempre (se si dispone della traccia) sul singolo strumento e non sul mix o gruppo mix. Questo permette di essere più precisi nel controllo del Transitorio ed evitare di utilizzare più processori.
  • Se si necessita di ridurre un transiente troppo espressivo per bilanciare l’escursione dinamica tra le sorgenti del mix utilizzare un filtro Flat in un compressore Multibanda o Equalizzatore Dinamico o un processore Wideband, questo è utile per evitare di ridurre eccessivamente ed eventualmente se già fatto prima ulteriormente la fondamentale o singole o piccole porzioni di banda, distorcendo l’espressione dinamica del transiente. In utilizzo di un processore Wideband si mantiene cosi stabile e naturale il comportamento dinamico alle varie frequenze.
  • Impostare il livello di Threshold al livello che si vuole ridurre il picco, ad esempio ad un livello tale da pareggiare i picchi medi del Mix o Group Mix, così da non intaccare altre parti dinamiche dello strumento/i stesso/i che non necessitano di processamento.
  • Impostare attacco e rilascio secondo le filosofie viste precedentemente, avendo accortezza di far rientrare nel processamento solo il transiente.
  • Limitare la riduzione del transiente al livello di Sustain, questo per evitare di perdere completamente la percezione dell’attacco, ed evitare effetti fionda, quindi sbalzi di volume per Sustain a livello energetico superiore a quello di attacco. Impostare il livello di attacco al livello di Sustain aiuta in certi casi ad aumentare il Loudness medio percepito del volume della sorgente a scapito di una riduzione del transiente percepito.

n.b. Questo processore se applicato all’intero mix invece che al singolo strumento, è utile per comprimere i picchi di segnale e se necessario successivamente enfatizzare il guadagno di uscita al fine di bilanciare il Loudness del segnale audio, ad esempio aiutati da un analizzatore di Loudness come LUFS Meter.

n.b. L’analisi dello spettro di un gruppo o mix, può essere molto utile per capire il livellamento dei volumi dei singoli strumenti, quindi se dare maggiore guadagno ad uno piuttosto che ad un altro per pareggiarne i picchi o per farne risaltare il Loudness di percezione lavorando con un processamento dinamico più aggressivo sull’uno piuttosto che sull’altro. Può essere molto utile guardare il livello di sostegno dei vari strumenti e considerare quello per il bilanciamento, essendo come detto più volte il Sustain ad essere l’energia di Loudness medio percepito.

Per il processo di Levigatura limitare questo al singolo strumento in quanto che all’interno di un mix si andrebbe sempre ad intaccare più strumenti e si necessiterebbe comunque di aggiungere un ulteriore processore, questo a meno di non trovarsi in fase di Mastering in cui molto spesso si hanno da processare solo Mix completi o parti di Mix comunque limitati (Stems), ed in questo caso è necessario identificare il singolo strumento all’interno dello spettro del Mix e processare sullo strumento stesso cercando di introdurre su di un processamento dedicato altre parti strumentali, discorso che vale anche per il processo di Livellamento.

LUFS Meter

LUFS Meter può essere utile per realizzare un mix secondo standard e normative, mentre in eventi live per realizzare un mix in certi casi meno dinamico ma più rispecchiabile ad esempio la dinamica di una registrazione ed utile anche dopo opportuno rilevamento, processare gli strumenti che suonano sopra a sequenze e dinamiche pre-mixate e masterizzate. A questo proposito se c’è la possibilità meglio utilizzare tracce di sequenze non processate, ma DRY, cosi da processarle in modo adeguato al nuovo mix.

Parallel Processing

n.b. Se il risultato ottenuto è troppo duro ed aggressivo e non si riesce ad ammorbidire senza intaccare la naturalezza della dinamica dello strumento da processare, utilizzare il processo parallelo riducendo la percentuale di MIX, cosi da inserire la naturale dinamica dello strumento mixata in cui generalmente se il MIX è al 100% dal processore esce solo il segnale processato, mentre se allo 0% solo il segnale in ingresso, non processato. Abbassare quindi il valore dal 100% fino a percepire la giusta morbidezza ricercata. Questo parametro è anche molto utile in caso si vogliano processamenti diversi per parti musicali differenti senza dover creare diversi preset di processamento (processamento limitato al contesto più aggressivo, meno aggressivo, più naturale, meno naturale).

Riprese Stereo e Multicanale

In riprese stereo e multicanale in caso si necessiti di rivitalizzare in modo separato la parte centrale rispetto a quella laterale, compreso la rivitalizzazione e processamento di effetti, è bene utilizzare questi processi con i processori impostati in modalità M/S. Questo aiuta anche nei Mix, a processare più selettivamente lo strumento desiderato, avendo separazione tra segnali ripresi in stereo e quelli mono, o misto.

Ripresa con Microfoni a Condensatore ed Ibrida Dinamici – Condensatore

Per compensare la riduzione dell’attacco nella ripresa con microfoni a condensatore, utile enfatizzare leggermente il transiente di attacco utilizzando un processamento Wideband per mantenere un’omogena distribuzione dello spettro dinamico.

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